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Al Vittoriano di Roma la mostra "Adotta un disegno. Per i bambini di Emergency"

I disegni e le storie dei bambini, raccolti negli ospedali di Emergency in giro per il mondo, uniti alle opere con le quali artisti visivi e musicisti internazionali hanno reinterpretato, secondo la loro sensibilita', gli schizzi colorati di queste piccole vittime della guerra. Questo il "fil rouge" della mostra internazionale itinerante "Adotta un disegno. Per i bambini di Emergency", ospitata dal Complesso del Vittoriano di Roma a partire da oggi e fino al 2 marzo.

L'esposizione, curata da Sergio Casoli e Elena Geuna, e' l'ultimo tassello di un progetto, nato da un'idea di Vauro Senesi, grazie al quale sono stati raccolti, negli ospedali e nei centri di soccorso aperti da Emergency in luoghi devastati dalla guerra, come Afghanistan, Iran, Sudan, Sierra Leone e Cambogia, i disegni e le storie dei bambini ricoverati. Molto spesso, infatti, questi luoghi rappresentano per le piccole vittime della violenza delle guerre, non solo una possibilita' di cura, ma anche una speranza di poter ricostruire relazioni e tessere rapporti basati sulla conoscenza, il rispetto e la solidarieta'.

"Chi denuncia le barbarie della guerra - ha spiegato Vauro - tentando di raccontarne gli efetti su chi e' costretto a subirla, a volte si sente rispondere che usare l'argomento dei bambini che molto spesso ne sono vittima, e' facile, retorico e demagogico. E' vero e' facile, come e' facile che siano i bambini ad essere colpiti, uccisi e mutilati. E' vero che parlare di bambini e' retorico, perche' ognuno di loro e' un mondo nella sua unicita'. Per questo - ha concluso l'ideatore del progetto - abbiamo deciso di raccogliere e raccontare le storie di Souk, Ali, Kualid, Asuda, Federico e degli altri che hanno potuto regalarci un disegno, anche se a loro spesso e' stato tolto tutto".

(n Fonte:Adnkronos Cultura)

comments

Rodolfo Cubeta 02/08/2008 07:50 PM
bellissima iniziativa per far conoscere le atrocità della guerra...

...che dire Stefano.. se parlare in questo modo di bambini sofferenti è retorico, allora mi schiero pure io tra i retorici...e sono orgoglioso di esserlo!!
Rollero Stefano 02/13/2008 12:29 PM
Grazie Rodolfo del commmento, più che retorica, sono gesti concreti di aiuto e pace...Ciao, Ste.
Giovanna Bellini 02/24/2008 08:24 PM
penso che chi dice che "... usare l'argomento dei bambini che molto spesso ne sono vittima, e' facile, retorico e demagogico..." dica una cosa che non solo è "facile, retrorica e demagogica" ma inoltre inutile, non produttiva e alla fine sia un modo come un altro per non impegnarsi in nulla, per non fare niente. anche perché, se chi parla delle atrocità, le mutilazioni, le barbarie che i bamabini subiscono nei conflitti è chi queste atrocità le vede sul campo, se a parlarcene sono i colleghi che con le loro mani toccano questi bambini e ne curano le ferire sul corpo, se ne vedono con i propri occhi lo sguardo terrorizzato o perduto dall'abominio che si portano nell'anima, allora non è più demagogia, ma è un tentativo di far capire a noi, che siamo in una delle parti ancora vivibili del mondo, a che mostruosità dei bambini siano sottoposti. penso che sia facile, ma davvero facile, risolvere la questione dicendo che tanto non ci si può fare nulla...girare la testa dall'altro lato pur di non ammettere che esistono persone più coraggiose, più capaci, più motivate di noi che riescono a fare qualcosa per questi bambini, questo certamente non è facile. grazie per aver diffuso l'avviso.



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