Friday November 14, 2008
Io e Tratti Discontinui siamo divisi.
Due entità separate, ma non con compiti e pertinenze differenti, una afferisce all'altra e viceversa.
Tratti Discontinui continua, un po' svogliatamente nella produzione artistica e nella promozione dell'arte. Si stanno elaborando nuove iniziative, lentamente, sulla scorta delle esperienze maturate nel corso del 2008 (Web_tube e Impatto). La lentezza nel processo è imputabile ai riscontri.
Flavio Pellerito ha invece fermato, quasi completamente la propria produzione.
Il Popolo di Carta si è evoluto in una esperienza realizzata coi bimbi in un asilo, i cartoni procedono solo come laboratorio in San Vittore.
In questo momento di calma, sono venuti al pettine alcuni nodi.
Uno riguarda la qualità delle opere.
Gli ultimi lavori realizzati hanno come motivo dominante la precarietà a scapito della qualità delle finiture. L'idea di rendere l'immediatezza e la "cura estetica", si realizza nel considerare i manufatti al pari del materiale di cui sono composte (cartone recuperato in discarica), molto sensibili a trasformazioni traumatiche (rotture, spacchi, distruzione, decomposizione, ecc. ecc.).
Ecco, sto mettendo in discussione questo fine, questa filosofia. Probabilmente ritornerò sull'aspetto estetico.
E mentre Flavio pensa, Tratti si dibatte nell'incertezza sulla possibilità di realizzare una seconda Web_tube, pur avendo già portato avanti il discorso.
Ecco, scrivo per mettere per iscritto queste incertezze.
Buon'arte
Tratti Discontinui Flavio
November 14, 2008 08:52 AM [edited: November 14, 2008 08:58 AM]
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Tuesday July 1, 2008
TESTO CENSURATO
www.tratti-discontinui.o [...] /testo_censurato.pdf
July 1, 2008 03:23 PM [edited: July 2, 2008 08:23 AM]
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Saturday June 28, 2008
Io penso che l'arte contemporanea si mostri in quegli autori travagliati in cerca del proprio successo artistico.
Ritengo che la contemporaneità sia insita nel travaglio più che nel raggiungimento della maturità e della completezza dell'autore.
Il travaglio sottende le insicurezze, le incertezze, i dubbi che muovono l'artista.
L'opera dell'artista è anche lo specchio del suo animo. Per questo motivo l'autore sotterraneo, quello che ancora non ha raggiunto la pace del successo o dell'insuccesso, ma sia sempre li a chiedersi se riuscirà a vendere, se piacerà ciò che realizza, se ce la farà, se una strada sia migliore di altre per il successo, ecco, questo autore sotterraneo è quello che meglio rispecchia il disagio della contemporaneità.
Tra tecnologia e finanza, tra ragioni di mercato e di sopravvivenza, in perenne "permanenza temporanea".
Possiamo Ritrovare queste valenze solo negli autori che ancora non hanno avuto successo, ma che comunque lo cercano con affanno. Per questo mi piace chiamarli
AUTORI SOTTERRANEI
Di seguito la quarta parte de
Il LIBRO
www.tratti-discontinui.o [...] agg08_17-21.pdf
A presto
Flavio Tratti Discontinui
June 28, 2008 08:27 AM [edited: June 28, 2008 08:34 AM]
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Monday June 23, 2008
L'evento che stiamo organizzando a Manciano, "Impatto, l'arte dialoga con il territorio" viene contestualmente, anche se in modalità differenti, organizzato a Milano.
La differenza tra i due eventi è che uno si basa sulla partecipazione e l'altro sull'esposizione di manufatti di arte "spontanea".
Parlando con Maria Concetta, la referente dell'associazione "Il Frantoio" di Capalbio, www.teknemedia.net/pagin [...] bio/index.html
dove "Impatto" sarà presente, abbiamo affrontato il tema della partecipazione del territorio all'iniziativa.
L'arte ha tanti modi per esplicitarsi, considerarne uno sopra gli altri è una mancanza imperdonabile. Ma, se consideriamo, come fa Tratti Discontinui, che tutto sia arte e non che l'arte si espliciti e si manifesti episodicamente, diviene impossibile qualsiasi discorso.
