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Metamorfosi del Femminile

equilibriarte.org : Antonella Iurilli Duhamel : blog : SEDUCED

SEDUCED
















La prima mostra rigorosamente vietata ai minori di diciotto anni, sta per chiudere i battenti. Si tratta di Seduced installata nella Barbican Art Gallery a Londra.

La mostra contiene 300 lavori che esplorano la relazione tra arte e erotismo dall'antichità fino ad oggi.
Si presenta come il proseguimento di un’altra mostra: Spectacular Bodies: The Art and science of human body from Leonardo to now, a partire dal momento in cui viene indagata l’influenza che ebbero sull’arte, a cavallo dell’800 e 900, gli studi psichiatrici sull’isteria femminile.

Ai curatori sono stati necessari ben cinque anni di preparazione riunendo trecento opere e artisti come Nobuyoshi Araki, Francis Bacon, Robert Mappletorne,Jeff Koonsm Pablo Picasso , Rembrandt van Rijin solo per citarne alcuni, sono stati seriamente considerati anche gli aspetti giuridici, morali ed estetici legati all’erotismo

Un reparto speciale è stato dedicato al lavoro del rapporto di Afred Kinsey,il primo studiooso a catalogare preferenze, comportamenti, e fantasie sessuali della gente comune.

La mostra espone opere d’arte che coprono un periodo storico di ben 2000 anni e accanto ad opere come la foglia di fico, commissionata dal granduca di Toscana per occcultare i genitali del David di Michelangelo ai pudici occhi della regina Vittoria, gli inaspettati disegni erotici del taccuino di Turner, il filmato di Warhol, Blowjow, che mostra per 40 minuti la testa di un uomo che fa sesso orale, o la controversa foto di Goldin che presenta bambini nudi ....,trovano collocazione anche disegni eseguiti da sconosciuti.

La pornografia sempre più dilagante, ha invaso anche il mondo dell’arte, la mostra vuole investigare i limiti tra arte e violenza: Fino a che punto un opera può ritenersi artistica, creativa o semplicemente offensiva e distruttiva per la dignità umana ?
Qual è il limite?





