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equilibriarte.org : Vittorio Losito : blog : arte contemporanea come genere e paradigma

arte contemporanea come genere e paradigma

-Sono rimasto molto sorpreso quando un noto artista dell’Abject Art, autore di una serie di opere che consisteva in una serie di fotografie di cadaveri, mi ha detto di non essere lui a fotografare personalmente le salme, ma di delegare questo compito ad altri: lui si limitava a firmare le opere, le quali assumevano perciò il carattere del readymade. Mi sono chiesto se questo artista poteva essere posto correttamente nella categoria dell’Abject Art e non si trattasse invece di un esponente della Conceptual Art. Ma se l’artista in questione apparteneva a questa tendenza artistica, che bisogno c’era di fare effettivamente queste fotografie? non sarebbe bastato il progetto, eventualmente accompagnato dall’elenco degli obitori disposti a fare fotografare i loro morti? Infatti alla base dell’Abject Art (conosciuta anche col nome di Post-human Art) sta l’idea di una sfida rivolta alle tendenze artistiche prevalenti negli anni Ottanta, che, come la Transavanguardia, avevano fatto precipitare l’arte contemporanea in un abisso di noia e di insincerità.
Dietro questa perplessità, che può sembrare una questione interna al microambiente artistico, si nasconde un problema più grande che è quello della credibilità non solo dell’arte contemporanea, ma più in generale della produzione culturale attuale, che già da molti decenni è diventata un’industria sempre più dipendente dalla ricreazione e dal profitto, sempre meno impegnata in compiti educativi e innovativi. Il readymade, che fu inventato quasi cento anni fa da Marcel Duchamp, è stato una protesta anticipata contro l’industria culturale ed un’energica riaffermazione della creatività dell’artista romantico: infatti questi si sente superiore alle proprie opere, nei confronti delle quali nutre un atteggiamento ironico. La stessa istanza è stata rinnovata da Joseph Kosuth negli anni Sessanta, che con la Conceptual Art ha fatto dipendere l’essenza dell’arte da ciò che l’artista definisce come tale.-
[brano estratto da un articolo di Mario Perniola]
La convinzione diffusa è che l'arte contemporanea resti qualcosa di originale, di "speciale", all'interno del contesto sociale "normale".
Ma l'arte contemporanea è ancora una bizzarria inspiegabile in una società tranquilla e basata su fondamenti condivisi, o piuttosto è esattamente il contrario?
Cioè: all'interno di una società totalmente sconvolta e frastornata da linee oblique di eversione totale dei valori, parametri, tradizioni, l'arte non è uno degli ultimi luoghi persino conservatori dove sussistono delle gerarchie piuttosto precise e ben determinate da studi, da approfondimenti, da riviste, da siti, da critici, dal collezionismo, ecc. ecc.?