Possiamo procedere invece per gradi, con una sorta di modulo di carta da riempire, in modo da poter incasellare, da qui casellario, tutte le caratteristiche degli eventi: il numero di anni dell'artista, il numero di persone che si ferma, la grandezza delle tele o la dimensione delle opere, il tempo di realizzazione, etc, etc. al fine di definire se il risultato finale sia da considerare arte oppure no.
Naturalmente stiamo scherzando, mi sembra di aver citato un passo dell'artista Tant'alKilo.
Certo è che un mostra di pittura è differente da un workshop, da un laboratorio artistico aperto. Ma tutti e tre sono eventi artistici, o manifestazioni d'arte. In che modo procedere allora?
All'inizio abbiamo citato due fenomeni dell'arte, quella spontanea e quella partecipata.
Ho ancora idee confuse su quella spontanea, ma la street art ne fa sicuramente parte, non la pubblic art, che riguarda i luoghi e le modalità espositive, non i manufatti.
Comunque una differenza tra le due potrebbe essere la figura dell'autore, nella partecipata, l'autore suggerisce, poi il territorio, in tutte le sue componenti, rispondendo partecipa alla costruzione dell'opera: il manufatto singolo e la partecipazione; mentre l'arte spontanea definisce l'autore, lo indica come spontaneo, nato in seno al contesto, non proprio autodidatta ma molto vicino a questa rappresentazione. Comunque fuori dagli schemi tradizionali dell'artista, cosa che non succede per l'arte partecipata, dove il promotore dell'evento ha coscienza di quello che fa e cerca di progettarne tutti gli sviluppi.
Non ho chiarito molto, ma ho evidenziato alcuni elementi.
A voi la lettura della terza parte del libro.
www.tratti-discontinui.o [...] mag08_12-16.pdf
A presto Flavio
June 23, 2008 08:27 AM
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Friday June 13, 2008
Mai titolo poteva essere più azzeccato.
Con questo post pubblico la seconda parte del libro "Tratti Discontinui".
Non c'è molto da dire se non invitarvi a continuare la lettura.
Una nota, abbiamo spostato "il libro" da una pagina all'altra del sito tratti Discontinui.
Lo potete trovare ora o qui:
www.tratti-discontinui.o [...] 8_7-11.pdf
oppure nella pagina
www.tratti-discontinui.o [...] concludente.htm
A presto Flavio
June 13, 2008 06:26 PM [edited: June 16, 2008 07:56 AM]
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Tuesday June 10, 2008
Come immagino sappiate, la leadership è, sostanzialmente, il processo naturale o indotto, che avviene in tutti gruppi, per cui, la necessità di un punto di riferimento, viene esplicato da una o più persone.
L'associazione Tratti Discontinui non ha leader ufficiali, il presidente è la mia compagna, le seconda socia mia sorella ed io il terzo. Capite che non c'è bisogno di ricreare ruoli o figure di riferimento, già esistono.
La figura del leader è anche carismatica, è una figura a cui tutti i membri del gruppo ne riconoscono il ruolo. Ma non sempre è così, specialmente nei gruppi indotti dove il ruolo è imposto da altri fattori (burocrazia, potere, forza. La leadership è un riconoscimento che viene dato dal gruppo, il singolo non si può appropriare autonomomamente di tale riconoscimento, in quanto si può essere riconosciuti e non ci si può appropriare di un determinato ruolo.
I piccoli gruppi non sono democrazie, non ci sono elezioni per diventare rappresentanti, non ci sono minoranze all'opposizione, non avrebbero ragione d'esserci, possono creare un gruppo proprio.
Tuttavia non sono neanche dittature: la leadership, come dicevo, si crea da sola e i differenti ruoli vengono affidati a chi se ne fa carico con responsabilità. Oltretutto, e questo è un punto importante, vige in rispetto reciproco, dato dalla conoscenza personale, che permette di superare spesso, gli ostacoli caratteriali e le spigolosità personali.
Tuttavia, quando nasce, il gruppo, ha difficoltà nel creare questa serie di rapporti. Non ci si conosce bene, non si sa quale siano i limiti, le aspettative, le peculiarità di ogni individuo, quindi si procede a fatica.
