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Metamorfosi del Femminile

equilibriarte.org : Antonella Iurilli Duhamel : blog : MISOGINIA

MISOGINIA
























L’ 8 marzo mi ripugna perché è il giorno in cui la cultura misogina ci obbliga a "scoprire" la donna, a ricordare che esiste, e a perdonarla con un insulso fiore di serra.

Tutti parlano della donna, quel giorno, e il farfugliare comincia con l’enciclica misogina del Vaticano che, come tutti gli anni, prima le ridurrà alla condizione di madri, spose e pilastri della famiglia, per poi ricordare loro che sono padrone delle loro quattro estremità ma non dei loro ventri, chiaro?, cosicché, figliole mie, vogliate ricevere la mia benedizione urbi et orbi, però di aborto, controllo delle nascite e altri peccati simili neanche parlarne.

Il capitalismo è e sempre è stato misogino. Le operaie tessili assassinate dal sistema e che si suppone ricordiamo ogni 8 marzo, non morirono perché erano madri, spose e pilastri della famiglia ma perché si ribellarono contro lo sfruttamento. Erano persone e volevano vivere come tali.

Il potere è e sempre è stato misogino. Un 8 marzo del 1975 a Santiago, la mia compagna fu arrestata dalla polizia segreta cilena. Con gli occhi bendati la rinchiusero nella tristemente celebre Villa Grimaldi e, là, un ufficiale dell’esercito le offrì un fiore e una tazza di cioccolato. Quel giorno, né lei né le altre progioniere furono toccate, ma il giorno dopo, passato il Giorno Internazionale della Donna, cominciarono le torture e le violazioni.

E anche loro non passarono per la macchina dell’orrore perché erano madri, spose e pilastri della famiglia ma perché erano donne e rivoluzionarie, perché un giorno avevano scoperto che essere donne voleva dire fare parte integrante di una maggioranza segregata e che la loro emancipazione era quella di tutta l’umanità.

Il nuovo ordine internazionale è misogino perché non si spiega, se no, come non abbia vacillato nel castigare militarmente l’Iraq dopo l’invasione del Kuwait e non castighi la riduzione in schiavitù di più della metà degli abitanti dell’Afghanistan in potere dei Talebani. Lo spirito e i corpi delle donne afgane sono stati invasi per obbligarle con la forza a non essere più persone, donne e a non essere altro che madri, spose, pilastri della famiglia coperte dall’infame velo del fanatismo.

Il neo-liberismo economico, il darwinismo sociale è misogino perché il taglio dell’assistenza sociale si fonda sul ritorno della donna lavoratrice nelle sue quattro pareti di casa, all’umiliante condizione di madre, sposa e pilastro della famiglia.

Credo che se vogliamo dare un senso all’ 8 marzo, esso non possa essere altro che un giorno della lotta emancipatrice di quella metà dell’umanità, le donne, che ancora guadagnano meno degli uomini per lo stesso lavoro, che ancora non possono disporre liberamente del loro corpo, che ancora devono subire l’anatema di un peccato originale che non c’è mai stato.

Ma questo giorno non deve avere le meschine 24 ore di tutte le celebrazioni: deve cominciare con l’alba dell’emancipazione definitiva e culminare quando nel cielo del tramonto brilleranno le stelle della felicità.

Luis Sepùlveda, "Un 8 marzo del 1975 a Santiago, la mia compagna fu arrestata dalla polizia segreta cilena".

comments

Nana Hayne 03/11/2008 11:03 AM
Brava Antonella!

Dobbiamo decidere NOI e solo NOI cosa facciamo con noi stesse!

