Monday June 30, 2008
1
Neolitic-Art
Mattinata trascorsa a piedi nudi sulle verdi praterie ad osservare il Mammut al pascolo.
Raccolgo del basilico per il mio sugo di pomodoro.
Osservo il Mammut, pensando a nuovo Neolitic-Art, forse un orso,ma ?
Mattinata fra pensieri e odoroso basilico con un’occhiata al colore giallo di uno sfondo possibile -
Passata e la mattina fra sugo di pomodoro,basilico e pittura di Neolitic-Art , mia.
Un saluto all'orso e al Mammut che si scaglia e mi osserva dalla parete.
Antonio D' Antonio - Marzo 2007
2
E’ Venne il Tempo
Venne il Tempo.
Distese di sabbia al canto di Gorla.
Cavalcando per l'intero giorno per incontrare il tempo dell’oggi.
Suono recente di tamburo in nuova presenza di tempi futuri.
Sorgano le parole in fertilita' nuova per cerchi d'incontro.
Antonio D'Antonio Aprile /2007
3
La sedia
Amica delle ore di studio ,amica dello scrivere .
Tu ascolti senza chiedere .
In te trovo l'interlocutore ideale .
In te depongo totalmente me stesso .
Nessun tributo , non chiedi che il calore del mio culo.
Tu sei colei in cui trovo la tranquillità .
Antonio D'Antonio 1989
June 30, 2008 01:17 PM
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Sunday June 29, 2008
Memorie e i puntini in fila.
La ginestra e l'aria salmastra giocano a rincorrersi nei ricordi come i pomodori e le fave.
Coralli rossi adornano le Donne dal profumo di mare.
Frittura di pesce e pizza di maccheroni.
Dipingere i ricordi e le comunicazione on-line in carezze virtuali del presente in Cyborg amorosi.
Passeggiare a piedi nudi sull'erba dell'ieri in compagnia di sogni e utopie per percorsi di un’adolescenza del fare.
Pomodorini ,aglio , olio e peperoncino.
Spaghetti e vino rosso.
Antonio D'Antonio
86
Il Viaggio
Viaggio di frammenti , colline e profumo del Pinus.
Acque azzurre ,paesaggio e curve sinuose al sole.
Sale e pelle Neandetharliana.
Antonio D' Antonio
La ginestra e l'aria salmastra giocano a rincorrersi nei ricordi come i pomodori e le fave.
Coralli rossi adornano le Donne dal profumo di mare.
Frittura di pesce e pizza di maccheroni.
Dipingere i ricordi e le comunicazione on-line in carezze virtuali del presente in Cyborg amorosi.
Passeggiare a piedi nudi sull'erba dell'ieri in compagnia di sogni e utopie per percorsi di un’adolescenza del fare.
Pomodorini ,aglio , olio e peperoncino.
Spaghetti e vino rosso.
Antonio D'Antonio
86
Il Viaggio
Viaggio di frammenti , colline e profumo del Pinus.
Acque azzurre ,paesaggio e curve sinuose al sole.
Sale e pelle Neandetharliana.
Antonio D' Antonio
June 29, 2008 08:13 AM
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Saturday June 28, 2008
Ho aperto le porte ai sogni di un tempo a venire,dove vivono il viaggio e le chimere.
Ho visto le tue orme sull'ultimo lembo di spiaggia bagnata dal mare,tana e rifugio di tartarughe.
Ho letto dei tuoi sogni e dei malanni al mio indirizzo.
Visitato i miei e talvolta i tuoi pensieri ,amici e amanti.
Il tempo dei frutti acerbi e del melograno,chicco per chicco m riposto nel frigo,attende il giorno di venerdi.
Ricerca del santo graal,sogno immaginifico dai tempi dei dolmen.
Sorridi alla terra,all'odore del mosto ,ai cuccioli della cagna che sorveglia il pollaio.
Sorridi ai graffiti dei giovani sognatori.
Sorridi alla tempesta amica che porta la pioggia.
Sorridi al viaggio nuovo e al prossimo a venire.
Antonio D'Antonio
June 28, 2008 08:08 AM [edited: June 28, 2008 08:10 AM]
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Friday June 27, 2008
Serata di luna
Sera nera , luce di Luna.
Silenzio di Deserto e cammino di ingegno umano.
Amicizia di infinita bellezza in serata di luce di Luna.
Terra odorosa , sulfurea presenza .
Ombra di pietra nera in luce di Luna.
Antonio D'Antonio Aprile / 2007
June 27, 2008 08:38 AM [edited: June 27, 2008 09:11 AM]
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Thursday June 26, 2008
Le Attese Del Pensiero.
Equazioni Differenziali,il ticchettio,l'orologio gridava dal cassetto,libero subito.
Fogli Sparsi sulla scrivania ,le sudate Carte per Dinamiche Di costruzioni Altere, Cattedrali, Navy in quantità esponenziale.
Pile Interminabili si accatastavano lungo le pareti,il cervello si affollava di diagrammi e Disequazioni Chilometriche.
Le sudate carte , per ore all'ombra della finestra , Capri , Sorrento,Culi distesi al Sole ed io fra il Cartaceo per il Tempo del Pensiero Astratto.