Rembrandt van Rijn : Jupiter and Antiope, 1659, puntasecca

comments

Claudio Rossi 01/11/2008 04:48 AM
Notizia interessante, non sapevo dell'evento, l'hai visto?
Non mi sembra ben posta la domanda, senza conoscere la mostra se in essa si è affrontato il tema pnell'arco di 2000 anni, perché ti chiedi "la pornografia ha oramai invaso", ovvero si tratta di un'aggiunta, posto che da 2000 anni la rappresentazione della sdduttività è costante e presente, ora "anche la pornografia ha invaso il mondo dell'arte". In questo caso la risposta è nella domanda stessa, se affronti un certo tema non vi è un limite al suo sviluppo, se non quello che ci si dà, e se la pornografia entra nel mondo dell'arte è perché chi ha nella mente dei limiti, finalmente se li toglie. la seconda parte della domanda è ancora più complicata perché oltre alla risoluzione del profilo morale pone il problema se vi sia correlazione tra opera d'arte, dignità umana e se le due cose vi debba essere relazione e utilità. Qualcuno, forse tanti, considerano l'importanza di questo dato, io credo che la diginità dell'opera d'arte prescinde da questa relazione e se ne disenteressa, ergo anche la pornografia è arte
Carmelo D'Andrea 01/11/2008 08:32 AM
se vogliamo analizzare solo le opere, forse quello che dici tu, che anche la pornografia e' arte, potrebbe sembrare una affermazione esatta, ma molto spesso sarebbe anche il caso di analizzare cosa si cela dietro queste opere.
Ti faccio un esempio, a taormina a cavallo del 1900 soggiorno' il barone von Gloeden che e' passato alla storia come fotografo di bambini e viene magnificato per le sue fotografie.
Si dimentica di sottolineare sempre che era notoriamente un pedofilo e che le foto non erano altro che un pretesto per attirare questi bambini con l'assenzo dei genitori, in quanto generalmente provenivano da famiglie poverissime, per i quali diventava una specie di merce per poter sopravvivere, in quanto non si fermava solo alle foto.
solo che di lui e' rimasto visibile il ricordo delle sue foto, e non del resto.
meditate gente, bisogna vedere sempre cosa c'e dietro questa voglia di mostrare.
Claudio Rossi 01/11/2008 09:08 AM
bè questo è un dato estremo ma utile, non possiamo atatribuire il valore oggettivo di un'opera d'arte partendo dalle motivazioni soggettive che l'hanno prodotta, sennò dovremmo buttare via tre quarti di tutto quello che di buono circola, e al contrario dovremmo elevare al vertice, dei sommi cessi solo perché animati da nobili intendimenti. Ecco il caso del barone von Gloeden ci fa capire che in segno di contrappasso e gratitudine, ciò per per lui rappresentava godimento personale,ed esecrato dai più, è stato anche trasfigurato in qualche cosa di eccellente, cioè una parte del bello che lui riusciva a cogliere proprio per la sua devianza, che la genete normale, attrezzata di limiti mentali e morali, non riesce a vedere e cogliere, o rifiuta. Ecco faccio un esempio banale, supponiamo di stendere una scala dei grigi dall'1 al 100 e di decidere che risponde a gusto e dignità la parte di colore che va dall'1 al 70, mnetre indecorosa e sconveniente è la quota dal 71 al 100. ogni immagine che rientra nell'una o l'altra fascia sarà giudicata di conseguenza. ma è evidente che le percentuali esprimono lo stesso valore di colore suddiviso solo nelle sue varie gradazioni, e se superiamo il limite che ci impedisce di apprezzare il valore dal 71 al 100capiremmo che anche ciò che viene espresso in quella gamma ha pari se non maggiore valore di quello espresso nella gamma dall'1 al 70. La stessa cosa, piaccia o non piaccia avviene, o meglio dovrebbe avvenire, per la pornografia
Antonella Iurilli Duhamel 01/11/2008 09:46 AM
vuoi dire la rappresentazione ti rende libero di esprimere qualunque cosa incluso oscenità, volgarità, violenza o qualunque altro tipo di provocazione?
Claudio Rossi 01/11/2008 09:57 AM
no è il contrario, nell'oscenità volgarità violenza o provocazione c'è spesso una libertà di rappresentazione che da e racchiude una forza che non trovi in altro modo. la rappresentazione non mi autorizza in ad elevare ciò che non lo è, ma ciò che è elevato pur "vietato" può essere rappresentato e colto al massimo livello: la rappresentazione della guerra potrebbe essere inutile ed indifferente, ma potrei trovare nel dolore paura e angoscia della guerra, che idealmente moralmente mentalmente rifiuto, l'intensità e la gioia di una principio sublime positivo, alto
Antonella Iurilli Duhamel 01/11/2008 10:31 AM
E' possibile che tu confonda erotismo con pornografia?

Tu parli di emozioni, la pornografia non è volta a suscitare emozioni; è pura mercificazione, oggettizzazione. La stessa parola lo indica ha a che fare con la prostituzione.

Ci sono artisti che hanno rappresentato prostitute e bordelli, vedi Lutrec, senza degradare il soggetto ad un mero oggetto tutt'altro, è riuscito a conferirgli sensualità poesia e umanità senza nulla togliere alla sua sensualità graziandoci della possibilità di tenere aperta la porta della nostra immaginazione a storie infinite.