Se non avete mai pensato a questo, fatevene una ragione, perché succede tutti i giorni e in ogni luogo dove siate in compagnia di almeno un'altra persona.
WEB_TUBE. Questo è il nocciolo della questione.
Sta nascendo come gruppo e lo si vede proprio dalle dinamiche interattive che si stanno creando.
Per esempio, io ho inserito una nuova autrice nella mostra all'ultimo momento, questo ha leso la sensibilità di Francesco. In modo quasi irreparabile, tanto da spostare di posto la nuova artista.
All'interno di un gruppo se da una parte bisogna non sollecitare le sensibilità personali, dall'altro bisogna farsi carico di responsabilità impreviste. Bisogna salvaguardare la complessità a scapito dell'unità.
Come avrete capito, l'idea di Tratti Discontinui è di avvantaggiare il gruppo rispetto alla singolarità.
Continuate voi
A presto Flavio
June 10, 2008 08:32 AM [edited: June 10, 2008 08:36 AM]
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Friday June 6, 2008
Inizio, con oggi, a cadenza settimanale, la pubblicazione del mio libro: il primo.
Il titolo è TRATTI DISCONTINUI: è la storia di come sia nato T.D.
Una storia ipertestuale. Una raccolta di testi miei e di altri autori, che, inconsapevolmente hanno descritto ciò che sarebbe divenuto T.D.
Non potendo pubblicare PDF qui, devo mandarvi sul mio sito per poter scaricare la prima delle otto parti di cui si compone.
Naturalmente è permessa la copia e il riuso del testo se non a scopo di lucro.
Il mio sito è www.tratti-discontinui.org, il libro e la prima parte la trovate nella seconda pagina, in basso a sx.
Oppure direttamente da qui: www.tratti-discontinui.o [...] g08_1-6.pdf
Buona lettura Flavio
June 6, 2008 06:12 PM [edited: June 8, 2008 07:13 AM]
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Tuesday June 3, 2008
Oggi, a seguito della mail in risposta dell'assessore alla Cultura della Provincia, preparo la richiesta del Patrocinio da indirizzare alla Provincia di Milano per l'evento WEB_TUBE di settembre.
Vorrei, però, affrontare un altro tema.
Nei primi istanti di vita di WEB_TUBE, già si parlava di gruppo.
Io e l'associazione, in qualche modo, abbiamo buttato acqua sul fuoco, anche per il timore che l'evento sfuggisse di mano, che l'idea originale passasse in secondo piano.
Oggi, a distanza di un mese, ogni volta che parlo con qualcuno di WEB_TUBE, non penso ad altro che al gruppo; probabilmente mi è scappato di mano il senso dell'evento, oppure, e questa alternativa non mi spiace affatto, sto iniziando a pensare all'evento come il principio di una nuova stagione artistica.
Una stagione nella quale non è il singolo il soggetto principale dell'evento, ma è un individuo che partecipa alla realizzazione di qualcosa di così grande che, da solo, non ci sarebbe riuscito. Ogni pensiero che scaturisce da questa frase mi fa pensare ad idee comunitarie, ma non è solo questo. Per esempio, domenica Francesco ha passato la giornata a pulire l'ingresso della Galleria Trasparente, facendolo tornare in uno stato decente. Lo ha fatto per se, naturalmente, ma questo giova a tutta l'iniziativa, a tutti i partecipanti. Giancarlo ha fatto mettere le lettere adesive giganti a sue spese, questo giova alle sue opere ma anche a tutte le altre.
Due piccoli esempi di ciò che intendo per rapporto tra individualità e comunità, e che tento di spiegarVi in questo modo: Francesco e Giancarlo si sono sobbarcati uno sforzo considerevole per realizzare dei miglioramenti che sicuramente influiscono positivamente sulle loro opere esposte, ma rimarranno nascoste ai visitatori, in quanto l'attenzione sarà riposta solo sulle opere che tutti gli autori espongo. Il lavoro dei singoli confluisce nelle opere di tutti. Individualità e gruppo quindi si mescolano, il confine, se volete, emerge unicamente dalla locandina che individua un nome e lo collega a delle opere.
Insomma, tutto questo per dirvi che il "gruppo" ha già solide basi anche se solo pochi elementi.