Archimede,Cartesio,Navy,Settecentesche
memori
e di calcoli infiniti ed infinitesimali.
Appallottolate per Canestri ,per ore e ore , ticchetio ,orologio imprigionato nel cassetto , libero subito.
Capo di Sorrento,cosce flessuose, culi e tette al sole,negate, scrivania e le sudate carte.
Antonio D'Antonio
June 26, 2008 10:10 AM [edited: June 26, 2008 10:11 AM]
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Wednesday June 25, 2008
Poesia al vento
Mattinata trascorsa a piedi nudi , verdi praterie , osservando il Mammut.
Raccolgo il basilico , sugo di pomodoro.
Osservo il Mammut, Neolitic-Art, forse un orso.
Mattinata fra , pensieri e odoroso basilico il colore giallo , uno sfondo possibile.
Mattinata , fra sugo di pomodoro,basilico e Neolitic-Art.
Un saluto all'orso , al Mammut che si scaglia e mi osserva dalla parete.
Antonio D'Antonio - Marzo 2007
June 25, 2008 08:10 AM [edited: June 25, 2008 08:12 AM]
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Tuesday June 24, 2008
In silenzio ascolto l’odore dei cadaveri.
In silenzio ode l’urlo.
In silenzio coloro le nuvole di giallo-blu.
Ascolta ,vivo sui monti cavalcando il grifone.
Vivo nei deserti ascoltando il vento.
Vivo sui pensieri dei poeti.
In silenzio carezzo il tuo seno.
In silenzio attraverso montagne cosparse di boschi e fiori odorosi.
In silenzio ascolto le tue parole.
In silenzio
Antonio D'Antonio Aprile / 2007
June 24, 2008 01:27 PM [edited: June 24, 2008 01:33 PM]
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Monday June 23, 2008
In quel luogo la notte mi fu amica.
Ti amo.
Mentre le zampe della tigre animavano la foresta.
Come un vento caldo le braccia mi strinsero avvicinando la testa al suo seno.
Attento alla tigre.
All'improvviso un fruscio , era ad uno sputo.
Poi il silenzio e un rumore lontano.
Dopo notti insonni morfeo mi avvolse e il sonno venne dolce.
In quel luogo la notte mi fu amica.
Antonio D'Antonio Aprile / 2007
June 23, 2008 08:25 PM [edited: June 23, 2008 08:42 PM]
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Sunday June 22, 2008
Giorno e Notte
Acre è il sole.
Il silenzio, amore di notte.
Amica , amante nascosti ad occhi indiscreti.
Pullula di strane leggende ,che tengono
il fiato sospeso.
Accoglie gli amanti nel suo grembo.
Madre.
Antonio D’Antonio Aprile/2007
June 22, 2008 08:26 PM [edited: June 22, 2008 08:40 PM]
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Saturday June 21, 2008
Neolitic-Art
Una fetta di pane , mi osserva dal tavolo.
Cercherà la gemella per una caponata doc.
Dal vasetto prendo del basilico,un pizzichino,sulla fetta di pane e pomodoro,condita con ,sale , olio,
Alici,peperoni e sottaceto .
Sono due ,saranno contente,gemelle per gioiosa caponata.
Bicchiere di vino rosso .
Pomeriggio allegro,riprendo a dipingere ,poetica ,Neolitic-Art-New-Lascaux.
Antonio D’Antonio Marzo 2007
June 21, 2008 04:14 PM [edited: June 21, 2008 04:16 PM]
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Friday June 20, 2008
Poesia Del Pensiero Astratto 7
Le scale della Libertà ,cesto di Frutta,Ciliege e l'odore dei tuoi capezzoli , trasparenze ,un sentire a Due.
lungo le tue carezze,profumo di Limoni all'ombra della Vite.
Il mio sguardo nei tuoi Occhi,accarezzandoti le Mani, un tempo infinito,dove pascola l'amore.
Sulle tue cosce fra le Fragole ,e la Panna.
Nero Archidea ,capelli lungo la schiena fra i pensieri ,ora,carezze ai tuoi Fianchi,perdersi sul tuo Seno.
Antonio D'Antonio
June 20, 2008 02:21 PM
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Wednesday June 18, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
LE FARFALLE
Mi piace mordere le farfalle l’importante e che siano gialle.
Si mordo il culo alle farfalle che sono gialle.
Ad un amico a cui non piacciono le farfalle ,
io mordo il culo a quelle gialle.
Lontano un volo, sento l’odore del giallo
Mordo il culo alle farfalle
Amico io mordo le farfalle
Ascolta il canto di quelle gialle
In una notte a cui la luna accarezza il seno
Io mordo il culo a quelle gialle
Viva le farfalle
Antonio D'Antonio Aprile /2007
Neolitic-Art
Mattina a piedi nudi ,verdi praterie ,lontano è il Mammut al pascolo.
Basilico per il mio sugo.
Lontano il Mammut, penso alla Neolitic-Art, forse un orso.
Mattinata,pensieri,odoroso basilico ,colore giallo di uno sfondo possibile.
Saluto l'orso e il Mammut ... mi guardano.
