Monday February 18, 2008
di PAOLO VALENTINO
Vanni Cuoghi, genovese di nascita ma milanese di adozione, approda alla Angel Art Gallery, a due passi dalla Pinacoteca di Brera, per la sua prima personale nella città del Duomo gotico e dell'Ecopass. Non che Cuoghi sia nuovo a Milano. Si ricordano infatti le sue presenze nell'importante collettiva dello scorso anno "Arte Italiana 1968-2007 Pittura", curata da Vittorio Sgarbi a Palazzo Reale, e nella grande mostra "La nuova figurazione italiana... To be continued" alla Fondazione Borroni di Bollate (MI).
E la figurazione, tema portante delle due manifestazioni citate, è appunto il nodo centrale dell'opera di Cuoghi, artista, come lo definisce il curatore Luca Beatrice nella prefazione del catalogo, "analogico" e "denotativo". Analogico perché in direzione contraria al digitale, all'istantanea, alla spersonalizzazione. Denotativo perché il momento connotativo, il giudizio, viene lasciato al fruitore. La cura maniacale del dettaglio e del colore e l'evidente piacere esecutivo che le tele di Cuoghi trasudano, ce lo mostrano infatti come un artista-artigiano colto e raffinato per cui ogni soggetto è un'avventura tutta nuova e non solo il più piccolo tassello di un progetto narrativo ampio e, magari, pretenzioso.
Non è un caso, dunque, che le figure di Cuoghi si staglino su uno sfondo completamente bianco e che richiamino alla mente le illustrazioni di una vecchia enciclopedia, in cui, appunto, personaggi, luoghi e idee sono come catalogati in piccoli barattoli trasparenti, affiancati da un criterio esclusivamente alfabetico.
Ogni soggetto è un'avventura, si diceva. E ogni soggetto ha la propria storia da raccontare, che deriva da altre storie - storie di qualsiasi tipo - e che, a sua volta, ne può suggerire delle nuove. Le fonti del pozzo, insomma, sono citazioni reali e tangibili, spesso deformate dalla voce divertita e ironica dell'artista, a partire dal titolo, "Amore disparato", che richiama subito alla mente la storia di una ragazza che "ballerà / tra le stelle accese e / scoprirà / scoprirà l'amore / l'amore disperato" - dalla canzone di Nada del 1986, ovviamente.
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category: Recensioni - February 18, 2008 04:05 PM
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