Nella pornografia invece d tutto finisce e inizia nel medesimo posto lasciando il vuoto dentro .
Claudio Rossi 01/11/2008 10:36 AM
no, io intendo pornografia quella che esattamente intendi tu, lo so che è difficile capire, tu stessa usando parole come mercificazione oggettizzazione, prostituzione, definisci al tempo stesso il limite con cui non valuti quel segmento e delinei un valore, non è certo un valore positivo, edificante, corroborante, per anime nobili, tutt'altro, ma è un valore, del nostro tempo per giunta, profondamente radicato, nel bene e nel male, se togli il vero scopri una forza, non riesco a spiegartelo meglio, ma c'è, e riguarda il fare arte
Claudio Rossi 01/11/2008 10:39 AM
ecco scusa se ritorno dici "nella pornografia invece tutto finisce e inizia nel medesimo posto lasciando il vuoto dentro" ecco e non hai affermato un sentimento fortissimo in questa espressione, quasi esistenziale? quale campetto di fiorni o aggraziati accostamenti di colori arriva a tanto?
Antonella Iurilli Duhamel 01/11/2008 10:42 AM
Mi sembra che poni l'accento sul diritto dell'arte ad avere libertà di contatto con tutto quanto possa conferirgli energia e in questo sono d'accordo ma la dilagante pornografia denota una carenza di energia di idee e di contenuti anche nel mndo artistico. La pornografia è un indiscutibile business uno dei più fiorenti insieme a quello delle casse da morto non è soggetto a crisi, che ci sia una relazione tra morte e pornografia?
Attilio Geva self deleted member 01/11/2008 01:06 PM
Una discussione interessante, vediamo se riesco a dire qualcosa. Quando parliamo di pornografia nell'opera parliamo di "rappresentazione", cioè la scelta di un soggetto da rappresentare. Nel processo di produzione, cioè del fare opera, entra necessariamente fra i criteri adottati dall'artista anche un intento comunicativo, l'opera significante porterà un significato. Ovviamente fra i criteri che determinano la rappresentazione troveranno posto altresì le scelte compositive, cromatiche, ecc. Il processo di fruizione che avviene a valle del compimento dell'opera, ed è cosa ben distinta, recepirà o meno il significato veicolato (if any ...).
quindi se l'opera con l'immagine porno ha un significato povero o privo di consistenza (es.: si limita a spiattellare senza dire) oppure è eseguita malamente (la composizione è sciatta, l'esecuzione è cattiva, ...) l'opera (porno o no) vale poco o nulla. Un errore molto comune e molto grave (secondo me, per carità) è quello di valutare l'opera ex post senza considerare il processo di produzione e l'intento. Per questo il pompino Wharoliano rimane pur sempre tale, almeno secondo me. Perché non "significa" nulla e non contiene nulla più di una semplice immagine porno. Quanto all'intento, se è come dichiarato quello di far soldi, anche qui non vedo sostanziali differenze da quello di un porrno produttore. Quindi, concludendo non è una questione di moralismo, ad esempio la suora di Andros con il cespuglio tagliato a croce o la donna leonessa di Castello (per non uscire da Equilibri), è al limite del porno, ma veicola un senso e l'esecuzione della statua o del dipinto dimostrano anche una non comune perizia, quindi è accettabile.
Andreasblue self deleted member 01/11/2008 01:21 PM

E' un discorso complesso e difficile....

L'erotismo e la pornografia sono due cose assolutamente diverse, come la strumentalizzazione del dolore o 'male' o delle diverse inclinazioni sessuali. La rapprensentazione del dolore anche se ben eseguita e ineccepibile sotto un profilo tecnico o strumentale ( rimane confinata al gesto e non alla vera partecipazione e elaborazione e trasmissione del dolore) Dirò una bestemmia, ma osservando le opere della Saville dal vero mi hanno dato questa 'impressione' : una rappresentazione del dolore fatta in maniera del tutto asettica e non di coinvolgimento e, si spera, non in maniera strumentale.

Ribadisco che rimane una mia personale 'sensazione' e che quindi potrebbe essere anche altro.

La mostra sui gay ne è stato un esempio assolutamente 'discriminatorio' e a fine commerciale che è stata usata come strumento e non come rispetto verso i gay che, in quanto artisti, devono essere collocati nel ruolo di 'artisti' e hanno sempre operato con gli altri esprimendo la loro sofferenza attraverso anche a simbologie e immagini allusive , ma allusive nei confronti della propria sensibilità, che abbia compreso la sofferenza o la gioia o un atto esplicito, ma quasi mai attraverso la sola rappresentazione di una atto meccanico o volgarità fine a se stessa.

