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La poesia dell'immagine

Venezia a modo mio

equilibriarte.org : Stefania Zennaro : blog : 2008

POESIA


POESIA

El mio far poesia xe semplice
fato de pensieri picenini
scriti cussì, come che i vien,
messi subito su la carta
e sensa venir rileti.
Xe na poesia co la "p" minuscola.

Ma la xe fata da pensieri
che vien da l'anima,
i nasse nel cuor
pian pian i se forma
i se svarigola
i se ingrossa
i va su
i ariva nel servelo
i me impenisse la testa
i se s-ciarise 'na s-ciantina
e passando per el brasso eco...
i ariva su la carta.

Ma anca se i xe pensieri picenini
semplici
co i parla de ti,
Venessia,
amo lo stesso ciamarli
poesia

POESIA

Il mio fare poesia è semplice,
fatto di pensieri piccolini
scritti così, come vengono,
messi subito sulla carta
e senza venir riletti.
E' una poesia con la "p" minuscola.

Ma è fatta di pensieri
che vengono dall'anima;
nascono nel cuore
piano piano si formano
si svitano
si ingrossano
vanno su
arrivano al cervello
mi riempiono la testa
si schiariscono un pochino
e passando per il braccio ecco…
arrivano sulla carta.

Ma anche se sono pensieri piccolini
semplici
quando parlano di te,
Venezia,
amo lo stesso chiamarli
poesia

ANGOLO CARATTERISTICO


ANGOLO CARATERISTICO

Ghe xe un campielo
a l’ombra de le campane
de la vecia ciesa
el sol de l'alba basa co teneressa
la fronte de le antiche piere
caressando l'immortalità
de la so belessa.
Drio la curva del rio
la mente se perde ne i ricordi.
Par che el tempo
se ingruma su se stesso
fin a formar un spassio
dove solo Venessia sa esister.

ANGOLO CARATTERISTICO

C'è un campiello
all'ombra delle campane
della vecchia chiesa,
il sole dell'alba bacia con tenerezza
la fronte delle antiche pietre
accarezzando l'immortalità
della loro bellezza.
Dietro la curva del rio
la mente si perde nei ricordi.
Sembra che il tempo
si raggomitoli su se stesso
fino a formare uno spazio
dove solo Venezia sa esistere.

VOLO NEL TRAMONTO


VOLO NEL TRAMONTO


In un riverbero infuocato
il giorno scoppia
frantumando il sole
che si sbriciola nel mare.
Un gabbiano,
le ali tese travolte dalla luce,
sorvola le onde che cavalcano la laguna,
la cresta dorata
scarmigliata dal vento del tramonto.

ACQUA ALTA

AQUA ALTA
(dal libro VENEZIA A MODO MIO I° premio SAN MARCO-CITTA' DI VENEZIA 2006

Pianse el cielo
tute le so lagrime de sal,
urla el mar
tuto el so dolor,
trema Venessia
de sgomento e de paura.
Fragile
Indifesa
vede l'aqua sorela
voltarghese contro.
Fradicio
un gato miagola pian.
El so pianto se unisse al mio
e se perde ne la piova,
unici rumori
de sto silensioso drama

ACQUA ALTA

Piange il cielo
tutte le sue lacrime di sale,
urla il mare
tutto il suo dolore,
trema Venezia
di sgomento e di paura.
Fragile
indifesa
vede l'acqua sorella volgerlesi contro.
Fradicio
un gatto miagola sgomento.
Il suo pianto si unisce al mio
e si perde nella pioggia,
unici rumori
di questo silenzioso dramma



IL ROGO DELLA FENICE

IL ROGO DELLA FENICE
(dal libro VENEZIA A MODO MIO I° class. premio SAN MARCO-CITTA' DI VENEZIA 2006
I° class. premio SAMAHDI - Schio VI. per la poesia singola 2004
II°class. premio LA DONNA SI RACCONTA -Pesaro 1995

Gelida notte di vetro
trasparente e senza spigoli;
odore acre di fumo si alza
fino agli indifferenti
brillanti occhi del cielo.
Il fuoco avvolge
arde
distrugge.
Scintille vive di luce e bellezza
sputano al cielo coriandoli di infernale carnevale;
a terra, macerie annerite coperte di cenere,
simulacro dello scempio al tempio delle muse.
Venezia guarda
ricorda
piange

