Thursday July 31, 2008
Il viaggio del popolo del monolite rosso per trovare le pergamene dell’ishimar che descrivono la nuova sperimentazione artistica dello stregone Antonio D’Antonio: IL CUL DE SAC.
IL VIAGGIO
Il viaggio era stato organizzato da mesi, avveniva in concomitanza del sorgere delle due lune.
Non si poteva più rimandare, era importante trovare le pergamene dell’Ishimar incise con gli antichi simboli, che parlavano della nuova invenzione di un antichissimo popolo e in particolare dello stregone Antonio D’Antonio, fautore della nuova arte.
Il consiglio dei dieci aveva deciso per una spedizione nella valle del sonno profondo. Erano stati evocati gli spiriti dei padri attraverso la cerimonia del “contatto “.La cerimonia si tiene il secondo giorno di luna piena, alle pendici del monte Askar. I partecipanti sono nudi come vuole il rito. Dopo essersi denudati si dispongono a circolo prestando attenzione di alternarsi, un uomo ogni tre donne; le femmine sono molto giovani, ornate di ghirlande di fiori profumate e dipinte con i simboli sacri d’Ankantor. Ricordo quando partecipai per la prima volta, ero emozionato era il passaggio dalla vita di ragazzo spensierato a quella d’adulto Il mio personale contatto con la Dea dei boschi, avvenne dopo un quarto d’ora.
Lo ricordo come se fosse ieri. Dopo aver assunto la droga ho iniziato ad avere delle visioni ,prima uno sfavillio di colori che si rincorrevano per poi trovarmi ad un tratto in una radura. Dove la terra era di un colore rossiccio e gli alberi di un boschetto in lontananza, erano di un blu intenso. Ho guardato tutto intorno per un attimo ,per poi avviarmi verso gli alberi. Inoltratomi nel boschetto , era più grande di quel che pensavo, dove gli animali non erano meno affascinanti della vegetazione. Ho camminato per circa un Km ,all’improvviso ho intravisto una grotta ,sormontata da una scultura, rappresentante la divinità delle preveggenze future. Pochi passi , e mi è apparsa la Dea .Indossava una veste bianca, tutta ricamata con, finissimi pizzi, un bastone contorto con, in cima una pietra azzurra che luccicava. I suoi capelli erano biondi e lunghissimi, e aveva gli occhi di un azzurro come il mare del lago Ashantaki. Si è avvicinata ,guardandomi negli occhi ha esultato, finalmente sei arrivato. Sudavo per l’emozione e sono rimasto un attimo in silenzio poi parlando ho detto,sono venuto per conoscere il mio spirito guida e conoscere una parte del futuro. Rivolgendosi a me in maniera gentile mi esortò a bere alla fonte del piccolo ruscello. Tutto ti sarà più chiaro. Mi sono avvicinato alla fonte è ho bevuto. Dopo circa un minuto ho avuto le prime visioni: ero disteso in un prato e sopra la mia testa volteggiavano due aquile, mentre in lontananza mi è apparso il mio spirito guida un bisonte rosso, un Kronak;mi era già apparso nei sogni di bambino. La Dea mi ha chiesto di salirgli in grappa, e così ho fatto, all’improvviso l’enorme animale ha smesso di brucare e si è lanciato in una corsa furiosa verso la fonda valle: D’istinto mi sono aggrappato alla criniera tenendomi stretto il più forte possibile. Ero spaventato. Mi sono calmato osservando il paesaggio che mi circondava. Ciò che ho visto non lo dimenticherò mai: dopo aver attraversato valli, pianure e monti in groppa al Kronak mi è apparsa una grotta dove l’animale si è fermato. Sceso dal bisonte , mi sono inoltrato nella grotta e su una delle pareti ho visto per un istante l’immagine delle pergamene dell’ishimar e il viaggio che avrei dovuto intraprendere insieme ai miei compagni in un futuro non lontano. All’interno delle pergamene vi era la descrizione del CUL DE SAC la nuova arte:un’arte che descrive l’inestricabilità,per l’appunto il CUL DE SAC . Un progetto del fare arte dove:forma,colore,spazio e tempo determinano il campo. L’artista stregone crea l’opera e ne conosce i segreti più reconditi nel momento della creazione. Nell’atto “del dipingere”si immerge nei ricordi e nella memoria genetica. Il CUL DE SAC è il distinguibile,non descrive la realtà la crea. Lo stregone artista crea nuove realtà che si animano davanti agli occhi del singolo fruitore, individualità egli stesso.
