Metamorfosi del Femminile
Monday January 7, 2008
Lâ
€™omo è detto da li antiqui mondo minore, e certo la dizione è bene collocata imperò che, sĂ come l’omo è composto di terra, acqua, aria e foco, questo corpo della terra è il simigliante.
Se l’omo à in sé ossa, sostenitore e armadura della carne, il mondo à i sassi sostenitori della terra; se l’omo à in sé il lago del sangue, dove cresce e discresce il polmone nello alitare, il corpo della terra à il suo oceano mare, il quale, ancora lui, cresce e discresce ogni sei ore per lo alitare del mondo; se dal detto lago di sangue dirivan vene, che si vanno ramificando per lo corpo umano, similmente il mare oceano empie il corpo de la terra d’infinite vene d’acqua.
Manca al corpo della terra i nervi, i quali non vi sono, perché i nervi sono fatti al proposito del movimento, e il mondo, sendo di perpetua stabilità , non v’accade movimento e, non v’accadendo movimento, i nervi non vi sono necessari. Ma in tutte l’altre cose sono molto simili.
Leonardo da Vinci, Cod. Atlantico, 55 v.
category: Arte - January 7, 2008 12:30 AM [edited: February 24, 2008 06:30 PM]
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.......il bianco è l'indifferenza e la frutta è vera....ciao con stima max...:-) 41,286 visits
''sà come l’omo è composto di terra, acqua, aria e foco, questo corpo della terra è il simigliante. ''
.....e probabilmente ne è parte integrante e forse se non di dimenticasse di questo ci sarebbero meno scempi anche in natura.
Comunque molti artisti hanno avuto questo stretto legame di osservazione anche con la natura che molto spesso ricorda i moti interiori dell'uomo.
ti riporto questa lettera di Egon Schiele
''Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi,dei fiori. Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta ; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche.
Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate ; io vorrei dipingere questa malinconia''
Tratto da lettere di Egon Schiele