E comunque 'la burla della biennale di Tirana fatta dal 'falso Oliviero Toscani' a Politi dovrebbe fare riflettere anche quando 'gli addetti ai lavori ' si facciano catturare più dal nome, dall'immagine senza contenuto che non dal vero senso del fare arte.

Schiele , artista che personalmente amo molto, considerato dai più e per la gente del suo tempo ' osceno ' per i suoi disegni erotici e per i fatti tramandati dagli storici ( che comunque hanno attinto da una società allora fortemente bacchettona e quindi possono essere stati travisati o 'calcati' ) potevano rifarsi ad una esplorazione del suo corpo , soprattutto collegata all'introspezione e non solo ad un'esibizione dello stesso. Così giudicato dai più erotico per quello che rappresentava ,senza magari comprendere che anche la sensualità di un artista può essere visibile attraverso un tratto segnico o un tratto pittorico , sensualità che in Schiele, per il mio punto di vista, ho riscontrato più nel suo tratto espressivo ( che esprimeva non solo quello, ma, per me, anche di altro) che non in quello che rappresentava.

*quale campetto di fiori o aggraziati accostamenti di colori arriva a tanto? *

Senza polemica , ma ho il sospetto che i campetti di fiori o rappresentazione della natura e alberi che Schiele ha prodotto arrivavano a tanto, sia attraverso gli accostamenti di colori e tratto segnico....che non erano semplice rappresentazione , ma includevano sensualità , malinconia e imitavano i moti interiori dell'uomo. :)

Insisterò sempre su questo : secondo me la cosa più difficile è saper distinguere il vero dal falso, da quello che ci viene imposto come assoluta verità dagli storici e i critici. Più che le certezze rimangono i dubbi : i soli che possono portare alla reale 'osservazione' delle cose.
Andreasblue self deleted member 01/11/2008 02:32 PM
''Quindi, concludendo non è una questione di moralismo, ad esempio la suora di Andros con il cespuglio tagliato a croce''

Attilio ho letto solo ora dopo aver postato il mio intervento . (Sta diventando una lumaca questo sito. Difficilissimo entraci...)

Tutto l'arte d Andros va letta seguendo il suo percoso che non è mai statico e 'fissato sempre sulle stesse visioni'', è sempre coerente e contempla tutto.

La sua denuncia, per me, si basa proprio su una poetica di recupero di una stessa poetica che è stata strappata e libertà che non ci è più concessa, attraverso tutto quello che di assurdo e di menzogna avvolge questa società. Ha un senso ben più profondo ' a monte' della sola immagine e in questo concordo con te.
Maria Privitera 01/11/2008 05:57 PM
C'è l'erotismo, c'è la pornografia.
Se un'opera d'arte è veramente tale non ci poniamo nemmeno se sia pornografica o no.
L'erotismo è sempre stato un campo a sé nell'arte, qualcosa che i potenti ed i ricchi potevano acquistare per poi godersi in privato.
In alcune culture l'erotismo entra come valore di vita e quindi anche religioso, per cui l'arte erotica può essere pubblica, palese, socialmente apprezzata e condivisa.
Il Cristaniesimo ed il cattolicesimo sono sessuofobi (e per me anche misogini) e la loro sessuofobia ha permeato tutta la nostra cultura.
Ce ne vorrà per liberarsene...
Intanto l'arte dice la sua.
L'artista vero sceglie contenuto e forme, e colpisce duro.
Colpire duro può significare fare un filmino di un rapporto orale e firmarlo, oppure coprire metri e metri di tela di segni e colori.
Entrambe le opere possono essere grandi e significative.
La prima proprio perché VOLUTAMENTE non interpone che il minimo del medium (la macchina da ripresa).
maria
Maria Privitera 01/11/2008 06:05 PM
La seconda sarà significativa solo se l'artista sarà stato in grado di usare segni, forme, colori e composizione in maniera adeguata ad esprimere il senso ed il significato del soggetto.
Ed oggi è dura, perché nulla più stupisce.

