fremiti...
Saturday November 8, 2008
La vera minaccia, per tutti, è costituita dagli interessi e dal dominio. L'occidente, si trova nella morsa di una tremenda crisi finanziaria, politica, sociale al tempo stesso.
La vittoria di Obama, è la vittoria dei diritti umani. Non è la vittoria di un partito o di una ideologia. E' una vittoria molto più ampia e profonda.
E' la vittoria di un nuovo modo di fare politica, di un'altra agenda della politica, di un nuovo modo di considerare le persone, la gente, la società civile responsabile.
E' giunto il momento di cambiamento per gli Stati Uniti. Lo può essere anche per noi e per il mondo intero.
Questo può riportare nel mondo la ricostruzione di una nuova architettura delle istituzioni internazionali, del dialogo.
I conflitti sono legati al controllo del petrolio e dell'oppio,( Ampia documentazione nel film di Michael Moore "Fahrenheit 9/11", vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes nel 2004).
La guerra al terrorismo non si combatte con i bombardamenti sulla popolazione civile, in quel modo si alimenta il conflitto e l'odio.
La guerra voluta da George Bush, con tutte le bugie che ha inventato per trovare un motivo per l'invasione dell' Iraq, è stata relativa all' interesse e controllo del petrolio, in Afghanistan le truppe della NATO nulla fanno per contrastare il trasporto dell'oppio nel mondo.
E' possibile pensare ad un mondo diverso? Perché non pensare di destinare l'immensa ricchezza per l'acquisto di armi, a progetti di sviluppo in grado di erogare il minimo reddito vitale alle popolazioni del sud del mondo?
Animato dall'attualità e dal desiderio di aprire una riflessione, "che intenda decifrare i reali bisogni dell'uomo" ho avuto l’intuizione creativa di presentare l’ultimo lavoro di tecnica mista titolato: " Manifesto evidente" cioè l'attualità oltre ciò che è immediatamente dato, visibile.
Un modo a mio avviso, di utilizza l' espressione visiva per decifrare e interpretare il mondo e il nostro tempo, ad individuarne i mali che l'attanagliano, a farne denuncia, da oggi, con rinnovata speranza.
category: arte contemporanea - November 8, 2008 05:56 PM
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Friday September 26, 2008
Città di Leinì
Assessorato alla Cultura
PRESENTANO:
"ON ART - I COLORI DELL' ARTE TRA MUSICA E POESIA"
Mostra collettiva di arte contemporanea.
Dal 3 al 12 Ottobre 2008.
Orario: Lun/Ven. 16-19
Sabato 9-12/ 16-19
Sede espositiva: complesso architettonico della "Villa Chiosso" Piazza I° Maggio (dimora nel XVII di Carlo Amedeo di Provana).
ESPONGONO:
F.Valeria Oliveri www.caravaggioisback.blo [...] iscali.it
Stefano Rollero www.artmajeur.com/catanquader
Michele Privileggi www.privileggi.it
Gian Luigi Braggio www.brg.altervista.org
Presentazione critica durante l'inaugurazione di Antonio Zappia.
Quattro artisti operanti nell'ambito della pittura, del collages, della scultura, della installazione. Excursus visivo tra varie forme di ricerca legate alla musica e poesia.
"Come una meridiana sulla linea del mezzogiorno, punto di maggiore luce che giunge dall’alto, questa mostra nasce con l’intento di dare splendore, colore, forme, astrazione di vita profonda tratta e rappresentata dal turbinio creativo di quattro artisti fortemente interessati tra loro e legati al nostro territorio. Arte pittorica senza frontiere per le sue espressioni di libertà, di richiamo – a volte storico – e di grandezza estetica che si intreccia e si amalgama con la poesia altamente ispirata, come quella dei poeti greci dal ritmo determinato, con la musica che abbraccia tutte le espressioni e i sentimenti più elevati degli uomini e li trasmette in un linguaggio che non conosce traduttori per la immediata universalità fin dalla sua nascita.
Avviene così, per i pittori, per i grandi poeti di tutti i tempi e per i compositori di musica, l’impegno di colmare il vuoto esistenziale che tormenta l’uomo.
Di chiamare tutti ad una riflessione nel piacere di una condivisione artistica che solleciti la nostra sensibilità con l’intento di stemperare il dolore del tempo e di elevarlo, come vuole il poeta, in elegia. Varietà di significati, nel giorno dell’inaugurazione, con una tematica adeguata, per l’intreccio che si determina nella circostanza tramite la sensibilità degli artisti nel mondo della percezione e con quei valori universali che le mode e le aggregazioni attraverso l’effimero imperversante, che fiorisce nella debolezza della politica, non possono intaccare.
Un appuntamento, questo di “Villa Chiosso” di Leinì, completo nel suo intersecarsi e capace di esprimere una vastità di mezzi e di richiami espressivi in una attenta analisi che non lascia mai niente al caso e concentra tutto nel senso connaturato del bello. Quella bellezza che offre sempre nuovi scorci e delle immagini innovative in giochi di luce infinite che con il verso della poesia e le note della musica ci rendono partecipi e fanno riporre fiducia nell’uomo."
Antonio Zappia.
Inaugurazione il 3 Ottobre alle ore 21, con il concerto del gruppo musicale "RoccaMerletti" brass ensamble.
(RoccaMerletti è un complesso strumentale composto da musicisti professionisti di formazione classica.)
Si integra: " Omaggio alla Poesia" un percorso di versi da Omero a Cesare Pavese.
Letture condotte dal fascino avvolgente e intenso delle voci di Carla Jacksecth, Livio Vaschetto, Antonio Zappia.
Ingresso gratuito.
category: arte contemporanea - September 26, 2008 11:30 PM [edited: September 26, 2008 11:31 PM]
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Tuesday September 16, 2008
E' una vergogna!
L'informazione ( TG3 Regione) pagata dai contribuenti non ha dato alcun peso ai disastri nella zone di Caselle e comuni e frazioni limitrofe! Si sono limitati a dire che l'aeroporto ha cancellato diversi voli.
Anche "La Stampa" di Domenica, reportage di Bergamini e Giacomino descrivono la situazione di sole due vie di Caselle in centro, quando nella notte di Sabato, il deflusso delle acque dell'aeroporto, e della nuova zona industriale, creata più alta, si riversava come un fiume in piena da Strada Leinì in via Don Bosco, allagando tutta la zona circostante.
Una volta che l'acqua aveva sommerso la centralina dei contatori della mia casa fino ad arrrivare ad una altezza di 1,80 metri, ho cercato invano di contattare telefonicamente i vigili del fuoco al 115 (sempre occupato); sono riusciuto, solo più tardi, a riferire al 112 la situazione di emergenza del mio condominio, senza luce e acqua, e la presenza di anziana disabile.
Verso l'una di notte è arrivata una rappresentanza della protezione civile inviata dalla Prefettura, e poco dopo anche il Sindaco Marsaglia per rendersi conto personalmente della situazione, rimanendo sul luogo per un'ora.
verso le due è sopraggiunto un mezzo dei vigili del fuoco che provvedevano con un'idrovora a far defluire l'acqua a mezzo metro, liberando la centralina dall'acqua, tutta l'operazione terminava verso le quattro.
