Friday November 23, 2007
È difficile intrappolare Marcello Jori in questo o quello stile o in qualsiasi definizione. E uso il termine intrappolare perché l'artista, veneziano di nascita ma bolognese di adozione, si è lasciato e continua a lasciarsi prendere dalla folgorazione della contaminazione. Una contaminazione che spazia da un genere all'altro, da una tecnica all'altra come se fosse difficile o impossibile contenere la propria indole in un'unica forma espressiva. Oggi più che mai, gli artisti sono in grado e hanno i mezzi per agglomerare, accorpare e rubare specificità proprie di un'espressione, cosicché in un singolo lavoro è possibile ritrovare fotografia, pittura, scultura, fumetto. L'unione fa la forza, potremmo dire. L'unicità del linguaggio espressivo lascia spazio alle influenze, al dialogo fra le arti. Il disegnatore si fa fotografo, il fotografo diventa pittore, il pittore scrittore. Si assiste insomma a un processo di reciproco contagio tra un mezzo e l'altro che rende quasi impossibile inserire un'opera e il suo autore in una precisa categoria piuttosto che in un'altra. Le etichette sono messe al bando, la sperimentazione in pole position.
L'arte è ricerca continua, assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nelle forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi. Munari dixit.
L'articolo completo su:
www.tribenet.it/TribeMos [...] ie_marcello_jori.htm
category: Recensioni - November 23, 2007 04:33 PM
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