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Metamorfosi del Femminile

equilibriarte.org : Antonella Iurilli Duhamel : blog : LE ARTISTE ED IL CORPO

LE ARTISTE ED IL CORPO































Ultimamente siamo di fronte ad un trend decisamente dilagante: quello di artiste che rappresentano se stesse, spessissimo senza veli e in pose decisamente provocanti.

German Greer da attenta osservatrice di tematiche legate al ruolo sessuale della donna e alla sua identità nelle società industrialmente avanzate, ha recentemente puntato il dito su un aspetto sempre più dilagante: La irrefrenabile tentazione da parte di molte artiste di di esibire il proprio corpo in termini essenzialmente di oggetto sessuale.

D’altronde non abbiamo casi di donne artiste che rappresentino le proprie rughe, le parti corporeee soggette alla legge di gravità, ma solo quelle parti che sembrano appena scolpite dal chirurgo plastico e non certo dal tempo o dall emozioni.

Come mai le donne, dopo essere state usate per secoli come modelli passivi, sono divenute quelle artiste soggetto che nello stesso tempo ricorrono al proprio corpo come modello-oggetto?

Alcuni potrebbero dire che questo fenomeno rientra nella tradizione dell’autoritratto femminile che comincia ad affermarsi sin dal XVIII secolo in Francia, ricordiamoper esempio Vigee-Le Brun, mai stanca di ritrarre se stessa . Poi abbiamo avuto Angelika Kauffmann, altrettanto centrata sulla propria autorappresentazione, senza parlare di Friha Khalo il cui lavoro eccellente è in massima parte una celebrazione degli eventi salienti della sua vita traumatizzata.

Ma è negli anni ’60 con la “performance art” che abbiamo un mare di artiste che cominciano a fare stripping tease, basti pensar e a Carolee Schneeman.

La questione sollevata da Germain Greer è: Perché sempre più artiste ricorrono alla propria carne? Perché ci sono artiste che utilizzano esclusivamente il proprio corpo come soggetto del proprio lavoro? Quale è il confine tra esibizionismo e Arte?

Antonella Iurilli Duhamel





Antonella Iurilli Duhamel "Lux"

comments

Silvia Vari 04/01/2008 10:17 AM
Beh, bisogna certamente ammirare la grande capacità che hanno queste artiste di usare l'autoscatto... in pochissimi secondi riescono ad assumere pose perfette, a sistemare panneggi...

... autoritratti?
Elisabetta Trevisan 04/01/2008 10:32 AM
ci sono anche quelle che dipingono se stesse non solo foto ,probabilmente visto che sono tutte giovani per metà è desiderio di auto affermazione,metà per provocazione,quello che dispiace è il risultato,non si esce da un ruolo che ci hanno assegnato l'immagine dell'oggetto consumabile, disponibile
Simona Pocorobba self deleted member 04/01/2008 10:53 AM
Tra le fotografe, segnalo Nan Goldin, che a me piace tantissimo e che ha come particolarità, quasi sempre, di fare scatti non i posa.

it.wikipedia.org/wiki/Nan_Goldin

Tra le artiste, qua su equi ho visto dei lavori di Barbara Karwowska

Credo sia lei ritratta nei vari segni, ho apprezzato molto il fatto ceh non si sia ritoccata e trovo queste sue pose molto sensuali nella loro naturalezza.
Personalmente sono a favore dell'autoritratto che tende a scoprire parti del proprio corpo, è come cercare di conoscersi intimamente, avendo il coraggio di "guardarsi" con l'occhio dell'artista e non solo di guardare.



