fremiti...
Monday March 24, 2008
Siamo in un epoca in cui l’arte viene presentata come un’esercitazione inutile. La pittura, scultura e ambiti “altri” soffre di sovrapposizioni intellettualoidi, cioè quelle manifestazioni di "veri artisti di fama" che espongono nelle grandi sedi per l'Arte Moderna e Contemporanea, che grazie al talento si ritrovano sulle riviste patinate del settore, o con brochure di alto livello zeppe di autentiche, meritate e “sincere” ovazioni...
Secondo il mio punto di vista, il problema è che non c'è più alcun rapporto con la visibilità legata al pensiero, al sociale, alla testimonianza storica del presente al regalare emozioni.....
Di fronte a certe proposte di “simbolo e definizione” siamo dinanzi al “fumetto”, al banale, all' effimero che non può, in quanto privo di anima, suscitare quelle espressioni profonde che toccano le ragioni interiori della vita.
Si parla di “ realtà dell’oggetto” in cui non vi è più nulla di ciò che dovrebbe far pensare…
Arte quindi per una elite di pochi eletti, con risvolti reconditi ai più, ma solo frutto di interpretazioni, senza alcuna ispirazione, questo a mio avviso non è più arte.
Credo poi che l'opera d'arte ha la caratteristica di non essere utile a niente, se non alla percezione estetica individuale. Ma se è la "funzione dell'oggetto" che prevale allora è "artigianato", anzi commercio: esporre manufatti decorati di bigiotteria orafa, "schiaccia" e reprime la funzione estetica dell'arte, diventa un interesse diverso, assume un ruolo prettamente decorativo, ha quasi lo stesso valore della sfilata delle merci all'uscita dall'autogrill.
Si dovrebbe intravedere l'orizzonte della cultura virtuosa, quella dei bisogni dell'uomo che guarda e vede ed è in questo senso che ho avuto l’intuizione creativa di presentare l’installazione “ Staremo tutti bene” (quella che ho dovuto ritirare dalla mia “micro-mostra”) animato dalla desiderio di aprire una riflessione, "un comunicare" per discutere ed apprendere i più semplici e veritieri canoni per una lettura vera dell’opera d’arte; per superare la passività e nello stesso tempo imparare a leggere, in maniera conveniente, ciò che lo merita, ovvero un reale contenuto culturale, un messaggio legato alla profondità comune delle idee, non il solipsistico ego dell'artista. In ultimo, affermo che l'arte è a mio avviso, quella forma di espressione visiva che tende a decifrare e interpretare il mondo e il nostro tempo, a individuare i mali che lo attanagliano, a farne denuncia.
"Se l'estetica ottocentesca dell' art pour l'art identifica il bello con l'assenza di scopo e il brutto con il funzionale tout court, ne consegue che il posto piu' funzionale della casa sono "le latrine o le sedie dove posare il culo". Una tazza di gabinetto ( L'Orinatoio, Fontana di Duchamp )sottratta alla sua funzione smette di essere utile, e di conseguenza ha la possibilita' di manifestare "un nuovo mondo di bellezza". (Werner Hoffman, i fondamenti dell'arte moderna, Donzelli)
category: arte contemporanea - March 24, 2008 01:27 PM
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