Thursday July 31, 2008
Il viaggio del popolo del monolite rosso per trovare le pergamene dell’ishimar che descrivono la nuova sperimentazione artistica dello stregone Antonio D’Antonio: IL CUL DE SAC.
IL VIAGGIO
Il viaggio era stato organizzato da mesi, avveniva in concomitanza del sorgere delle due lune.
Non si poteva più rimandare, era importante trovare le pergamene dell’Ishimar incise con gli antichi simboli, che parlavano della nuova invenzione di un antichissimo popolo e in particolare dello stregone Antonio D’Antonio, fautore della nuova arte.
Il consiglio dei dieci aveva deciso per una spedizione nella valle del sonno profondo. Erano stati evocati gli spiriti dei padri attraverso la cerimonia del “contatto “.La cerimonia si tiene il secondo giorno di luna piena, alle pendici del monte Askar. I partecipanti sono nudi come vuole il rito. Dopo essersi denudati si dispongono a circolo prestando attenzione di alternarsi, un uomo ogni tre donne; le femmine sono molto giovani, ornate di ghirlande di fiori profumate e dipinte con i simboli sacri d’Ankantor. Ricordo quando partecipai per la prima volta, ero emozionato era il passaggio dalla vita di ragazzo spensierato a quella d’adulto Il mio personale contatto con la Dea dei boschi, avvenne dopo un quarto d’ora.
Lo ricordo come se fosse ieri. Dopo aver assunto la droga ho iniziato ad avere delle visioni ,prima uno sfavillio di colori che si rincorrevano per poi trovarmi ad un tratto in una radura. Dove la terra era di un colore rossiccio e gli alberi di un boschetto in lontananza, erano di un blu intenso. Ho guardato tutto intorno per un attimo ,per poi avviarmi verso gli alberi. Inoltratomi nel boschetto , era più grande di quel che pensavo, dove gli animali non erano meno affascinanti della vegetazione. Ho camminato per circa un Km ,all’improvviso ho intravisto una grotta ,sormontata da una scultura, rappresentante la divinità delle preveggenze future. Pochi passi , e mi è apparsa la Dea .Indossava una veste bianca, tutta ricamata con, finissimi pizzi, un bastone contorto con, in cima una pietra azzurra che luccicava. I suoi capelli erano biondi e lunghissimi, e aveva gli occhi di un azzurro come il mare del lago Ashantaki. Si è avvicinata ,guardandomi negli occhi ha esultato, finalmente sei arrivato. Sudavo per l’emozione e sono rimasto un attimo in silenzio poi parlando ho detto,sono venuto per conoscere il mio spirito guida e conoscere una parte del futuro. Rivolgendosi a me in maniera gentile mi esortò a bere alla fonte del piccolo ruscello. Tutto ti sarà più chiaro. Mi sono avvicinato alla fonte è ho bevuto. Dopo circa un minuto ho avuto le prime visioni: ero disteso in un prato e sopra la mia testa volteggiavano due aquile, mentre in lontananza mi è apparso il mio spirito guida un bisonte rosso, un Kronak;mi era già apparso nei sogni di bambino. La Dea mi ha chiesto di salirgli in grappa, e così ho fatto, all’improvviso l’enorme animale ha smesso di brucare e si è lanciato in una corsa furiosa verso la fonda valle: D’istinto mi sono aggrappato alla criniera tenendomi stretto il più forte possibile. Ero spaventato. Mi sono calmato osservando il paesaggio che mi circondava. Ciò che ho visto non lo dimenticherò mai: dopo aver attraversato valli, pianure e monti in groppa al Kronak mi è apparsa una grotta dove l’animale si è fermato. Sceso dal bisonte , mi sono inoltrato nella grotta e su una delle pareti ho visto per un istante l’immagine delle pergamene dell’ishimar e il viaggio che avrei dovuto intraprendere insieme ai miei compagni in un futuro non lontano. All’interno delle pergamene vi era la descrizione del CUL DE SAC la nuova arte:un’arte che descrive l’inestricabilità,per l’appunto il CUL DE SAC . Un progetto del fare arte dove:forma,colore,spazio e tempo determinano il campo. L’artista stregone crea l’opera e ne conosce i segreti più reconditi nel momento della creazione. Nell’atto “del dipingere”si immerge nei ricordi e nella memoria genetica. Il CUL DE SAC è il distinguibile,non descrive la realtà la crea. Lo stregone artista crea nuove realtà che si animano davanti agli occhi del singolo fruitore, individualità egli stesso.
Un’ora dopo è finito l’effetto della droga,ero tutto sudato ,e mio padre mi era affianco,c’erano anche tutti gli altri membri della setta. Mio padre mi chiese dello spirito guida e di tutto quello che avevo visto. In quell’istante ho deciso che dovevo conoscere tutto di questa nuova filosofia è la ricerca delle pergamene era diventava per me una priorità. Gli raccontai dell’incontro con la Dea e della corsa in groppa al Kronak.
Mi diede una pacca sulle spalle e poi rivolgendosi agli altri disse. È venuto il tempo che si organizzi la spedizione ,di cui mio figlio né sarà il capo.
Si avvio verso l’uscita dove ci attendevano tutti gli abitanti del villaggio , a cui mio padre comunicò la data del viaggio. Tutti acconsentirono, e si ritirarono nelle proprie case. Mikhela si avvicino e senza dire una parola mi bacio con passione. Quella notte non riuscii a dormire, la visione era stata sconvolgente,tutti quei colori,per non parlare del kronak,un animale fantastico. Ne avevo sentito parlare da mio nonno, poi da mio padre ,ma averlo visto da vicino;era diverso. La corsa mi aveva lasciato nel cuore un senso di beatitudine,ero più consapevole del ruolo che mi assegnava il destino. Non potevo deluderli,dipendeva da me la riuscita della missione.
Antonio D'Antonio ,in Arte Muadib -Luglio 2008
July 31, 2008 01:51 PM
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