Saturday April 12, 2008
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NeoliticArtNewLascaux
Opera Dell'Artista Leopoldo Pezzella
Critica di Antonio D'Antonio (Artista)
L’Arte di Leopoldo Pezzella ,affonda le sue radici nelle capacità progettuali dei Maestri D’Ascia.
Tradizione familiari ,a cui il Pezzella a potuto attingere, oggi è uno degli aspetti fondanti del suo lavoro come scultore.
A questa conoscenza bisogna aggiungere un curriculum di tutto rispetto,il Liceo Artistico prima e l’Accademia di Belle Arti di Napoli successivamente, hanno permesso a l’artista di approfondire la sua naturale inclinazione al progetto in tre dimensioni,dove gli elementi compositivi ,emergono nella loro pienezza,cordame,legno e bullonature di ferro.
Lo scultore Leopoldo Pezzella , realizza frammenti di memoria ancestrale,dove la natura diventa presenza e realtà dell'oggi.
Uno scagliare darti,dove il materiale è principe e divinazione di una comunicazione che attraversa il tempo,raccontandoci il rapporto con la madre terra,dove il mare regale all'artista Pezzella frammenti d'arte , assemblati in una dinamica gioiosa e proiettate verso il tempo futuro.
Linee curve,tese ,fino al inverosimile ,pronte per le onde,assi di legno che ci portano verso dimensioni e spazi lontani.
Quali artisti, hanno preceduto, ispirato,sono stati i maestri di Leopoldoo Pezzella?
Quegli Artisti che sono starti capaci di raccontarci la vita,regalarci emozioni,farci pensare che esiste un’oltre, che la scultura è allo stesso tempo,presenza e macchina del tempo.
L’Artista crea le sue opere ,raccogliendo i doni del mare, legni e altri materiali, spiaggiatesi,come balene alla deriva,carichi di storia e pronti per raccontarne altre.
Le opere dell’artista Leopoldo Pezzella ,sono la testimonianza ,che il rapporto fra il mare e l’arte passa attraverso una poetica di racconto,come un novello- Caronte ,un moderno Prometeo,Leopoldo ci regale sculture che tendono verso il cielo,solcando i possibili confini del racconto,solcano i mari,sono testimonianza della sua mediterraneità , che affonda le radice nelle colonie greche ,nel viaggio di Odisseo.
Scultore e narratore.
Critica - (Artista)Antonio D'Antonio
Gennaio 2008
MANIFESTO
La dimensione dello spazio dell’opera deve essere caratterizzata da una primitiva comunicazione dell’oggetto-forma che si presenta nella sua univocità.
La ricerca deve tendere a comunicare l’oggettivazione della “forma” senza alterare con altre visioni il campo.
Deve essere il campo il luogo della comunicazione in cui l’oggetto/forma si determina.
L’opera d’arte nel suo presentarsi nel tempo-in-progress,cambia pelle tutte le volte,come un camaleonte varia forma e colore.
Tale cambiamento si innesca nel tempo stesso dell’azione determinando la propria esistenza.
La sperimentazione condotta ,tende a dimostrare la non possibilità di un controllo sull’opera che si va a produrre,avendo come compagno di viaggio le sensazioni e la memoria di una esistenza antica che ci rimanda nel ventre della terra.
L’utilizzo dei diversi elementi/pittura,plastica,fotografia e quanto altro determina la costruzione di uno spazio-realtà,partecipe del presente e di un passato,memoria genetica scritta nel DNA dell’uomo.
L’opera d’arte,come evento del rapporto spazio-tempo non può rincorrere le tecnologie,che parcellizzano la realtà,presentandola come l’unica verità;in quanto essa possiede una propria entità che deve essere fruita nella sua intera complessità.
L’entità dell’opera d’arte risulta comunicazione non in -progress solo nel tempo presente e nel luogo della sua esistenza.
Viceversa il perpetuarsi nella continuità di una oggettivazione del pensiero implica la non realtà dell’arte come libertà d’espressione.
La dinamicità di un’io conscio e dell’io inconscio determina un rapporto dialettico ,creando le condizioni per la realizzazione dell’opera d’arte.
Tutto ciò affinché il legame fra le parti ,sia di confronto continuo e non di mescolanza,dove il colore e il segno né sono le matrici essenziali.
La pittura Materica-Espressiva,come Matriice-Canovaccio.
Dai laceratori dello spazio ai determitori del campo:Burri,Cezanne,Klee,Ricasso,Soutine,Soutine,K
irkiner,E.Nolde,Dubuffet ,Erbe Griin-
Artisti di lascaux.
Il campo e l’oggetto artistico sono il luogo dello svolgersi del discorso,alla stregua della performance sono presenti nel tempo dell’azione.
Bisogna liberare l’arte dai pregiudizi delle tecniche dell’alienazione e ciò affinché l’artista sia libero nella sua creazione.
La tecnica può diventare la gabbia della creatività ,se impedisce lo svolgersi del discorso,in tal caso bisogna disfarsene.
Come CREATIVO sento è percepisco il mondo,ora.
SOUND in COMUNICATION
PRIMITIVISMO LINGUISTICO
RESCRIZIONE SEGNICA
ROMPERE GLI SCHEMI LINGUISTICI
CONOSCENZA
MEMORIA GENETICA.
Antonio D’Antonio –Napoli –giugno 1997-Bergamo-2007-Marzo
Contributo dell'artista: Gianpaolo Castiglione
la tecnica diventa bagaglio inutile senza una mente libera e di primordiale memoria,senza un gesto istintivo e un sentire selvaggio....
ATTENDO ALTRI CONTRIBUTI DAGLI ARTISTI DEL GRUPPO! :)
ANTONIO D'ANTONIO
April 12, 2008 04:54 AM [edited: April 16, 2008 04:54 PM]
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