Pietro Negri 04/01/2008 10:59 AM
Il mito di Narciso spiega che l'io, al compimento del sedicesimo anni di età, e quindi in una fase di adolescente scoperta di, ha necessità (e quindi desiderio) di possedere l'IMMAGINE riflessa CHE RISPONDE AI SUOI GESTI IMITANDOLO. Come scrive Ovidio, Narciso ama "spem sine corpore", una speranza senza corpo, una vana vaghezza, attratto dall'immagine di una BELLEZZA INTRAVISTA, dall'imago di una forma. Ciò significa (per me) che l'io femminile (a differenza di quello maschile) percepisce nell'immagine riflessa del proprio corpo la presenza di una "bellezza enigmatica" che trascende la dimensione fisica, materiale del corpo. Nell'autoritratto l'artista alchemico (per sua natura femmina o androgino) sperimenta ciò che i neuroscienziati definiscono "il monismo dal duplice aspetto percettivo": 'mi guardo allo specchio e vedo un corpo materiale soggetto alle intemperie del tempo, ma dentro di me percerpisco di essre qualcosa d'altro, ovvero anima che ama, mente che osserva, spirito che comprende, intelletto che giudica....'

L'alchimia afferma che il corpo fisico e il corpo spirituale sono la stessa cosa; ma mentre il corpo invecchia gradualmente soggetto al tempo lineare progressivo, il corpo spirituale che si osserva allo specchio (il Se testimone)evolve attraverso cicli di iniziazione e quindi di morte e trasformazione della "materia interiore".

Le donne che dipingono se stesse nude, amano di se stesse la propria anima e la vogliono conoscere. Come Narciso, non abbandonano lo specchio (d'acqua in questo caso, come i sentimenti corporei) fino a morire con l'oggetto del loro desiderio. La difficoltà dell'artista contemporaneo è di non riuscire ad andare fino in fondo nell'esperienza percettiva. L'anima gode di rappresentare se stessa esponendo al "pubblico" le immagini del volto o del corpo, ma rischia di rimanere prigioniera per sempre della sua stessa materia, del riflesso narcisistico fine a se stesso. C'è godimento, ma non c'è vera conoscenza, come nella favola della principessa dotata dalle fate di tutte le virtù dell'anima, ma priva del potere di metamorfosi (il fuso le punge il dito e cade addormentata). Tutte le donne desiderano nel subconscio di essere "baciate" dal principe azzurro, e tutti gli alchimisti desiderano essere "baciati" da una Dea. Il bacio racchiude in un significato di iniziazione (risveglio) alla trasformazione dell'anima in mente (Kali), della mente in coscienza (Lakshmi) e della coscienza in intelletto (Saraswati). Il bacio è l'essenza della Shakti...dell'energia divina che un Guru trasmette al suo discepolo e che l'arte alchemica, da millenni, continua a trasmettere al "produttore di immagini" (Shiva) che dimora dentro di noi.

Il modello occidentale del Se testimone è stato realizzato da Velazquez dipingendo il Geografo, compiaciuto di conoscere la realtà semplicemente puntando un dito sopra la sfera del mappamondo, sintesi metaforica di tutte le immagini mentali e i pensieri che "ruotano" dentro di noi e quindi del "senso interno" che evolve autonomamente e ciclicamente "come la terra intorno al sole".

Antonella Iurilli Duhamel 04/01/2008 11:03 AM
forse dipende da quanto la rappresentazione sia superficiale o meno, il problema della nostra società è di considerare la mente superiore al corpo alla natura, la conseguenza è l'oggettizzazzione del corpo che viene vissuto come macchina.
La stragrande maggioranza delle artiste a cui la Greer si riferisce sono quelle che rappresentano il loro corpo come oggetto sessuale e non soggetto sessuale quale è e dovrebbe essere.

Si può comprendere la necessitò da parte dell'uomo che per svariate ragion culturali ed emotive ha bisogno di ridurre la donna ad oggetto, ma quando è l'artista donna afarlo la valenza diventa decisamente complessa.
Appreezo anche io il modo di Barbara i rappresentare se stessa perché non è fine a se stesso e soprattutto non è oggettizzante.

