Metamorfosi del Femminile
Monday February 4, 2008
solo ciò che hai amato per davvero
non ti sarà strappato
ciò che hai amato per intero
è la tua vera eredità
E. Pound
Una delle maggiori virtù dell’arte è la capacità di narrare la vita. Sentiamo spesso dire “ l’Arte è ciò che siamo”.
Ma se l’arte riflette e documenta la vita dobbiamo ammettere che anche la morte è parte del suo contenuto.
Fino al quindicesimo secolo l’arte aveva familiarità con la morte ma progressivamente e di pari passo con l'attitudine culturale generale, è stata ignorata, isolata e relegata a spazi ghettizzati.
Spesso nella storia dell’arte è stata simbolizzata da una giovane vergine corteggiata da figure orripilanti, riecheggiando l'antico mito della giovane Proserpina/Persefone, rapita e condotta da Plutone/Ades nel suo regno sotterrano.
Il rimando al rapporto tra Eros e Tanatos è lampante,basti pensare a certi quadri di Schiele, Eduard Munch, Hans Baldung in questi casi la morte è puntualmente rappresentata da una giovane fanciulla circuita da raccapricianti figure, e nel caso di “ La morte che abbraccia una donna” di Kate Kollwitz’” abbiamo una potente espressione di questa dicotomia .
Fra i tanti il mio preferito è quello di Klimt dove la polarità Vita/morte è rappresentata da un intreccio di figure teneramente e calorosamente abbracciate, mentre uno scheletro in agguato veglia il loro sonno sereno.
Le seduzioni della vita appaiono ancor più potenti nei pressi della morte.
Avviluppate nella sensualità dell'oro e nella sinuosità delle forme e del movimento, queste figure richiamano certi lavori bizantini dove lo sfondo oro nega lo spazio e colloca la figura umana in uno spazio atemporale regalandoci attimi di eternità.
Antonella Iurilli Duhamel
Gustav Klimt, Morte e Vita, 1916
category: Arte - February 4, 2008 02:12 PM [edited: February 24, 2008 06:23 PM]
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E FORSE LA VERITà STA TUTTA QUI....
Le seduzioni della vita appaiono ancor più potenti nei pressi della morte