Antonio D'Antonio - Marzo/Giugno 2007/2008
June 18, 2008 01:19 PM [edited: June 18, 2008 08:55 PM]
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Tuesday June 17, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
LE FARFALLE
Mi piace mordere le farfalle l’importante e che siano gialle.
Si mordo il culo alle farfalle che sono gialle.
Ad un amico a cui non piacciono le farfalle ,
io mordo il culo a quelle gialle.
Lontano un volo, sento l’odore del giallo
Mordo il culo alle farfalle
Amico io mordo le farfalle
Ascolta il canto di quelle gialle
In una notte a cui la luna accarezza il seno
Io mordo il culo a quelle gialle
Viva le farfalle
Antonio D'Antonio Aprile /2007
June 17, 2008 08:23 AM [edited: June 17, 2008 08:24 AM]
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Monday June 16, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
Scritto rit-Ma-To - Sincopato- Forse Allegro.
Sintieri e lettere dal Fronte , rullio Di Tamburi,perdo il Treno Di Un Pensiero Filosofico del Tempo Presente.
In Attesa di un Morso Di Mela Con L'Amante Come se devesse Essere L'Ultimo Mio Desiderio,Condannato alla Pubertà di un Mini-Pensiero,per TecnoloGie Di Un Tempo Addietro.
Ho lEtto Del Lupo Mannaro ,Nel Deserto Del sahara Che Suda ,Preoccupato Di Una moneta D'Argento ,Vivo.
La Mamma Di Giove Non C'è ,Un Padre Che Cronometra Il Tempo,Forse E' Da Lui Che Prende la Linearità Di Un Modo- Di.
Pensare ,a Linearetta,Lascia Circolare Il Vento Nella Stanza Che Gonfia le Vele Per Un Viaggio Olttre Il Confine.
Pensare Per Dossi o Praradossi,Cerca La Pentola D'oro di Folletti Irlandesi,Chopin non Centro con Il RitMo E' Blues.
La Coda d'Aquila Direziona Leonardo,lo Stornello e La quaglia Da Siepe, lo Hanno Ispirato,pericolo Non Suo Ma Dell'Amante.
Il Papa Non Sa Che Lui Si Diletta in Armonico Incontro fra Coniugi C,Sezionando Cadaveri,L'occhio Immerso nell'albume.
Ho Letto Di Ulisse,Che sente Radio Londra,ma Sarà Un joyce Pensiero,la notte.
Joda Calpesta la Struttura Sintattica,come Un Indiano,senza Segnali Di Fumo .
Dalle Colline ho Scorto Il MaMMUt,Sarà un nuovo episodio del Pianeta Proibito.
Antonio D'antonio.
June 16, 2008 03:07 PM [edited: June 16, 2008 11:55 PM]
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Sunday June 15, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 15, 2008 01:14 PM
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Saturday June 14, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 14, 2008 11:02 AM [edited: June 14, 2008 11:04 AM]
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Friday June 13, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 13, 2008 08:30 AM [edited: June 13, 2008 09:58 AM]
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Wednesday June 11, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 11, 2008 10:19 PM [edited: June 12, 2008 07:50 PM]
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Tuesday June 10, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Lascaux
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 10, 2008 03:50 PM [edited: June 11, 2008 07:07 AM]
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Monday June 9, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Segni Colorati n° 2 , Ritratti - Block - Notes ?????????
Risposta : l'inizio di un nuovo percorso un Block -Notes di racconto,l'insieme di appunti,grafie e colori con un sottostratto di scrittura- significante .
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 9, 2008 03:31 PM [edited: June 9, 2008 03:32 PM]
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Sunday June 8, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Segni Colorati n° 1 , Ritratti - Block - Notes ?????????
Risposta : l'inizio di un nuovo percorso un Block -Notes di racconto,l'insieme di appunti,grafie e colori con un sottostratto di scrittura- significante .
Giugno 2008 - Antonio D'Antonio,in Arte Muadib
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 8, 2008 10:49 AM [edited: June 8, 2008 10:52 AM]
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Saturday June 7, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 7, 2008 11:28 PM [edited: June 7, 2008 11:44 PM]
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Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Siringa D'Ossigeno per il tuo Desiserio del The.
limite del Mare in Tempesta e Draghi Volanti fra i Colori Del Rosa,Canina ,un pinguino allo zoo alle 7, del mattino .
Nostra è l'ora ,strana come una fetta di pane e marmellata di Fragole,con il coniglio nel cilindro del mago.
Storia di caramello e cannella,fra salsa al cherry , peperoncino sul pube ,mi lecco la mano,assaggio di te .di Rosa,il canto non c'è.
Due Note nel Lago delle Fate ,un Orso Bianco che Ride Ai Vichinghi Di Erik,il Rosso
E', un Nastro che scorre ,Metropolis,Friz Lang non Centra Con Waimar,si è Infranto un sogno,fra le Ceneri dai Camini Fumanti,nella Diaspora,forse.
Cantami o Diva,Citazione Funesta,dell'Elmo dI Annibali,fra Storia ,confusa la Tv,Maldestra,forse Con Mano Sinistra che Reggo , L'ultima Sigaretta.
