Saturday May 31, 2008
--Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Il Tempo Della Pietra
Nessun graffio o ulcera affligge la tua pelle,sole allo Zenith e salsedine dei Mari del Sud,cavalcando le onde sul dorso delle Balene.
Canto i Carmina Burana in cerchio con le Femmine Del Villaggio,tette , Culo e profumo d'orchidea.
Canto a te Immobile Amico Moai,dalla pelle grigia e copricapo rosso,verso il mare ,lanci lo sguardo come il giavellotto ad Olimpia.
Siedo alla tua ombra ,guardando il ventre della compagna,nuovo tramonto d'estate,precede il fumo del Treno in corsa.
Guardo con lei il sorgere del Sole e la vita di nostro figlio , la pesca abbondante con la rete.
Andiamo a cercare le uova del Pellicano ,amico per fonemi Baudeleriani.
Peregrino di un destino amaro,guardo il planare sulle onde,pesca e tuffo.
Amico dal Volto ieratico,scolpito nel tempo della Spiritualità Magica.
Ascolta le parole,ti giungano sulle ali del vento,oltre gli oceani e le montagne,oltre i cattivi pensieri di Tastiere Metamorfiche.
Animali dalla fame insaziabile,ingoia il mio io,dopo il vino rosso del vigneto di Giove,figlio del tempo.
Ascolta fratello di Pietra,cammina con me nei sentieri magici del Camulet della pace,Peiota.
Cammina nel tempo ,danza l'idea di idee e pensieri i perscrutabili , forse e l'oggi il tuo tempo.
Il Tempo per Natura ,Naturans,senza gli affanni,senza l'odio del capo ufficio,urla è delitto,delitto.
Coltiverò i tuo giardino,taglierò le erbe e saluterò per te il tempo infausto dell'oggi.
Saltello in tuo onore,danzo a piedi nudi,bevo l'ambrosia e mangio il Melograno.
Un ultimo saluto Amico ,ieratico osservatore dell'orizzonto,dove scompare l'ultima canoa.
Antonio D'Antonio
May 31, 2008 09:00 AM [edited: May 31, 2008 09:01 AM]
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Friday May 30, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
Il Tempo Della Pietra
Nessun graffio o ulcera affligge la tua pelle,sole allo Zenith e salsedine dei Mari del Sud,cavalcando le onde sul dorso delle Balene.
Canto i Carmina Burana in cerchio con le Femmine Del Villaggio,tette , Culo e profumo d'orchidea.
Canto a te Immobile Amico Moai,dalla pelle grigia e copricapo rosso,verso il mare ,lanci lo sguardo come il giavellotto ad Olimpia.
Siedo alla tua ombra ,guardando il ventre della compagna,nuovo tramonto d'estate,precede il fumo del Treno in corsa.
Guardo con lei il sorgere del Sole e la vita di nostro figlio , la pesca abbondante con la rete.
Andiamo a cercare le uova del Pellicano ,amico per fonemi Baudeleriani.
Peregrino di un destino amaro,guardo il planare sulle onde,pesca e tuffo.
Amico dal Volto ieratico,scolpito nel tempo della Spiritualità Magica.
Ascolta le parole,ti giungano sulle ali del vento,oltre gli oceani e le montagne,oltre i cattivi pensieri di Tastiere Metamorfiche.
Animali dalla fame insaziabile,ingoia il mio io,dopo il vino rosso del vigneto di Giove,figlio del tempo.
Ascolta fratello di Pietra,cammina con me nei sentieri magici del Camulet della pace,Peiota.
Cammina nel tempo ,danza l'idea di idee e pensieri i perscrutabili , forse e l'oggi il tuo tempo.
Il Tempo per Natura ,Naturans,senza gli affanni,senza l'odio del capo ufficio,urla è delitto,delitto.
Coltiverò i tuo giardino,taglierò le erbe e saluterò per te il tempo infausto dell'oggi.
Saltello in tuo onore,danzo a piedi nudi,bevo l'ambrosia e mangio il Melograno.
Un ultimo saluto Amico ,ieratico osservatore dell'orizzonto,dove scompare l'ultima canoa.
Antonio D'Antonio
May 30, 2008 08:42 AM [edited: May 30, 2008 08:55 AM]
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Thursday May 29, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
May 29, 2008 03:07 PM [edited: May 29, 2008 03:11 PM]
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Wednesday May 28, 2008
Opera Dell'Artista Antonio D'Antonio in Arte Muadib del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
May 28, 2008 12:14 PM [edited: May 28, 2008 12:15 PM]
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Tuesday May 27, 2008
Opera Dell'Artista Simona Pocorobba del Gruppo NeoliticArtNewLascaux
Alcune cosiderazione sull'opera di Simona.