Un’ora dopo è finito l’effetto della droga,ero tutto sudato ,e mio padre mi era affianco,c’erano anche tutti gli altri membri della setta. Mio padre mi chiese dello spirito guida e di tutto quello che avevo visto. In quell’istante ho deciso che dovevo conoscere tutto di questa nuova filosofia è la ricerca delle pergamene era diventava per me una priorità. Gli raccontai dell’incontro con la Dea e della corsa in groppa al Kronak.
Mi diede una pacca sulle spalle e poi rivolgendosi agli altri disse. È venuto il tempo che si organizzi la spedizione ,di cui mio figlio né sarà il capo.
Si avvio verso l’uscita dove ci attendevano tutti gli abitanti del villaggio , a cui mio padre comunicò la data del viaggio. Tutti acconsentirono, e si ritirarono nelle proprie case. Mikhela si avvicino e senza dire una parola mi bacio con passione. Quella notte non riuscii a dormire, la visione era stata sconvolgente,tutti quei colori,per non parlare del kronak,un animale fantastico. Ne avevo sentito parlare da mio nonno, poi da mio padre ,ma averlo visto da vicino;era diverso. La corsa mi aveva lasciato nel cuore un senso di beatitudine,ero più consapevole del ruolo che mi assegnava il destino. Non potevo deluderli,dipendeva da me la riuscita della missione.
Antonio D'Antonio ,in Arte Muadib -Luglio 2008
July 31, 2008 01:51 PM
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Wednesday July 30, 2008
Viaggio a Termine
Io ,Altarius ,camminavano da ore lungo un sentiero tortuoso ,in compagnia di,Achille e Karl ,il pericolo ci attendeva quella sera stessa-
Erano da poco passate le 23,00,avevamo montato la tenda,ci stavamo preparando per la notte,improvvisamente un urlo ci fece ghiacciare il sangue,era vicino.
Sempre più vicino,rumori di rami spezzati e pipistrelli che volavano via.
Eravamo pronti al peggio, all’improvviso sentimmo il saettare di venti e più frecce,un rumore sordo,Thum,come se fosse caduto un grosso albero della foresta pluviale.
Corremmo a perdifiato, dopo cinque minuti vedemmo una tigre,enorme come un Mammut,giaceva al suolo con rivoli di sangue che gli uscivano dalla bocca,non c’era nessuno nelle vicinanze,solo un fruscio lontano ci fece distogliere lo sguardo dal bestione.
Karl corri ,corri,o visto una sagoma blu vicino al salice.
Raggiungemmo la riva opposta,attraversando un sottilissimo lembo di terra che univa le due sponde,non c’era nessuno,torniamo a dormire Altarius,domani e i giorni seguenti ci attende il territorio più impervio,deserto,paludi , l’attraversamento del fiume lilla,la foresta incantata,poi finalmente raggiungeremo la valle.
Dormimmo facendo dei turni di 3,00 ore.
Le fiere erano sempre in agguato
Il giorno seguente,ci mettemmo in viaggio subito dopo il sorgere del terzo sole.
Pensavo tra me e me,io, che ho condotto le mie schiere di guerrieri alla vittoria in mille battaglie sui i diversi pianeti,liberandoli dal tiranno, sacerdote,Karmantres,nostro nemico da 100 anni,ero spaventato dal ricordo,non avevo mai visto un animali di tali dimensioni.
