/blogs

remember

equilibriarte.org : Angelo Palumbo : blog

Critical Garden

22passi.blogspot.com/200 [...] -garden.html

come costruire un critical garden
MANUALE DEL GIARDINO ABUSIVO

Qui di seguito ci sono un po’ di consigli su come dedicarsi ai Critical Gardens, riassunti in un elenco di undici punti base su cui meditare. Non sono regole, sono solo alcuni suggerimenti di giardinaggio urbano.

1. Individuate un terreno abbandonato nella vostra zona.
Vi sorprenderà scoprire quanti piccoli appezzamenti di suolo abbandonato e pubblico ci siano. Aiuole trascurate, fioriere di cemento piene di rifiuti nelle quali le piante crescono senza controllo, zone abbandonate… Sceglietene uno vicino a casa, che magari vedete tutti i giorni andando a lavorare o a fare la spesa, e adottatelo. Sarà molto più facile prendersene cura.

2. Pianificate la vostra missione.
Scegliete un giorno e segnatelo sulla vostra agenda come come la giornata giusta per partire all’attacco con il vostro Critical Garden. Invitate amici che vi sostengono oppure arruolate degli sconosciuti con condividono le vostre idee annunciando l’attacco sul sito www.criticalgarden.com

3. Trovate un fornitore locale di piante.
Più a buon mercato, meglio è. Per chi abita in città, rivolgetevi a negozi di fai da te, supermercati e grossisti locali. Le piante che costano meno sono quelle gratis. Capita che dei vivai abbiano delle piante in più da donarvi per la causa. O fatevi amico qualcuno con un giardino. Pensate a questi luoghi come a dei campi di addestramento per raccogliere sementi, talee e piante adatte alla grande avventura del crescere nel selvaggio suolo pubblico. Se vi avanza del materiale, rendetelo disponibile ad altri Critical Gardeners della vostra zona mettendo un avviso nella pagina web.

4. Scegliete le piante per la battaglia in prima linea.
Pensate a piante robuste – in grado di resistere alla mancanza di acqua e al freddo e, in alcune zone, di essere calpestate dai passanti! Per buona parte del tempo queste piante devono saper badare a se stesse. Pensate ad un impatto visivo – colori, fogliame da sempreverdi, dimensioni. Queste piante devono poter creare un’area verde per buona parte dell’anno. Visitate la pagina web per per condividere le vostre conoscenze di orticultura.

5. Procuratevi dei sacchi.
Sacchetti di plastica e sacchi della spazzatura non solo vi aiutano a non sporcarvi le scarpe, ma sono essenziali per eliminare i detriti. Rifiuti, vasi da fiore e sassolini vanno portati via. Per i detriti più piccoli riutilizzate sacchetti trasportati dal vento; per quelli più consistenti riutilizzate sacchi da compostaggio o da materiali edili. La loro spessa plastica non si strappa e potete usarli per trasportare un bel po’ di materiali al più vicino contenitore per rifiuti.

6. Innaffiate regolarmente.
Una delle responsabilità del Critical Gardener è quella di continuare a prendersi cura dei propri interventi. Il Critical Gardener di solito si porta dietro l’acqua per innaffiare (a New York si possono utilizzare idranti dei vigili del fuoco della starda); si possono usare le taniche per la benzina, ideali per trasportare liquidi. L’unico problema è che a volte dei passanti possano scambiarvi per piromani notturni.

7. Bombe di semi.
Per le aree ad accesso difficile o dove non è possibile scavare, utilizzate una “bomba di semi”, costituita da semi e terreno avvolti in una capsula “esplosiva”. Le istruzioni sono state scritte nel 1973 dal New York’s Green Guerrillas e sono state gentilmente fornite da Donald Loggins.

8. Passate parola.
Fate sapere cosa avete fatto infilando dei volantini informativi sotto le porte dei residenti della zona di guerra del Critical Gardens, affiggeteli sulle cabine telefoniche od alle fermate degli autobus, conficcate un cartello nel terreno. Cercate di parlarne con i passanti, portatevi dietro degli attrezzi da giardinaggio di scorta. Accogliete con favore stampa e media locali, in particolare se contribuiranno ai costi dell’iniziativa, cosa che spesso fanno.