Viaggio,memoria e dinamica dello scorrere del tempo.
Percorsi e linee che si espandono verso l'esterno,come per esplodere,il rosso segna la fatica,il nero delle foto il tempo trascorso,senza sosta è la composizione,come un turbinio che spinge a guardare all'accaduto di una fatica immane.
Antonio D'antonio
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
category: Gruppo Atistico - May 27, 2008 04:07 PM [edited: May 27, 2008 04:19 PM]
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Monday May 26, 2008
-- it.youtube.com/watch?v=m [...] ture=related
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
it.youtube.com/watch?v=x [...] eature=related
May 26, 2008 08:50 AM [edited: May 26, 2008 02:38 PM]
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Sunday May 25, 2008
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
May 25, 2008 09:21 AM [edited: May 25, 2008 09:22 AM]
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Saturday May 24, 2008
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
May 24, 2008 08:30 AM
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Friday May 23, 2008
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critic
May 23, 2008 07:19 AM [edited: May 23, 2008 11:47 PM]
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Thursday May 22, 2008
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
Nudo Blu e Rosso
Un taglio diagonale attraversa lo spazio.
Il nudo raccolto , una intimità sensuale.
La gamba viene in avanti ,mentre il resto della figura rientra in uno spazio prospettico,come se volesse oltrepassarlo.
La stesura del colore si presenta,non indugia in uno stilismo sterile o mascherato, è presente ,partecipa,ci emoziona.
Antonio D'Antonio
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
May 22, 2008 02:11 PM [edited: May 22, 2008 02:23 PM]
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Wednesday May 21, 2008
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
May 21, 2008 01:40 PM [edited: May 21, 2008 01:41 PM]
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Tuesday May 20, 2008
www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
May 20, 2008 05:52 AM
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Monday May 19, 2008
-- www.equilibriarte.org/group/Lascaux
Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
May 19, 2008 10:03 AM [edited: May 19, 2008 10:04 AM]
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Sunday May 18, 2008
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
May 18, 2008 09:47 AM [edited: May 18, 2008 09:48 AM]
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Saturday May 17, 2008
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Principio primogenito del figurativo.Partire per determinare un percorso,senza l'influenza del già stato,ma solo l'energia del colore e del segno(Lascaux).Un progetto poetico che faccia sperimentazione non artefatta dai condizionamenti.
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
May 17, 2008 09:39 AM [edited: May 17, 2008 09:42 AM]
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Friday May 16, 2008
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
May 16, 2008 08:58 AM [edited: May 16, 2008 05:48 PM]
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Thursday May 15, 2008
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
May 15, 2008 02:25 PM [edited: May 20, 2008 05:56 AM]
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Wednesday May 7, 2008
Bacon??????????
Non conoscevo il lavoro di Bacon,non sapevo che la sua ricerca fosse rivolta all'immagine "isolata,il resto e spazio,il più delle volte campito con stesure a riempimento.
Una mostra che taglia chi la visita,pone e rinnova il nostro pensare,è una scarneficazione del superfluo,per concentrarsi sul corpo, o ritratto!!!!!!!!!!!
Ho visto un Re,a be si be!!!!!
Il video ,per meglio dire l'intervista al bar dell'artista Bacon è un discorrere sul tempo e i luogo del suo essere artista.
I corpi sono un'insieme di forme che saltano le generazione precedenti a pierpari,presenta un nuovo modo,un oggetto che si presenta unico,centrale nella composizione,per meglio dire nel campo(spazio dinamico).
I ritratti come le foto segnaletiche,come ci racconta nel video l'artista,profilo ,sinistro ,destro e frontale,talvolta il ritratto e il tutto della persono ,oppure il volto che si ripete sempre per tre!
Dopo aver visto Bacon,uno potrebbe anche smettere di dipingere,l'artista vola in altro,sorvola come un condor a 5.000 metri d'altezza,volteggia per poi atterare.
Ci resta del colore,possiamo anche riempire gli spazi vuoti!!
Antonio D'Antonio ,Muadib 2008
May 7, 2008 06:28 PM
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Tuesday May 6, 2008
Opere dell'Artista,Antonio D'Antonio ,Fondatore del gruppo,NeoliticArtNewLascaux
. OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
MANIFESTO
La dimensione dello spazio dell’opera deve essere caratterizzata da una primitiva comunicazione dell’oggetto-forma che si presenta nella sua univocità.