EL ROGO DE LA FENICE

Gelida note de vero
trasparente e sensa spigoli;
odor acre de fumo se alsa
fin ai indiferenti brilanti oci del cielo.
el fogo avolge
arde
distruge.
Scintie vive de luce e belessa
spua al cielo coriandoli de infernal carneval;
a tera,
macerie anerie coverte de senere,
simulacro del scempio al tempio de le muse.
Venessia varda
ricorda
pianse

FINESTRA SOTTO IL TETTO

FINESTRA SOTO I COPI (dal libro VENEZIA A MODO MIO I° premio SAN MARCO-CITTA' DI VENEZIA 2006


Palpiti rossi de petali de gerani
vibra su la bianca piera
del pogiolo antico,
sbiadii i scuri sbate al vento,
schege de luce
atraversa la tenda de trine.
Xe silensio intorno
roto solo dal vento
e dal ronfar del gato
stravacà su la piera del balcon.

I muri intorno
fa risaltar el tempo.

FINESTRA SOTTO IL TETTO

Palpiti rossi di petali di geranio
vibrano sulla bianca pietra
del poggiolo antico,
sbiadito l'infisso sbatte al vento,
poche schegge di luce
attraversano la tenda di trine.
è silenzio intorno
rotto solo dal vento
e dal ronfare del gatto
disteso sulla pietra del balcone.

I muri intorno
fanno risaltare il tempo.

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA (dal libro VENEZIA A MODO MIO I° class.premio internazionale SAN MARCO-CITTA' DI VENEZIA 2006
I° class. premio internazionale SAN MARCO-CITTA' DI VENEZIA 2003

Surreali da fiaba i colori sulla laguna.
Aria e acqua parevano immobili,
come fissati su foto da un turista strambo;
il cielo, in fondo, era così scuro
quasi che l'aria si fosse fusa al piombo;
sotto, l'acqua pareva un foglio di carta velina
appena appena spiegazzata
ancora baciata dai raggi di un sole
che, curioso, aspettava ancora un poco
prima di tramontare.
Quattro gabbiani volavano in cerchio
tuffandosi a turno fra le piccole onde
e il vaporetto passando
non disturbava i loro giochi.
Un lampo illumina l'aria
squarciando quell'atmosfera
di soffocante attesa,
poi un altro e un altro ancora…
il rumore del tuono sovrasta
il ronfare stanco dei motori.
...E scoppia il mondo!
L'acqua s'increspa in onde abnormi,
il vento sferza i fianchi del vaporetto
che arranca impavido;
e mentre un terrificato sole
scappa oltre il bordo dei pensieri visivi
sulla laguna cade un pezzo di cielo liquefatto.


LA QUIETE PRIMA DE LA TEMPESTA

Sureali da fiaba i colori su la laguna
Aria e aqua par imobili
come fissai su foto da un turista strambo;
el cielo, in fondo, gera cussì scuro
quasi che l'aria se fusse fusa al piombo;
soto, l'aqua pareva un foglio de carta velina
apena apena spiegassada
ancora basata da i ragi de un sol
che, curioso, spetava ancora un poco
prima de tramontar.
Quatro gabiani svolava in cerchio
tufandose a turno fra le picole onde
e el vaporeto passando
no disturbava i so soghi.
Un lampo ilumina l'aria
squarciando quela atmosfera
de sofocante atesa,
po’ un altro e un altro ancora…
el rumor de el tuono sovrasta
el ronfar stanco de i motori.
...E scopia el mondo!
L'aqua se increspa in onde abnormi,
el vento sferza i fianchi del vaporeto
che aranca impavido;
e intanto che un sol terificà
scampa oltre el bordo de i pensieri visivi
su la laguna casca un tòco de cielo liquefà.

ALBA

ALBA

Sora i copi
ghe xe ancora 'na fragola de luna,
in un angolo del cielo
tre stelete
picenine e ciare.
El respiro de la gondola
resta sospeso ancora per un poco
nela note che pian svanisse.

'Po la luce scopia radiosa
rimbombando contro sta cità
che par no voler svegiarse mai.