Antonella Iurilli Duhamel 04/01/2008 11:05 AM
non si esce da un ruolo che ci hanno assegnato l'immagine dell'oggetto consumabile, disponibile.
credo che questa dimensione alla fine conduca verso la spirale del non sense, del fine a se stesso oppure alla soddisfazione di una pruderie che lascia il tempo che trova
Antonella Iurilli Duhamel 04/01/2008 11:11 AM
e cosa pensi delle artiste che dipingono o fotografano eslusivamente se stesse e non la loro totalità ma quelle parti o quelle pose che hanno una chiara valenza di provocazione sessuale?
A sedici anni si scopre la propria immagine ma si può anche rimanere fermi a questo stadio per il resto della propria vita.

Io credo che il corpo sia il contenitore dell'anima e che attraverso i sentimenti esprime la sua luce e la sua sacralità.

L'artista può intraprendere la strada di questo mistero ppure rimanere fissato alla superficie che purtroppo è soggetta a caducità
Simona Pocorobba self deleted member 04/01/2008 11:20 AM
ah si su questa tua frase "Io credo che il corpo sia il contenitore dell'anima e che attraverso i sentimenti esprime la sua luce e la sua sacralità" mi trovi pienamente d'accordo.
Credo che si possa dipingere o fotografare il proprio corpo senza cadere per forza nell'hard di bassa leva o nei solit stereotipi che si affiancano a foto da giornaletti di quinta categoria.
Insomma, un ombra, un dettaglio controluce, una ruga, perché no, affiancata ad un immagine...tutto può svelare la femminilità della donna, che è già di per se un'opera d'arte, indipendentemente dall'età. Una donna è bella sempre (e qui sono di parte eheheh) quando riesce a far vedere la sua anima sensibile e sensuale e non solo se stessa come oggetto del desiderio.


Errica Danila Tramacere 04/01/2008 12:44 PM
In effetti anche io ieri riflettevo sullo stesso argomento...esibizionismo..usare ancora il corpo della donna come mezzo-merce...la bellezza e l'arte...quando penso a Frida..che poteva ritrarsi anche in pose sensuali..ma la sua pittura non era fine solo ad un immagine ma era ricca di tanti significati della sua storia e intrisi di vissuto e d'anima amorosa...se penso a Egon Schiele...vedo nel segno e nei tratti il carattere...oltre ad una sensualità ricercata... insomma purché ci sia carattere e comunicazione...non solo che siamo sensibili e sensuali...ma che siamo vere con tutti i nostri bellissimi e unici difetti
Angela Vinci 04/01/2008 01:01 PM
la stessa cosa si può dire di Andrée Chaluleau nella sua serie "L'envers du miroir" (il rovescio dello specchio).Osservandosi ogni giorno attraverso lo specchio della fotografia,Andrée Chaluleau studia la molteplicità delle sue personalità nel corso del tempo,con una veridicità e spassionatezza impressionante..E si fotografa stanca,depressa e con tutte le ansie che le modellano il volto,osservandosi dall'esterno come un'estranea..
Andrea Latina 04/01/2008 03:34 PM
Magari è un nuovo movimento artistico: il post-femminismo ;-)

Concordo comunque con voi... meglio il soggetto all'oggetto... una donna con un bel corpo ma senza Anima né cervello mi comunica assai poco...
Antonella Iurilli Duhamel 04/02/2008 08:14 AM
La questione sollevata da Germaine Greer non riguarda l'autoritratto o la nudità che di per se possono essere un mezzo di comunicazione e di ricerca, ma l'attitudine a rappresentare se stesse come oggetti sessuali , caratterizzati da quegli elementi che la cultura dominante impone ad un oggetto sessuale.

Non è poi difficile coglierne i parametri, sono presenti ovunque dalla pubblicità, ai vari media.
Germaine Greer non si stupisce del fatto che esista questo genere di strumentalizzazione, è progressivamente in atto da molto tempo da parte della cultura del maschile; lo stupore è nei confronti delle donne che usano se stesse alla medesima stregua pur avendone patito il danno.

Ancor di più lo stupore è nei confronti delle artiste, che in quanto tali dovrebbero essere provviste di una sensibilità fuori del comune anche nei confronti dei propri corpi.

