Monday May 26, 2008
Capo Coda Cavallo estate 2006
All’imbrunire, poco prima della finale dei mondiali di calcio. (...io di calcio capisco poco o nulla, e poco mi importa... ) Tutto era deserto. Tutti in fibrillazione. Nessuno in giro. Ne approfittai per godermi quella solitudine. Vento e panorama. Da lontano, il volume dei televisori all’unisono, tradiva la presenza umana. Per una serie di circostanze ero in quel momento fisicamente solo. Pensai alla condivisione di quegli attimi con chi ( il presente si protendeva al futuro ). Voli pindarici. Richiami letterari liceali , non chiedetemi come ci arrivai, mi portarono al Simposio di Platone. E con quei pochi frammenti di memoria mi ci crogiolai.
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Tutti gli uomini sono pregni nel corpo e nell’anima e desiderano diventare immortali. Come riuscirci? E’ semplice dirlo: partorendo il bello e il bene.
Ognuno fa di tutto per assicurarsi l’immortalità, chi la cerca attraverso la gloria,
chi si illude di ottenerla accoppiandosi alle donne più belle, e chi, fecondo nell’anima,
lascia traccia di sé nelle opere dell’ingegno.
E’ questa la giusta strada: cominciare dalle bellezze del corpo per poi elevarsi, un gradino alla volta, fino a raggiungere l’assoluto.
Amore è chi ama non chi è amato.
Solo chi è amato ha bisogno della bellezza, non chi si innamora e siccome il bello può identificarsi col bene, chi vuole il bello desidera anche il bene e potrà essere felice solo quando lo avrà trovato.
Scopo dell’amore è la procreazione del bello.
Platone - Simposio
Per me ora, è tempo di prendersi una “ bella ” sbronza!
;-)
May 26, 2008 09:14 PM [edited: May 26, 2008 09:16 PM]
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Thursday March 20, 2008
Sono i resti originali di quello che fu l'originario cimitero militare ( ora monumentale ) austroungarico a Bondo.
In questi ultimi anni ho approfondito sul come e dove venne combattuta la guerra sul fronte adamellino.
Avendo in mano un'ottima pubblicazione di lastre della guerra in Adamello ed avvicinandosi il centenario della entrata in guerra avevo in progetto di riprendere gli stessi paesaggi dallo stesso punto di ripresa possibilmente con la stessa ottica.
Documentandomi mi sono reso conto di giorno in giorno della follia di ciò che è legato alla parola guerra.
Non mi interessano i discorsi politici/economici/ideologici che ruotano alle parole Patria e Guerra.
Penso solo alle vite spezzate.
Penso a quello per cui sono morte e se ne è valsa la pena.
Indipendentemente dalla bandiera per cui morirono cento anni fa, i loro ideali sono stati stravolti.
Oggi non esistono più i confini per i quali vennero chiamati a difesa e per i quali morirono.
Oggi, a me, le loro morti appaiono ( e forse lo sono state ) inutili.
Penso alle loro madri, padri, mogli e figli.
Penso alle parole incise: "Morirono per la Patria".
Penso a tre parole di troppo incise: "per la Patria"
Penso anche alla ideologia, ai manipolatori cerebrali e ai mentecatti convinti.
Fotografie usate da regimi per innalzarsi ad un Olimpo inesistente, fotografie ( pure false )e raffinatezze letterarie usate per alimentare odio.
A me danno fastidio le prepotenze nel piccolo quanto nel grande. Non è questione di numero, di colore, razza, posizione geografica. E' l'atto in sé che condanno. E ciò che più odio è il silenzio complice di quelli che per ideologia voltano lo sguardo dall'altra parte.
Le bandiere della pace non sono più in vendita, e quelle poche ancora esposte, sono stinte e, alcune, stracciate.
Per il Tibet non vedo più quella gente che si stracciava le vesti, riempiendosi la bocca di parole, slogan, movimenti di piazza.
Leonardo Sciascia ne “Il giorno della civetta” fa dividere l'umanità da Don Mariano in: veri uomini, ominicchi e quaquaraqua.
E tu a quale categoria appartieni?
a chi fosse sfuggito:
/iurilliduhamel/blog/appello-emergenza-tibet
March 20, 2008 06:49 PM
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Tuesday March 4, 2008
Sono andato oltre.
Assente dal mio io.
Ho toccato il minimo.
Una assenza voluta, ricercata.
Un esilio.
Contrattura, spasmi per anaerobici sforzi.
Ostinazione a vivere.
Lo chassis risente del tempo.
Screening della regione su ... campioni consegnati.
Mi avvisano: dobbiamo approfondire: gli esami sono positivi.
Panico.
Non sento più l'immortalità della gioventù.
Mi preparo al congedo.
Mi avvio verso i camerini del teatro della vita
a riporre i vestiti di scena.
Ti regalo il fiore che porto all'occhiello.
E' la cosa più bella che porto
non possiedo altro.
Il tuo sorriso mi è mancato
il tuo sorriso mi manca
Pazzo io a cancellare tutto in un momento di sconforto e ira.
Ora sono troppo vicino al vortice e sto per essere risucchiato
Tutto gira intorno a me.
Giro giro tondo...
Il recupero lo vedo lontano...lontano...
Silente ti ho "amata"
Maldestro nei fatti
Genuino nelle intenzioni
come gli alemanni che solo in punto di morte
confidano il loro vero amore ( vedi Blues Brother )
metto una faccina per sdrammatizzare
non farci caso è la scusa per scroccarti un sorriso
delicatamente Benjamin
;-)
March 4, 2008 12:31 AM
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