Ma è ancora un'altra la cosa che vorrei dirVi. Proprio per le solide basi del gruppo e per la difficoltà di ritrovarsi in un solo luogo, vicino a molti, ma lontano dalla maggioranza, perché non pensiamo ad altri luoghi dove allestire WEB_TUBE.
Per osmosi, mi è subito venuto in mente Torino, magari in qualche stazione ferroviaria, ma mi piacerebbe molto la Germania, l'Inghilterra, la Francia.
Fra tutti i luoghi vorrei organizzare un evento a Berlino. Quindi, Vi esorto, se avete amici ai quali proporre "la cosa", non abbiate timori reverenziali, l'associazione Tratti Discontinui è disposta e magari lo sarà anche la nascitura associazione WEB_TUBE.
Ecco, se devo impegnarmi per realizzare un sogno, vorrei che fosse questo: viaggiare per l'Europa e per il mondo con le mie opere; far si che i mie lavori siano la scusa per viaggiare, o che viaggiare sia la scusa per far vedere le mie opere, magari realizzandole in ogni luogo e lasciarle lì, finché il tempo non le consumi.
A presto Flavio
June 3, 2008 07:46 AM [edited: June 3, 2008 07:47 AM]
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Wednesday May 28, 2008
Ormai dovrebbe essere chiaro il mio modo di comportarmi. Sostanzialmente indolente, ozioso, finché non mi viene un'idea su qualcosa da fare, allora mi lancio.
Di solito i lanci non sono nel vuoto, seppur con poco "metodo", riesco ad organizzare sempre qualcosa. Il metodo, il più delle volte, consiste nel "buttarla lì", poi un po' alla volta si concretizza, con il mio contributo e con quello degli altri.
Ieri, per esempio, sono andato in Comune, settore parchi, giardini e arredo urbano (se ho capto bene), per informarmi su cosa avrei dovuto fare per poter esporre delle cose in giro per Milano.
Ho parlato con l'architetto Flora Vallone.
La richiesta l'avevo presentata alla fine di aprile e solo il 27 maggio sono riuscito a parlare, questo mi ha dato il tempo per formalizzare un'idea di progetto da presentare.
Se andate su www.tratti-discontinui.org, alla voce Impatto, potete vedere ciò di cui sto parlando.
Se avete intuito il cappello di questo post, dove spiego il mio metodo per relazionarmi, capirete anche che, di fronte alla burocrazia, non mi trovo sempre a mio agio.
Infatti, le richieste dell'architetto riguardo al progetto che stavo presentando, erano precise, puntuali, definite nei dettagli; mentre le mie risposte erano non proprio vaghe, ma davo per scontati alcuni elementi che non erano pertinenti, almeno in quella nella sede.
Per esempio: il progetto era illustrato su materiale cartaceo, con alcune foto. Ma le foto non erano relative al progetto in se: illustravano una cosa simile, già realizzata, che sarebbe dovuta servire da richiamo e chiarimento riguardo le potenzialità.
Le immagini utili alla presentazione del progetto IMPATTO, erano su supporto digitale, un piccolo e breve slideshow, con i luoghi che avrei voluto utilizzare per le ambientazioni previste dal progetto. Naturalmente il supporto digitale è stato ignorato del tutto.
D'altronde la dirigente, l'architetto Vallone, aveva solo un bel foglio di carta sul quale prendere appunti.
Per un breve periodo abbiamo utilizzato linguaggi differenti e non solo per "supporto cartaceo VS supporto digitale".
Ma dopo queste prime battute tra muti e, reciprocamente sordi, ci siamo capiti e abbiamo rivisto il progetto, lo abbiamo corretto dove possibile. Finché siamo riusciti a trovare una soluzione interessante, che non stravolge la natura dell'idea originale ma che comunque verrà sottoposta al giudizio di personalità più "importanti", senza avere certezza di potersi realizzare.
Ancora due parole sui linguaggi differenti.
In effetti, le domande che mi venivano poste, avevano dei significati differenti da quello che capivo.
Mi si chiedeva se intendevo posizionare le opere in spazi aperti; non sapevo cosa rispondere, ero lì per esporre in parchi e giardini, più aperti di così.