Devo farmi coraggio a casa mi aspetta Alma,occhi azzurri e i capelli rossi.
Karl mi tirò per un braccio,distogliendomi da quel pensiero,guarda laggiù, mi indico un capanno, sul finire del campo di papaveri rossi...Finalmente un rifugio dove ripararci e rifocillarci dopo dieci giorni di marcia,finalmente un letto e delle lenzuola pulite.
Ci restammo tre giorni.
I giorni che seguirono , furono tutti tranquilli,come le notti,nel più totale silenzio.
Il viaggio era ancora lungo,dovevamo essere guardinghi,potevamo essere attaccati dai Nararteci,feroci assassini al soldo di, Karmantres,sacerdote del tempio della città della terza razza aliena,quando attraverseremo il loro villaggio ,ai margini del deserto.
Atterrarono sul nostro pianeta 100 anni fa.
Poveri sciocchi che siamo stati ad ospitarli e dargli il benvenuto.
Non consapevoli del futuro che ci aspettava,schiavi nelle nostre miniere di titanio. Inutili le prime ribellioni,che hanno visto l’uccisione di miglia di uomini,in particolare quelli di cultura Altarches, adoratore della pelle dell’orso giallo.
Il pianeta l’avevamo colonizzato nel 20.033 ,l’era del lupo bianco.
Io ribelle indomito,vivevo alla macchia con Karl e Achille da dieci anni.
Antonio D’Antonio - 2008
July 30, 2008 08:47 AM
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Tuesday July 29, 2008
Annibale scese dall'Asronave guardando le tre Lune Di Antares.
Passi e Saltelli nel fango ai Margini della palude,ode a te figlio dei venti,serenità e pace fratello.
Muadib
July 29, 2008 09:01 AM [edited: July 29, 2008 09:03 AM]
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Monday July 28, 2008
L'Attesa.
Fra un minuti canta il Gallo , alle 5,00 del Mattino.
Il Pensiero Arriva alle prime Luci Dell'Alba.
Attendo che Passi un Cavallo Bianco.
L'Attesa.
Antonio D'Antonio
July 28, 2008 01:58 PM [edited: July 28, 2008 01:59 PM]
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Sunday July 27, 2008
E’ Venne il Tempo
Venne il Tempo.
Distese di sabbia al canto di Gorla.
Cavalcando per l'intero giorno per incontrare il tempo dell’oggi.
Suono recente di tamburo in nuova presenza , tempi futuri.
Sorgano le parole in fertilita' nuova , cerchi d'incontro.
Antonio D'Antonio Aprile /2007
July 27, 2008 09:47 AM [edited: July 27, 2008 09:51 AM]
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Saturday July 26, 2008
Giornata D'Agosto
Capelli lunghi,legati con elastico ,giallo,sulle sudate carte,fra
Inchiostro e carta lucida.
Giardini ,piante e siepi ,fra le sudate carte ,le tre del pomeriggio,Agosto,
Napoli alla finestra con il Mare e la nebbia,Capri,alle tre del pomeriggio.
Sudore e capelli lunghi,a domani , Architetto.
Tre e trenta del pomeriggio sudore e Metro',sudore.
Non in Miniera,ma sudore alle tre del pomeriggio,capelli lunghi,un Tempo addietro
Alle tre del pomeriggi.
Antonio D'antonio
July 26, 2008 10:55 AM
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Friday July 25, 2008
Pioggia in schegge d’acqua per percorsi divini.
Fiume lineare , musica e rullio di tamburi lontani.
Morte lineare.
Rito e notte purificatrice.
Passaggio a nuovo giorno di gioioso SENO ed era di ICARO.
Foresta di racconti e folletti.
Fiore nell’intimità, felicità del tempo .
Antonio D'Antonio
July 25, 2008 10:35 AM [edited: July 25, 2008 10:39 AM]
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Tuesday July 22, 2008
A TUTTI GLI ISCRITTI FLC BERGAMO
Alleghiamo di seguito un comunicato della FLC relativo alle dichiarazioni del ministro della Repubblica, on. Umberto Bossi, sugli insegnanti meridionali.
