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Sunday July 6, 2008
it.youtube.com/watch?v=iqH47MIpuoA
Nel luglio del 1937 le truppe giapponesi s’impadroniscono, con un colpo di mano, di Pechino e Tianjin. Qualche settimana dopo sbarcarono a Shanghai, conquistarono la città, cominciarono ad avanzare lungo il fiume Yangtze e bloccarono con la loro flotta la costa della Cina meridionale. I cinesi nazionalisti e comunisti, uniti da uno stesso sentimento nazionale, resistettero coraggiosamente, ma non poterono impedire l’avanzata delle truppe giapponesi. La Società delle Nazioni e gli Stati Uniti condannarono il governo di Tokyo, ma le loro proteste non ebbero alcun effetto. Il 13 dicembre i giapponesi occuparono Nanchino, capitale della Repubblica, e la "punirono" passando "a fil di spada", come alla fine di un sanguinoso assedio medievale, buona parte dei suoi abitanti. Qualche anno dopo il Tribunale militare internazionale calcolò che i civili massacrati a Nanchino, tra la fine del 1937 e gli inizi del 1938, furono più di 260.000. Secondo altri calcoli i morti furono circa 350.000 e le donne violentate tra 20.000 e 80.000. L’autore di questo libro è giunto alla conclusione che nessuna altra città, nel corso della Seconda guerra mondiale (neppure Dresda, Hiroshima e Nagasaki), ebbe proporzionalmente un così elevato numero di vittime.
L’autore è una giovane scrittrice americana, figlia di genitori cinesi che hanno trovato rifugio negli Stati Uniti. Sollecitata dai racconti familiari e da gruppi di solidarietà che si costituirono fra i cinesi d’America dopo un più recente massacro (quello di Piazza Tian’anmen nel giugno del 1989), Iris Chang decise di ricostruire e raccontare "lo stupro di Nanchino". Le sue ricerche hanno riportato alla luce, talvolta con una forte emozione letteraria e con uno stile volutamente non storiografico, alcuni fra i più efferati atti di crudeltà commessi nel corso del secolo. Dal suo racconto, tuttavia, riemergono alcune confortanti manifestazioni di pietà e solidarietà umana, soprattutto fra i rappresentanti della colonia europea e americana. Lo spettacolo commosse e indignò infatti anche coloro che simpatizzavano in Europa per i regimi totalitari. Buona parte della documentazione raccolta da Iris Chang è tratta dal diario di un uomo d’affari tedesco e nazionalsocialista, John Rabe, che salvò dalla morte, nella zona internazionale, alcune centinaia di migliaia di persone e divenne per i cinesi il "Budda vivente di Nanchino".
Per i paesi dell’Occidente le grandi tragedie del XX secolo decorrono generalmente dal giorno in cui ciascuno di essi fu coinvolto nel conflitto: il 1° settembre del 1939 per Francia, Germania, Gran Bretagna e Polonia, il 10 giugno 1940 per l’Italia, il 22 giugno 1941 per l’Unione Sovietica, il 7 dicembre 1941 per gli Stati Uniti. Il libro di Iris Chan ci ricorda che la guerra, in Asia, cominciò nel luglio del 1937. È questa la ragione per cui l’autore può legittimamente sostenere che lo "stupro di Nanchino" è l’«olocausto dimenticato della Seconda guerra mondiale».
July 6, 2008 03:14 PM [edited: July 6, 2008 03:22 PM]
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