In realtà "aperti" era inteso in senso lato, spazi aperti non cintati, senza del personale che abbia il compito di chiudere, aprire, e controllare gli spazi stessi.
La signora Vallone insisteva sull'aperto e io lo stesso, finché ho alzato bandiera bianca, e ho adottato il significato "ufficiale" di "spazio aperto". Questo, a mio parere, è un modo per relazionarsi: ascoltare, interpretare, ridefinire i significati e i ruoli.
Modificando il proprio modo di intendere, avvicinandolo a quello della controparte.
Per questo motivo, a mio parere, relazionarsi con la burocrazia, ha delle valenze artistiche. La burocrazia è qualcosa di assolutamente artificiale, convenzionale, comprensibile per tutti, o meglio, ad un livello di incomprensione uguale per tutti, tranne una piccola parte di "informati".
Ditemi se questa non può essere anche la descrizione di un'opera di arte contemporanea.
Ecco allora: l'arte contemporanea non è la rappresentazione della realtà, come poteva essere nella pittura figurativa dei migliori vedutisti o dei massimi ritrattisti dei tempi passati. Ma una rappresentazione mediata, interpretata, della realtà. Nel mio caso non è il colloquio con la paziente dirigente, ma l'idea che due persone che parlano la stessa lingua non riescano a capirsi perché danno significati diversi alle stesse parole; perché le convenzioni, in questo caso burocratiche, possono diventare degli ostacoli insuperabili. Una sovrastruttura che rende sordi e ciechi. E tutto questo è opera dell'uomo e della donna.
A presto Flavio
May 28, 2008 07:54 AM [edited: May 28, 2008 08:04 AM]
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Thursday May 22, 2008
Fin da ragazzino, si parla delle elementari credo, ho sempre avuto difficoltà nella scrittura. Nelle medie i prof dicevano che ero prolisso. Il problema non era certo nella grammatica o nell'ortografia, quanto nel fatto che nei pensieri (per intenderci, da punto a punto) mettevo tutto. Una serie di idee contorte, lunghe, da qui prolisso.
Ancora oggi, quando rileggo quello che scrivo, e non succede spesso, mi accorgo di avere detto troppo, tanto che l'idea centrale, il tema dello scritto, scompare tra altre mille idee e pensieri che mi sono venuti mentre stavo scrivendo. Quindi, nella correzione, mi trovo spesso a dover eliminare il superfluo e riportare a galla l'idea che era affondata tra mille altre.
Mi sono chiesto il perché. La risposta che mi sono dato, e che salva capre e cavoli, come si suol dire, è che per me ogni fatto, ogni idea, è relazionata ad un'altra. Per spiegare una qualsiasi ipotesi, bisogna capire dove si è, fare un'analisi del contesto, capire da dove si venga e intuire dove si voglia finire.
Tuttavia questo va bene se si fa come Francesco ha suggerito: con calma, a tavolino, si iniziano a dirimere le questioni, riordinare le idee, poi si procede con passo sicuro verso l'obiettivo; direi, in altre parole, lavorare con metodo.
Io, purtroppo, procedo nel caos, ogni istante riformulo idee e obiettivi, con un "non" metodo che mi pone in una situazione di continua relazione, una strada nel verso dell'incertezza, il dubbio. Dove ogni obiettivo diventa una tappa verso un altro obiettivo, il più delle volte ancora ignoto.
Non mi rammarico di questo, dell'incertezza intendo, perché è, a sua volta, una grande ricchezza, basta solo rendersene conto.
Per questo, da qualche anno, procedo nell'idea di scrivere, ma sarebbe meglio dire "fare", un libro.
Flavio
May 22, 2008 07:45 AM [edited: May 22, 2008 08:21 AM]
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Tuesday May 6, 2008
Questo è il blog di Tratti Discontinui e ogni partecipante agli eventi organizzati in collaborazione con l'associazione avrà diritto di accesso e di replica
May 6, 2008 07:02 AM [edited: May 6, 2008 07:10 AM]
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Monday May 5, 2008
Giancarlo Baraldo mi ha segnalato questo luogo della rete, ne ho approfittato quasi subito.
A presto Flavio tratti Discontinui
May 5, 2008 09:23 AM [edited: May 5, 2008 02:16 PM]
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