La ricerca deve tendere a comunicare l’oggettivazione della “forma” senza alterare con altre visioni il campo.
Deve essere il campo il luogo della comunicazione in cui l’oggetto/forma si determina.
L’opera d’arte nel suo presentarsi nel tempo-in-progress,cambia pelle tutte le volte,come un camaleonte varia forma e colore.
Tale cambiamento si innesca nel tempo stesso dell’azione determinando la propria esistenza.
La sperimentazione condotta ,tende a dimostrare la non possibilità di un controllo sull’opera che si va a produrre,avendo come compagno di viaggio le sensazioni e la memoria di una esistenza antica che ci rimanda nel ventre della terra.
L’utilizzo dei diversi elementi/pittura,plastica,fotografia e quanto altro determina la costruzione di uno spazio-realtà,partecipe del presente e di un passato,memoria genetica scritta nel DNA dell’uomo.
L’opera d’arte,come evento del rapporto spazio-tempo non può rincorrere le tecnologie,che parcellizzano la realtà,presentandola come l’unica verità;in quanto essa possiede una propria entità che deve essere fruita nella sua intera complessità.
L’entità dell’opera d’arte risulta comunicazione non in -progress solo nel tempo presente e nel luogo della sua esistenza.
Viceversa il perpetuarsi nella continuità di una oggettivazione del pensiero implica la non realtà dell’arte come libertà d’espressione.
La dinamicità di un’io conscio e dell’io inconscio determina un rapporto dialettico ,creando le condizioni per la realizzazione dell’opera d’arte.
Tutto ciò affinché il legame fra le parti ,sia di confronto continuo e non di mescolanza,dove il colore e il segno né sono le matrici essenziali.
La pittura Materica-Espressiva,come Matriice-Canovaccio.
Dai laceratori dello spazio ai determitori del campo:Burri,Cezanne,Klee,Ricasso,Soutine,Soutine,K
irkiner,E.Nolde,Dubuffet ,Erbe Griin-
Artisti di lascaux.
Il campo e l’oggetto artistico sono il luogo dello svolgersi del discorso,alla stregua della performance sono presenti nel tempo dell’azione.
Bisogna liberare l’arte dai pregiudizi delle tecniche dell’alienazione e ciò affinché l’artista sia libero nella sua creazione.
La tecnica può diventare la gabbia della creatività ,se impedisce lo svolgersi del discorso,in tal caso bisogna disfarsene.
Come CREATIVO sento è percepisco il mondo,ora.
SOUND in COMUNICATION
PRIMITIVISMO LINGUISTICO
RESCRIZIONE SEGNICA
ROMPERE GLI SCHEMI LINGUISTICI
CONOSCENZA
MEMORIA GENETICA.
Antonio D’Antonio –Napoli –giugno 1997-Bergamo-2007-Marzo
Contributo dell'artista: Gianpaolo Castiglione
la tecnica diventa bagaglio inutile senza una mente libera e di primordiale memoria,senza un gesto istintivo e un sentire selvaggio....
Contributo alla costruzione della struttura del Manifesto dell'artista Passos Ricardo :
A criação da obra deve ser fruto da vivência e do instinto primário do artista.
Não obedecendo a modismos ou condicionalismos de nenhuma espécie, que poderão tirar autenticidade e espontaneidade a todo o processo criativo.
Quanto a mim, a obra de arte não deverá ser explicada pelo artista. A mensagem deverá passar por ela própria, terminando o papel activo do artista no momento em que apresenta a obra ao seu público. É então que começa o processo de comunicação, que terá uma multiplicidade de interpretações/mensagens dependendo de aspectos tão diversos como a cultura, a vivência ou o estado de alma do receptor. É essa multiplicidade de mensagens que se pode extrair de uma obra, que reside a verdadeira magia da arte, como se a criação não estivesse terminada, mas antes pelo contrário, continuasse, ramificando-se em diversas mensagens/interpretações/obras de arte.
Ricardo Passos
ATTENDO ALTRI CONTRIBUTI DAGLI ARTISTI DEL GRUPPO! :)
ANTONIO D'ANTONIO
May 6, 2008 03:07 PM [edited: May 6, 2008 03:13 PM]
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Monday May 5, 2008
Opera dell'Artista,Antonio D'Antonio ,Fondatore del gruppo,NeoliticArtNewLascaux
.
