Wednesday April 23, 2008
Oera dell'Artista :Antonella Iurilli Duhamel: “A rose is a rose, is a rose”,del Gruppo :NeoliticArtNewLascaux
ALCUNE MIE IMPRESSIONI SU L'OPERA DI : Antonella
Come l'affacciarsi alla vita con tenerezza,sorridendole.
I colori vivaci,verticali e la stesura del blu,rendono ieratico l'immagine,come un tempo in stasi,presente e lontano.
Antonio D'Antonio
MANIFESTO
La dimensione dello spazio dell’opera deve essere caratterizzata da una primitiva comunicazione dell’oggetto-forma che si presenta nella sua univocità.
La ricerca deve tendere a comunicare l’oggettivazione della “forma” senza alterare con altre visioni il campo.
Deve essere il campo il luogo della comunicazione in cui l’oggetto/forma si determina.
L’opera d’arte nel suo presentarsi nel tempo-in-progress,cambia pelle tutte le volte,come un camaleonte varia forma e colore.
Tale cambiamento si innesca nel tempo stesso dell’azione determinando la propria esistenza.
La sperimentazione condotta ,tende a dimostrare la non possibilità di un controllo sull’opera che si va a produrre,avendo come compagno di viaggio le sensazioni e la memoria di una esistenza antica che ci rimanda nel ventre della terra.
L’utilizzo dei diversi elementi/pittura,plastica,fotografia e quanto altro determina la costruzione di uno spazio-realtà,partecipe del presente e di un passato,memoria genetica scritta nel DNA dell’uomo.
L’opera d’arte,come evento del rapporto spazio-tempo non può rincorrere le tecnologie,che parcellizzano la realtà,presentandola come l’unica verità;in quanto essa possiede una propria entità che deve essere fruita nella sua intera complessità.
L’entità dell’opera d’arte risulta comunicazione non in -progress solo nel tempo presente e nel luogo della sua esistenza.
Viceversa il perpetuarsi nella continuità di una oggettivazione del pensiero implica la non realtà dell’arte come libertà d’espressione.
La dinamicità di un’io conscio e dell’io inconscio determina un rapporto dialettico ,creando le condizioni per la realizzazione dell’opera d’arte.
Tutto ciò affinché il legame fra le parti ,sia di confronto continuo e non di mescolanza,dove il colore e il segno né sono le matrici essenziali.
La pittura Materica-Espressiva,come Matriice-Canovaccio.
Dai laceratori dello spazio ai determitori del campo:Burri,Cezanne,Klee,Ricasso,Soutine,Soutine,K
irkiner,E.Nolde,Dubuffet ,Erbe Griin-
Artisti di lascaux.
Il campo e l’oggetto artistico sono il luogo dello svolgersi del discorso,alla stregua della performance sono presenti nel tempo dell’azione.
Bisogna liberare l’arte dai pregiudizi delle tecniche dell’alienazione e ciò affinché l’artista sia libero nella sua creazione.
La tecnica può diventare la gabbia della creatività ,se impedisce lo svolgersi del discorso,in tal caso bisogna disfarsene.
Come CREATIVO sento è percepisco il mondo,ora.
SOUND in COMUNICATION
PRIMITIVISMO LINGUISTICO
RESCRIZIONE SEGNICA
ROMPERE GLI SCHEMI LINGUISTICI
CONOSCENZA
MEMORIA GENETICA.
Antonio D’Antonio –Napoli –giugno 1997-Bergamo-2007-Marzo
Contributo dell'artista: Gianpaolo Castiglione
la tecnica diventa bagaglio inutile senza una mente libera e di primordiale memoria,senza un gesto istintivo e un sentire selvaggio....
Contributo alla costruzione della struttura del Manifesto dell'artista Passos Ricardo :
A criação da obra deve ser fruto da vivência e do instinto primário do artista.
Não obedecendo a modismos ou condicionalismos de nenhuma espécie, que poderão tirar autenticidade e espontaneidade a todo o processo criativo.
Quanto a mim, a obra de arte não deverá ser explicada pelo artista. A mensagem deverá passar por ela própria, terminando o papel activo do artista no momento em que apresenta a obra ao seu público. É então que começa o processo de comunicação, que terá uma multiplicidade de interpretações/mensagens dependendo de aspectos tão diversos como a cultura, a vivência ou o estado de alma do receptor. É essa multiplicidade de mensagens que se pode extrair de uma obra, que reside a verdadeira magia da arte, como se a criação não estivesse terminada, mas antes pelo contrário, continuasse, ramificando-se em diversas mensagens/interpretações/obras de arte.
Ricardo Passos
ATTENDO ALTRI CONTRIBUTI DAGLI ARTISTI DEL GRUPPO! :)
ANTONIO D'ANTONIO
ANTONIO D'ANTONIO
I "cul de sac" di antonio d’antonio.
poesia visiva, lì dove per poesia si intende il libero pensiero, sciolto e articolato sopra gli orizzonti del segno. Non appunti, discorsi portati a termine, compiuti nella precisione degli archetipi immobili e inamovibili dove l’ancestro non ha origine che nel silenzio iniziale assoluto della storia e dove parte il racconto verso un comunicare la storia agli occhi.
Solo agli occhi giunge qui l’ancestrale memoria ricucita. Nessun ancoraggio pone lo sguardo che sopra le icone si posa e riposa per ripartire carico di slancio significante.
Non è possibile fare a meno di raccogliere l’archetipo e portarlo a spasso tra i significanti del segno narrato. Un viaggio a ritroso ci viene offerto, portati per mano da "qui dove siamo", fino al silenzio dell'origine sui supporti improbabili e imprevedibili del riciclo non più dell’io ma del "tu" e del "loro" che eravamo.
Situazioni inestricabili narra l’Antonio e situazioni ineguagliabili ne risultano, nei viaggi tra i profumi, i rumori attivati dallo sfiorarsi dei sogni, come nuvole che non esita mai a dare forma in un attimo
Giovanni Ricciardi 2005 (Artista/Critico)
OPERE MONOCROMATICHE
D'Antonio porta avanti un discorso molto personale e riconoscibile nonostante la capacità di affrontare più tipi di discorsi estetici. La narrazione di fondo è ben chiara ed il suo tratto evita condotte "affermative" o "riempitive" a favore di un togliere e di un negare che permettono la scoperta della sottostante tramatura di senso. Perciò i gialli e i bianchi, per esempio, non sono linee precorritrici ma sentieri al contrario, ritirate cromatiche, i bianchi sono solchi di ascolto attento, se è vero che la musica è un riascolto, è una puntina o un laser ad attraversare e consumare i significati impoltriti.
Operare nell'arte vuol dire anche scegliere e la scala cromatica è come la dispensa delle spezie: cucinare un buon piatto non vuol dire utilizzare quanti più sapori è possibile. Vuol dire anche saper togliere, saper trattenersi. Negare quella parte di sé che interferisce in maniera prepotente nell'opera fino a farne una questione personale. Nell'arte di D'Antonio è presente l'indole spersonalizzata dell'autore poiché il suo alfabeto sia utilizzabile e non fossilizzato in una stele.
Critico : Ivan Favale (ParolePoltrone, oggi 10-17/9/2007)(Artista/Critico)
Poesia
Letto ,Lenzuole intrise dell'odore,amata ,giornata di sole.
Tramonto , nel mare in Fiamme.
Antonio D'Antonio
April 23, 2008 02:03 PM [edited: April 23, 2008 02:15 PM]
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