Per Mani di Sogni , Infranti Sul Vetro , Sangue Rappreso di Innocenti Fra Il Fango ed un Buco Nella Terra ,Profondo , Sul Giornale.
Forse Si gioca nel Nuovo Messico,fra I cannibali, non più di un dollaro in seguenza di un frame, dopo accade.
June 6, 2008 07:12 AM [edited: June 6, 2008 07:15 AM]
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Thursday June 5, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Il Tempo Della Pietra
Nessun graffio o ulcera affligge la tua pelle,sole allo Zenith e salsedine dei Mari del Sud,cavalcando le onde sul dorso delle Balene.
Canto i Carmina Burana in cerchio con le Femmine Del Villaggio,tette , Culo e profumo d'orchidea.
Canto a te Immobile Amico Moai,dalla pelle grigia e copricapo rosso,verso il mare ,lanci lo sguardo come il giavellotto ad Olimpia.
Siedo alla tua ombra ,guardando il ventre della compagna,nuovo tramonto d'estate,precede il fumo del Treno in corsa.
Guardo con lei il sorgere del Sole e la vita di nostro figlio , la pesca abbondante con la rete.
Andiamo a cercare le uova del Pellicano ,amico per fonemi Baudeleriani.
Peregrino di un destino amaro,guardo il planare sulle onde,pesca e tuffo.
Amico dal Volto ieratico,scolpito nel tempo della Spiritualità Magica.
Ascolta le parole,ti giungano sulle ali del vento,oltre gli oceani e le montagne,oltre i cattivi pensieri di Tastiere Metamorfiche.
Animali dalla fame insaziabile,ingoia il mio io,dopo il vino rosso del vigneto di Giove,figlio del tempo.
Ascolta fratello di Pietra,cammina con me nei sentieri magici del Camulet della pace,Peiota.
Cammina nel tempo ,danza l'idea di idee e pensieri i perscrutabili , forse è l'oggi il tuo tempo.
Il Tempo per Natura ,Naturans,senza gli affanni,senza l'odio del capo ufficio,urla è delitto,delitto.
Coltiverò il tuo giardino,taglierò le erbe e saluterò per te il tempo infausto dell'oggi.
Saltello in tuo onore,danzo a piedi nudi,bevo l'ambrosia e mangio il Melograno.
Un ultimo saluto Amico ,ieratico osservatore dell'orizzonto,dove scompare l'ultima canoa.
Antonio D'Antonio
June 5, 2008 02:23 PM
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Wednesday June 4, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Il Tempo Della Pietra
Nessun graffio o ulcera affligge la tua pelle,sole allo Zenith e salsedine dei Mari del Sud,cavalcando le onde sul dorso delle Balene.
Canto i Carmina Burana in cerchio con le Femmine Del Villaggio,tette , Culo e profumo d'orchidea.
Canto a te Immobile Amico Moai,dalla pelle grigia e copricapo rosso,verso il mare ,lanci lo sguardo come il giavellotto ad Olimpia.
Siedo alla tua ombra ,guardando il ventre della compagna,nuovo tramonto d'estate,precede il fumo del Treno in corsa.
Guardo con lei il sorgere del Sole e la vita di nostro figlio , la pesca abbondante con la rete.
Andiamo a cercare le uova del Pellicano ,amico per fonemi Baudeleriani.
Peregrino di un destino amaro,guardo il planare sulle onde,pesca e tuffo.
Amico dal Volto ieratico,scolpito nel tempo della Spiritualità Magica.
Ascolta le parole,ti giungano sulle ali del vento,oltre gli oceani e le montagne,oltre i cattivi pensieri di Tastiere Metamorfiche.
Animali dalla fame insaziabile,ingoia il mio io,dopo il vino rosso del vigneto di Giove,figlio del tempo.
Ascolta fratello di Pietra,cammina con me nei sentieri magici del Camulet della pace,Peiota.
Cammina nel tempo ,danza l'idea di idee e pensieri i perscrutabili , forse è l'oggi il tuo tempo.
Il Tempo per Natura ,Naturans,senza gli affanni,senza l'odio del capo ufficio,urla è delitto,delitto.
Coltiverò il tuo giardino,taglierò le erbe e saluterò per te il tempo infausto dell'oggi.
Saltello in tuo onore,danzo a piedi nudi,bevo l'ambrosia e mangio il Melograno.
Un ultimo saluto Amico ,ieratico osservatore dell'orizzonto,dove scompare l'ultima canoa.
Antonio D'Antonio
June 4, 2008 03:42 PM [edited: June 4, 2008 03:50 PM]
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Tuesday June 3, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Il Tempo Della Pietra
Nessun graffio o ulcera affligge la tua pelle,sole allo Zenith e salsedine dei Mari del Sud,cavalcando le onde sul dorso delle Balene.
Canto i Carmina Burana in cerchio con le Femmine Del Villaggio,tette , Culo e profumo d'orchidea.
Canto a te Immobile Amico Moai,dalla pelle grigia e copricapo rosso,verso il mare ,lanci lo sguardo come il giavellotto ad Olimpia.
Siedo alla tua ombra ,guardando il ventre della compagna,nuovo tramonto d'estate,precede il fumo del Treno in corsa.
