Metamorfosi del Femminile
Tuesday April 1, 2008
Ultimamente siamo di fronte ad un trend decisamente dilagante: quello di artiste che rappresentano se stesse, spessissimo senza veli e in pose decisamente provocanti.
German Greer da attenta osservatrice di tematiche legate al ruolo sessuale della donna e alla sua identità nelle società industrialmente avanzate, ha recentemente puntato il dito su un aspetto sempre più dilagante: La irrefrenabile tentazione da parte di molte artiste di di esibire il proprio corpo in termini essenzialmente di oggetto sessuale.
D’altronde non abbiamo casi di donne artiste che rappresentino le proprie rughe, le parti corporeee soggette alla legge di gravità, ma solo quelle parti che sembrano appena scolpite dal chirurgo plastico e non certo dal tempo o dall emozioni.
Come mai le donne, dopo essere state usate per secoli come modelli passivi, sono divenute quelle artiste soggetto che nello stesso tempo ricorrono al proprio corpo come modello-oggetto?
Alcuni potrebbero dire che questo fenomeno rientra nella tradizione dell’autoritratto femminile che comincia ad affermarsi sin dal XVIII secolo in Francia, ricordiamoper esempio Vigee-Le Brun, mai stanca di ritrarre se stessa . Poi abbiamo avuto Angelika Kauffmann, altrettanto centrata sulla propria autorappresentazione, senza parlare di Friha Khalo il cui lavoro eccellente è in massima parte una celebrazione degli eventi salienti della sua vita traumatizzata.
Ma è negli anni ’60 con la “performance art” che abbiamo un mare di artiste che cominciano a fare stripping tease, basti pensar e a Carolee Schneeman.
La questione sollevata da Germain Greer è: Perché sempre più artiste ricorrono alla propria carne? Perché ci sono artiste che utilizzano esclusivamente il proprio corpo come soggetto del proprio lavoro? Quale è il confine tra esibizionismo e Arte?
Antonella Iurilli Duhamel
Antonella Iurilli Duhamel "Lux"
category: RANDOMS - April 1, 2008 09:50 AM [edited: April 1, 2008 09:51 AM]
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... autoritratti?