FLC CGIL Bergamo
********************
Scuola: Razza padana per una scuola padana?
Seminare discredito indiscriminato, su insegnanti, pubblico impiego, magistrati, è la strategia scelta da questo governo per far passare presso la pubblica opinione i tagli pesanti che si appresta a fare, lo smantellamento di servizi essenziali per i cittadini, la guerra ad una magistratura riottosa e convinta delle sue prerogative costituzionali.
Così mentre la pubblica opinione si scatena contro l'impiegato fannullone, non si accorge che nei prossimi anni dovrà fare i conti con un taglio di classi, di tempi pieni, di orari, di discipline, di insegnanti di sostegno, con una scuola pubblica ridotta ai minimi termini e forse del tutto cancellata.
Tanto che perfino il ministro Bossi scopre come si possa galvanizzare il suo popolo offrendogli un buon motivo per affondare i denti nella scuola e partecipando, da padani, al banchetto.
Così coglie l'occasione per dare libero sfogo, fra l'altro, alla comprensibile frustrazione di padre, e addita alla furia leghista, il colpevole: l'insegnante meridionale! E si sa che l'insofferenza per i lavoratori che provengono dal sud è una storica battaglia della lega.
A quando la raccolta delle impronte digitali anche per l'insegnante meridionale…e naturalmente fannullone?
Il mondo diventa sempre più piccolo, irrompe nelle nostre case e nelle nostre vite attraverso la comunicazione, le migrazioni dei popoli, le diverse culture; non vi è politica nazionale che non sia strettamente connessa alle dinamiche europee e internazionali; i capitali veleggiano liberi in tutto il mondo, ovunque li porti la libera e indiscussa speculazione del mercato e degli speculatori, anche illegali. Ma il ministro Bossi vuole il pedigree degli insegnanti e una scuola asservita a far crescere tanti piccoli padani. Forse ha scoperto che una scuola siffatta potrebbe rappresentare un mezzo prezioso per arruolare un po' di truppe, visto che il consenso elettorale per la Lega, ancorché importante, non sfonda nell'opinione pubblica anche del nord.
Un attacco così volgare e insensato non merita di essere discusso, certamente va respinto al mittente senza nessuna indulgenza per i cosiddetti "toni coloriti" che mascherano intenti eversivi.
La continuità didattica è un elemento di qualità sempre, e va ricercata non soltanto quando gli insegnanti chiedono il trasferimento di sede per avvicinamento alla famiglia, ma anche quando non si stabilizzano gli insegnanti precari che sono costretti a lasciare il loro posto ogni anno, nel mese di giugno o di agosto.
Il legame con il territorio, che non può e non deve prescindere dalla cultura nazionale e costituzionale in cui tutti ci riconosciamo, si esprime pienamente nell'autonomia scolastica e nel suo progetto di istituto, sia che decida di insegnare il nome dei Dogi o meno, in una organizzazione a rete che dialoga in autonomia con le istituzioni locali e con il territorio, in un lavoro cooperativo che realizza la divisione dei poteri, fra quello didattico, organizzativo e di gestione. La scorciatoia della soluzione aziendalista che si realizza nella piramide gerarchica del comando è dannosa per la scuola tanto quanto il centralismo ministeriale della circolare.
Fra un mese la scuola, quella vera, aprirà i battenti per l'avvio di un nuovo anno scolastico. Non resta molto tempo per dare le risposte di cui essa ha bisogno, a partire dai processi di cambiamento avviati nel primo e nel secondo ciclo, fino all'annoso problema della gestione delle supplenze, problema che da solo, per la lentezza e la corposità dell'evento, determina un disservizio imponente che ricade sulla qualità del servizio che famiglie e studenti italiani devono subire ogni anno.
Porre rimedio a questo e costruire con competenza e serietà le condizioni per riqualificare la scuola è molto più difficile che lanciare grida sconclusionate in un congresso della Lega.