Guardo con lei il sorgere del Sole e la vita di nostro figlio , la pesca abbondante con la rete.
Andiamo a cercare le uova del Pellicano ,amico per fonemi Baudeleriani.
Peregrino di un destino amaro,guardo il planare sulle onde,pesca e tuffo.
Amico dal Volto ieratico,scolpito nel tempo della Spiritualità Magica.
Ascolta le parole,ti giungano sulle ali del vento,oltre gli oceani e le montagne,oltre i cattivi pensieri di Tastiere Metamorfiche.
Animali dalla fame insaziabile,ingoia il mio io,dopo il vino rosso del vigneto di Giove,figlio del tempo.
Ascolta fratello di Pietra,cammina con me nei sentieri magici del Camulet della pace,Peiota.
Cammina nel tempo ,danza l'idea di idee e pensieri i perscrutabili , forse è l'oggi il tuo tempo.
Il Tempo per Natura ,Naturans,senza gli affanni,senza l'odio del capo ufficio,urla è delitto,delitto.
Coltiverò il tuo giardino,taglierò le erbe e saluterò per te il tempo infausto dell'oggi.
Saltello in tuo onore,danzo a piedi nudi,bevo l'ambrosia e mangio il Melograno.
Un ultimo saluto Amico ,ieratico osservatore dell'orizzonto,dove scompare l'ultima canoa.
Antonio D'Antonio
category: Fotografie,quadri e poesie. - June 3, 2008 02:27 PM
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Monday June 2, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Il Tempo Della Pietra
Nessun graffio o ulcera affligge la tua pelle,sole allo Zenith e salsedine dei Mari del Sud,cavalcando le onde sul dorso delle Balene.
Canto i Carmina Burana in cerchio con le Femmine Del Villaggio,tette , Culo e profumo d'orchidea.
Canto a te Immobile Amico Moai,dalla pelle grigia e copricapo rosso,verso il mare ,lanci lo sguardo come il giavellotto ad Olimpia.
Siedo alla tua ombra ,guardando il ventre della compagna,nuovo tramonto d'estate,precede il fumo del Treno in corsa.
Guardo con lei il sorgere del Sole e la vita di nostro figlio , la pesca abbondante con la rete.
Andiamo a cercare le uova del Pellicano ,amico per fonemi Baudeleriani.
Peregrino di un destino amaro,guardo il planare sulle onde,pesca e tuffo.
Amico dal Volto ieratico,scolpito nel tempo della Spiritualità Magica.
Ascolta le parole,ti giungano sulle ali del vento,oltre gli oceani e le montagne,oltre i cattivi pensieri di Tastiere Metamorfiche.
Animali dalla fame insaziabile,ingoia il mio io,dopo il vino rosso del vigneto di Giove,figlio del tempo.
Ascolta fratello di Pietra,cammina con me nei sentieri magici del Camulet della pace,Peiota.
Cammina nel tempo ,danza l'idea di idee e pensieri i perscrutabili , forse è l'oggi il tuo tempo.
Il Tempo per Natura ,Naturans,senza gli affanni,senza l'odio del capo ufficio,urla è delitto,delitto.
Coltiverò il tuo giardino,taglierò le erbe e saluterò per te il tempo infausto dell'oggi.
Saltello in tuo onore,danzo a piedi nudi,bevo l'ambrosia e mangio il Melograno.
Un ultimo saluto Amico ,ieratico osservatore dell'orizzonto,dove scompare l'ultima canoa.
Antonio D'Antonio
June 2, 2008 01:46 AM [edited: June 2, 2008 01:49 AM]
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Sunday June 1, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Il Tempo Della Pietra
Nessun graffio o ulcera affligge la tua pelle,sole allo Zenith e salsedine dei Mari del Sud,cavalcando le onde sul dorso delle Balene.
Canto i Carmina Burana in cerchio con le Femmine Del Villaggio,tette , Culo e profumo d'orchidea.
Canto a te Immobile Amico Moai,dalla pelle grigia e copricapo rosso,verso il mare ,lanci lo sguardo come il giavellotto ad Olimpia.
Siedo alla tua ombra ,guardando il ventre della compagna,nuovo tramonto d'estate,precede il fumo del Treno in corsa.
Guardo con lei il sorgere del Sole e la vita di nostro figlio , la pesca abbondante con la rete.
Andiamo a cercare le uova del Pellicano ,amico per fonemi Baudeleriani.
Peregrino di un destino amaro,guardo il planare sulle onde,pesca e tuffo.
Amico dal Volto ieratico,scolpito nel tempo della Spiritualità Magica.
Ascolta le parole,ti giungano sulle ali del vento,oltre gli oceani e le montagne,oltre i cattivi pensieri di Tastiere Metamorfiche.
Animali dalla fame insaziabile,ingoia il mio io,dopo il vino rosso del vigneto di Giove,figlio del tempo.
Ascolta fratello di Pietra,cammina con me nei sentieri magici del Camulet della pace,Peiota.
Cammina nel tempo ,danza l'idea di idee e pensieri i perscrutabili , forse e l'oggi il tuo tempo.
Il Tempo per Natura ,Naturans,senza gli affanni,senza l'odio del capo ufficio,urla è delitto,delitto.
