Monday April 7, 2008
Composizione chimica: Tetrossido di piombo
Altri nomi:
Rosso di piombo
Rosso di Parigi
Rosso di Saturno
Arancio minerale
Cerussa Usta
Siricum (arcaico)
Stoppium (arcaico)
Stuoium (arcaico)
Periodo d’uso
Il minio è un colore conosciuto ed utilizzato fin dal medioevo. Il suo uso era perlopiù orientato sui manoscritti decorati (da cui il nome “miniatura”).
Caratteristiche
Si tratta di un rosso luminosissimo, chiaro, con decise sfumature aranciate di tono intenso, di buon potere coprente e peso specifico elevatissimo. Allo stato puro, ovvero sotto forma di pigmento, ha una resistenza alla luce e all’aria bassissima; infatti non è difficile, anche se conservato ben chiuso in un’albanella di vetro, ma alla luce, vederlo virare al marrone carico nel giro di un paio di mesi. La resistenza alla calce è pessima, come anche quella all’umidità; forma facilmente, se utilizzato a tempera o a fresco, il biossido di piombo. Per questi due motivi è decisamente sconsigliato il suo utilizzo nelle tecniche ad acqua in generale. Per quanto riguarda la tecnica ad olio, invece, pur avendo una tendenza allo sbiadimento (tuttavia niente affatto marcata, specialmente se non esposto alla luce solare diretta) risulta essere un colore stabile, a patto di essere macinato accuratamente ed additivato con una buona quantità di silicato di alluminio. In questo caso, infatti, i granuli di pigmento vengono rivestiti dal legante oleoso, che ne limita di molto i difetti.
Fabbricazione casalinga del pigmento ed altre notizie utili
Il minio si trova, anche se in quantità molto limitate, in natura. In genere si ottiene sinteticamente riscaldando a circa 500°C alcuni sali di piombo (come il litargirio) o calcinando la biacca pura non tagliata (carbonato basico di piombo puro senza carica). Per quanto sopra, si deduce che la fabbricazione casalinga di questo pigmento non è attuabile. Inoltre, dal momento che le caratteristiche tipiche del pigmento sono strettamente legate al modo di prepararlo (tra cui anche la sua resistenza alla luce quando macinato ad olio) è consigliabile acquistarlo già pronto di buona qualità, anche se oggi è difficilissimo trovarlo in commercio, come del resto tutti i materiali contenenti piombo.
Il minio, se di buona qualità e purezza, è solubile in composti acidi, mentre è inalterabile all’azione degli alcali. Un controllo velocissimo può essere condotto in studio direttamente dal pittore, mettendo un cucchiaino di pigmento in mezzo bicchiere di aceto bianco di vino; se il pigmento si scioglie senza lasciare depositi, vuol dire che è puro. Se, invece, si forma un deposito, significa che è stato additivato con eccipienti di varia natura.
April 7, 2008 12:49 AM
link | permalink
| Su | Mo | Tu | We | Th | Fr | Sa |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | |
| 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 |
| 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 |
| 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 |
| 28 | 29 | 30 | 31 | |||
7,071 visits
Cmq,scherzi a parte, adoro questo tipo di post, Suscitano sempre curiosità e molto interesse, specie per quelli fulminati come me. Si può apprendere molto dalle cose che persone competenti, scrivendone,mettono al servizio di chiunque voglia avvicinarsi a questi argomenti,che siano esse scritte o dipinte.
Almeno per quel che mi riguarda, ho davvero grande interesse a leggerne.I pigmenti poi,in particolare, mi hanno sempre affascinato,specie racchiusi nelle loro belle albanelle..conoscerne il loro uso, come "nascono",la chimica e i loro comportamenti inerenti alle varie tecniche pittoriche.
Il suo uso era perlopiù orientato sui manoscritti decorati (da cui il nome “miniatura”).
Non di recente, ma, ho avuto modo di studiare in una biblioteca abbastanza fornita, e c'erano antichi manoscritti miniati, molto, molto belli.Dei piccoli capolavori.Davvero una meraviglia a vedersi.
Il minio è davvero un bel pigmento, peccato che ,come affermi, sta diventando quasi impossibile da trovare.
Un controllo velocissimo può essere condotto in studio direttamente dal pittore, mettendo un cucchiaino di pigmento in mezzo bicchiere di aceto bianco di vino; se il pigmento si scioglie senza lasciare depositi, vuol dire che è puro. Se, invece, si forma un deposito, significa che è stato additivato con eccipienti di varia natura.
Basta l'aceto bianco? Non occorre l'acido nitrico anche per il minio ?