separazioni
Tuesday May 6, 2008
scriveva Gillo Dorfles :
-Quello che riteniamo improbabile e controproducente è il retrocedere dell'arte d'oggi verso un genere di realismo illustrativo, veristico e soprattutto prospettico che miri a fingere una realtà di tipo fotografico , facendo ricorso ad accorgimenti come il chiaroscuro, la prospettiva, lo scorcio, in altri termini ricorrendo ad una dimensione volumetrica che continui a sfruttare quel tipo di resa prospettica del mondo esterno che deve ormai considerarsi come limitata ad un brevissimo periodo storico di poche centinaia d'anni, definitivamente chiuso e sigillato con gli ultimi bagliori ottocenteschi.-
-Niente immaginario senza reale. E' nel movimento del reale che si nientifica, che si incarnano le ombre pallide dell'immaginazione- J.P.Sartre
May 6, 2008 08:47 PM [edited: May 6, 2008 09:02 PM]
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Tanto che mi sorge il sospetto che tale tipo di rappresentazione pittorica sia strettamente legata all' umanesimo sia antico che moderno.
Su questo parallelismo tra umanesimo antico e moderno, dal punto di vista filosofico e politico, ma è facile e naturale estenderlo anche all' arte, ci sono le interessanti osservazioni di Cornelius Castoriadis.
Insomma, quando l' uomo capisce di essere un Soggetto in un mondo, si rappresenta in quanto tale; quando invece si pensa e si percepisce in maniera diversa, quale creatura di un Dio, o rotella di sovrastanti meccanismi economici sociali o naurali, si rappresenta di conseguenza, spostando l' accento dalla realtà come è per-se, per il sogetto, a come essa è nalla mente di Dio ( tutta compresente e senza prospettiva)o nelle logiche imprescrutabile di un mondo che ormai sfugge al dominio del pensiero ( con il prevalere della forma disgregata e del frammento che non si lascia ricomporre).