Thursday March 8, 2007
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E VISUALIZZA L'ANTEPRIMA DEL LIBRO
PREMESSA
IL GRADO ZERO DELL’IMMAGINE
L’idea dalla quale è partito questo lavoro, era quella di riunire tutte quelle esperienze, e se vogliamo tutte quelle problematiche connesse e condivise con l’immagine, sia essa pittorica, incisoria, fotografica, virtuale, televisiva o di qualsiasi altra natura. Quello che segue vuole essere un modo per comprendere l’atto della "comunicazione" e della "produzione" dell’immagine e del ruolo che essa tiene nell’ambito delle arti visive, nelle sue molteplici forme ed identità. L’immagine dunque, nella sua essenza segnica, nel suo divenire, fluire, scorrere e trasformarsi, l’immagine nei continui e complessi processi di creazione e di morte se vogliamo, perché oggi l’immagine vive e muore nello stesso istante, le immagini virtuali forse, ne sono un esempio. Quello che segue quindi, nasce dal confronto tra ciò che si pretende eterno e ciò che si sfascia, nell’atto stesso del nascere. Rilegare l’immagine quindi ad un solo fatto visivo, non giustificherebbe certamente ciò che l’immagine invece tiene ad essere, essa credo sia uno dei momenti in cui la brevità diviene visibile, e il momento in cui la realtà tenta di scrollarsi di dosso gli attributi "eterni".Tanto per avere un’idea di quello che si e detto, citerei ciò che ha scritto Alberto Boatto su Art Dossier parlando di Wharol , egli dice - "La realtà è stata soppiantata dall’immagine e l’immagine ha inghiottito la realtà", la realtà dunque come potenziale contenitore d’immagini, un assoluto in grado di essere qualsiasi cosa, qualsiasi immagine, qualsiasi segno.
March 8, 2007 12:12 AM
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