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Metamorfosi del Femminile

equilibriarte.org : Antonella Iurilli Duhamel : blog : L'ARTISTA COME MEDIUM

L'ARTISTA COME MEDIUM




























Lo psicoanalista Carl Gustav Jung iniziò la sua carriera come allievo di Freud ma ad un certo punto intraprese una propria ricerca che lo portò ad esplorare in profondità la natura della creatività.

Per Jung, ogni persona creativa è una dualità o una sintesi di attitudini contraddittorie. Da un lato è un essere umano con una vita personale, dall’altro è un impersonale processo creativo strumento del suo lavoro e ad esso subordinato.


In quanto essere umano può apparirci dotato di una specifica personalità, tuttavia possiamo comprenderlo nel suo lato artistico solo vagliando i frutti del suo lavoro.

Non possiamo aspettarci che sia lui ad interpretarli, ha già fatto del suo meglio dando loro forma; ogni possibile esegesi va lasciata agli altri e al futuro.

Per cogliene il significato dobbiamo consentire alla sua opera di plasmarci così come è accaduto a lui, vale a dire dobbiamo consentire alle forze creative di entrare in noi.In questo modo riusciremo a comprendere la natura della sua esperienza.

Constateremo che il suo operato ha influito sulle capacità di guarigione e di redenzione della psiche collettiva, che è riuscito a penetrare la Matrix della vita: questa grande membrana che tiene assieme tutti gli uomini e impartisce alla loro essistenza un ritmo comune consentendo all’individuo di comunicare i propri sentimenti per tutelare l’integrità umana.


Antonella Iurilli Duhamel






Caspar David Friedrich, Der Wanderer über dem Nebelmeer (Il viandante sul mare di nebbia)1817

comments

Cuzco 02/24/2008 09:24 PM
concordo..Ciao Antonella
Luca Mesini 02/25/2008 12:37 AM
Il Gesto e l'anima - mi sovviene che questo famoso dipinto di David Friedrich, più lo vedo e più ne rimango sempre affascinato. Si tratta di un'Opera d'Arte. Mi è utile fare il confronto con la speme di contemporanea creatività - spesso usa al fotomontaggio o a l'arte digitale, dove il continuo ed eccellente processo di svisceramento creativo continua a voler dare chiave di lettura... ne abbiamo entusiastiche et interessanti versioni, qui su equilibriarte.
Quando, nelle potenzialità espressive versus strumento at esprimere queste possibilità (sostanzialmente, quindi, la tela, il pennello, il martello e lo scalpello, le mani a modellare la nuda terra) - nel 1817, si doveva imprimere qualcosa al Significato del gesto... e quest'armonia che trovo grandiosa ed efficae nel dipinto che qua sopra ci rende all'Universalità del confronto dell'uomo con l'attualità - o del confronto dell'uomo con le ragioni dell'esistere e comprendere se stesso. Senza imploso d'arte digitale e kaos logaritmico a fondere materia con la realtà dello scatto della persona (fotografia) interagita con lo stesso calcolo - qui abbiamo la Tensione (i monti) la Bellezza (il panorama) la Vita (il movimento nebuloso) l'imperioso gesto a Condizione dell'uomo (un uomo, alto, forte, in pieno stato delle sue attive energie 40enni, eretto non a guisa di ipertecnologico scalatore - ma a conversatore della natura con modo e postura contemporanei al 1817) levarsi di fronte... alla tensione esistenziale dell'immensità: Io Uomo.
Quale grandiosa opera e perfetta simbiosi con il testo at invito di riflessione, Antonella!
Tutto questo mi pare bagaglio nobile alla propedeutica dell'immaginario necessario - che soggettivamente percepisco come dialogo per tenere costante l'esercizio della mente al sentimento della ragione creativa - come una barriera risorgente alle condizioni della realtà incancrenita spesso a spegnerla et offenderla - che libera, invece, opinione e descrizione de la realtà.. a uso proprio del nostro equilibrio, della nostra felicità. Consentire alla forza creativa di entrare in Noi, in qualche modo Leggere e, seppure nella non rinoscenza (alla lettura) del nostro dettato - contribuire con sincero tassello a rappezzare l'immaginario dimenticato.
Antonella Iurilli Duhamel 02/25/2008 10:09 AM
Jung e David Friedrich condividono gli stessi ideali romantici, ma bisogna stare attenti a questo termine spesso abusato.

Il Romanticismo afferma le ragioni della creatività dello spirito, della fantasia e del sentimento in opposizione a quelle del freddo calcolo,del mentale, dell'Illuminismo.

Colloca l'uomo nella sua più autentica realtà: La Natura, il luogo della più genuina trascendenza e far coincidere gli illimitati spazi dell'interiorità con quelli incommensurabili dell'universo che lo circonda.

"Il viandante sul mare di nebbia" è una bellissima metafora dell'uomo in cerca della sua anima, da un lato abbagliato e annichilito dalla visione della divina grandezza e potenza degli elementi, ma al tempo stesso fermo stabile e dignitoso sorretto dalla consapevolezza di essere in questo mondo in una posizione unica ed irripetibile sospeso tra la terra e le stelle.

Ciao Buona giornata
Luca Mesini 02/25/2008 02:25 PM
Fantastico... con queste Tue/Vostre delucidazioni, m'illumini (m'illuminate) d'immenso... Inoltre avete involontariamente regalato a un uomo che si sente romantico un dettato a giustificare il suo amore per la natura e il suo folle desiderio a volervi integrare le imago dell'uomo, della donna, nella ricerca degli umori interiori e delle sensazioni esistenziali... ritagliando pupazzeti messi poi nell'erba, sotto ai tronchi, tra le fronde se queste son basse...
Antonella Iurilli Duhamel 02/26/2008 12:47 AM
questo pupazzetto è il genius loci, è lo spirito dei boschi dei laghi dei monti dei mari.
Continuate a farli andare dove maggiormente c'è bisogno di vita
buona serata Luca

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