Moria di api: colpa dei pesticidi, fuorvianti le altre ipotesi

www.apitalia.net/it/attu [...] php?id=229

S.O.S.

UOMO NUOVO: ARS PRO VERITATE

L’artista materano Angelo Palumbo affronta il problema ambientale, dando spazio ed espressione al dolore personale per la violenza che deturpa e disumanizza donne, uomini, bambini, ad opera di altri uomini e che non risparmia la natura.
L’11 settembre con il crollo delle torri gemelle ha mandato in frantumi, confessa l’artista, l’illusione di vivere in un mondo sicuro, non toccato dalla guerra e dalla fame, esportata altrove.
Il migliore dei mondi possibili ha aperto le sue pagine oscure, rivelando attraverso il web agli occhi di Angelo Palumbo una galleria degli orrori: le immagini di sanguinose guerre occultate, carestie sconosciute, terre devastate da inquinamenti inimmaginabili, formano un’estetica della sofferenza che fa distogliere gli occhi. L’artista, invece, li ha voluti tenere aperti su immagini diverse da quelle armoniose equilibrate e razionali che fino ad allora costituivano il repertorio della sua arte. Ha collezionato e intrecciato ogni singola fotografia ai testi biblici e poetici dalla Divina Commedia di Dante a “Terra desolata” di Thomas Eliot e alle riflessioni di Nietsche. Ne è scaturito un video, che da un originario intento didattico, si è trasformato via via in un affresco grandioso e tragico sottolineato dalla colonna sonora. Profetici i testi sovrimpressi: perché gli esseri umani non se ne siano lasciati guidare, perché continuano a correre verso l’abisso, che non è un incubo, ma già una realtà?
La serie “Terra violata” è caratterizzata da pannelli rotondi in poliuretano, che l’artista ha trattato con solventi, ottenendo sulla superficie buchi, anfratti, cunicoli, che ricordano le rocce murgiche della sua terra. Sono, invece, paesaggi dell’anima, messa a nudo dalla presa di coscienza e dalla necessità di fermarsi a riflettere per non rimuovere il dolore, ma per trovare vie d’uscita. L’arte è una strada possibile, se significa comunicazione profonda, far fluire liberamente e pienamente la propria energia creativa per incontrare quella degli altri perché solo insieme è possibile ricostruire. Forti, dunque, i contenuti, che i titoli diligentemente annotati indicano, rivelando un chiaro intento didattico e allontanando il sospetto di un qualche effetto decorativo o di una ricerca puramente estetica. Eppure, gurdando le opere, si è attratti anche dalle soluzioni formali, benché il piano dell’etica, che è motore principale, si incontra con quello dell’estetica in un nodo inestricabile. Intensi i contrasti cromatici, tra cui spiccano i rossi e neri dall’evidente simbologia, concrezioni, sporgenze ed anfratti, durezza e leggerezza si incontrano e scontrano, all’interno di forme definite, come la circonferenza, che è funzionale a contenere il dolore e la rabbia, e che dà nello stesso tempo armonia e razionalità all opere.
L’arte e la poesia questo miracolo compiono: far apparire i punti di luce che sono nella realtà, quelli che hanno visto Etty Hillesum anche nel campo di concentramento di Westerbork, Charlotte Salomon durante la persecuzione antisemita e l’esilio, rielaborando il proprio dolore in altissime opere d’arte, offrendo un messaggio di salvezza, i musicisti che continuavano a tener viva la speranza nella disperazione di Terezin. La salvezza è nell’agire, a partire dal vedere la propria e altrui differenza, per non considerare assoluto il proprio punto di vista, per accogliere l’altro come ricchezza e segno sacro di altro e di altrove.
Insieme per sottrarsi alla violenza del potere e alla tentazione di rispondere con altrettanta violenza, che vogliono entrambe decidere della vita di tutti, che invadono tutti gli spazi, anche quelli quotidiani e nascosti, dove qualcuno ancora si illude di potersi ritirare, fingendo che il suo angolino sia tutto il mondo e che lì non potrà essere raggiunto dal dolore.

KATIA RICCI

AUGURI

.......................


« July 2008
SuMoTuWeThFrSa
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031 

Categories

Links

2,714 visits