ALBA

Sopra i tetti
c’è ancora una briciola di luna,
in un angolo del cielo
tre stelline
piccine e chiare.
Il respiro della gondola
resta sospeso ancora per un poco
nella notte che piano svanisce.

Poi la luce scoppia radiosa
rimbombando contro questa città
che sembra non volersi svegliare mai.

PONTE SUL RIO MARIN

PONTE SUL RIO MARIN


El riflesso del ponte sul rio
trema al pasagio del turista estasià.
El scato dela foto no turba
la sofusa luce crepuscolar,
e l'aqua se ricompone
per un'altra imagine


PONTE SUL RIO MARIN


Il riflesso del ponte sul rio
trema al passaggio del turista estatico.
Lo scatto della foto non turba
la soffusa luce crepuscolare,
e l'acqua si ricompone
per un'altra immagine



UMORE ALLA VENEZIANA

UMOR ALA VENESSIANA dal libro VENEZIA A MODO MIO I° class. premio internazionale SAN MARCO-CITTA' DI VENEZIA 2006

So venessiana!
co vado su per un ponte...
dopo devo per forsa tornar xo.
Cussì, come un giorno
ghe xe un sol splendido
e el giorno dopo
l’acqua vien xo a caini...
se el mio spirito e el me umor
va su e xo come i scaini...
cussì,
come un ponteseo fa un arco
e taca ‘na riva a n’altra,
taco l’ogi al doman,
un soriso a 'na ridada
passando per un bel pianto.
Soporteme!
demoghe la scusa che amo i ponti...
so venessiana!

UMORE ALLA VENEZIANA

Sono veneziana!
quando vado su per un ponte…
dopo devo per forza tornare giù.
Così, come un giorno
c'è un sole splendido
e il giorno dopo
l'acqua vien giù a catinelle…
se il mio spirito e il mio umore
va su e giù come i gradini…
così,
come un ponticello fa un arco
e attacca una riva all'altra,
attacco l'oggi al domani,
un sorriso ad una risata
passando per un bel pianto.
Sopportatemi!
diamo la scusa che amo i ponti…
sono veneziana!

LA MUSICA DEI RICORDI

LA MUSICA DEI RICORDI

'Na musica in sordina
niente altro
che 'na manciatina de note

E dai profondi meandri
de la mia curta storia
riafiora
ricordi de veludo
ala dolse melodia
de indimenticae emossion



LA MUSICA DEI RICORDI

Una musica in sordina
nient'altro
che una manciatina di note

E dai profondi meandri
della mia breve storia
riaffiorano
ricordi di velluto
alla dolce melodia
di indimenticate emozioni


VETRO ROTTO

VERO ROTO

Vardando oltre la trasparensa
de un vero roto
indago nel'intimità del'imaginifico,
dolsi armonie de soni e colori
compagna el me vagar.
No sò sola,
mile e mile picole entità
slusega nela mia mente...

Divagassion sula punta dei pensieri.

VETRO ROTTO

Guardando oltre la trasparenza
di un vetro rotto
indago nell'intimità dell'immaginifico,
dolci armonie di suoni e colori
accompagnano il mio vagare.
Non sono sola
mille e mille piccole entità
luccicano nella mia mente.....

Divagazioni sulla punta dei pensieri



PASSEGIANDO PER VENESSIA

PASSEGIANDO PER VENESSIA

Ieri so andada a Venessia e me xe tornà in mente
co me piaseva caminar al contrario de la gente,
quando che gero picenina
e la mama me teniva per manina.
"Ti xe tuta roversa, no so più cossa dirte,
cussì me toca de tenirte!"
E 'po... 'Sta atenta per tera... ti stavi per pestar...'
mi me girava, e drita tornavo a caminar.
Ma la schersava, no gera miga vero!
ma ogni volta ghe cascavo come un pero.
Opur caminavo col naso al cielo,
per scansar "i ricordini" de qualche colombelo.
El me papà el me sìgava
perché a tuti quei che passava
andando a zig zag sbatevo adosso:
"Sta atenta a la gente! Ti te spacarà un osso;
un giorno o l'altro ti finissi xo per la riva!"
E tuta la mia alegria cussì la spariva
e continuavo a caminar imusonìa
per quela strada che... no xe mai finìa.

