delle nostre donne, io sono l'errante
Saturday January 19, 2008
Non chiudesti porte dietro Te,
nell'indecenza di un Amore dichiarato
alla frontiera d'un destino già occupato.
- Fermo per giacenza -
vociferano ancora gli angeli.
Hanno messo radici anche le ali,
nel rosso peccato
del melo.
Beatrice Niccolai
tratto dal prossimo libro
nel prossimo libro, in uscita a febbraio,
ho preferito affidare la prefazione a lettori del mio blog, lettori di poesia, amici.
la prima prefazione è di Antonio De Rose:
L’anima nelle tasche, a cosa servono le parole
Riempite la mia vita e siete altrove
A. DE NOAILLES
E così mi ritrovo in quel suo blog meraviglioso.
Dal principio avverto tutte le suggestioni di uno spazio dove nella visione affiorano note d’istinto e pagine preziose. Su queste ultime leggo ancora adesso un fiato che scivolandomi addosso, mi lascia in tumulto.
Beatrice si tasta la mente già nei titoli, si immerge nelle parole perché è con queste che vuole stare al mondo, ma dentro quale spazio? Quello, palpitante, da costruire ogni sera, quando l’anima batte senza appello e la sua voce si rovescia in un autoritratto traforante due specchi, l’uno di fronte all’altro.
Con la sua lingua di parole Beatrice Niccolai ci incanta a non esplicitarci assenti, traditi dalle verità; ci spinge ad entrare nel corpo dell’Amore come esito di affondo critico alla vita ostile.
Alla vanità di un verseggiare retorico, oppone l’anti-poesia che nasce dall’interazione tra il testo e l’esistenza come risposta senza posa, interrogativa mise en scéne. Le mani in tasca, il tranquillo monologare della scrittura, da prospettiva notturna si cambia in dialogo vincolato a una luce di creazione, perché non cessa affatto di essere corpo.
Del resto era Leopardi a dire che il corpo è il punto da cui si parla.
Antonio De Rose
poeta artista
January 19, 2008 12:42 AM [edited: January 19, 2008 12:49 AM]
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Che questo libro abbia le gambe lunghe e braccia forti per abbracciare il mondo con la tua bellissima poesia..