Ovviamente qui i temi da sfatatre sono tanti: Sono oggi le donne autenticamente identificate con i valori del femminile? Qual è allo stato attuale la differenza tra uomini e donne? Cosa siamo in grado di fare a noi stesse e agli altri pur di ottenere un riflettore sulla nostra immagine nella speranza di ottenere successo e potere?

Quale è la funzione dell'arte nella nostra vita?
Elisabetta Trevisan 04/02/2008 09:39 AM
l'autoterapia forse?
Simona Pocorobba self deleted member 04/02/2008 09:59 AM
Credo che allo stato attuale si sia accorciato l'abisso tra uso del corpo maschile e femminile, per il semplice fatto che l'uomo ora è molto più narciso di prima e spesso è antagonista della donna. In ogni campo, ormai ci si vende al miglior offerente pur di arrivare, sia uomo, sia donna.
Come donna trovo avvilente il non riuscire ad emergere per le mie qualità elettive.
C'è tutto un corteggiametno illusorio oggigiorno, ma alla fine il mezzo è sempre lo stesso.
Mi piacerebbe vedere la donna nell'arte esprimere la propria femminilità, non solo con i soliti stereotipi. Ma diciamocelo, e ne abbiamo l'esempio anche qua. Se tu metti il tuo culo hai il numero maggiore di preferenze e di contatti (sempore se è bello....) se metti una tua opera che parla della tua anima, della tua mente, ti aggiungono gli amici e magari trovi anche un pvt che ti dice che ciò che hai fatto fa veramente schifo.
Per concludere, credo che non sia cambiato molto e noi donne facciamo ben poco per far si che le cose cambino.
:)
Antonella Iurilli Duhamel 04/02/2008 05:44 PM
vuoi dire che per una donna è ancora difficile essere presa in considerazione per le sue reali capacità artistiche. Vale sempre il concetto che il sesso vende e basta guardarsi intorno per rendersi conto della parata senza sosta di corpi nudi esposti per vendere qualunque cosa.

L'essenza del discorso è che tuttora nella nostra cultura patriarcale la donna gioca un ruolo sessuale subordinato che riflette altresì la subordinazione del suo status politico e socioeconomico.

Siamo alla seconda ondata femminista ma come dici tu niente è poi sostanzilmente cambiato, anzi molte donne hanno trovato nella mimetizzazione con l'ideologia maschile il modo migliore per sopravvivere.

Come dire: se sono io a farmi male sento meno male e se sono io a farmi male privo il mio nemico del suo potere.
Simona Pocorobba self deleted member 04/02/2008 05:49 PM
"Come dire: se sono io a farmi male sento meno male e se sono io a farmi male privo il mio nemico del suo potere."

...decisamente Antonella. :)

Antonella Iurilli Duhamel 04/02/2008 06:14 PM
Alla fine questo fenomeno assume i connotati di una una silenziosa guera senza confini, il corpo e la sua sacralità vengono ridotti sempre più a mero oggetto di scambio.

Pietro ci ha fatto notare che :

"Tutte le donne desiderano nel subconscio di essere "baciate" dal principe azzurro, e tutti gli alchimisti desiderano essere "baciati" da una Dea, io credo che avesse ragione Victor Hugo quando affermava che:

"La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, essere amati a dispetto di quello che si è."

E allora può esserci Arte senza amore e rispetto per l'altro incluso se stessi?

Elisabetta ci ha fatto notare che la funzione dell'Arte è quella di una auto terapia, sottolineando che l'arte è un modo per sanare
le nostre spaccature, sono d'accordo con lei. Cosa possiamo dunque pensare di una forma di arte Che lo riduce ad un oggetto sessuale che lo frantuma deprivandolo della sua dignità ed integrita?
Virginia Milici 04/02/2008 09:39 PM
Molto interessante questo dibattito non aggiungo molto solo :" il corpo è l'involucro dell'anima un corpo senza anima anche se bellissimo è sempre un involucro vuoto.
Victor Hugo aveva perfettamente ragione .