Coltiverò i tuo giardino,taglierò le erbe e saluterò per te il tempo infausto dell'oggi.
Saltello in tuo onore,danzo a piedi nudi,bevo l'ambrosia e mangio il Melograno.
Un ultimo saluto Amico ,ieratico osservatore dell'orizzonto,dove scompare l'ultima canoa.
Antonio D'Antonio
I mille colori delle statue classiche
Ai Musei Vaticani ricostruite le colorazioni originali di opere risalenti all'antica Grecia e alla Roma imperiale.
di Paolo Liverani - Ispettore del reparto Antichità classiche dei Musei Vaticani
November 19th, 2004
A sentir parlare di "arte classica" le reazioni possono essere differenti, ma in fondo è probabile che si provi un piccolo brivido pensando a statue immacolate e un poco gelide. Peccato che questo sentire, radicato da secoli nella nostra cultura, sia uno dei più colossali fraintendimenti che la storia dell’arte conosca. Un greco o un romano che - per assurdo - potesse visitare i nostri musei inorridirebbe di fronte a tanto pallore. D’altra parte il visitatore moderno che si trovasse di fronte a una scultura antica conservata con la sua policromia originaria, la prenderebbe per uno scherzo discutibile e subirebbe una sorta di choc estetico.
Se la prima ipotesi resta improbabile, per verificare la seconda basta recarsi ai Musei Vaticani e visitare la mostra «I colori del bianco» in cui sono esposte una serie di opere antiche con tracce più o meno consistenti del colore originario, ma soprattutto le loro ricostruzioni al vero in cui si è tentato di riprodurre la policromia antica. Un équipe di archeologi, chimici e filologi che ruotano attorno a tre musei (la Gliptoteca di Monaco, la Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen e i Musei Vaticani) ha unito le forze per tentare di visualizzare come doveva apparire ai contemporanei una serie di sculture tra l’arcaismo greco (VI secolo a.C.) e l’età romana imperiale.
Sia chiaro: pensare di ripristinare l’aspetto delle sculture esattamente "come nuove" sarebbe una presunzione eccessiva. Ogni ricostruzione si basa su una complessa serie di analisi, che integrano l’occhio dell’archeologo con foto a luce ultravioletta o radente, con l’uso di microscopia ottica e a scansione elettronica, con cromatografia a gas e liquida.
Le copie policrome così ottenute mantengono necessariamente una percentuale di ipotesi che, a seconda della conservazione dell’originale, sarà ora più ora meno elevata. Si potrà dunque discutere sul singolo dettaglio, ma nell’insieme si tratta di uno sforzo che permette di sfatare vecchie concezioni e di avere un’idea assai più verosimile della realtà antica.
Il "racconto" del colore inizia con l’arcaismo greco e subito ci si accorge che il recupero della decorazione policroma non è un dettaglio secondario, ma coinvolge il significato stesso della scultura.
L’esempio migliore si ha in uno dei pezzi che si trovano in tutti i manuali: la cosiddetta kore del peplo del Museo dell’Acropoli di Atene. Una volta che ne venga ricostruita la policromia originaria, infatti, questo nome si rivela doppiamente sbagliato: non è una kore, né porta il peplo. Ma cominciamo dall’inizio: alla fine dell’Ottocento vennero alla luce le sculture dedicate nei santuari dell’Acropoli, distrutte dall’invasione persiana del 480 a.C. e pietosamente seppellite sul posto dagli Ateniesi prima della ricostruzione. In quell’occasione fu scoperto un gran numero di statue femminili ritte in piedi, dal volto luminoso e dal sorriso lievemente enigmatico.
Dovevano rappresentare l’offerta di famiglie della fascia sociale più elevata dell’Atene dell’epoca e vennero definite korai, in greco "fanciulle". Tra queste era anche la nostra kore, vestita di una mantellina sopra una veste lunga che si apriva sul davanti, al di sotto della cintura, a mostrare la gonna. Qualcosa, però, non era del tutto chiara: l’abito lineare e severo, infatti, era un po’ troppo all’antica se paragonato allo stile della testa (530-520 a.C.).
Esaminando la statua con particolari tecniche fotografiche sono saltati fuori dettagli interessanti: la luce radente ha permesso di riconoscere i sottili graffiti preparatori delle figurazioni dipinte e la luce ultravioletta ha fatto emergere tracce di colore ormai invisibili a occhio nudo. Si sono così ricostruiti i disegni della veste e si è recuperato il fregio ad animali e cavalieri sulla gonna. Il vestito "all’antica" non era dunque un attardamento della moda, ma una veste cerimoniale di origine orientale (l’ependytes) utilizzato per la dea Atena o, forse, per Artemide, pure venerata sull’Acropoli. Perdiamo dunque la «kore del peplo» per guadagnare una «dea con ependytes».