Roma, 21 luglio 2008
RACCAPRICCIANTE!!!!!!!!!!!!!!!!!
July 22, 2008 03:17 PM [edited: July 22, 2008 03:18 PM]
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Monday July 21, 2008
Accade alle date , assumano un significato , riflettere e costruire filosofie dell'essere.
Ogni data assume un significato per un pensiero trasversale , fra memoria e futuro,dando un calcio ad una lattine e proseguendo oltre il cancello.
Dove lo sguardo mi porta alle finestre del secondo piano, dove da bambino osservavo il giardiniere tagliare le rose nel mese di maggio.
Cercavo le statue coperte dal muschio e il muro di mattoni rossi.
Ore dopo osservavo l'imbrunire che era, mi è particolarmente caro.
Certezza di mistica serenità ,assenza di conflittualità,dove il tempo si ferma e distribuisce saggezza.
Al limite di un tempo passato.
Antonio D'Antonio 2008
July 21, 2008 09:07 AM
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Sunday July 20, 2008
COSCE DI NERA CREATURA
Ad oggi ascolto il mio pensiero.
Cammino lungo le rive del fiume.
Osservando le foglie e il vento .
Osservo il tuo culo e le tue cosce .
Sento il tuo odore , mi ricordo.
Ti guardo mentre scompari .
Mi guardi e scompari cosi come eri apparsa .
Cammino e ascolto i miei pensieri ,guardo le montagne e riposo all’ombra del leccio .
Antonio D'Antonio Aprile / 2007
July 20, 2008 07:58 PM
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Friday July 11, 2008
Non C'E' Come di Luce.
Non c'e' come di luce .
Il passato e le formiche morte in fila
Soggiornano su sedie in estate all'ombra dei limoni.
Arcaici suoni e fresca brezza .
Accarezzami,in umorali serate all'ombra dei limoni .
Per strade accaldate e
contorte lamiere, accarezzami.
Antonio D’Antonio - Aprile /2007
July 11, 2008 01:05 PM
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Thursday July 10, 2008
Gli Amanti
Lungo i ghiacciai dei mari del Nord.
Sotto le chiglie di petroliere sonore,
Intonando i canti d'amore,sogno la solitudine degli amanti.
Finalmente liberi.
Percorrendo i mari fino al tramonto.
Intonando i canti d'amore.
Antonio D'Antonio - Aprile /2007
July 10, 2008 07:35 AM [edited: July 10, 2008 07:36 AM]
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Wednesday July 9, 2008
Giochi con gli occhi altrui cercando tesori nascosti nella
sabbia del tempo.
Giochi con le ombre della vita.
Giochi con le vite altrui,tessendo,colorando e scalfendo la pietra
per mostrare il suo cuore verde.
Immergendo le mani nella terra , ne senti il calore.
Sei il seme , la forza , il coraggio ,la roccia.
Presente nella vita,come nella morte.
Ogni volta lotti da solo.
Ti pregano di indietreggiare.
Per il bene di tutti.
Mortificare il tuo essere,indietreggiare.
E’ tua natura il cammino,il sogno , l'utopia.
Il passato e il futuro siano testimone della tua forza.
Uomo.
Antonio D'Antonio
July 9, 2008 10:56 PM
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Tuesday July 8, 2008
Nu jatt ma parlat
Stammatin assittat for a Gambrinus nnu jatt m’ parlat,
,guardantm int l’uocchio ma chiest ‘, wee comm stai ?
Mi sono guardat attuor,nisciun,erano le sei ,poc arrop l’alba .
Sarà na allucinazion’ ?
Ma fuss nu poc cas surd , parl cu te.
Stu jatt teniv il pelo fulvo e nu muss rosa,mi guardava,stupito..
Dimmi caro jatt me ricir qualcos.
Vogli sulament parla’ cu te .
M present primm mi chiamm Camillao
Io, Antonio.