I danni causati sono immani, anche lo stoccaggio dei miei quadri nel locale garage hanno subito danni irreversibili, cosi come le attrezzature domestiche: lavatrici, e le provviste nelle cantine.
Il boccone amaro di questa ondata devastatrice di mal tempo, è non capire e non farsi una ragione di come siano andate le cose, siamo sicuri che siano state redatte tutte le conoscenze geologico-tecniche acquisite su questo specifico territorio comunale? Sono stati controllati tutti i parametri di deflusso delle acque, della pertinenza fluviale, e degli scarichi fognari?
category: arte contemporanea - September 16, 2008 11:54 PM
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Monday September 1, 2008
Ho realizzato un'opera-installazione, un messaggio che comunichi, quale conduttore della mente dell'artista a quello dello spettatore.
Un confine sociale, politico, psicologico interiore ed oggettivo.
"Il CONTROLLO DEL PENSIERO" Controllare l'informazione significa controllare le menti.
Il controllo del comportamento e del pensiero, delle emozioni : ogni forma di controllo ha grande potere e influenza sulla mente umana.
Insieme formano una sorta di rete totalizzante per consolidare il consenso del potere a proprio vantaggio.....
Afferma Kant: "Se vuoi conoscere il mondo, devi prima conoscere gli uomini, le loro menti i e loro sensi", un tentativo per mezzo dell’arte di ritrovare le regioni perdute e sepolte dalla coscienza.
Dice Gibran: "Il pensiero è un uccello dell'immenso, che in una gabbia di parole può anche spiegare le ali ma non volare."
Una struttura o supporto di una vecchia gabbia per uccelli, un cervello plasmato e sbozzato; una rete fuoriesce dal cervello, creando una figura mascherata angosciante, volutamente alterata con le braccia alzate in spinta ascensonale che simboleggia il soffio del pensiero.....
E' la rappresentazione soffocante e attuale della nostra televisione, l'unica finestra sulla realtà per milioni di Italiani. Si dice che chi eserciti il giornalismo televisivo è come un "guardiano del potere", ovvero esso sostiene il potere nel non far trapelare verità scomode e utilizza tecniche per impedire una vera presa di coscienza dei cittadini sulla realtà finanziaria, politica, affaristica e mediatica.
Si cerca persino di addolcire tutto questo facendo diventare l’informazione uno spettacolo attraente, emozionante oppure raccapricciante, ma comunque sempre emotivamente "forte" e quanto possibile spettacolare.
Trattare argomenti che fungano da distrazione rispetto alle vere questioni politiche o economiche.
Ad esempio, possono parlare della percezione di sicurezza dei cittadini o di argomenti che vedono polemiche e litigi fra "governo" e "opposizione", ma non parleranno delle tantissime famiglie sul lastrico, altre in difficoltà ad arrivare alla terza settimana!
Quante sono le famiglie, giovani (senza la certezza di un lavoro sicuro) o anziani soli con la salute mal ferma, tutti con risorse economiche sempre più ridotte?
L'obbiettivo principale è la disinformazione, la distrazione e il condizionamento necessario per non mettere in pericolo il sistema.....
category: arte contemporanea - September 1, 2008 06:46 PM [edited: September 1, 2008 06:48 PM]
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Tuesday August 12, 2008
In quali mani è finita la cultura italiana!
Il ministro Bondi portato da Berlusconi al governo per occuparsi di cultura, dimostra, con il sottostante articolo la quasi totale e abissale incompetenza!
Ma si dice anche che ogni popolo ha i governanti che si merita. Ed allora siamo doppiamente messi male.
Sandro Bondi, dalla fulgida carriera politica cominciata da sindaco comunista del suo paese, portavoce per anni del cavaliere, è finito per diventare Ministro dei Beni Culturali per aver scritto una biografia di Berlusconi e poesie dai critici stroncate e sbeffeggiate.
Sembra che Bondi si sia addormentato nel 1895, quando fu inaugurata la prima Biennale e si sia svegliato nel 2008... L'arte contemporanea è una parte imprescindibile della realtà complessa di oggi e usa linguaggi che esprimono questa complessità.
Non la si può riportare a un concetto antiquato di bellezza, sarebbe come voler tornare nei trasporti alla carrozza a cavalli...
Non riesco ad immaginare un Ministro ai beni culturali di un altro stato Europeo che che dica le stesse cose.
L'Italia continua a non avere un sistema dell'arte degno di questo nome. La bellezza non si è fermata al Caravaggio, la bellezza è un concetto che si è evoluto nel tempo.
A questo proposito, ricordo un prezioso spunto di Pablo Neruda ( Confesso che ho vissuto, Einaudi,)
"Io so che l'arte ha sempre ampliato gli orizzonti del nostro vedere e della nostra coscienza. Sempre, nel passato e anche oggi. Anche se non può intervenire sulla storia e sulla vita, almeno può denunciare, puntualizzare. E mai come oggi l'arte è presente nello scrutare la realtà e nel denunciare abusi. Anche se troppo spesso questo suo ruolo, dagli animi semplici, viene interpretato come un deragliamento."
L'outing del ministro della Cultura:
"faccio finta, ma non trovo la bellezza".
Da "La Stampa" Martedì 12 Agosto, (pag.12 Cultura&sSpettacolo.)
Che fatica capire l’arte contemporanea. Lo dice il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che in una intervista al settimanale "Grazia", spiega di voler promuovere e sostenere nuovi artisti, ma rivela: «Faccio fatica a trovare segni di bellezza nell’arte contemporanea: se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma sinceramente non capisco».
«Coltivo la mia spiritualità con molta fatica e molte contraddizioni.- dice il ministro - Viviamo in un’epoca priva di spiritualità e, dunque, di bellezza. Come Ministro sono determinato a custodire e conservare tutto il valore artistico che ci viene dal passato. Ma vorrei anche riuscire a promuovere e sostenere nuovi artisti. Faccio fatica a trovare segni di bellezza nell’arte contemporanea: se visito una mostra faccio come molti, cioè fingo di capire. Ma, sinceramente, non capisco».
category: arte contemporanea - August 12, 2008 07:25 PM
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Saturday August 2, 2008
Un saluto a chi stacca la spina e parte ( in coda) per mari o monti, a chi resta a casa!
La vacanza è prima d'ogni altra cosa, relax per il corpo ma anche per lo spirito.....
Ricordiamoci che l’8 Agosto alle 20, saranno inaugurate le Olimpiadi di Pechino, (andando a coprire una serie di violenze e oppressioni avvenute durante la loro preparazione).
Per la Cina le Olimpiadi saranno una specie di grande vetrina pubblicitaria per abbagliare la comunità internazionale, per mostrare a tutto il mondo che l’Impero di mezzo è ormai un paese moderno, una superpotenza economica e atletica. Ma ogni grande vetrina ha il suo retrobottega e anche le Olimpiadi di Pechino hanno i loro lati oscuri, tant’è che la popolazione di Pechino definisce le Olimpiadi “un vero disastro nazionale”.
Per questo vi suggerisco la lettura del libro: "Il Rovescio delle medaglie" di Bernardo Cervellera, Collana: Frontiere, €.14,00.