Sorprendenti per altri motivi sono le ricostruzioni delle statue dei frontoni del tempio di Atena Aphaia sull’isola di Egina, il vanto della Gliptoteca di Monaco, raffiguranti una battaglia fra Greci e Troiani. La scultura più completa dal punto di vista del colore è il cosiddetto Paride, un arciere troiano inginocchiato che sta per scoccare la sua freccia micidiale. Veste una giacchetta di cuoio attillata e senza maniche, decorata da bordure e da una fascia, mentre al di sotto indossa una specie di "pullover". Le maniche sono fittamente decorate di motivi romboidali che si incastrano gli uni negli altri, giocati sul rosso, verde malachite, blu e giallo, con un effetto da far invidia a un moderno designer, mentre i pantaloni hanno un disegno simile, che segue elasticamente la modulazione delle membra asciutte e vigorose.
Passando all’età romana troviamo due casi molto diversi di ritratti imperiali. Uno è l’Augusto di Prima Porta dei Musei Vaticani, la statua più famosa di questo imperatore, trovata nella villa della moglie Livia poco fuori Roma, sulla via Flaminia. Anche a distanza e in penombra non si può sbagliare: solo l’imperatore portava quel mantello rosso porpora, un tono squillante ottenuto con una lacca organica finora raramente identificata sulla scultura. È il paludamentum, segno inconfondibile dell’autorità militare, che Augusto portava solo sul campo e che mai poteva indossare in città, nella vita civile. Sulla corazza, il cui fondo conserva il colore bianco e luminoso del preziosissimo marmo di Paros, spiccano invece in blu, rosso e marrone i rilievi che raccontano la restituzione ai Romani delle insegne che i Parti avevano strappato all’esercito di Crasso, distrutto nella battaglia di Carrhae. Era uno dei vanti dell’imperatore averle recuperate per via diplomatica, rimuovendo una grave onta senza ricorrere a ulteriore spargimento di sangue. Il colore, in questo caso, sottolinea solo gli elementi salienti per comunicare nel modo più chiaro e immediato il messaggio politico dell’opera, con tecnica quasi pubblicitaria, anche a costo di violare le convenzioni realistiche lasciando bianca la corazza e la pelle.
Tutto al contrario avviene nel ritratto di Caligola della Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen, dove le tracce di incarnato hanno permesso di ricostruire una pelle vivacemente colorata. L’originale conserva ancora l’occhio sinistro con ciglia, sopracciglio e iride, mentre le frange dei capelli sono delineate con sottili tratti di pennello a integrare le ciocche che lo scultore aveva realizzato plasticamente. Per ottenere la copia destinata all’esperimento di colorazione, si è ricorsi addirittura a una scansione laser dell’originale: sulla base di questi dati una fresa guidata dal computer ha scolpito un duplicato in marmo, per non danneggiare con calchi tradizionali i resti di colore.
Per dare un’idea dell’evoluzione del gusto cromatico romano è esposto un sarcofago paleocristiano dei Musei Vaticani di cui un recentissimo restauro oltre alla policromia ha recuperato la doratura: nelle scene campestri il vello delle pecore al pascolo è finemente tratteggiato in oro a suggerire una vibrazione luminosa che, vista alla fiamma tremolante delle lucerne nel sepolcro, doveva conferire un’aura particolare al rilievo. Chiude la mostra il ritratto di Ariadne, moglie dell’imperatore bizantino Zenone: l’imperatrice che vide la caduta dell’impero romano d’occidente. Un volto dallo sguardo perforante grazie alle pupille dilatate, ottenute mediante inserti di pietra nera, e coronato dal copricapo purpureo e dorato, colorazione di cui restano ancora tracce piuttosto evidenti.
Visto così il mondo antico ci appare molto meno (neo)classico. Oggi che si è consumata la frattura tra radici greco-romane e modernità c’è almeno questo vantaggio: la possibilità rivedere le prime con occhio libero da preconcetti per esplorarne lati nonostante tutto ancora nuovi, come "opera aperta", dunque veramente classica.
Augusto ritrova il suo colore
Statue antiche ridipinte usando le tinte originarie
Marmi non più bianchi o neri: esposte ai Musei Vaticani una ventina di sculture greche e romane
Colonnelli Lauretta
Il paragone più calzante lo offre Paolo Liverani, curatore della mostra: «Questa esposizione mi ricorda "Il cielo sopra Berlino" di Wenders, dove gli angeli vedevano in bianco e nero e gli uomini a colori. Noi ci troviamo in una situazione angelicata rispetto alle statue antiche, abituati a vederle ed ad apprezzarle nel loro bianco immacolato. Ora proviamo ad umanizzarci un po' , riscoprendole nel loro colore originale». Il primo impatto è scioccante. Il leone che accoglie il visitatore, con il corpo giallo, la criniera azzurra e i baffoni rossi, sembra più una maschera balinese che una statua greca. E invece l'originale, in marmo bianco, proviene da Loutraki (Corinto) e risale al 550 a.C. Ma gli archeologi, già nei secoli passati, hanno notato residui di colore nei punti più incavati e nelle zone più porose della pietra. E da tempo si sa che gli artisti dell' antichità decoravano con tinte accese non solo le statue, ma anche i frontoni dei templi o i lastroni in marmo di edifici pubblici e privati. Nei libri di storia dell' arte il tentativo di ricostruire questi colori era stato già fatto sulle immagini fotografiche o sui disegni. Ma nessuno aveva ancora avuto il coraggio di realizzare la copia tridimensionale delle sculture e di colorarle con pigmenti ricreati con le stesse tecniche di duemila anni fa. Ora l' ocra gialla e la lacca di garanza, l' azzurrite e il cinabro ridanno colore non solo ai mantelli e alle tuniche ma anche ai volti di imperatori e divinità, guerrieri e fanciulle. E all' improvviso un mondo che siamo abituati a pensare austero e riflessivo, si ribalta completamente e diventa allegro come un circo. Sono una ventina le opere ricostruite a colori dai Musei Vaticani in collaborazione con la Gliptoteca di Monaco e la Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen. Tra le altre, si possono ammirare l' Augusto di Prima Porta, l' arciere e l'Atena del frontone ovest del tempio di Aphaia a Egina, la Kore col peplo ritrovata sull' Acropoli di Atene. E proprio guardando quest' ultima, con il suo bel vestito giallo decorato di rosso e verde, i capelli ramati come se fossero trattati con l' henné, le labbra scarlatte e le sopracciglia ben disegnate con la matita nera, viene in mente l' Elena di Euripide, in cui la regina si dispera per i guai che la sua bellezza ha provocato e si augura di perderla così come viene cancellato il colore da una statua. Testimonianza non solo che le sculture erano colorate, ma anche di quanto fossero considerate brutte quelle bianche.