Ogni epoca ha avuto un suo senso del pudore e leggi adeguate a tutelarlo.
Ma questo credo abbia poco a che vedere con l'arte.
m
Antonella Iurilli Duhamel 01/11/2008 06:43 PM
Quando agli inizi del secolo gli archeologi portarono alla luce la Venere di Willenndorf, con i suoi seni penduli e la vulva esagerata , tutti pensarono che si trattasse un un oggetto pornografico, successivamente fu associata ai rituali di fertilità.

In un probabile futuro quando gli archeologi troveranno le pagine di Playboy si chiederanno se le immagini erano state concepite per eccitare sessualmente, per onorare la sessualità della donna o per celebrare i rituali della fertilità.

Quando la venere di Willendorf fu portata alla luce molti si ritennero offesi dalla sua nudità e decisero di metterla a riparo.

E ' sempre stato difficile demarcare la linea che passa tra pornografia, arte ed erotismo, va comunque detto che la sessualità di per se non è pornografia , tutt'altro, basti pensare alle statue erotiche di molti templi indù.

In questo caso la sessualità è persino considerata sacra.
ma qualcosa mi dice che in un probabile futuroe forse mi sbaglio, quando questi archeologi si troveranno di fronte alla Venere di Willendorf, i templi indu, le pagine diplayboy o il Blowjow di Warhol non li metteranno tutti sullo stesso piano,sapranno intuire la differenza tra ciò che era stato fatto semplicemente per eccitare, provocare e attirare l'attenzione, e ciò che invece aveva in se significati e valori che si spingevano oltre.
Claudio Rossi 01/11/2008 06:55 PM
mi rendo conto che la mia posizione è un po' isolata e minoritaria e quindi estremamente discutibile, ma ci sono arrivato con il tempo, non è che che me la invento per l'occasione, quindi ragione a chi vuol ancora distinguere tra erotismo e pornografia, Su quest'ultimo aspetto vorrei far riflettere oltre che sull'aspetto del vuoto, anche su un altro dato, il desiderio a livello di massa, soprattutto con l'avvento di internet, di usare l'esibizione e l'esposizione anche estrema del proprio corpo, una cosa impensabile anche solo 10 anni fa: perché tutto questo? un' altra rilfessione a conforto della pornografia come espressione d'arte. E' noto che nei tempi andati, la funzione dell'abbellimento pittorico delle chiese era rivolto a rafforzare il senso liturgico del luogo sacro. Quasi mai il fedele viveva la percezione di fruire di un'opera d'arte, ma l'immagine era parte del rito e dell'adesione alla comunità religiosa, tanto è vero che era frequente sostituire periodicamente, quelli che ora noi chiameremmo opere d'arte, con delle altre, come se si rinfrescasse di tanto in tanto la nostra casa, un numero significativo di opere sono sparite tranquillamente dalle chiese, proprio perché prevaleva la funzione dell'immagine e non un suo preteso valore intrinseco che è stato attribuito successivamente. Così la pornografia ha in un contesto del tutto diverso e imparagonabile con quello preso ad esempio, un ruolo di fruizione, per cui le sfugge qualsiasi possibilità di essere inquadrata in un ruolo che sia diverso dal suo uso principale. E per questo che ritengo vi sia un'essenza e una forza dell'immagine pornografica che supera l'idea del suo significato più immediato e possa rappresentare, NEL NOSTRO TEMPO, un'istanza e una pretesa di artisticità. non la ma una, ben inteso e con questo per oggi vado a fare merenda
Andreasblue self deleted member 01/11/2008 07:07 PM
Non si può discriminare nulla, anche se i cristianesimo o il cattolicesimo sono sessuobici, non è detto che anche chi ha lavorato per loro non abbiano fatto degli autentici capolavori d'arte.

