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Matteo Valtancoli

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comments

Matteo Valtancoli 04/06/2007 05:30 PM
grazie a tutti colro che mi hanno dato cosi calorosamente il benvenuto.
vi invio qui sotto un doc che io insieme ad altri altristi abbiamo presentato durante artefiera di bologna 2006 che è attualmente aperto alla firma di chiunque condivida e ovviamente sono gradite anche i commenti che al momento della Firma e dopo ovvia discussione possono essere allegati al manifesto, nella cosapevolezza che un movimento non è solo espressione dei sigoli ma opera corale di una massa critica.

MANIFESTO
DELL’
ARTE SOCIALE

L’arte come vivere nella società contemporanea,
l’arte come comunicazione all’interno di quella globalizzazione dei costumi e delle espressioni, l’arte come espressione collettiva, della lotta pacifica contro il medioevo tecnologico che si dispiega di fronte a noi.
E per tanto l’artista, diviene operatore sociale, membro dell’identità comune ma soprattutto attento analizzatore, interprete e comunicatore contemporaneo.

Per molto tempo, forse troppo, l’arte è stata l’elite del fare artistico, dei collezionisti e del mercato distante dal vivere comune dell’uomo moderno, incapace di comunicare con esso poiché chiusa in un ermetismo segnino a cui spesso solo, gli “addetti hai lavori”, sono in grado di accedere.
D’altra parte l’intricarsi di forme di comunicazione molto diverse tra loro crea alcune difficoltà nel creare quel linguaggio comune, base essenziale per ogni forma di scambio comunicativo.
Nella società dei costumi e dell’immagine fast food l’arte divine, spesso, attrice lenta o addirittura in ritardo al mutare degli scenari di senso. L’artista menomato di quelle “antenne visuali”, rischia di rincorrere e non più anticipare i tempi, o al massimo di essere pallido anticipatore del ovvio.
L’arte è comunicazione, l’artista post contemporaneo deve sapere utilizzare i media attuali per la trasmissione dei propri messaggi, rischiano anche l’inmaterializzazione o lo frenato nomadismo.

Questa visione di incomunicabilità tra arte e mondo reale è sicuramente meno presente in quello che viene definito, mondo dello spettacolo, dove le pulsioni artistiche sono mediate da esperti comunicatori per raggiungere il grande pubblico.
Il risultato di tale mancanza di un linguaggio comune ha portato a un allontanamento progressivo delle masse dall’arte visiva e di conseguenza dai suoi messaggi.

È per tali ragioni che l’artista post-moderno si deve fare carico della comprensibilità delle opere, deve diventare media dei propri messaggi, uomo che parla agli uomini.
L’artista comunicatore è quindi la risposta hai problemi di diffusione delle arti visive alle masse,
artista come attore conscio che scende dai gradini della sezione aurea per confrontarsi sul campo
dell’informale vivere quotidiano.

Un arte che non si leghi esclusivamente al visivo ma che recuperi quella visione di arte Globale interattiva che integri tutte le espressioni nella finalità della comunicazione, al fine di creare un nuovo sistema di comunicare e creare capace di rispondere alle esigenze della società, di indirizzarla verso nuove visioni di interpretazioni degli universi di senso che ci circondano, capace di creare nuove forme di linguaggio e piegare al proprio messaggio quelle gia esisterti.

Quello che accomuna tutte le forme d’arte in tutte le parti del mondo e in qualsiasi epoca è il Creare.
Tutti coloro che si sono forgiati del titolo di artista hanno posto la creazione alla base del proprio lavoro.
Creare è una capacità che nella storia dell’uomo è stata data solo agli dei e di cui l’uomo si riappropria non con aspirazione superomistica, ma espressione contemporanea capace di rispondere all’esigenza di divenire “da Pecora a Pastore”.
L’Artista è Dio e come esso ha il dovere di rispondere dinanzi a tutti delle proprie azioni e affermazioni.
I media sono artisti, i politici sono artisti, i designer sono artisti, i giornalisti sono artisti, … tutti coloro che si accingono all’atto della creazione sono artisti e quindi Deii, privilegiati ma responsabilizzati dalle conseguenze delle loro stesse azioni.
Quindi gli artisti devono sentire in ogni loro gesto l’obbligo della Missione Sociale, e il dovere di non rilegare il loro operato a uno sfogo personalistico, ma fare di esso strumento di diffusione delle proprie idee dei propri pensieri che avranno un influenza sulla società che li recepirà.

Proponiamo dunque con queste dichiarazioni una nuova figura dell’artista, trasversale e trasparente tanto più responsabile e consapevole tanto più le sue opere siano diffuse alle grandi masse.
È con queste convinzioni che si chiamano a raccolta tutti gli artisti in qualsiasi campo, chiamati a non sottraesi nel momento buio che la società contemporanea sta attraversando, e ha operare con l’umiltà del fare e l’ardire dell’esporre, consci del dovere della diffusione e della comprensione.
Chi decidesse che l’arte è fatto privato o elitario farebbe dl proprio dono strumento egoistico e dannoso per la crescita della stessa società.
Poiché l’artista è operaio, lider e dipendente sociale poiché è dalla società che deriva ogni sua gloria o dolore ed è a essa a cui deve rispondere per ogni frutto del suo lavoro.


P. S.
L’arte Sociale non è un esaltazione dei sui propositori, ma una necessità che si avverte nella società e che gia alcuni artisti in molti campi hanno gia iniziato a sviluppare, a noi è spettato solo l’umile compito di raccogliere queste tendenze e cercare di indirizzarne la via per amplificarne l’operato, d’altra parte anche se è prerogativa degli artisti creare in realtà non si crea niente ma si segue solo l’evolversi delle cose nel continuo divenire che chiamiamo vita.


Matteo Valtancoli


Paolo Chirco 09/26/2006 12:15 PM
Benvenuto Matteo
Manuela Alampi 09/25/2006 07:27 PM
Benvenuto....
Mario Maretti 09/25/2006 11:47 AM
Benvenuto!
Museo Leandro 09/23/2006 05:26 PM
Benvenuto..........

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