I COLORI DEL BIANCO. MILLE ANNI DI COLORE NELLA SCULTURA ANTICA. Musei Vaticani, tel.06.69883041. Fino al 31 gennaio, dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 13.45. Ingresso gratuito. Catalogo De Luca.
Roma, la scultura ridipinta ai Musei Vaticani
L'originaria policromia di una ventina di statue antiche . "I colori del bianco.
"I colori del bianco. Mille anni di colore nella scultura antica" è l'interessante rassegna, ospitata nella Sala Polifunzionale dei Musei Vaticani sino al 31 gennaio 2005, attraverso la quale si è voluto riproporre l'aspetto originario di alcune delle più celebri sculture in marmo dell'antichità, ristabilendone l'antica e affascinante policromia. La considerazione più calzante circa questo ambizioso progetto la offre Paolo Liverani, il curatore della mostra: "Questa esposizione mi ricorda 'Il cielo sopra Berlino' di Wenders, dove gli angeli vedevano in bianco e nero e gli uomini a colori. Noi ci troviamo in una situazione 'angelicata' rispetto alle statue antiche, abituati a vederle e ad apprezzarle nel loro bianco immacolato. Ora proviamo ad umanizzarci un po', riscoprendole nel loro colore originale". Da tempo gli studiosi sono concordi nel sostenere che gli artisti dell'antichità decoravano con tinte accese non solo le statue, ma anche i frontoni dei templi o i lastroni in marmo di edifici pubblici e privati. Nei libri di storia dell'arte, il tentativo di ricostruire questi colori era stato già fatto sulle immagini fotografiche o sui disegni. Ma nessuno aveva ancora "avuto il coraggio" di realizzare la copia tridimensionale delle sculture e di colorarle con pigmenti ricreati con le stesse tecniche di duemila anni fa. L'ocra gialla e la lacca di garanza, l'azzurrite ed il cinabro ridonano colore ai mantelli, alle tuniche, ai volti di divinità, imperatori, guerrieri e fanciulle: all'improvviso, un mondo che siamo abituati a percepire come austero e riflessivo, si ribalta completamente e diventa allegro come un circo. Tra le statue più celebri, il cosiddetto "Augusto di Prima Porta", normalmente esposto nel Braccio Nuovo dei Musei Vaticani: realizzato tra il 12 e l'8 a.C., il marmo di oltre due metri di altezza rappresenta l'imperatore in veste di capo militare, in piedi, a capo scoperto e con il braccio alzato mentre arringa le truppe dopo la vittoria. La tunica, il mantello e la corazza sono resi con scrupolosa minuzia; si riscontra una dovizia nei dettagli un tempo enfatizzata dalla policromia, ricostruita nel calco moderno, che sottolineava i rilievi della corazza (la restituzione delle insegne che i Parti avevano strappato a Crasso). Un capitolo della mostra è dedicato anche alla storia degli studi sulla policromia antica: le sculture, dalle statue ai rilievi (compreso il rilievo continuo che avvolge il fusto della Colonna Traiana), erano ricoperte da una sorta di pittura e tempera, lavata via dagli agenti atmosferici e dal tempo. In origine il rosso cinabro e gli altri colori minerali come il blu (azzurrite) e il verde (malachite) ebbero anche la funzione di proteggere il marmo dalle intemperie, mentre le cosiddette "terre", come il marrone e l'ocra, furono ben presto cancellate dalla pioggia. E' stata la conoscenza dei colori, insieme alla tecnica della luce radente, a consentire agli studiosi la ricostruzione cromatica delle opere.Si tratta di un'operazione che consente di promuovere un'idea più realistica dell'arte antica, abbandonando la convinzione che la scultura greca e romana fosse di colore bianco, permettendo al visitatore di compiere un vero e proprio "viaggio a ritroso nel tempo".
June 1, 2008 09:47 AM [edited: June 1, 2008 09:23 PM]
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