Penso anch'io che alla fine, gli archeologi non potranno mettere tutto sullo stesso piano, in una società come la nostra che non credo sia puritana, se mai falsa, e fa dell'immagine un prodotto che troppo spesso non ha nulla a che fare con l'arte.

''Colpire duro può significare fare un filmino di un rapporto orale e firmarlo, oppure coprire metri e metri di tela di segni e colori. ''

non sono molto d'accordo. Colpire duro può farlo anche un semplice scritto o servizio giornalistico, ma credo, sia nel primo caso che nel secondocitato, nel fare arte bisogni partire da presupposti specifici e inerenti che non possono prescindere dal fare arte.





Andreasblue self deleted member 01/11/2008 07:10 PM
scusate gli errori ma digito in fretta senza rileggere...)

Spero si voglia cogliere il senso e non l'errore ortografico :)
Antonella Iurilli Duhamel 01/11/2008 07:16 PM
Caro Claudio grazie per gli spunti di riflessione e da reichiana quale sono mi piace condividere quella che fu la considerazione dello psichiatra austriaco Wilhelm Reich meglio conosciuto come il padre della rivoluzione sessuale.
Secondo le sue osservazioni rilevate in anni di lavoro clinico e un'attenta analisi sociologica del suo tempo: la pornografia non ha in se una vera sessualità anzi è proprio il frutto della distorsione della sana sessualità, unna sorta di cibo riciclato che in se non porta vita , energia emozioni, un modo come tanti altri per devitalizzare e controllare le masse non mi pare che contenga proprio nulla di artistico, rivoluzionario e vitale.
A tale proposito ho trovato interessante il dossier di Stefano Surace:"I padrini della pornografia" che riferisce inquietanti collegamenti fra il terrorismo morale dei pornografi e il terrorismo comunista del "partito armato" italiano e internazionale: personaggi come Petra Krause passano dall’uno all’altro ambiente in una allarmante continuità. E tutto questo non si spiega soltanto con il volume di affari del mercato della pornografia, certamente in grado di finanziare — accanto agli appetiti individuali — imprese rivoluzionarie di ogni genere. Si spiega, anche, con l’insegnamento di maestri della Rivoluzione, che sempre hanno posto l’accento sulla corruzione organizzata come strumento per demoralizzare una società, rovesciarla e conquistarla. Già l’Alta Vendita della Carboneria proclamava: "Il cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di uno stile ben affilato; ma queste due basi dell’ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci dunque mai di corrompere... E Lenin, all’indomani della rivoluzione bolscevica, profetizzava: "Fra cinquant’anni l’Occidente sarà talmente corrotto che potremo conquistarlo senza combattere".
Antonella Iurilli Duhamel 01/11/2008 07:30 PM
Colpire duro a mio avviso, significa parlare della vera oscenità dei nostri tempi: La povertà
Andreasblue self deleted member 01/11/2008 07:39 PM
''E per questo che ritengo vi sia un'essenza e una forza dell'immagine pornografica che supera l'idea del suo significato più immediato e possa rappresentare, NEL NOSTRO TEMPO, un'istanza e una pretesa di artisticità. non la ma una, ben inteso e con questo per oggi vado a fare merenda ''
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perdona i miei ovvi limiti , ma non ho compreso. Intendi dire che l'immagine pornografica viene prima come valori di riferimento anche artistici ? Che la pornografia è diventata arte perché business o perché ideologia del nostro tempo o decadenza di valori, (non bachettoni, ma di riferimento?) Ognuno è libero di fare quel che crede , basta comprendere cosa stia facendo...

Se è un'usanza di costumi che non ha nulla a che fare con l'arte, ha senso seguirla. ? Tutti gli artisti tosti hanno sempre avuto il coraggio di cambiare senso di marcia per sensibilizzare gli altri ad un recupero di valori. Non si sono mai assoggettati alle tendenze e hanno sempre fatto come ritenevano meglio per il loro sentire.

Anche le immagini forti artistiche sono quasi sempre scaturite da un sentimento o un riferimento leggermente più alto che non dal semplice esibirsi.