Allor Camillp parl’m pure ti ascolto.
Ok , ti raccont.
Vers e quatt e stanott mentr scavalcav nu mur pe sagli gopp a nu titt,dove m’ aspettava ketty.gatta elegante del console francese .
Il Console mi ha lanciat nu scarpon,che mi avrebbe certamente colpito in pieno muso ,mio caro Antonio.
Ai capit,nu scarpon solamente per che’ facev a serenata alla mia Ketty.
Allora sono sceso dal tetto di fronte alla finestra del malandrino,per prendere un’altra strada più lunga per raggiungere ketty e raccontargli nei minimi particolari l’accaduto.
Caro Antonio hai capito che disavventura.
Camillo e tene’ a pazienza, nun tutti apprezzano l’ammore, so gelus,pecche’ nun o tenen loro.
Ora deve scappare al lavoro
Ma fors nat vot parlamm chiu’ assai!
Ciao cara gatto Camillo,alla prossima.
Sarà stat nu suonn a uocch apiert.
Famm’ ii a faticà.
Peppe ci virrimm.
Antonio D’Antonio Aprile 2007
Italiano
Un Gatto mi ha parlato.
Stamattina seduto al Gambrinus un gatto mi ha parlato
è,guardantm int l’uocchio mi ha detto,ciao,come stai ?
Mi sono guardato intorno nessuno,,erano le sei ,subito dopo l’alba.
Sarà un’ allucinazione ?
Sei forse un po sordo ,parlo con te.
Questo gatto teneva ,il pelo fulvo e un musetto rosa, mi guardava,stupito..
Dimmi caro gatto.
Voglio solamente parlare con te.
Mi presento,mi chiamo Camillo.
Io,Antonio.
Ok , ti racconto.
Verso le quattro stanotte ,mentre scavalcavo un muro ,per salire sopra un tetto ,dove mi aspettava Ketty ,gatta elegante del console francese.
Il Console mi ha lanciato una grossa scarpa, che mi avrebbe certamente colpito in pieno muso , ,mio caro Antonio.
Ai capito uno scarpone,solamente perché facevo la serenata a Ketty
Allora sono sceso dal tetto di fronte alla finestra del malandrino,per prendere un’altra strada più lunga per raggiungere ketty e raccontargli nei minimi particolari l’accaduto.
Caro Antonio hai capito che disavventura.
Camillo non spazientirti , non tutti apprezzano l’amore, sono gelosi,perché loro non sono innamorati.
Ora deve scappare al lavoro
Ma forse un’altra volta ne parliamo di più.
Ciao cara gatto Camillo,alla prossima.
Sarà stato un sogno ad occhi aperti ?
Meglio andare al lavoro .
Peppe ci vediamo.
Antonio D’Antonio Aprile 2007
July 8, 2008 09:23 AM [edited: July 8, 2008 11:00 AM]
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Monday July 7, 2008
Ho passeggiato fra i pensieri degli eroi.
Separati gli amanti,mitologia degli avi.
Da millenni è la ricerca dell'anima gemella.
Quale tempo è quello dei Dinosauri?
Estinti ,il cerchio per Gianbattista Vico ,è la Messa in Latino.
Terra Mediterranea dei coloni per templi Ionici e il loro scagliarsi fra luna e stelle.
La via dagli antichi chiamata generatrice e nutrimento.
Dov'è Enea,alle Pendici della Collina di Posillipo?
L' Ade è lontano dagli occhi degli uomini.
Fra caramelle in sacchettini colorati e biscotti della fortuna.
Al Cinese per amicizia e chiacchiere al gusto del sakè.
Antonio D'Antonio
July 7, 2008 03:08 PM [edited: July 7, 2008 03:10 PM]
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Sunday July 6, 2008
Lo cercato in fondo al sacco di Juta,il pensiero gaio,nottambulo , esploratore.
Lo cercato fra i cartigli del principe Dracula,fra i fiori del suo giardino,fra le nevi in compagnia dello Jeti.