Questo libro mostra lo sfruttamento dei bambini per preparare le mascotte olimpiche; le distruzioni e i sequestri di case per creare gli stupefacenti stadi; l’imbavagliamento dei giornalisti, degli attivisti democratici, delle personalità religiose, per far “riuscire” questo grande evento del 2008.
Tutto questo mentre l’Occidente dimentico applaude allo spettacolo, aiutando a calare il velo del silenzio........Buone vacanze....
category: arte contemporanea - August 2, 2008 09:54 AM
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Monday July 14, 2008
Dopo la carica di assessore alla cultura al Comune di Milano, revocata dal sindaco di Milano Letizia Moratti nel maggio del 2008, Vittorio Sgarbi, ( figura emblematica del panorama politico italiano), sostenuto dalla Democrazia Cristiana, Udc e da una lista civica, è stato eletto sindaco del comune di Salemi, nella provincia di Trapani in Sicilia, al ballottaggio, lo scorso 30 giugno con il 60,69% dei voti.
Un evento che va oltre i confini locali, e promette: "di Salemi parlerà tutto il mondo".
Quel che è certo è che il piccolo comune siciliano sarà spesso al centro delle cronache, anche nazionali, illuminato dalla genialità della nuova signoria dagli elevati e nobili sentimenti umanistici.
Forse è la prima volta che prendo sul serio l'impegno politico/amministrativo di Sgarbi, personaggio irriverente, contraddittorio, intellettuale dissidente.....
Mi reputo tra i sostenitori perché la cultura sia uno degli aspetti fondamentali e qualificanti di un territorio: di questo tutte le Amministrazioni locali devono essere consapevoli.
In attesa delle prossime decisioni della giunta, che si annuncia essere un "rivoluzionario modo di pensare" capace di realizzare clamorosi avvenimenti nella gestione di un territorio difficile, realtà di un’Italia che stenta a riprendersi.
Una cosa certa è che la nuova giunta è pronta ad accettare la scommessa di un rilancio economico e culturale che passi attraverso la ripresa del turismo, con una quantità e una qualità inesauribile di località preziose, degne di essere rispettate per il loro valore storico, patrimoniale, agricolo e ambientale.
Vedremo nel tempo, se riuscirà a portare a termine le iniziative promesse o se rimarranno parole al vento, slogan antisonanti....flatus voci....
Ma vediamo lunga lista di illustri e facoltose personalità del mondo della cultura italiana chiamate da Sgarbi nella sua Giunta : "Io voglio assessori indipendenti, non servi, liberi; non camerieri, anche se ho un grande culto della autorità".
Così crea "l'assessorato del nulla", che è stato affidato a Graziano Cecchini, il protagonista di alcune notti romane. Cecchini è stato "l'artista" che inondò con migliaia di palline colorate la bellissima cornice di piazza di Spagna a Roma. Un artista che predilige il colore. Magari il rosso, con cui ha tinto le verdi acque della fontana di Trevi. Dunque, un futurista. anzi, un artista del "nulla", come il suo assessorato. Certo, a Salemi il problema del nulla è di prioritaria importanza affinché la cittadina risorga ai suoi antichi splendori......
Le altre cariche politiche annoverano un Oliviero Toscani alla creatività e ai diritti umani, il mercante d'arte Peter Gidewell all'Urbanistica e al Patrimonio, il principe di Raffadali Bernardo Tortorici Motaperto all'Urbanistica e al Patrimonio, il magistrato Giuseppe Alaya a “Garante della legalità”, Carlo Petrini e Milly Moratti per il settore gastronomico e il critico d'arte Philippe Daverio a neo bibliotecario, disposto a prendere l’incarico, come dichiara lui stesso, scherzando, “purché la giunta mi deliberi uno stipendio accettabile, almeno di 300 euro al mese”.
Sgarbi ha nominato come vice sindaco Nino Scalisi, docente in pensione e come assessore al Commercio, all'Industria e al Bilancio Vincenzo Lo Castro, imprenditore di Salemi. In Giunta anche l'ingegnere Giuseppe Ilardi, con delega all'Informatica e alla sanità, e l'avvocato Caterina Bivona, come responsabile Legalità e Lavori pubblici.
Non mi resta augurare buon lavoro, a Sgarbi compresi i suoi collaboratori confortati da luoghi dal fascino gattopardesco.....
( nella foto paricolare pittoresco di Salemi).
category: arte contemporanea - July 14, 2008 05:36 PM
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Tuesday May 27, 2008
Sono stato invitato ad esporre con l'associazione culturale "Armò-nia"
Lo spazio di cui ci è stata concessa la dotazione è Chiesa dell'Antica Pieve, spazio espositivo del Comune di Settimo, nel centro cittadino.
Una cittadina che ha ben avviato una proficua collaborazione con i Gruppi e Associazioni artistiche, che ritiene la cultura uno degli aspetti qualificanti dell'Amministrazione e che sta dando un grosso imput all'arte. Lo spazio espositivo è accogliente e prestigioso, ed ha una buona capienza, non ci sono barriere architettoniche.
A Caselle T.se, dove risiedo, non esistiono spazi espositivi.
La ex sala giunta adibita a mostre, non ha motivo di visita, bisogna salire piani di scale e non viene identificata come “spazio artistico”, perché durante le esposizioni viene utilizzata per tutto e di più!
Non si è in grado di creare un “luogo accessibile” che nel tempo diventi lo “spazio dell’arte”, una sorta di spazio sociale per sostare, chiacchierare, con una programmazione espositiva continua in grado di ospitare mostre per tutto l’anno. Sarebbe certamente un vantaggio quello di creare una comunicazione artistica permanente, ma anche di valorizzare i talenti artistici del territorio, e la conseguente attivazione di una ulteriore proposta per l’ampliamento dell’offerta turistica. ù
A Caselle si pensa esclusivamente al cibo, a creare nuovi mercati, a promuovere i prodotti "slow", ed una sensibile disponibilità elargitiva di contributi per sagre e notti bianche.
Associazione Artistico-culturale “Armò-nia”
con la collaborazione della Città di Settimo Torinese
Fondazione ECM
Presentano:
Mostra di arte contemporanea:
“Stile Libero”
Spazio espositivo; Chiesa della antica Pieve, P.zza Alpini, Settimo Torinese
Dal 28 Maggio al 2 Giugno 2008
PRESENTAZIONE SABATO 31 MAGGIO ORE 18,00
Orario; Lun/Ven: 17-19,30 Sab/Dom: 10-12/17-20
'Stile Libero' è una manifestazione promossa dall' Associazione 'Armò-nia' di Settimo Torinese. Nata per rafforzare il lavoro comune e la creatività degli artisti del territorio.
Presenta la mostra Antonio Zappia, noto critico, con la passione innata per l'arte, un' impegno svolto per contribuire alla sua diffusione.
Alla 'Pieve' sarà presentato un 'excursus visivo' di innumerevoli tecniche e stili: pittura, scultura, arti plastiche, fotografia, installazioni. Un contenitore di espressioni diverse ma con un unico obiettivo, raccontare il piacere estetico.
ESPONGONO:
Tatiana Bortolozzi
Gian Luigi Braggio
Carla Bresciano
Ivan Cambiolo
Francesco La Porta
Mario Mondino
Alessandro Paliddo
Barbara Penna
Tancredi Pistamiglio
Michele Privileggi
Stefano Rollero.
category: arte contemporanea - May 27, 2008 12:52 PM
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Wednesday May 7, 2008
'CIELI SU TORINO' Il silenzio e l'insolito.