Simona Pocorobba self deleted member 04/03/2008 09:54 AM
Anch'io sono d'accordo con Elisabetta,quando disegno di più è prorpi quando sto peggio e ho bisogno di rigettare ciò che ho dentro. Dopo mi sento svuotata, libera, con un senso di pace. Quindi direi che si, è anche auto terapia.
Pietro dice una grande cosa, credo che tutti partiamo con l'illusione di essere amati per quello che si è, dentro, ma è molto difficile. L'artista donna si da completamente attraverso le sue opere, mette a nudo la propria interiorità, si rende facile preda, a volte gioca anche, altre si mette in discussione.
Penso che ci sia però chi fa arte fregandosene dell'amore e del rispetto per gli altri, forse per vomitare il disprezzo che apparentemente ha per il prossimo, ma inconsciamente per se stesso.
Antonella Iurilli Duhamel 04/03/2008 10:05 AM
capisco ma vomitare non è comunicare, va bene anche fregarsene ma poi non bisogna prendersela se qualcuno non vuole farsi sporcare dagli schizzi di vomito e prende le distanze oppure ignora.
Credo che gli esseri umani hanno bisogno di amore e di rispetto sono i fondamenti della vita e che anche l'autonomia e la libertà sono bisogni importanti. Divenire adulti comporta l'essere ingrado di trovare un'armonia in se e nel mondo tra questi bisogni in apparenza contrastanti.
Quello che voglio dire che le espressioni di qualunque sentimento sono una grande ricchezza per tutti ma la violenza è un'altra cosa.

Anche nella rappresentazione si se stessi e della propria nudità esiste un confine tra espressione e violenza, la violenza è sempre fine a se stessa non credo sia augurabile in nessun campo tantomeno in quello artistico.

Luca Mesini 04/03/2008 01:26 PM
Mi è caro lo spunto per questo dibattito - ma vorrei profilare il tutto in una mia sintesi percettiva. Ho avuto il mio primo full-immersion nel mondo dell'arte - dibattuto e svolto, qua su equilibriarte. Da 4 mesi, quindi. Mi è stata data, amplia generosità di auscultamento. Ho notato che la donna esprime se stessa nella diretta espressione del suo corpo. Mille e ben più mille sfaccettature di un “intendere comune“: il corpo. Ma non è - intrinseca ragione della consapevolezza esistenziale dell'intesa stessa della donna, riassumere il proprio posto ne l'universo anche e sopratutto per il corpo? Non è participio dell'esistenza di una donna contendersi ogni giorno ne le pastorali musicali delle sue espressioni culturali, ideologiche, pragamatiche, organizzative - il suo “io“ non trova corda spontanea ne la musicalità sensitiva e di percezione del corpo - come a un uomo non capita praticamente mai se non di rado? O in lui, invece sovente, nella mera egocentricità di un autoritratto? O - qui sì - nella narcisa proposizione del Sé?

Io - per le spaziali e ardite invenzioni di Gesto Figurato che qui su equilibriarte ho ammirato - in tali casi conividendo spontanea la poesia, sia se nella quiescenza di un ritratto crepuscolare - che nella cruenza di un rapporto quasi livido con una eco di un corpo che in quel gesto si contrae - ho inteso che la Donna non discinde dal corpo - l'uomo sì. La donna “è corpo“ l'uomo no.

La facoltà di procreare è un'indice (non da sottovalutare) che determina un chiaro rapporto esistenziale - ove non esistono graduatorie o differenze intellettive - culturali - di casta, di razza, eccetera - ma esistono: l'Uomo e la Donna. La donna comunica e grida con il corpo - la donna è protoplasmata con il suo corpo quale anello di congiunzione dell'Io con il suo sigificato terrestre: ogni affronto la donna lo percepe con il corpo - ogni complimento o vittoria la donna lo percepe con il corpo - ogni cosa, una donna la conversa e la vive quasi in simbiosi con il corpo - anche quando questo geto non è manifesto o apparentemente inteso e ben'espresso o figurato. L'uomo no - non ha un preciso stato di identificazione con il corpo - il suo stato è più nel modus dello spirito - delle intenzioni che affrontano la materia statica con il suo ingegno criptico o simbolico. Oppure, sì nel corpo - ma inteso come strumento di forza, come ragione di reazione a istinto col furore degli eventi - diciamo di atmosfera, della natura... L'uomo ha un corpo - la donna è corpo.
L'uomo è nell'esistere stante alla sua diretta conversione con la Donna - dalla quale eredita l'intenzione corporale, poiché credo... riesce ne l'intesa con Essa - che altro non è che l'anello mancante che lo interessa e che l'attrae.

