Thursday February 28, 2008
l'"indignato speciale" del tg 5, andrea pamparana, la settimana scorsa denunciava l’usanza, piuttosto diffusa a roma aggiungo io, di parcheggiare l'auto davanti a quelle rampe, che nella maggior parte dei marciapiedi dovrebbero facilitare il passaggio dei disabili; e non solo aggiungo io.
come capita sempre in questi casi ne sottolineava, pieno di riprovazione, l’enorme fastidio causato a chi è costretto a muoversi in carrozzella ma anche, aggiungo io, alle mamme coi passeggini e a quelli che decidono di mettere a rischio la propria vita decidendo di muoversi in bicicletta su strade sempre meno ciclabili; agli anziani, continuo io, che non sempre hanno forza ed agilità per divincolarsi dai parcheggi salva spazio, quelli a piè di poule per intenderci, inventati credo per impedire ai vigili di leggere il numero di targa; ed a quanti, concludo io, tentano di rientrare a casa con la spesa, non dico quella settimanale dell’ipermercato; quella normale, per un paio di giorni; la classica busta con le birre, la pasta, il latte e qualcosa da sgranocchiare.
per fortuna, non posso sapere come la prendano anziani e diversamente abili, ma per le altre due categorie rappresento un campione piuttosto rappresentativo, ancor più se incazzato, e confesso che più di una volta, strisciando come la pubblicità delle calze per donna, nel sospiro lasciato dai maghi dell’accosto, mi è venuta una voglia pericolosa di farmi sfuggire la chiavona [quella del portone] di casa lungo quelle portiere così insistenti o di mollare le suddette birre contro gli specchietti retrovisori.
poi per fortuna mi sono ricordato di essere un volontario di emergency, di credere ancora in un mondo migliore e che, ma questo è un dettaglio, gli atti vandalici sono ancora un reato, almeno finché figli, nipoti e affini di Berlusconi restano dei bravi ragazzi.
così però la frustrazione resta forte e persistente, come il senso sconsolato che quel mondo migliore dovrei andarmelo a cerca in altre latitudini. nel frattempo combatto per difendere la roccaforte del mio senso civico dalla voglia di accodarsi al “chi me lo fa ffa’?!” sempre più conveniente.
per questo quando al ritorno in studio, il giornalista del tg5 chiosava sul servizio, dicendo gravido di umiltà che “sono gesti di inciviltà di cui tutti dovremmo sentirci un responsabili”, mi è tornata inaspettata la voglia di andar a prendere di nuovo le chiavi di casa e lasciarmele sfuggire sul serio, stavolta lungo la sua di macchina, meglio se fosse stato un suv. perché, no! non mi ci sento neanche un po' colpevole. e non mi ci voglio sentire. no! perché ogni volta giro minuti per trovare un parcheggio "legale", senza rampe, strisce pedonali, incroci o marciapiedi; soprattutto quando torno a casa la sera tardi. no, perché mi faccio poi centinaia di metri a piedi per arrivare al mio portone. perché pago sempre tutti i minuti sulle strisce blu. perché mi è appena arrivata una multa da 84 euro, sì 84 euro! per aver parcheggiato il motorino sul marciapiede. uno scooter che è rimasto lì per quasi un anno. e la pagherò senza fiatare se non per dire che vorrei che i vigili passassero tutti i giorni a contestare contravvenzioni così; in modo da togliere agli automobilisti la voglia di sistemarsi sui parcheggi riservati ai motocicli e agli scooteristi quella di invadere i marciapiedi; così che i pedoni possano finalmente tornare ad occupare il loro posto naturale, senza giocarsi l’incolumità lungo il bordo delle strade e senza insultare più i ciclisti.
non mi voglio sentire tirato dentro, perché come diceva qualcuno “mal comune, epidemia!”. se si diluisce la vergogna e il dolo, se si divide l’ignoranza, allora nessuno si sente responsabile. “se tutti sbagliamo, nessuno sbaglia!”. un po’ il principio che induce a votare certa gente. “rubano tutti almeno lui tutela i miei interessi”. e potrei continuare con “se tutto è arte, niente è arte!” e così via. quello che voglio dire è che a me non frega niente se qualcun altro parcheggerà davanti al cassonetto, io no! magari faccio altri sette giri dell’isolato e mi allontano di 500 metri, se è il caso, ma finché me lo posso permettere cerco di restare pulito.
se proprio vado di corsa almeno accendo le 4 frecce, queste sconosciute, ecco a cosa servono!
ho già tanto da fare con le mie frustrazioni da elettore assente, comunista mancato e pacifista deriso, che anche il ruolo del parcheggiatore miope non riecco a gestirlo.
quello li lascio agli altri. a chi non paga i biglietti sul tram, a chi tira sul prezzo con gli ambulanti, a chi non pesano le verdura al supermercato, si butta sul clacson appena scatta il verde, tirano i mozziconi ad un metro dai cestini; a quelli che dicono “sono gesti di inciviltà di cui tutti dovremmo sentirci un responsabili”.
insomma, a chi è più furbo di me.
a.
February 28, 2008 10:04 AM [edited: February 28, 2008 11:52 AM]
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