Acrilico su pannello di compensato, 150 x 110 (2008)
Spero di far cosa gradita nell'invitarVi alla lettura della sottostante motivazione che mi ha ispirato a comporre il quadro.
Un significato che non si sovrappone al senso più autentico della composizione, alla mia intima essenza artistica.
Bisogna aprirsi all'opera d'arte come ad una sorta di esperienza mistica perché susciti emozione...
L'opera: 'CIELI SU TORINO' sarà esposta nell'ambito della mostra collettiva organizzata dalla Associazione Artistico-culturale 'Armò-nia' di Settimo Torinese presso lo spazio espositivo; Chiesa della Antica Pieve, P.zza Alpini, Settimo Torinese ( addiacente alla Biblioteca Civica 'Gasti'.) dall' 28 Maggio al 2 Giugno 2008. (Appena disponibile pubblico brochure dell'evento).
La chiamavano la piccola Parigi. '.....E i flussi di vita che l'attraversano nelle strade simmetriche si riducono a sorde vibrazioni lungo le venature chiare che l'incrinano.'
Nei primi del 1700 Vittorio Amedeo II chiamò a Torino un giovane abate palermitano che aveva compiuto a Roma i suoi studi e la cui fama si diffuse in Europa: Filippo Juvarra.
Cresciuto alla scuola dell' arte barocca, l'abate architetto si era poi tuffato nelle forme classiche dei monumenti romani.
Il nuovo architetto messinese riusciva a dare un nuovo assetto alla città.
Città che di per se’ già stava mutando, incalzata dalla spinta dei tempi, dalle nuove strutture organizzative delle campagne e da quelle produttive, che determinavano un impellente bisogno di allargare i confini con grandi vie di comunicazione.
Molti nobili, legati alla corte e allo Stato con alte cariche lasciavano i castelli per prendere dimora in quella che veniva definita 'la piccola Parigi': Il fervore costruttivo si estese in eguale misura anche a filande, officine, cartiere, negozi, richiamando i primi immigrati : siciliani, sardi, e lombardi che abbandonavano la campagna per cercare a Torino lavoro e benessere.
Cominciava a nascere, con l'eco stravolgente della rivoluzione francese ,una dimensione torinese puramente barocca, meno sfarzosa, con lo scopo di stupire e suscitare meraviglia.
Possiamo vedere la città attraverso la descrizione dei grandi viaggiatori del Settecento e del secolo Romantico: Ghoethe, ad esempio, ebbe a dire 'Torino è una delle più belle, oltre che delle più antiche città d'Europa'.
Altrettanto appassionati i sentimenti del poeta Alphones de Lamartine: 'Je ne me figurais pas une ville auissi belle que Turin....Plus j'avance, plus je vois d'autres villes, moins j'espére de retrouver jamais Turin'.
Dopo Vittorio Amedeo e i suoi successori fino all'alba del 1 Gennaio 1861, Torino nella sua 'charme', aumenta la sua prorompente teatralità, per le vie di Torino, nei ristoranti e nei caffè si vedevano deputati e senatori di quel primo parlamento italiano: Garibaldi, Verdi, Bixio, D'Azeglio, La Marmora, Crispi, Cadorna, e naturalmente Cavour.
Torino Capitale contava 186.000 abitanti. Si aprirono Ambasciate e Ministeri, ed ogni settore lavorativo ne risentì beneficamente: intanto continuava il cammino della rivoluzione industriale, e le nuove idee.
Ma presto avvenne quello che ai torinesi sembrò l'inizio della fine: la capitale trasportata a Firenze.
L'alto prezzo di questa rinuncia forse, permise all'identità dei torinesi di rimanere immutata.
Qui sta forse il destino di Torino. Una città che per rimanere nella storia non può fermarsi mai.
Si possono ricordare importanti traguardi che hanno accompagnato il cammino del suo progresso, fu ad esempio la prima città a realizzare l'illuminazione elettrica ed i grandi eventi mondiali: L'Esposizione Internazionale del 1884, con la creazione del Borgo del Valentino, nel 1911 con la grande Esposizione Universale, (a ridosso del borgo Medievale era sorta una vera e propria città, stupefacente ed eterogenea, ora liberty, ora arabeggiante, tutta stucchi, cupole, statue. (Un mondo incantato e affascinante, che rimase a lungo nella memoria.)
Da ricordare l'esposizione internazionale per il centenario dell'Unità d'Italia del Maggio 1961, fino alle recenti Olimpiadi invernali.
Torino si esprime rivoluzionando l'impostazione sabauda: in una discussione al 'caffè Burello' di Corso Vittorio angolo via Rattazzi, il 1 Luglio 1899 si trovavano alcuni amici; Giovanni Agnelli, Luigi Scarfiotti, Emanuele Bricherasio, Roberto Biscaretti di Ruffia, Michele Ceriana Mayneri, Alfonso Ferrero di Ventimiglia, Luigi Damevino, Carlo Racca.
Questi, accumunati da un forte spirito imprenditoriale, decidono di investire complessivamente ben ottocentomila lire per un progetto relativo ad una invenzione americana che, sfruttando l'energia termica di un motore alimentato a benzina, consentiva rapidi trasporti.
Esattamente dieci giorni dopo nasce la 'Fabbrica Italiana di Automobili di Torino', il cui atto costitutivo viene registrato presso il notaio Torretta di via Arsenale 6 a Torino. Quello che succede successivamente è storia nota.......
E' un vero peccato....
Questa Torino del 2008 con il 'Grattacielo della Banca Intesa-Sanpaolo' progettato da Renzo Piano, sconvolge la Torino taurinorum, la città del barocco e liberty, rovinando le suggestioni degli antichi palazzi, vie e chiese, il suo aspetto esoterico, i suoi straordinari scorci visivi, la sua architettura.......
A Torino la costruzione di edifici di grande altezza ha riguardato casi sporadici : a parte l'edificio di Alessandro Antonelli, pensato come 'Tempio Israelitico' ma adibito poi a museo e chiamato Mole Antonelliana, diventato simbolo della torinesità, ( così come i 'toret', le piccole fontanine che un tempo dissetavano i passanti con un' ottima acqua proveniente da Balme).
Orgogliosamente oggi la Mole espone il Museo Nazionale del cinema. Pensare che alla fine degli anni '70 l'Assessore Costa Magna adibiva a suo uso personale una 'tavernetta' nei locali sottostanti la Mole, invitava i suoi amici e conoscenti ad allegre bevute di buon vino...) Fu poi Diego Novelli a dargli lo sfratto.
Il primo vero grattacielo ( La torre Littoria di Piazza Castello) viene costruito a celebrazione dell'ammodernamento di Via Roma ( anni '30 ) dopo la devastazione e demolizione delle architetture barocche preesistenti, per ordine del Duce.
Ogni importante città doveve avere una via centrale per le parate delle camice nere! A questo si aggiunse la corposa speculazione di Assicurazioni, Banche, etc, operata già in nome della sicurezza ('via prostitute e mendicanti dal centro cittadino!').