LO CERCATO NELLA SABBIA,SVUOTANDO IL DESERTO CON PALETTA E SECCHIELLO.
Il pensiero dei pensieri,sovrano fra i sovrani,puttana fra le puttane,nel vino delle cantine.
Nel cerchio del fumo e nelle onde dell'oceano.
Fra le danzatrici del ventre,nelle sale rosso-porpora dei Teatri.
Nelle braccia delle Lupe di Pompei.
Il pensiero.
Antonio D'Antonio
July 6, 2008 09:00 AM [edited: July 6, 2008 09:13 AM]
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Saturday July 5, 2008
Il vuoto e tre puntini in serie,da sinistra a destra,è un andare.
Il vuoto come il cielo terso senza barche nei sogni di Giasone.
Il vuoto x il vuoto è uguale al vuoto più un puntino ,è un puntino.
Ho letto del pagliaccio del Re ,sorrideva ad un calamaro in una vasca ,in pescheria,vita da Sub.
Ho letto del tetto e del gatto con gli stivali.
Ho letto di un sogno del mio ego,sogno,un noia mortale il castello de Re.
Un tempo c'era il fiume Rosso,il sogno del Fiore di un possibile dipinto che non finiva,oltre le colonne d' Ercole.
Il vuoto è come un cane a cui la strada è lunga , la pompa di Benzina è lontana.
Una moto sfreccia nella notte , VRUUMMMMMMMM.
Ho letto il Vuoto.
Antonio D'Antonio,luglio 2008
modifica elimina
July 5, 2008 12:29 PM [edited: July 5, 2008 08:49 PM]
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Wednesday July 2, 2008
Il vuoto e tre puntini in serie,da sinistra a destra,è un andare.
Il vuoto come il cielo terso senza barche nei sogni di Giasone.
Il vuoto x il vuoto è uguale al vuoto più un puntino ,è un puntino.
Ho letto del pagliaccio del Re ,sorrideva ad un calamaro in una vasca ,in pescheria,vita da Sub.
Ho letto del tetto e del gatto con gli stivali.
Ho letto di un sogno del mio ego,sogno,un noia mortale il castello de Re.
Un tempo c'era il fiume Rosso,il sogno del Fiore di un possibile dipinto che non finiva,oltre le colonne di Ercole.
Il vuoto è come un cane a cui la strada è lunga e la pompa di Benzina,e una moto che sfreccia nella notte VRUUMMMMMMMM.
Ho letto il Vuoto.
Antonio D'Antonio,luglio 2008
July 2, 2008 07:51 PM [edited: July 2, 2008 07:53 PM]
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Tuesday July 1, 2008
COSCE DI NERA CREATURA
Ad oggi ascolto il mio pensiero.
Cammino lungo le rive del fiume.
Osservando le foglie e il vento .
Osservo il tuo culo e le tue cosce .
Sento il tuo odore , mi ricordo.
Ti guardo mentre scompari .
Mi guardi e scompari cosi come eri apparsa .
Cammino e ascolto i miei pensieri ,guardo le montagne e riposo all’ombra del leccio .
Antonio D'Antonio Aprile / 2007
5
A volte volano via
Non ricordo perché scrivo , ma mi diverte vedere le parole che
camminano sulla carta.
Tante formiche in file , grandi , piccole e talvolta perverse.
Le guardo e gli sorrido , mie care portate nel tempo il mio respiro e il mio pensiero,
un saluto.
Vi ricordate quante volte mi avete accompagnate durante la mia vita precedente, in un altro tempo e in un’altra terra ,oggi che rottura di coglioni.
Ciao, mi ascoltate , non sentite l’odore dell’inchiostro nero e della ginestra dell’amico sulfureo.
A volte volano , ora sono andate via in basso ,non in alto , in compagnia di una Baudeleriana memoria.
A volte volano via
Antonio D'Antonio Aprile /2007
July 1, 2008 02:26 PM [edited: July 1, 2008 02:29 PM]
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