Qua abbiamo fatto ( io e altri amici)una cosa che chiamiamo "blogagem coletiva" per il giorno della donna, a parlare delle discriminazioni di noi donne brasiliane allo stero...credono noi brasiliane facciamo tutte le puttane e questo veramente a quella che lavora duro fa arrabbiare troppo!

baci
Luca Mesini 03/11/2008 11:23 AM
Qualcuno disse che siamo nati per soffrire - qualcun altro gli rispose: cerchiamo, pertanto, di farlo il meno possibile - ne nacque non una forma di opportunismo ma una gestione dell'intelligenza.
Di fronte alle barriere degli Enti istituzionali e alle barriere architettoniche dell'inciucio della Vis Creativa di un modus vivendi stereotipato al convulso fraseggio dello stress preordinato da leziose convenzioni, siamo tutti sofferenti e inabilitati a reagire con il vessillo di una intelligenza altra - che renda gli uomini tali per delle donne uguali 365 giorni all'anno. Molte persone si aggrappano a quell'otto marzo - non parlo degli ipocriti, ma dei sofferenti che almeno in quei simboli risorgono per poche ore - tante sono le percentuali di gioia ch'è destinata a chi soffre quotidianamente per disonestà et insensibilità.
Pertanto - se almeno non ci è così vicino, lasciamolo distante - sia il pensier del vaticano che altre forme amene che non riescono - sono troppo ingrate ai sensi del rispetto dell'uomo - a non mascherare il loro contenuto vacillante.
La violenza non ha rispetto per niente e per nessuno - e il cuore dell'uomo che ha condiviso la violenza legalizzata, sa bene che quella ferita non verrà mai cicatrizzata - mi sovviene, tornando al principio, che siamo nati per soffrire, e quando questa sofferenza è così crudelmente organizzata il nostro grido rimane al margine, e solo più la pioggia consola il vagito dei nostri gridi e dei peccati - come a lavarne la memoria. Certo: legalizzare le “forme“ altre di opportunismo - dalla legalità della truffa a quella della violenza - è abitudine da par condicio, e non tutti si salvano da questo impastro. Il sottile confine dell'utopia forse si sfronda con la possibilità del miracolo di un incontro - laddòve l'incontro, libero dai preconcetti e dai condizionamenti indotti, perpetua la mano nella mano, e con un gesto di abbandono... libero il cuore lontano porti via, per poi tornare a riva con un dono nuovo - al cui orecchio attento ci sarà sempre un uomo. Mi spiace risponder con l'utopia di una prosa che sa poco di poesia, ma son povere le (mie) armi contro il sistematico genocidio de la libertà...
Antonella Iurilli Duhamel 03/11/2008 12:15 PM
Si le donne che hanno sempre faticato per mantenere la propria dignità ed integrità pagando prezzi alti scegliendo strade meno battute non possono che essere ferocemente indignate di fronte a certe generalizzazioni offensive come quella di cui hai parlato.

Poni il dito su una questione fondamentale l'unione tra le donne, il suo rapporto con il senso della nostra identità.

Troppo spesso le donne dimenticano che la fragilità della nostra identità è strettamente correlata con la mancanza di reale supporto tra donne, molto più frequente è l'atteggiamento di cercare il senso della nostra identità solo attraverso l'uomo e i suoi valori.
Antonella Iurilli Duhamel 03/11/2008 12:56 PM
La violenza è da sempre il mezzo per imporsi sull'altro, lì dove viene sancita l'impossibilità alla partnership. Ci sono molti modi di usare violenza e imporre alla presunta oreale controparte la negazione del diritto di percepire il proprio istinto le proprie autentiche emozioni il proprio corpo che poi la base della sua identità come ampiamente dimostrato da gli studi a riguardo,è una forma di violenza altamente sofisticata.

Pretendere che sia qualcun altro a poterlo e doverlo gestire in nome di un principio universale equivale ad imporre una enorme menzogna che maschera intenti ben più minacciosi
Elisabetta Trevisan 03/11/2008 01:17 PM
meno male che ci sei tu a parlare ,spesso bisogna perfino giustificare la necessità di tornare sull'argomento .non se ne puo piu di uomini e donne che nascondendosi dietro a bandiere religiose e non, pretendono di porre limiti all'autodeterminazione spesso per motivi tutt'altro che etici ;per esempio :quell'etico ciccione che tuona lanciando anatemi dalla tv e che fonda un partito per toglierci quel poco che abbiamo conquistato,è il caso di dirlo, con il nostro sangue
Antonella Iurilli Duhamel 03/11/2008 01:29 PM
Si Elisabetta sembra che si voglia continuare ad ignorare che la nostra civiltà si basa su parametri tutt'altro che civili e moderni.