Io credo
(scusate - come al solito, “buonanotte“ alla mia s i n t e s i percettiva... e, ne' miei prossimi commenti, mi sa... arrivederci alla mia logorrea...)
Antonella Iurilli Duhamel 04/03/2008 01:52 PM
Caro Luca quella della maggiore capacità della donna di identificarsi con il corpo quindi con le emozioni è un mito che si sta sciogliendo come neve al sole, infatti la tendenza generale è quella di usare il corpo alla stregua di un utensile o di una macchina.

Le cause sono molteplici e tanto per citarne alcune: sistemi educativi che impongono tabelle di marcia non naturali, che finiscono con il produrre tensioni croniche, quindi dolore che creano una scissione dalla percezione profonda del corpo, l'ingernza dei pediatri nella relazione intima e spontanea tra madre e figlio, gli ideali delle sue proporzioni dettate dai media, il costante inquinamento ambientale che ne minaccia vitalità e sensibilità, la sua costante oggettizzazione.......

Mi dispiace Luca ma il corpo è in serio pericolo, nella nostra cultura nonostante l'apparente adorazione di esso tutto gli è contro.

Allo stato attuale la spaccatura tra testa e corpo è decisamente problematica, è il corpo che ci fornisce il senso del limite non certo la testa, nella testa questo ed il contrario di esso sono ugualmente possibili, nel corpo no, il corpo sa qual è la differenza tra dolore e piacere, tra vergogna e senso di dignità.

Sfortunatamente il disonore del corpo inizia già alla sua nascita che avviene nel modo più innaturale possibile causando trauma sia nella madre quanto nel nascituro, con il tempo le persone diventano insensibili rispetto alle ferite e cicatrici subite ma il corpo come la sezione dell'albero parla e racconta tutto quello che è andato storto.

Esiste un altro problema la gente si lascia abbagliare dalla superficie e non è in grado di leggere il corpo di chi gli sta di fronte, non riesce a cogliere la vacuità di certi sguardi,la depressione di certi toraci a dispetto di qualunque protesi plastica, la freddezza di certe pance, la disconnessione di piedi e gambe dal resto del corpo.l'assenza di espiro profondo e regolare la capacità di vibrare e pulsare.


Errica Danila Tramacere 04/04/2008 01:12 AM
Purtroppo è vero Antonella quello che scrivi...questo tipo di pericoli credo che ormai ci sia sia per le donne che per gli uomini...spero in un evoluzione del corpo e della coscienza...possiamo inviare Visioni 'artistiche' di questa speranza...che la scissione se è avvenuta porti un Nuovo adattamento
Alessandra Puppo 04/04/2008 03:44 PM
ciao, tutto questo discorso mi fa riflettere..
per la poca esperienza che ho, mi guardo intorno e vedo esibizionismo vuoto, fine a se stesso. penso a causa di una superficialità di pensiero che dilaga come un fiume in piena..
il modello di vita è che per fare carriera si deve trattare il proprio corpo come un oggetto, un mezzo per arrivare ai propri fini, e la donna sa la potenzialità del suo corpo.
un corpo nudo femminile attira senz'altro l'interesse, è innegabile.
non conosco le artiste di cui parlate, ma credo che delle artiste che ricorrono a questi trucchetti da pubblicitario, in realtà non abbiano nient'altro da dire che "guardate che bella che sono, sono io l'opera d'arte", piuttosto che "sono una cerbiatta in calore".
ma allora vai a fare la soubrette o l'attrice porno, dico io..
mah..

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