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equilibriarte.org : Vanessa Viscogliosi : blog : PRONTO INTERVENTO: E' NATO SISMA

PRONTO INTERVENTO: E' NATO SISMA

Orgoglio territoriale e confronto con i linguaggi estetici contemporanei. Su questi assiomi poggia la rivalsa di un gruppo di artisti catanesi

di VANESSA VISCOGLIOSI

E lo scossone arrivò. Parliamo di SISMA e dei suoi protagonisti: giovani artisti siciliani, attivi in un'assopita e provinciale Catania artistica, riuniti in un progetto comune col fine di scuotere letteralmente la città e i suoi "operatori" culturali. Tumultuosi sballottamenti che toccano non solo Catania, ma l'intera Sicilia, una regione caratterizzata da un'estrema pigrizia propositiva e organizzativa, nonché da profonde carenze strutturali. SISMA è d'altronde la storia di un prevedibile terremoto. È un presagibile "je accuse" contro l'inerzia imbarazzante delle nostre istituzioni, pubbliche e private, un previsto quanto amaro moto d'animo e di intenti.
SISMA ha avuto il suo epicentro nello studio di uno degli artisti coinvolti, Francesco Insinga, divenuto per l'occasione un Sismaspace, ovvero uno spazio inteso come luogo di azione, una dimensione che vive e si concretizza in funzione della durata del progetto espositivo. Oggi qui, domani non si sa, perché SISMA, il suo show, lo vuole fare senza mediazioni, aprendosi a nuovi artisti e a differenti spazi, portando "in giro" il suo chiaro messaggio: fare arte in Sicilia confrontandosi col più ampio panorama artistico contemporaneo. L'insularità e la distanza diventano dunque un valore aggiunto e non una limitazione.
Il primo SISMASHOW ha visto la partecipazione del già citato Insinga, di Daniele Alonge, Tiziana Contino, Claudia Gambadoro, Giuseppe Lana e Enrico Salemi. Sei artisti diversi per mezzi espressivi e tematiche affrontate.
Lo spettacolo inizia con "Ematic - Coagula et Solve" di Tiziana Contino, in cui arte, religione e magia si fondono in un'installazione/performance che mette in risalto le contraddizioni della società contemporanea: da un lato riproduce scientificamente il "miracolo" del sangue che si liquefa stravolgendone la visione della sua unicità, dall'altro ironizza sul fenomeno mediatico che accompagna l'evento. L'accostamento tra sacro e profano, soprannaturale e glamour, scienza e alchimia fa emergere quelle "verità" parallele e contraddittorie che da sempre accompagnano l'uomo.
Il "White Box" di Claudia Gambadoro è un video della durata di 24 minuti (ogni minuto riassume un'ora), durante il quale l'artista dà le spalle ad una finestra "nell'atto ostinato di visualizzare il tempo che scorre in un'immobilità lunga quanto il tempo stesso".
Con "Dear Mom" Francesco Insinga ci offre una riflessione sul tema dell'isolamento e dei penitenziari.
Un'installazione site specific che offre diverse chiavi di lettura: la segregazione, risolta visivamente da due porte bianche con le cerniere montate al contrario, diventa anche espressione di una prigionia esistenziale. L'inquietudine e la solitudine legate alla costrizione vengono coperte da un lucido candore, sottolineato dai nivei mattoni e dai due neon alla base delle porte, metafora forse dell'indifferenza e della superficialità dell'uomo contemporaneo. Tutto questo si esemplifica altresì nei due spioncini, volutamente chiusi, dietro cui si celano le immagini di due volti maschili, facce che raccontano storie di invisibili e di emarginazione, in cui la "dear mom" diventa l'unica ancora di salvezza, nonché "francescano" pretesto per azzerare ogni disuguaglianza.
L'alienazione del sé è alla base del lavoro di Enrico Salemi. In "Attenzione! La superficie svia la concentrazione dal sentire l'aggressività profonda", l'artista propone un grande pannello di legno su cui ha operato delle certosine incisioni, quasi a scavare per modificare o addirittura annullare la superficie/identità. Analoga condizione accompagna l'appariscente specchio dalla cornice rosso flou e dal vetro sabbiato: alla cancellazione della propria individualità si aggiunge l'invito ad andare oltre l'immagine. In "Pronto intervento" Daniele Alonge si è divertito a "incastonare" alcuni mezzi di soccorso in blocchetti di cemento. Un'installazione ludico-provocatoria che racconta lo stallo delle nostre istituzioni.
Il SISMASHOW si conclude con "Untitled" di Giuseppe Lana, un estratto del progetto installativo "Boomcrash": lamiere deformate, dilaniate e sporche di sangue, ci ricordano gli orrori dei nostri giorni.

Info
Catania - Sismaspace
dal 16 dicembre 2007 al 16 gennaio 2008
Via Scammacca 21/c - Catania
349.8675910
ingresso libero
sismaspace@gmail.com

comments

Paolo Feroce 01/13/2008 07:20 PM
Ma questa Sicilia è davvero di fuoco.
Mi son arrivati almeno tre o quattro gruppi istituiti dalla Trinacria...
Paolo Feroce 01/13/2008 07:20 PM
Ma questa Sicilia è davvero di fuoco.
Mi son arrivati almeno tre o quattro gruppi istituiti dalla Trinacria...
Paolo Feroce 01/13/2008 07:20 PM
Ma questa Sicilia è davvero di fuoco.
Mi son arrivati almeno tre o quattro gruppi istituiti dalla Trinacria...
Paolo Feroce 01/13/2008 07:20 PM
Scusa ne sono partite tre...

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