Attilio Geva self deleted member 01/12/2008 12:01 AM
Il processo "fare arte" come tutti i processi composti di singole attività è essenzialmente la trasformazione di qualcosa in qualcosaltro. Che siano pixel, tubetti o tagliuzzamenti sul proprio corpo fa ben poca differenza. Poi una trasformazione del genere può o meno essere significante per qualche significato, ma questo è optional. Non tutte le operazione artistiche debbono per forza significare. La pura nominazione senza trasformazione non è processo artistico, potrà essere sì significante, ma fallendo il requisito della trasformazione è mera traslazione di significato, come ad esempio il celebre orinale. Fu un mero simpatico, provocatorio, trucco e bene fecero i cinesini alla Tate nel tentare di restituirgli il significato ori(gi)nale pisciandoci dentro. Detto questo, ben venga la pornografia, ma trasformata in qualcosaltro in cui sia visibile perizia, sia tangibile la qualità ed eventualmente sia pregnante il significato.
Non è certo un problema di distinguere o moraleggiare fra erotismo e pornografia o chessoio fra sano appetito riproduttivo e omossessualità, come argomento di un'operazione artistica.
Certo trovo che fra tanti la povertà sia un argomento più degno. Scrissi una volta che tutta l'arte che si rivolge soprattutto agli ormoni è a dir poco sospetta. Ma un giorno l'altro non potrò esimermi dal produrre una serie sull'argomento ... eheheh
Maria Privitera 01/12/2008 07:06 PM
In una società in cui la pornografia è usata ed abusata, quando se ne appropria l'arte può diventare altro: dalla sublimazione alla condanna.
Credo che questo abbia detto Claudio e mi trova concorde.

Quanto alla perizia, non è la perizia che fa l'arte, non più, non solo.

"Non si può discriminare nulla, anche se i cristianesimo o il cattolicesimo sono sessuobici, non è detto che anche chi ha lavorato per loro non abbiano fatto degli autentici capolavori d'arte."
A questo non rispondo. Non può essere stato scritto che per gusto di provocazione. Inutile.
Andreasblue self deleted member 01/12/2008 10:44 PM
A questo non rispondo. Non può essere stato scritto che per gusto di provocazione. Inutile.
----------

sinceramente non comprendo : quando ci sono delle idee in ballo penso che ci si debba confrontare con democrazia e non con prevenzione.

Credo che l'arte sia universale e senza alcun pregiudizio, ma deve esserci 'a monte' il vero intento che la muove e trovo impensabile ghettizzarla o trovare la mia frase provocatoria perché non concordo sul fatto che chi ha lavorato per la chiesa non possa aver fatto dei capolavori? Ma si parla di arte o di altro?

Basta capirsi. Comunque non farò più nessun intervento interagirò con te per tua tranquillità.


Andreasblue self deleted member 01/12/2008 11:07 PM
scusa ho tralasciato un punto fondamentale : non vorrei che mi fraintendessi ancora

tu hai scritto

''Il Cristaniesimo ed il cattolicesimo sono sessuofobi (e per me anche misogini) e la loro sessuofobia ha permeato tutta la nostra cultura''

Che abbia permeato la nostra cultura può essere, ma non gli artisti e non sempre si sono fatti condizionare : mi sembra che le mutande alle figure di Michelangelo le abbiano messe altri e non lui...

...e in fondo io volevo dire questo



Maria Privitera 01/13/2008 10:09 AM
Per capirsi bisogna anche volersi capire.
Non ho mai scritto che un cattolico credente non possa fare opere d'arte, che chi è sessuofobo o misogino non possa fare arte.
Culture con fedi diverse dalla nostra hanno raccontato il sesso come valore.
In ambito cristiano cattolico chi ha affrontato i temi del sesso (non certo Michelangelo con i suoi nudi) lo ha dovuto fare nascostamente, per un pubblico privato creando un mercato nascosto.