In barba a tutte le lotte portate avanti per l'egualianza dei diritti si continua ad ignorare che:
Tutti gli esseri hanno lo stesso valore, la stessa potenzialità evolutiva.
Nella storia dell'uomo gran parte degli insegnamenti dei Maestri sono stati distorti e manipolati per egoismo, interesse personale e sete di potere. Il fenomeno del razzismo o del sessismo altro non è che una distorsione della Legge di Evoluzione e del concetto di scala evolutiva, confondendo la forma con l'essenza.

La distorsione sta nell'aver attribuito maggiore valore ad una razza piuttosto che ad un'altra,riconoscendole il diritto di soggiogare, sottomettere e sfruttare in nome di una presunta superiorità.

Stesso discorso vale per fenomeni simili, come il sessismo (discriminazione in base al sesso), lo specismo (discriminazione in base alla specie) e la discriminazione nei confronti delle persone svantaggiate o con handicap. Possiamo dire che questo atteggiamento si applica, in generale, al diverso, a tutte quelle categorie che non soddisfano i criteri stabiliti, di volta in volta, dalla categoria dominante.

Lo schiavismo, lo sfruttamento dei popoli, la denigrazione delle donne, la vivisezione e la distruzione di intere specie animali e razze umane, si reggono tutti sulla stessa follia di dominio.

Tale desiderio di dominio viene però, di epoca in epoca, magistralmente camuffato e giustificato, sul piano mentale e morale, attraverso la costruzione di una ideologia che si cuce a pennello sui bisogni e sulle inquietudini delle masse del momento.


Antonella Iurilli Duhamel 03/11/2008 01:44 PM
WOMAN IS THE NIGGER OF THE WORLD
by John Lennon

Yes, she is…think about it
Woman is the nigger of the world
Think about it…do something about it

We make her paint her face and dance
If she won’t be a slave, we say that she don’t love us
If she’s real, we say she’s trying to be a man
While putting her down, we pretend that she’s above us

Woman is the nigger of the world…yes she is
If you don’t believe me, take a look at the one you’re with
Woman is the slave of the slaves
Ah, yeah…better scream about it

We make her bear and raise our children
And then we leave her flat for being a fat old mother then,
We tell her home is the only place she should be
Then we complain that she’s too unworldly to be our friend

Woman is the nigger of the world…yes she is

If you don’t believe me, take a look at the one you’re with
Woman is the slave to the slaves
Yeah…alright…hit it!

We insult her every day on tv
And wonder why she has no guts or confidence
When she’s young we kill her will to be free
While telling her not to be so smart, we put her down for being so dumb

Woman is the nigger of the world
Yes she is…if you don’t believe me, take a look at the one you’re with
Woman is the slave to the slaves
Yes she is…if you believe me, you better scream about it
Elisabetta Trevisan 03/11/2008 01:46 PM
il guaio è che il potere è il denaro,e il denaro non corrisponde all'intelligenza ne alla cultura ne tantomeno all'empatia, senza vestire i panni dell'Altro non c'è soluzione mi pare
Antonella Iurilli Duhamel 03/11/2008 01:52 PM
La soluzione è nella intima coscienza del problema,
la soluzione è nella conoscenza,
L'ignoranza e l'indolenza sono
il nostro peggiore nemico.

Al giorno d'oggi ci sono ancora persone che vanno in giro a dire che la chiesa rispetta le donne perché ci ha dato la madonna e magari le fa anche una festa in suo onore.
Tutti gli studi di etnologia, mitologia, alchimia, Studi comparati sulle religioni, psicologia ecc sono evidentemente un terreno poco frequentato altrimenti non si propinerebbero tali favole e non ci accontenteremmo di tali incongruenze.

Elisabetta Trevisan 03/11/2008 01:54 PM
guarda caso l'immacolata concezione è una favola recentissima

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