comments

Elisabetta Trevisan 04/29/2008 07:10 PM
siccome è già tutto stato fatto,forse per essere originali a tutti i costi,visto che la provocazione è un ottima forma di promozione,ci tocca anche il cadavere,il cane torturato......avanti il prossimo
Giovanni Ranella self deleted member 04/29/2008 08:13 PM
se non si sposta l'attenzione ad un certo tipo di speculazione estremamente bassa come ad esempio movimenti finanziari poco chiari che stanno dietro tutto il baraccone delle varie insulse Biennali, che creano valori immensi su parametri assolutamente inesistenti e quest'economia a cosa è funzionale? e a ciò che sta ancor più dietro a tali movimenti, ovvero ai diversi tentativi di esperimenti, questi come altri, che con la scusa della cultura veicolano l'azione di messaggi subliminali disgreganti la nostra sana facoltà irrazionale, vera ricchezza della psiche e che è l'unica a renderci realmente indipendenti dal finto ordine imposto inutile rammentare da chi, insomma, non considerando queste cose, per esempio la CIA presiedette alla Factory di Andy Wharol e stiamo certi che non si limitò solo a questo, non comprenderemo mai appieno l'aberrazione dell'immane parodia su cui basa la sua autorità l'ultima e ultimissima arte contemporanea, essenzialmente nazista così come è nazista la "moda" ormai alla prima appaiata inscindibilmente...in un futuro remoto forse lontani posteri comprenderanno...io magari sono un vanesio paranoico...forse no
Ciro D' Alessio 04/30/2008 08:39 AM
"Ma l'arte contemporanea è ancora una bizzarria inspiegabile in una società tranquilla e basata su fondamenti condivisi, o piuttosto è esattamente il contrario?"
Vittorio credo che hai centrato una questione essenziale; in una società "ordinata" aveva senso un azione artistica volta a disorientare ed a disordinare; in una società ormai essa stessa disordinata, questa stessa azione artistica non ha più alcuna valenza emancipativa e liberatoria, ma semmai conservatrice dello status quo ( anche se si tratta non di uno status ordinato e statico, ma disordinato e in evoluzione).
Infatti in molte istallazioni d' arte non vedo nessuna capacità critica nei confronti del mondo in cui nascono, ma una grande continuità di idee e di pratiche.
Sull' istallazione come forma d' arte adeguata all' capitalismo nell' epoca della sua smaterializzazione e fluidificazione, ci sono le interessanti riflessioni di Zigmuth Bauman.
Ciro D' Alessio 04/30/2008 08:44 AM
Al contrario, le idee e le pratiche che stanno dietro la Pittura con la "P" maiuscola, oggi sono di rottura rispetto alle pratiche ed alle idee correnti della società, e possono avere dunque una componente di progresso e di emancipazione.
Vittorio Losito 04/30/2008 02:48 PM
la nostra sana facoltà irrazionale ...si tratta
ovviamente dell'inconscio personale : ma poiché tutti i poteri cercano di lavorare e di influire sull'inconscio dei singoli, ci si difende da questo con la razionalità e con la capacità discriminante , proprio perché non siamo solo animali... l'inconscio è una ricchezza se si riesce ad attingere ad esso portando alla coscienza ciò che vi troviamo, proprio come si estrae metallo prezioso dalla miniera ...lo si porta alla luce e lo si "ordina". L'irrazionalismo rischia di diventare una forma di fondamentalismo cieco, altrimenti, e noi stessi schiavi dei nostri miti auto-etero prodotti.
Vittorio Losito 04/30/2008 03:13 PM
Per me ( e non solo) l'arte è un processo che instaura un particolare tipo di ordine a partire dalla realtà, al di là di ogni rispecchiamento. Nel piccolo libro "Del contemporaneo" ed. Bruno Mondadori , Nathalie Heinich propone una distinzione terminologica:
classico, moderno, contemporaneo prescindendo dal significato corrente dei termini.Una distinzione in termini di paradigmi e di generi, che serve:
1) a conoscere - ordinare la produzione artistica attuale
2) ad evitare inseguimenti ottusi in termini di superato-attuale
Si può così lavorare per costatare la crisi dei paradigmi trasformatisi in generi.
Ripeto che dipingere è (anche) pensare e conoscere (soprattutto il proprio inconscio) , e che dipinge male (talento a parte)chi pensa male e non si cura del rigore del proprio pensiero pittorico.[ma c'è anche l'ipotesi che il "pittore medio" sia quasi un cretino e pressoché incolto: vedere in questo sito].
Se accettiamo che si possa scrivere oggi dicendo cose attuali,interessanti non sulla scia delle"Finnegans wake" di Joyce ( cioè scivolando sullo sperimentalismo della forma, cosa che oggi in pittura è diventata MANIERA !)allora si deve convenire che non sono le forme e le tecniche tradizionali della pittura a rendere OUT l'opera, ma effettivamente il pensiero che veicolano... come esempio cito Balthus.
Credo che sia visibile e costatabile che alcune opere dipinte "tradizionalmente" sono estremamente più coinvolgenti e inquietanti e sollecitanti di molte altre cose che definirei
per buon cuore "assemblaggi".
Vittorio Losito 04/30/2008 03:22 PM
ciò che caratterizza il paradigma del "contemporaneo" è sostanzialmente l'eclettismo.
Vittorio Losito 04/30/2008 03:57 PM
anni or sono vidi un'opera di A.Boetti: un tubo lucido , metallico di circa 3m, diametro 3-4cm, era poggiato sul pavimento . Le due etsremità erano tappate. Se lo si sollevava da un lato , al suo interno una pallina metallica rotolava fino all'etremo opposto producendo un immaginabile rumore modulato dalla distanza.
Stupiti o stupidi ? Le parole per descrivere l'indicibile sensazione sono liberamente aggregabili...Conceptual art?
Vittorio Losito 04/30/2008 03:58 PM
CONTEMPORANEO !

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