Una cosa è non concordare, una cosa è ribaltare il senso di quanto si legge. E per ribaltarlo o si legge con superficialità, o si è prevenuti.
Non mi piace che mi si attribuiscano sciocchezze, ed è la seconda volta che avviene.
Ho fatto male ad intervenire nuovamente.
Ma sono, fui e sarò comunque tranquilla.
Sono invece delusa. Questo sì.
Andreasblue self deleted member 01/13/2008 11:45 AM
''Per capirsi bisogna anche volersi capire''

....nel senso che io non capisco e tu si?

Vorrei sperare che non sia questo il senso. :)

Non mi sembra di aver detto che TU hai scritto che un cattolico credente non possa fare opere d'arte ecc ecc ecc

Avevo scritto questo e sicuramente mi sono espressa male e poteva essere fraintesa la cosa :

''Non si può discriminare nulla, anche se i cristianesimo o il cattolicesimo sono sessuobici, non è detto che anche chi ha lavorato per loro non abbiano fatto degli autentici capolavori d'arte''....e mi riferivo a Michelangelo e alle sue mutande che ho specificato nel post seguente . ''

Mi rimane leggermente difficile comprendere la tua logica, che probabilmente non è la mia, e ribadisco il tutto, non per polemizzare ,ma per capire e spiegarsi. Ad una tua risposta ad Antonella hai espresso e neppure in maniera velata questo tuo pensiero in un blog precedente.

''Riguardo al tuo commento sui fraintendimenti: non ho problemi nell'affrontare pensieri, opinioni diversi; mi infastidiscono toni pesanti e sicumera, come m'infastidiscono affermazioni basate su scarsa o errata conoscenza del problema (non è il tuo caso) ''

Allora nessuno ti ha risposto qui , nonostante ti riferissi a qualcuno di specifico, appunto perché si è lasciato perdere sulla base della svariate possibilità in cui si ponevano anche i fraitendimenti.

Non lascio perdere ora, ovviamente, perché se dovessi analizzare con il tuo metro che forse è dovuto più a sviste o a fraitendimenti (io la possibilità la lascio) che a supponenza, mi piacerebbe chiederti chi ti dà il diritto di dire quello che hai scritto sopra .

Il fatto che tu insegni che gli altri siano alunni ovunque tu vada?

Spero che non sia questo il principio perché potrei dirti che sono molto delusa anch'io da queste affermazioni.
Attilio Geva self deleted member 01/13/2008 02:10 PM
Visto che perizia significherebbe: abilità, conoscenza, competenza (diz. Gabrielli), se ci si limita allo spiattellamento senza perizia e qualità, dove starebbe la sublimazione?
Quello che ti piaceva di Rothko non era dovuto alla sua certosina perizia unita alla sua visione? Se avesse solo "visto" senza esser in grado di "fare", sarebbe stato solo un pittore scadente o forse nemmeno quello, o no?
Maria Privitera 01/13/2008 07:30 PM
Non mi sembra di aver detto che TU hai scritto che un cattolico credente non possa fare opere d'arte ecc ecc ecc

Avevo scritto questo e sicuramente mi sono espressa male e poteva essere fraintesa la cosa :

''Non si può discriminare nulla, anche se i cristianesimo o il cattolicesimo sono sessuobici, non è detto che anche chi ha lavorato per loro non abbiano fatto degli autentici capolavori d'arte''....e mi riferivo a Michelangelo e alle sue mutande che ho specificato nel post seguente . ''

No comment.

Quanto alla perizia, non è la perizia che fa l'arte, non più, "non solo".
No comment.

Attilio Geva self deleted member 01/13/2008 11:32 PM
SOLO la perizia non ha MAI fatto l'arte ovviamente, ma un pompino resta tale anche se lo chiami Blow Job, che poi è la stessa cosa. Per questo la pornografia senza perizia, indistinguibile da un porno da edicola della stazione, è e resta solo tale. Quella sui vasi greci, dei templi indiani, quella delle incisioni di Rembrandt o quella di Schiele invece è pornografia sublimata dalla perizia, dalla qualità dell'intervento e dall'intento. Quello che intendevo dire è tutto qui.
Yes comment.

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