Metamorfosi del Femminile
Monday February 18, 2008
Ci sono persone in grado di donare se stesse anche nell’imminente fine annunciata della loro esistenza e nelle condizioni più barbariche di vita; mi riferisco all’arista Charlotte Salomon, eroica e poetica quanto Anna Frank ma molto meno nota.
Nell’ultimo anno della sua vita, quando tutti suoi parenti ed amici erano già stati catturati dai nazisti e spediti nei campi di massacro; lei in un impeto spasmodico compie la sua opera d’arte più ricca ed estrema, ci lascia un capolavoro che forse è la prima opera multimediale: “ Vita o Teatro?” una raccolta di 800 piccole gouaches accompagnate da descrizioni, scritti e musica.
Prima di essere catturata riesce ad affidare l’immenso lavoro al prorio medico dicendo: dottore ne abbia cura le affido tutta la mia vita.
Lo stesso giorno in cui viene deportata ad Auswitz viene immediatamente uccisa, era incinta di quattro mesi ed aveva solo 26 anni.
Le opere della Salomon sono custodite nel Museo Ebraico di Amsterdam ma credo che questo sia un limite che probabilmente ha contribuito non poco alla scarsa conoscenza della sua opera.
Charlotte Salomon non è una prerogativa del mondo ebraico, appartiene a tutto il mondo; rappresenta l’artista nel modo più autentico quello motivato da un debito di gratitudine verso la vita per quanto crudele ed ingiusta essa possa essere e dall’intima necessita di esprimere questo sentimento attraverso la sua arte.
Un generoso messaggio di amore che non può e non deve passare inosservato
Antonella Iurilli Duhamel
Charlotte Salomon, Tre ragazze che disegnano
category: Arte - February 18, 2008 07:17 PM [edited: February 24, 2008 05:52 PM]
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Beh l' arte e la vita fioriscono anche nel deserto!
(Mi viene in mente Primo Levi, che nel bel mezzo di Auswitz, si mette a recitare il canto di Ulisse dall' inferno di Dante).