Ancora adesso co camino per Venessia me vien vogia de girarme;
vardo ‘na vetrina, fasso finta de fermarme.
'Po torno a caminar...
ma per forsa in alto go ancora da vardar!
Alora fisso un balconsin, 'na finestrela...
ma me sento stupida, no so più 'na putela.
Vedo le piere rote, le crepe sui muri,
perfin i lampioni i me par più scuri.
Anca la luna co tute quee so stele,
che le credevo perle fra e più bele,
le me par perfin sbiadie
fin che le varda ste vece piere imatonie.

...E questa xe come una de quee rime che inventavo
quando per cale e calete col naso in su andavo,
quando che gero ancora picenina
e me tenivo a la mama per manina.

PASSEGGIANDO PER VENEZIA

Ieri sono andata a Venezia e mi è tornato in mente
quando mi piaceva camminare al contrario della gente,
quando ero piccolina,
e la mamma mi teneva per manina.
"Sei tutta rovescia, non so più cosa dirti,
così mi tocca tenerti!"
E poi… "Stai attenta per terra… stavi per pestare…
io mi giravo, e diritta tornavo a camminare.
Ma scherzava, non era mica vero!
ma ogni volta ci cadevo come un pero.
Oppure camminavo col naso al cielo,
per scansare "i ricordini" di qualche "colombelo".
Il papà mi sgridava
perché ad ognuno che passava
andando a zig zag andavo addosso:
"Stai attenta alla gente! Ti spaccherai un osso;
un giorno o l'altro finisci giù dalla riva!"
E tutta la mia allegria così spariva
e continuavo a camminare immusonita
per quella strada… che non è mai finita.

Ancora adesso quando cammino per Venezia mi vien voglia di girarmi,
guardo una vetrina, fingo di fermarmi.
Poi torno a camminare…
ma per forza in alto devo ancora guardare!
Allora fisso un balconcino, una finestrina…
ma mi sento stupida, non son più bambina.
Guardo le pietre rotte, le crepe sui muri,
perfino i lampioni mi sembrano più scuri.
Anche la luna con tutte quelle sue stelle
che credevo perle fra le più belle,
mi sembrano perfino sbiadite
mentre guardano queste vecchie pietre instupidite.

… E questa è come una di quelle rime che inventavo
quando per calli e "callette" andavo,
Quando ero ancora piccolina
e mi tenevo alla mamma per manina.



ACQUA

AQUA

Stanote
l'arsura fa bochegiar el tempo.
Un lampo squarcia obliquo el cielo...
ma tropo lontan per esser sentio.
El silenzio xe total,
par che la laguna trategna el respiro
spetando l'agognata piova.
Le grosse nuvole plumbee
no vol passar la linea de l'orisonte.
'Po, improviso, inateso, fragoroso,
el rugito de el cielo squarcia l'aria.
El gato
che placido respirava el caldo
fa un salto e scampa.
Adesso la piova tanto atesa ariva,
tropa, dirompente,
spaca argini e bariere.
Un vento distrutor la precede e l'acompagna.
Ghe xe ancora una via de meso
fra el ben e el mal?

ACQUA

Stanotte
l'arsura fa boccheggiare il tempo.
Un lampo squarcia obliquo il cielo...
ma troppo lontano per essere udito.
Il silenzio è totale,
pare che la laguna trattenga il respiro
in attesa dell'agognata pioggia.
Le grosse nuvole plumbee
non vogliono passare la linea dell'orizzonte.
Poi, improvviso, inatteso, fragoroso,
il ruggito del cielo squarcia l'aria.
Il gatto
che placido respirava il caldo
sobbalza e fugge.
Ora la pioggia tanto attesa arriva,
troppa, dirompente,
infrange argini e barriere.
Un vento distruttore la precede e l'accompagna.
C'è ancora una via di mezzo
fra il bene e il male?

NOTTE A VENEZIA

NOTE A VENESSIA
Note invarigolada de luna e de stee
note spetenada da vantasso sbarasin
note spaxemada dal nero splendor
Ah! note 'sì rufiana
note venessiana

NOTTE A VENEZIA
Notte aggrovigliata di luna e di stelle
note spettinata da ventaccio sbarazzino
notte spaventata dal nero splendore
Ah! notte così ruffiana
notte veneziana


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