eco-logico
Saturday June 21, 2008
DENTRO UNA PORTA CHIUSA
In incredula stanza
ritrovo il pensiero
che in negrido tempo
cerca la forza,
ha cammianato per
impervie Vie
L'amore incostante
di un animo traballante
che chiede tutto
Pervasi dall'inebrio
cademmo nel fondo
Ambivalente come luce e buio
mi hai donato
gioia e dolore
paura e coraggio
per capire che l'estremo
sentire è uguale, unico.
Errica Tramacere
category: PoesiArT.E. - June 21, 2008 11:43 AM
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Sunday June 8, 2008
DAL BINARIO 8
Che non si può dire
quel che il cielo nasconde
nelle segrete vie
dell'essere ora tempo
tra i binari infiniti
qualche papavero sopravvive
e i salici piangenti
si inchinano al vento
Temibile cuore
che sorridi e piangi
senza capire i senso
dell'andare...
Frequenze rallentate e accellerate
per poi fermarsi
per poi girare...
e forse è solo energia
che vibra per vivere
per portare linfa
che i tempo sugella!
Errica Tramacere
category: PoesiArT.E. - June 8, 2008 10:35 AM [edited: June 8, 2008 10:37 AM]
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Friday June 6, 2008
Pinot Gallizio è è farmacista, erborista, appassionato di archeologia, antropologia, etnografia, chimico alchimista nonché per ultimo artista. Nel 1958 e 1959, Gallizio realizza in versione artistica un importante concetto scientifico nell’opera ‘Caverna dell’antimateria’. L’artista si interessò alle ricerche del fisico Francesco Pannaria , del 1949, sulla cosiddetta ‘antimateria’, all’ipotesi dell’esistenza di un altro mondo perfettamente speculare al nostro ma separato da una sorta di invisibile che impedirebbe lo scontro delle particelle che si muovono nei due mondi paralleli. E’ affascinato dall’idea che l’accesso alla dimensione parallela è data solo dal caso, da uno scontro misterioso tra le particelle che disgregandosi all’urto lasciano una porta aperta sull’altra dimensione. Al gallerista e amico Renè Druin, spiega, in occasione dell’esposizione nel maggio 1959 a Parigi nella galleria di rue Visconti, come è stata la concepita la ‘Caverna dell’Antimateria’: ” 1) Einstein ideò la materia ed il suo enigma come una scatola chiusa. L’uomo cercando di rubare il segreto tentò e tenta dall’esterno di stabilire uno schema, un immagine, un disegno, una forma, una struttura che gli serva a penetrare nella scatola, ma poi si accorge che nella scatola non può entrare che il segreto non lo ha carpito, e che tutto il lavoro che ha fatto si è trasformato in progresso portandogli solo un’infinita noia. 2) Io al contrario m’immagino di trovarmi di già nella scatola magica e come un poliziotto indagare, cercare, scoprire in un’intimità stravagante l’immane segreto, ben sapendo che non ne uscirò. Ma se riuscissi a uccidere la noia?” . Il progetto ha avuto una lunga gestazione, lo ha realizzato in collaborazione con il figlio Giorgio e dopo frequenti discussioni epistolari con Druin. Prima, infatti, fece tesoro delle sua passione per il teatro, per ideare nel 1949, sulle teorie dell’antiparticella, una specie di teatro, un parallelismo metaforico, in cui il retroscena era l’antimateria, il palcoscenico il luogo in cui avvengono le scene di scambio, la platea era il mondo che noi tutti conosciamo costituito da atomi, molecole, elettroni. Questo teatro fisico fu l’idea, la scintilla per operare il passaggio alla Caverna, poiché secondo Gallizio gli uomini moderni vivono in una seconda Preistoria, quella atomica, perché vivono nella stessa condizione di terrore che la gente delle caverne visse quando disegnavano e dipingevano azioni di caccia in senso propiziatorio e magico. “Così io, piccolo mago dell’antimondo, cerco di descriverlo e creo la mia caverna, scatola con senso magico, esattamente come loro, impaurito, credo che il mio linguaggio sia sincero, magico, reale, anzi interreale, è per questo che il mio gioco è terribilmente semplice e quindi emotivo, irrazionale, fantastico, unico, artistico e quindi irripetibile, almeno come gesto. Nella mia caverna basterà uno specchio, piano concavo o convesso per creare un labirinto, un gioco di luce creerà nuove immagini fantastiche, con luce ultravioletta, normale, infrarossa calda, alta, bassa o riflessa con una superfice metallica esterna o portata dagli spettatori a mò di torcia … Dobbiamo far giocare i fruitori con dei gesti semplici, basterà che uno di noi si avvicini in un determinato punto della sala, affinché un urlo magico, del mio apparecchio elettronico, lo svegli e lo impaurisca (pittura parlata). L’aroma resinoso li porterà in un ambiente irreale … un sottofondo musicale, come di un fiume che scorra dentro o di un mare che batta sotto, creerà l’atmosfera ansiosa di un mondo in formazione … contro il mercato dell’arte, le emozioni che noi avremmo provocate rimarranno soltanto nello spazio e nel tempo che noi abbiamo creato. Non è materia vendibile, s’in ora l’aria non è ancora monopolizzata ... e la pittura industriale e d’ambiente ricopre le pareti interne della Caverna.” L’idea dell’antimondo risulta un’opera scientifica, poetica e artistica insieme
June 6, 2008 09:00 PM
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Tuesday June 3, 2008
OMAGGIO ALLA VITA BOHEME DI UN GRANDE ARTISTA CHE COI SUOI SOGNI...CONTINUA A FARCI SOGNARE...
Chagall a Parigi, nel 1910, trova alloggio nella ‘Ruche’, una costruzione ottagonale con stanze adibite ad atelier: “ogni artista ha a sua disposizione un’unica stanza. La chiamano ‘la bara’: un triangolo con un soppalco dove l’inquilino dorme su un materasso sottile sottile. Niente acqua, gas, elettricità. Corridoi bui, spazzatura dappertutto, grondaie bucate. Ma sui pianerottoli circolari, oltre le porte numerate, si sentono gli italiani che cantano, gli ebrei che discutono, gli strilli delle modelle negli studi dei russi. Prima della guerra, Chagall fa la vita dell’esiliato. Lavora solo, sino a tardi. Riceve pochissimo, solo qualche visitatore. Centrards per primo, poi Apollinaire. Quando tornano a casa, di notte, ubriachi e rumorosi, gli altri artisti della Ruche buttano sassolini contro le sue finestre, perché si unisca a loro. Ma Chagall è il più serio di tutti. Lavora da solo alla sua pittura. Dice che è una pittura di stai d’animo. Dipinge nudo, non si lamenta mai. Il lunedì mangia una testa di aringa, il martedì una coda, gli altri giorni della settimana croste di pane.”
pezzi...di vita nostalgica
dedicati all'amore...
June 3, 2008 07:09 PM [edited: June 3, 2008 07:10 PM]
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