Il tema grattacieli riemerse nel dopoguerra (1948) : l'edificio di via Santa Teresa, il Reposi, di via XX Settembre, il grattacielo di Piazza Solferino. Questi edifici rimasero per lungo tempo privi di legittimità, costruiti cioè senza licenza edilizia, a testimonianza del fatto che all'epoca le decisioni in quanto a forme, luoghi e quantità si rivelassero di competenza esclusiva degli operatori privati.
La voglia di 'modernità' con la costruzione in centro di grattacieli proseguì nel corso degli anni '50/'60.
Torino in quel tempo, impegnata a fronteggiare le ondate migratorie che tutti conoscono, difficilmente si permetteva operazioni celebrative di virtù che non fossero direttamente legate alla produzione manifatturiera: così naque il grattacielo Lancia in Borgo San Paolo, quello della SIP in Corso Inghilterra, in restauro non per le esigenze dei cittadini bensi’ per diventare il Palazzo della Provincia, (ente che dovrebbe sparire!!!!) infine quello della RAI a Porta Susa, bello e ingombrante, nato per ragioni di visibilità aziendale, meno per quelle produttive, che rimase a lungo disabitato.
Questo indica che la realizzazione dei grattacieli ha rilevato nel tempo l'aspetto episodico, in ogni caso contrastante con l'impostazione architettonica della città, della sua 'forma urbis'. Infatti la realizzazione del grattacielo di 180 metri di Renzo Piano sulla Spina 2 area centrale nella zona Ovest di Torino, rovinerebbe lo 'skyline' ottocentesco della Città, ben valorizzato dai giochi olimpici.
Il secondo gigante in vetro e acciaio ( il nuovo Palazzo della Regione Piemonte) spunterà nel 2010 nella zona occupata dalla fiat lungo via Nizza, alto 155 metri progettato da Massimiliano Fukas.
Secondo Guido Montanari, Storico urbanista, il problema non è la qualità del progetto di Piano, ma il contesto in cui si colloca.
Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologa Italiana, dice che il nuovo grattacielo rappresenterà l'emblema dell'insostenibilità ambientale applicata 'a scenari caratterizzati da bassa densità energetica'.
Le considerazioni del famoso architetto Piano possono essere affascinanti, come l’idea sulla multifunzionalità, ma chiunque visitasse il centro storico di Torino si renderebbe conto che quest'opera e' assolutamente fuori da ogni schema architettonico della citta', nonché l'impatto panoramico a colpo d'occhio risulterà devastante. Inoltre la cornice delle alpi e in primo piano la mole antonelliana, insieme al grattacielo saranno paragonabili ad una scarpa da cerimonia ed uno zoccolo.
In definitiva per motivi di interesse economico (matrimonio bancario e la giunta del Sindaco Chiamparino) 'tutto si compie'! Nella carrellata che ho trascritto, tratteggiata dagli eventi significativi della Città del Museo Egizio, di Don Bosco, dei Savoia, degli Agnelli, della Sindone, di Cesare Pavese, Gipo Farassino, Norberto Bobbio, Rita Levi di Montalcini, della Fiera del libro, e delle Olimpiadi. Ebbene basterà dunque recarsi al ponte Sassi dove Salgari consumò i suoi anni e alzare gli occhi al cielo per vedere il nuovo e trionfante grattacielo, tripudio della new economy, e per un attimo come in un gioco mentale, quella prospettiva annullerà il silenzio e l'insolito.....
Voglio terminare questa riflessione di presentazione della mia opera con un pensiero colto dal Blog di Adriano Celentano ( 'Cosa stà succedendo' www.celentano.it) : 'Ben venga quindi l'avvento della tecnica, poiché essa è un valore immenso per il progresso che deve andare avanti... Ma guai alla tecnica se il suo avanzamento va a minare le bellezze delle cose. E la bellezza delle cose è quella dell'arte impiegata nelle costruzioni del passato, che pur coi suoi cambiamenti, ha retto fino ai primi del '900. Un ponte necessario che separi le due culture affinché non si elidano, come purtroppo accade per oggi i brutali accostamenti fatti dai comuni irresponsabili.'
category: arte contemporanea - May 7, 2008 07:04 PM
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Friday May 2, 2008
Siamo arrivati alla frutta o forse anche più in là.
Quando alla discussione si arriva all'insulto in diretta (ieri sera ho assistito alla trasmissione "Anno Zero" di Santoro) e confesso di essere rimasto fortemente colpito da Vittorio Sgarbi.
Ciò che mi ha maggiormente impressionato è la rara cultura di quest'uomo che in modo isterico e anti-democratico impone le proprie idee con violenza verbale nei ripetuti insulti e offese al giornalista Marco Travaglio.
Il problema è che Sgarbi occupa un posto di rilievo a livello istitiuzionale: Assessore alla Cultura milanese, questo pone interrogativi sulla crisi culturale che attanaglia la nostra società in questi ultimi anni, e questo è uno degli spunti di riflessione sull’importanza che la cultura ha nella difesa della dignità umana, che certamente non è rappresentata da uno pseudo critico d'arte senza etica e altezza morale.
May 2, 2008 03:46 PM
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Tuesday April 15, 2008
La foto senza veli di Carla Bruni è stata venduta all'asta per 91mila dollari.
La foto è una delle circa 140 della collezione del tedesco Gert Elfering messe all’incanto ieri a New York presso la casa d’aste Christie's.
La foto di Madame Nicolas Sarkozy, first lady de "La Republique Francaise" Carla Bruni nuda batte ogni previsione all’asta .
Nell’immagine in bianconero scattata nel 1993 dal fotografo francese Michel Comte, si vede una magrissima Carla a seno nudo che si copre il pube con le mani, una posa (pare) carpita dal dipinto "Les Poseuses" del pointillista Georges Seurat.
Detto ciò, ritengo quella foto solo business, mercato...
Il nudo ( anche non famoso) è usato in modo decontestualizzato dalla foto raffinata, armonica, poetica e d'autore.
Da parecchio tempo c'è una strategia comunicativa che strumentalizza l'immagine femminile a fini commerciali che va contro a tutti i principi della sua emancipazione.
Siamo di fronte a un'involuzione culturale, si crea uno stereotipo della donna che deve sempre sedurre, provocare, deve essere sempre fisicamente perfetta, proposta che riduce il tutto a corpo nudo, bello, muto, esibito....
category: arte contemporanea - April 15, 2008 12:39 PM [edited: April 15, 2008 12:41 PM]
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Friday April 4, 2008
Sono passati esattamente quarant’anni.
Il 4 aprile del 1968 i telegiornali della sera facevano entrare nelle case degli americani la notizia: il pastore Martin Luther King era stato assassinato con alcuni colpi di fucile a Memphis, sulla veranda del motel «Lorraine».
Se la storia mondiale in questi quarant’anni ha camminato così tanto, se in America la discriminazione razziale ha cominciato ad arrestarsi per evolversi con le battaglie non-violente per il riconoscimento dei diritti civili, lo si deve all'opera e ed al sacrificio di Martin Luther King.
Nell'agosto del 1963 egli guidò un'enorme manifestazione interrazziale a Washington, ove pronunciò un discorso (unendo i criteri della non violenza agli ideali cristiani) che iniziava con queste parole "I have a dream...".