MANIFESTO
La dimensione dello spazio dell’opera deve essere caratterizzata da una primitiva comunicazione dell’oggetto-forma che si presenta nella sua univocità.
La ricerca deve tendere a comunicare l’oggettivazione della “forma” senza alterare con altre visioni il campo.
Deve essere il campo il luogo della comunicazione in cui l’oggetto/forma si determina.
L’opera d’arte nel suo presentarsi nel tempo-in-progress,cambia pelle tutte le volte,come un camaleonte varia forma e colore.
Tale cambiamento si innesca nel tempo stesso dell’azione determinando la propria esistenza.
La sperimentazione condotta ,tende a dimostrare la non possibilità di un controllo sull’opera che si va a produrre,avendo come compagno di viaggio le sensazioni e la memoria di una esistenza antica che ci rimanda nel ventre della terra.
L’utilizzo dei diversi elementi/pittura,plastica,fotografia e quanto altro determina la costruzione di uno spazio-realtà,partecipe del presente e di un passato,memoria genetica scritta nel DNA dell’uomo.
L’opera d’arte,come evento del rapporto spazio-tempo non può rincorrere le tecnologie,che parcellizzano la realtà,presentandola come l’unica verità;in quanto essa possiede una propria entità che deve essere fruita nella sua intera complessità.
L’entità dell’opera d’arte risulta comunicazione non in -progress solo nel tempo presente e nel luogo della sua esistenza.
Viceversa il perpetuarsi nella continuità di una oggettivazione del pensiero implica la non realtà dell’arte come libertà d’espressione.
La dinamicità di un’io conscio e dell’io inconscio determina un rapporto dialettico ,creando le condizioni per la realizzazione dell’opera d’arte.
Tutto ciò affinché il legame fra le parti ,sia di confronto continuo e non di mescolanza,dove il colore e il segno né sono le matrici essenziali.
La pittura Materica-Espressiva,come Matriice-Canovaccio.
Dai laceratori dello spazio ai determitori del campo:Burri,Cezanne,Klee,Ricasso,Soutine,Soutine,K
irkiner,E.Nolde,Dubuffet ,Erbe Griin-
Artisti di lascaux.
Il campo e l’oggetto artistico sono il luogo dello svolgersi del discorso,alla stregua della performance sono presenti nel tempo dell’azione.
Bisogna liberare l’arte dai pregiudizi delle tecniche dell’alienazione e ciò affinché l’artista sia libero nella sua creazione.
La tecnica può diventare la gabbia della creatività ,se impedisce lo svolgersi del discorso,in tal caso bisogna disfarsene.
Come CREATIVO sento è percepisco il mondo,ora.
SOUND in COMUNICATION
PRIMITIVISMO LINGUISTICO
RESCRIZIONE SEGNICA
ROMPERE GLI SCHEMI LINGUISTICI
CONOSCENZA
MEMORIA GENETICA.
Antonio D’Antonio –Napoli –giugno 1997-Bergamo-2007-Marzo
Contributo dell'artista: Gianpaolo Castiglione
la tecnica diventa bagaglio inutile senza una mente libera e di primordiale memoria,senza un gesto istintivo e un sentire selvaggio....
Contributo alla costruzione della struttura del Manifesto dell'artista Passos Ricardo :
A criação da obra deve ser fruto da vivência e do instinto primário do artista.
Não obedecendo a modismos ou condicionalismos de nenhuma espécie, que poderão tirar autenticidade e espontaneidade a todo o processo criativo.
Quanto a mim, a obra de arte não deverá ser explicada pelo artista. A mensagem deverá passar por ela própria, terminando o papel activo do artista no momento em que apresenta a obra ao seu público. É então que começa o processo de comunicação, que terá uma multiplicidade de interpretações/mensagens dependendo de aspectos tão diversos como a cultura, a vivência ou o estado de alma do receptor. É essa multiplicidade de mensagens que se pode extrair de uma obra, que reside a verdadeira magia da arte, como se a criação não estivesse terminada, mas antes pelo contrário, continuasse, ramificando-se em diversas mensagens/interpretações/obras de arte.
Ricardo Passos
ATTENDO ALTRI CONTRIBUTI DAGLI ARTISTI DEL GRUPPO! :)
ANTONIO D'ANTONIO
May 5, 2008 11:44 AM [edited: May 5, 2008 11:45 AM]
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Friday May 2, 2008
Opera dell'Artista,Antonio D'Antonio ,Fondatore del gruppo,NeoliticArtNewLascaux
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MANIFESTO
La dimensione dello spazio dell’opera deve essere caratterizzata da una primitiva comunicazione dell’oggetto-forma che si presenta nella sua univocità.
La ricerca deve tendere a comunicare l’oggettivazione della “forma” senza alterare con altre visioni il campo.
Deve essere il campo il luogo della comunicazione in cui l’oggetto/forma si determina.
L’opera d’arte nel suo presentarsi nel tempo-in-progress,cambia pelle tutte le volte,come un camaleonte varia forma e colore.
Tale cambiamento si innesca nel tempo stesso dell’azione determinando la propria esistenza.
La sperimentazione condotta ,tende a dimostrare la non possibilità di un controllo sull’opera che si va a produrre,avendo come compagno di viaggio le sensazioni e la memoria di una esistenza antica che ci rimanda nel ventre della terra.
L’utilizzo dei diversi elementi/pittura,plastica,fotografia e quanto altro determina la costruzione di uno spazio-realtà,partecipe del presente e di un passato,memoria genetica scritta nel DNA dell’uomo.
L’opera d’arte,come evento del rapporto spazio-tempo non può rincorrere le tecnologie,che parcellizzano la realtà,presentandola come l’unica verità;in quanto essa possiede una propria entità che deve essere fruita nella sua intera complessità.
L’entità dell’opera d’arte risulta comunicazione non in -progress solo nel tempo presente e nel luogo della sua esistenza.
Viceversa il perpetuarsi nella continuità di una oggettivazione del pensiero implica la non realtà dell’arte come libertà d’espressione.
La dinamicità di un’io conscio e dell’io inconscio determina un rapporto dialettico ,creando le condizioni per la realizzazione dell’opera d’arte.
Tutto ciò affinché il legame fra le parti ,sia di confronto continuo e non di mescolanza,dove il colore e il segno né sono le matrici essenziali.
La pittura Materica-Espressiva,come Matriice-Canovaccio.
Dai laceratori dello spazio ai determitori del campo:Burri,Cezanne,Klee,Ricasso,Soutine,Soutine,K
irkiner,E.Nolde,Dubuffet ,Erbe Griin-
Artisti di lascaux.
Il campo e l’oggetto artistico sono il luogo dello svolgersi del discorso,alla stregua della performance sono presenti nel tempo dell’azione.
Bisogna liberare l’arte dai pregiudizi delle tecniche dell’alienazione e ciò affinché l’artista sia libero nella sua creazione.
La tecnica può diventare la gabbia della creatività ,se impedisce lo svolgersi del discorso,in tal caso bisogna disfarsene.
Come CREATIVO sento è percepisco il mondo,ora.
SOUND in COMUNICATION
PRIMITIVISMO LINGUISTICO
RESCRIZIONE SEGNICA
ROMPERE GLI SCHEMI LINGUISTICI
CONOSCENZA
MEMORIA GENETICA.
Antonio D’Antonio –Napoli –giugno 1997-Bergamo-2007-Marzo
Contributo dell'artista: Gianpaolo Castiglione
la tecnica diventa bagaglio inutile senza una mente libera e di primordiale memoria,senza un gesto istintivo e un sentire selvaggio....
Contributo alla costruzione della struttura del Manifesto dell'artista Passos Ricardo :
A criação da obra deve ser fruto da vivência e do instinto primário do artista.
Não obedecendo a modismos ou condicionalismos de nenhuma espécie, que poderão tirar autenticidade e espontaneidade a todo o processo criativo.
Quanto a mim, a obra de arte não deverá ser explicada pelo artista. A mensagem deverá passar por ela própria, terminando o papel activo do artista no momento em que apresenta a obra ao seu público. É então que começa o processo de comunicação, que terá uma multiplicidade de interpretações/mensagens dependendo de aspectos tão diversos como a cultura, a vivência ou o estado de alma do receptor. É essa multiplicidade de mensagens que se pode extrair de uma obra, que reside a verdadeira magia da arte, como se a criação não estivesse terminada, mas antes pelo contrário, continuasse, ramificando-se em diversas mensagens/interpretações/obras de arte.
Ricardo Passos
ATTENDO ALTRI CONTRIBUTI DAGLI ARTISTI DEL GRUPPO! :)
ANTONIO D'ANTONIO
May 2, 2008 11:44 PM [edited: May 3, 2008 12:09 AM]
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