L'anno seguente gli fu assegnato il premio Nobel per la pace e il papa Paolo VI lo ricevette in Vaticano.
Per fortuna al mondo persone come King non hanno taciuto ma si sono ribellate contro una realtà che non poteva essere accettata. Martin Luther King ha fatto la sua parte, ora tocca a noi tutti continuare a portare avanti le sue idee a cominciare dal problema Tibetano.
Secondo il mio vedere il Dalai Lama ha il compito di salvaguardare la vita dei residenti a Lhasa e quindi comunica di non boicottare le olimpiadi;la reputo una persona di grande virtu' e umiltà, ma questo non significa comunque restare indifferenti di fronte ad uno sterminio!
Le Olimpiadi sono da sempre un momento di riflessione e pace per il mondo intero e dovrebbero esser accompagnate da valori quali rispetto, amicizia e lealtà.
La Cina della pena di morte, delle repressioni politico/militari, della mancaza dei diritti civili, dello sfruttamento minorile e dei lavoratori in genere può portare avanti questi valori?
Ritengo importante che il nostro Governo, insieme alle forze politiche, proponga un appello in tutte le sedi internazionali per un valido sostegno al popolo Tibetano a partire anche da un semplice ordine del giorno nelle sedi dei Consigli Comunali del nostro bel paese....
“Se è una persona sola a sognare allora è solo un sogno, se sono in tanti a sognare allora è una realtà che comincia a cambiare...”
category: arte contemporanea - April 4, 2008 07:22 PM [edited: April 4, 2008 07:23 PM]
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Monday March 24, 2008
Siamo in un epoca in cui l’arte viene presentata come un’esercitazione inutile. La pittura, scultura e ambiti “altri” soffre di sovrapposizioni intellettualoidi, cioè quelle manifestazioni di "veri artisti di fama" che espongono nelle grandi sedi per l'Arte Moderna e Contemporanea, che grazie al talento si ritrovano sulle riviste patinate del settore, o con brochure di alto livello zeppe di autentiche, meritate e “sincere” ovazioni...
Secondo il mio punto di vista, il problema è che non c'è più alcun rapporto con la visibilità legata al pensiero, al sociale, alla testimonianza storica del presente al regalare emozioni.....
Di fronte a certe proposte di “simbolo e definizione” siamo dinanzi al “fumetto”, al banale, all' effimero che non può, in quanto privo di anima, suscitare quelle espressioni profonde che toccano le ragioni interiori della vita.
Si parla di “ realtà dell’oggetto” in cui non vi è più nulla di ciò che dovrebbe far pensare…
Arte quindi per una elite di pochi eletti, con risvolti reconditi ai più, ma solo frutto di interpretazioni, senza alcuna ispirazione, questo a mio avviso non è più arte.
Credo poi che l'opera d'arte ha la caratteristica di non essere utile a niente, se non alla percezione estetica individuale. Ma se è la "funzione dell'oggetto" che prevale allora è "artigianato", anzi commercio: esporre manufatti decorati di bigiotteria orafa, "schiaccia" e reprime la funzione estetica dell'arte, diventa un interesse diverso, assume un ruolo prettamente decorativo, ha quasi lo stesso valore della sfilata delle merci all'uscita dall'autogrill.
Si dovrebbe intravedere l'orizzonte della cultura virtuosa, quella dei bisogni dell'uomo che guarda e vede ed è in questo senso che ho avuto l’intuizione creativa di presentare l’installazione “ Staremo tutti bene” (quella che ho dovuto ritirare dalla mia “micro-mostra”) animato dalla desiderio di aprire una riflessione, "un comunicare" per discutere ed apprendere i più semplici e veritieri canoni per una lettura vera dell’opera d’arte; per superare la passività e nello stesso tempo imparare a leggere, in maniera conveniente, ciò che lo merita, ovvero un reale contenuto culturale, un messaggio legato alla profondità comune delle idee, non il solipsistico ego dell'artista. In ultimo, affermo che l'arte è a mio avviso, quella forma di espressione visiva che tende a decifrare e interpretare il mondo e il nostro tempo, a individuare i mali che lo attanagliano, a farne denuncia.
"Se l'estetica ottocentesca dell' art pour l'art identifica il bello con l'assenza di scopo e il brutto con il funzionale tout court, ne consegue che il posto piu' funzionale della casa sono "le latrine o le sedie dove posare il culo". Una tazza di gabinetto ( L'Orinatoio, Fontana di Duchamp )sottratta alla sua funzione smette di essere utile, e di conseguenza ha la possibilita' di manifestare "un nuovo mondo di bellezza". (Werner Hoffman, i fondamenti dell'arte moderna, Donzelli)
category: arte contemporanea - March 24, 2008 01:27 PM
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Tuesday March 11, 2008
Succede a Caselle Torinese..... Ho dovuto ritirare dalla mia mostra personale l'installazione-provocazione: "Staremo tutti bene" (opera metaforica e ironica, una provocazione artistica che racconta la diffidenza verso la casta della partitocrazia, alle frivole promesse negli slogan della campagna elettorale.) definita scomoda...bella democrazia...sempre meglio!
"Pressioni sulla titolare della caffetteria", ovviamente lanciate da ignoti...forse anche un pochino goffi e stupidi...ma comunque indizio di qualche idea di libertà !
(Costituzione della Repubblica Italiana: Art. 21.Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. )
Descrizione installazione: Un'urna elettorale da cui esce una mano che afferra ossa tricolori spolpate, quella degli italiani!
(vedi post precedente su inaugurazione mostra: "Segni").
category: arte contemporanea - March 11, 2008 11:56 PM
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Thursday March 6, 2008
Vale la pena fare una micro-mostra solo per farla? Dico di no, anche una micro-mostra deve nascere con una idea, un progetto e una necessità. Ci sono pochi mezzi, non c'è brochure, ecc.
Credo sia sempre importante promuovere espressioni artistiche ( visto che gli enti locali non se ne occupano mai).
Ritengo importante allestire una mostra anche organizzandola in una caffetteria. Nella mia carriera ho lavorato un po' dappertutto, confrontandomi con diversi soggetti e impegni, grazie alle quali cerco sempre di arricchire la mia tecnica, tra collages, pittura, tecniche miste, scultura.
L'esposizione comprende uno specifico lavoro dedicato all' 8 Marzo, e nuove opere legate agli stati d'animo, alle attese, ai sogni e magari delle chimere di tutti.
La recente porta di cascinale: "Il tempo appare come un eterno ricominciare" (1,80x 75x2cm.).materiale povero, restaurato e dipinto: si configura come una questione essenziale in un momento come l'attuale dove tutto si deve riciclare....
Pezzo forte: una installazione dal titolo: "Staremo tutti bene!" Una metafora ironica, una sfida ai "privilegi della politica" una provocazione artistica che racconta il disagio sociale, l'incertezza, la diffidenza verso la casta dei partiti, alle frivole promesse negli slogan della campagna elettorale. Per qualcuno la visione dell'opera sarà dissacrante e sicuramente susciterà indignazione, ma è quello che voglio!
“SEGNI”
Micro-mostra personale di
Stefano Rollero
Caffetteria " I portici"
Inaugurazione: Sabato 8 Marzo ore 12
Presenta Antonio Zappia
dall' 8 al 23 Marzo 2008
Caffetteria "I portici" di Palazzo Mosca, via Torino 1Caselle Tor.
category: arte contemporanea - March 6, 2008 08:18 PM
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Saturday February 23, 2008
"Ci fu un tempo", lavoro per raccogliere foto, segni, testimonianze di un ambiente del passato, colti nel momento incerto e significativo di un paese scomparso, senza traccia. Un piccolissimo capitolo della storia e delle sue scommesse.....
Rispondo al post di Giovanna Bellini, relativamente alla foto: “Ancora Friedrichstraße.”
Indimenticabile esperienza.............In quel periodo (metà anni 70, ero un ragazzino), per recarsi nella Germania dell'Est, (per non avere problemi al Checkpoint Charlie, il valico tra Berlino Ovest e Est situato sulla Friedrichstrabe all'altezza dell'incrocio con Zimmerstraße) con il rischio di non entrare, si attraversavano tre Stati Socialisti: da Trieste ( sempre in treno) a Lubiana, Jugoslavia, si proseguiva per l' Ungheria, la Cecoslovacchia e finalmente a Berlino Capitale della Deutsche Demokratische Republik.
Naturalmente qui non c'è lo spazio per raccontare il mio soggiorno, le mie impressioni, i Berlinesi dell'Est erano persone spente, cupe, mi sembravano oppresse da un'atmosfera misteriosa....( anche se rispetto ad altri paesi Socialisti, il tenore di vita era accettabile).
I giovani ( tutti con una giacca o camicia blu scuro e foular dei pionieri del Socialismo) indottrinati dalla propaganda e dal dettame del regime.
C'era una censura spaventosa: spie della Stasi ( la terribile e famigerata polizia segreta) ovunque, sentivi l'atmosfera del controllo, oggi si direbbe "di un grande fratello".......Ricordo la messa nella grande Chiesa vicino a Treptower Park, con quattro persone ( nel vero senso del termine!) ed il sacerdote.
Il teatro, mi ricordo rappresentazioni semi-censurate, la satira mascherata e velata ma diretta al regime, attraverso l'abile recita di attori irridenti...
La cosa più sorprendenta di tutta la DDR e città compresa Berlino era la mancanza di ogni forma di pubblicità: NON C'ERA NESSUN CARTELLO PUBBLICITARIO DI PRODOTTI E MARCHI!
(Nella foto, collages con francobolli originali che descrivono la Berlino ai tempi delle DDR) 40x50-1985.
category: arte contemporanea - February 23, 2008 04:21 PM [edited: February 23, 2008 04:39 PM]
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Wednesday February 13, 2008
Una mostra alla triennale di Milano che si potrà visitare fino al 24 marzo.
SACRO e profano. Classico e commerciale. Super moderno e antichissimo. Mondi antitetici che si confrontano e, come per miracolo, trovano un punto d'incontro. Una loro grandezza comune e inaspettata. A volte succede. E' il caso in cui l'arte, nella sua forma più austera, s'incrocia con la frenesia della pubblicità.
L'esposizione della Triennale dal 12/02/2008 al 24/03/2008 si rifà a vari esempi, tratti da pubblicità italiane storiche e contemporanee, tutti assolutamente veri.
Ma non è solo un nostalgico guardare indietro. Anzi. Nel progetto di "Classico Manifesto", l'uso della tradizione è prospettico. Studia il futuro. "Storici dell'arte, filologi classici, semiologi, studiosi della comunicazione e direttori creativi hanno trovato nella produzione pubblicitaria un luogo d'osservazione privilegiato, un punto di fuga per indagare sui nuovi mezzi di trasmissione culturale di massa".
(In un segmento della mia ricerca artistica, alcuni miei lavori di collages, sono stati creati traendo notevoli spunti dalla pubblicità, reinterpretata come provocazione o metafora della società presente.)
Triennale di Milano, Viale Alemagna N°6.
category: arte contemporanea - February 13, 2008 12:31 PM
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Friday February 8, 2008
I disegni e le storie dei bambini, raccolti negli ospedali di Emergency in giro per il mondo, uniti alle opere con le quali artisti visivi e musicisti internazionali hanno reinterpretato, secondo la loro sensibilita', gli schizzi colorati di queste piccole vittime della guerra. Questo il "fil rouge" della mostra internazionale itinerante "Adotta un disegno. Per i bambini di Emergency", ospitata dal Complesso del Vittoriano di Roma a partire da oggi e fino al 2 marzo.
L'esposizione, curata da Sergio Casoli e Elena Geuna, e' l'ultimo tassello di un progetto, nato da un'idea di Vauro Senesi, grazie al quale sono stati raccolti, negli ospedali e nei centri di soccorso aperti da Emergency in luoghi devastati dalla guerra, come Afghanistan, Iran, Sudan, Sierra Leone e Cambogia, i disegni e le storie dei bambini ricoverati. Molto spesso, infatti, questi luoghi rappresentano per le piccole vittime della violenza delle guerre, non solo una possibilita' di cura, ma anche una speranza di poter ricostruire relazioni e tessere rapporti basati sulla conoscenza, il rispetto e la solidarieta'.
"Chi denuncia le barbarie della guerra - ha spiegato Vauro - tentando di raccontarne gli efetti su chi e' costretto a subirla, a volte si sente rispondere che usare l'argomento dei bambini che molto spesso ne sono vittima, e' facile, retorico e demagogico. E' vero e' facile, come e' facile che siano i bambini ad essere colpiti, uccisi e mutilati. E' vero che parlare di bambini e' retorico, perche' ognuno di loro e' un mondo nella sua unicita'. Per questo - ha concluso l'ideatore del progetto - abbiamo deciso di raccogliere e raccontare le storie di Souk, Ali, Kualid, Asuda, Federico e degli altri che hanno potuto regalarci un disegno, anche se a loro spesso e' stato tolto tutto".
(n Fonte:Adnkronos Cultura)
category: arte contemporanea - February 8, 2008 06:48 PM
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Thursday January 17, 2008
Interessante articolo di Francesco Olivo su "La Stampa" Giovedì 17 Gennaio 2008.
Nelle Accademie sciopero delle modelle: “Ci trattano come bidelle dell’arte”
Immobili sì, ma invisibili no. Le modelle, e i modelli, delle accademie e dei licei artistici si ribellano: oggi niente pose. Lo sciopero è stato indetto dai Cobas per protestare contro il precariato ormai diffusissimo anche in quegli ambienti e per ottenere un riconoscimento professionale che oggi viene negato. Per secoli sono state figure fondamentali per pittori e scultori, ma negli ultimi tempi sono passati di moda e, anche nelle accademie, l’ingresso delle nuove tecnologie sta cambiando tutto. Fanno un lavoro duro, al freddo, sempre nudi, con stipendi di appena 900 euro, quando va bene. La maggior parte di loro vive con contratti a progetto, da 25 euro lordi l'ora. Per i più fortunati, invece, il contratto è annuale, da personale non docente, in pratica dei bidelli dell'arte. Oggi saranno alla Sapienza per l'inaugurazione dell'anno accademico, sperando di poter incontrare il ministro Mussi, al quale hanno inviato una lettera con le loro rivendicazioni.
«Il nostro lavoro non viene riconosciuto, posiamo anche per otto ore al giorno e ci trattano come materiale didattico - racconta Antonella Migliorini, 42 anni, fiorentina, modella vivente di lungo corso - eppure facciamo una professione difficile con una lunga tradizione alle spalle, che richiede fantasia e grande resistenza fisica. Le accademie e i licei non ci considerano, spesso violano la nostra privacy, gli artisti vogliono fotografie, ai direttori degli istituti interessiamo soltanto quando arrivano le telecamere della Rai, ma non siamo pornostar».
La storia di Antonella comincia 17 anni fa sulla spiaggia di San Vincenzo, nel livornese, quando una signora chiede di poterla ritrarre per un disegno. Lei accetta e dopo poco finisce a posare in un liceo artistico di Firenze. «Di solito, però, si inizia con una specie di esame fatto da una commissione di insegnanti. Dicono di valutare le capacità delle persone, ma alla fine scelgono le più carine». Si fa tanta gavetta anche per posare, «non c’erano i soldi per pagarmi, così la preside dell’artistico passava nelle classi e chiedeva ai ragazzi “volete la modella o i pennarelli nuovi?”, per fortuna gli studenti mi preferivano alla cancelleria. Così sono andata avanti per tre anni a diecimila lire l'ora. Poi si è liberato un posto e mi sono guadagnata un contratto annuale».
E’ un mestiere particolare quello dei modelli, a una certa età si smette, «sì, nelle accademie siamo tutti abbastanza giovani, ma è un errore, gli studenti non devono imparare soltanto a ritrarre Venere, esistono anche Cristo e San Girolamo, no?». I modelli viventi, proprio in quanto semiclandestini subiscono tante discriminazioni: «Una volta nel 1996 ci fu un caso di tubercolosi in una classe, furono immediatamente disposte analisi per studenti e professori, il direttore mi chiamò e mi disse “faccia lei”. E’ una condizione umiliante, pensi anche al rischio di intossicazione che si corre con le vernici, la Asl fa verifiche su tutti tranne che su di noi, che viviamo sempre a contatto con i pennelli».
Il fatto di spogliarsi per mestiere può causare qualche imbarazzo: «I ragazzi, a dire il vero, sono sempre rispettosi, mai una battuta oscena o un doppio senso volgare. Delle volte, però, non si fa attenzione a chi entra nelle classi, qualche anno fa si è presentata una comitiva di giapponesi, trenta persone che scattavano foto, mi sono subito coperta». Di equivoci ne succedono tanti: «E’ capitato che una ragazza posasse coi tacchi a spillo e le calze a rete, forse pensava di andare a fare la lap-dance in discoteca. In realtà, è un mestiere molto duro, quando lo si sceglie bisogna saperlo, arrivano tante persone pensando di rilassarsi e si ritrovano per ore fermi, in aule enormi, gelide e sudice, sono in molti a essere scappati dopo mezz'ora». Chi fugge, forse, lo fa anche per la precarietà di un settore, che non riesce a raggiungere un riconoscimento dallo Stato, il vero problema è che non esiste alcuna garanzia sul ricollocamento nel mondo del lavoro una volta che si smette di posare.
Della questione promette di occuparsi Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all'università con delega alla formazione artistica: «Ci incontreremo presto, anche con il ministero della pubblica istruzione, voglio approfondire la vicenda». Le complicazioni burocratiche non frenano l'ottimismo di Antonella, «Il futuro? La laurea in Storia del teatro, mi mancano pochi esami. Mi piacerebbe insegnare, ho l'abilitazione per le scuole di infanzia, per qualche anno continuerò a posare, ma poi basta, mi rivesto per sempre».
category: arte contemporanea - January 17, 2008 07:06 PM
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Tuesday January 15, 2008
Blu colore puro, blu propulsivo,
tattile.
Immagine simbolica di frammenti di cielo, dove il pensiero "cade" si fonde
nella materia blu vitale.....
Energia che si spegne nella conoscenza ultima:
semplicemente concentrando l'attenzione sull'orizzonte....
limite, confine tra i diversi blu del cielo e del mare.....
ecco i due estremi inconcigliabili,
i due blu dissonanti, mete che a volte sembrano scambiarsi e confondersi
perché prive del loro oriozzonte.....
category: arte contemporanea - January 15, 2008 06:03 PM
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Thursday January 10, 2008
Chiamare un inceneritore "termovalorizzatore" è come chiamare idrovalorizzatore lo sciacquone del cesso.
(Legambiente)
Ciò che avviene a Napoli è la punta dell'iceberg di una commistione tra politica e lobby energetiche che in una regione dalla scarsa legalità come la Campania produce fenomeni parossistici di inquinamento.
Esista una collusione tra politica e imprenditoria nazionale per impedire che vengano messe in piedi strategie di smaltimento degne di questo nome, come è stato dimostrato ampiamente dalla magistratura.
Mentre nel paese ci si continuava a liberare dei rifiuti con metodi arretrati e inquinanti che permettono alle imprese di non investire in innovazione, nelle regioni più fragili la malavita ha approfittato dell'improvvisazione per lucrare con il sottotrattamento e con la manovalanza.
Come dimostrato dalla magistratura, in Campania l'Impregilo di Cesare Romiti ha vinto una gara d'appalto a dir poco irrituale, promettendo servizi nettamente sottocosto. Servizi che non ha svolto per anni, lasciando che al suo posto lo facesse la camorra, sversando i rifiuti in cave in disuso con danno per l'ambiente.
Se a livello locale la malavita ha potuto fare affari è perché a livello nazionale si chiudeva un occhio per favorire le lobby dell'incenerimento e delle cave.
Si deve cominciare a spezzare il legame affari-rifiuti, stoccando l'immondizia su terreni del demanio e non in proprietà di camorristi che guadagnano con affitti elevatissimi. Poi, sbarazzandosi con rapidità delle ipoteche del passato, disfacendosi, cioè, dei milioni di ecoballe già accatastate ovunque.
Basterebbe fare come tutti gli altri paesi europei: riciclare il 70% dei rifiuti. Trasformare sostanze organiche in fertilizzanti utili per l'agricoltura e usare il restante 30% per produrre energia. Non in INCENERITORI ( definiti "termovalorizzatori"), ma in cementifici o in centrali elettriche. In stabilimenti che, invece di ricorrere al petrolio, potrebbero funzionare con l'immondizia.
category: arte contemporanea - January 10, 2008 11:58 PM [edited: January 11, 2008 12:00 AM]
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Friday January 4, 2008
Nuova iniziativa editoriale de la Repubblica e l'Espresso, che danno il via con il nuovo anno alla pubblicazione in allegato in edicola di un'enciclopedia Mondadori Electa.
Volumi - reperibili ogni venerdì, a partire dal 4 gennaio 2008che intendono raccontare l'arte contemporanea con un linguaggio semplice e diretto, fornendo gli strumenti necessari per comprendere la creatività attuale.
Divisa per decenni nei sei volumi, dagli anni '50 al 2000, nella pubblicazione opere, movimenti, protagonisti si succedono svelati nel dettaglio e in una visione d'insieme capace di legare gli eventi artistici alla storia politica e sociale.
marketing.repubblica.it/ [...] ef=vetrina&ref=hpedi
category: arte contemporanea - January 4, 2008 12:31 AM
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