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equilibriarte.org : Antonella Iurilli Duhamel : blog : LA PITTURA COME SIMBOLO ultima parte

LA PITTURA COME SIMBOLO ultima parte



















Per chiarire l’idea di Kandinskij, per cui i due elementi artistici, l’astratto e il concreto, si sono "separati", ricorderemo che, nel 1913, il pittore russo Casimir Malevic disegnò un quadro, che consisteva esclusivamente in un rettangolo nero su fondo bianco. Si tratta, con ogni probabilità, del primo quadro "astratto" che sia mai stato dipinto. Malevic scrisse: «Nella mia lotta disperata per liberare l’arte dalla zavorra del mondo oggettivo, ho trovato rifugio nella forma del quadrato».

Un anno più tardi, il pittore francese Marcel Duchamp pose su un piedistallo un oggetto scelto a caso (uno scolabottiglie) e lo presentò a una mostra. Scrisse, al riguardo, Jean Bazaine: «Quell’oggetto, distolto dal suo contesto utilitaristico, e come spogliato ed esaurito, è investito della desolata dignità delle cose abbandonate. Buono a niente, o pronto per essere usato, aperto a ogni possibilità, esso è vivo. Vive, sul limite dell’esistenza, la sua vita assurda e imbarazzante.

Quell’oggetto imbarazzante - è il primo passo verso l’arte». Colto nella fatale dignità del suo abbandono, e incommensurabilmente esaltato, a quell’oggetto veniva attribuito un significato che può definirsi soltanto magico. Onde la sua «vita assurda e imbarazzante». Diveniva un feticcio e, al contempo, un oggetto da burla. La sua concreta e reale natura veniva completamente superata. Così il quadrato di Malevic, come lo scolabottiglie di Duchamp, costituivano gesti simbolici, che non hanno niente a che fare con l’arte in senso stretto. E tuttavia essi valgono a indicare i due poli ("astrazione rigorosa" e "rigoroso realismo"), nello spazio fra i quali può ritenersi compresa l’arte immaginativa dei decenni successivi.

Dal punto di vista psicologico, i due gesti, nei confronti dell’oggetto nudo (la materia) e del nudo non-oggetto (lo spirito), sono indicativi di una lacerazione psichica collettiva che trovò la sua espressione simbolica negli anni che precedettero la catastrofe della prima guerra mondiale. Tale lacerazione aveva incominciato a rivelarsi fino dall’epoca del Rinascimento, manifestandosi nei termini del conflitto fra fede e ragione. Nel contempo, il progresso distoglieva sempre di più l’uomo dai fondamenti istintivi della sua natura, talché si apriva un abisso fra mente e natura, fra conscio e inconscio. Questa opposizione caratterizza la situazione psichica che cerca espressione nell’arte moderna.

comments

Attilio Geva self deleted member 01/06/2008 10:38 AM
"Così il quadrato di Malevic, come lo scolabottiglie di Duchamp, costituivano gesti simbolici, che non hanno niente a che fare con l’arte in senso stretto"

QUESTO è per me fortemente condivisibile. Un gesto simbolico che portò entrambi ad una fine del percorso artistico individuale a dir poco traumatico. Uno morì di stenti a Pietroburgo, una fotografia molto toccante lo ritrae morto in una stanza miserrima. Sopra il suo letto campeggia ammonitore un "quadrato". L'altro si ritirò disgustato, ma è il secondo ad aver fatto più danni.
Non credo che siano l'opposizione materia-spirito a caratterizzare la ricerca espressiva dell'arte moderna, ammesso che ci sia davvero una tale ricerca, credo piuttosto che molti atti simbolici, e sottolineo simbolici, siano stati adottati sucessivamente dal mercato per aprire la strada alla cattiva qualità ed alla cialtroneria. Le porte dovevano essere e ormai sono state giustamente aperte, ma adesso ci teniamo questo casino ...
Maria Privitera 01/06/2008 11:20 AM
aprire porte è sempre positivo.
Quanto a non avere a che fare con l'arte...
Ricordo Michelangelo che dando "solamente" un nome ad un edificio ne costituì la funzione simbolica e concreta.
Fare arte significa avere in mano un pennello od uno scalpello?
Certo che no.
E non sono certo stati Malevic e Duchamp ad aprire la strada alla cattiva qualità ed alla cialtroneria.
Cattiva qualità e cialtroneria ci sono sempre state, solo che non hanno passato le maglie della storia dell'arte.
Mentre Malevic dipingeva quadrati, altri pastrocchiavano immonde opere di propaganda o di estetismo decorativo.
Andreasblue self deleted member 01/06/2008 11:22 AM
Non credo che siano l'opposizione materia-spirito a caratterizzare la ricerca espressiva dell'arte moderna, ammesso che ci sia davvero una tale ricerca, credo piuttosto che molti atti simbolici, e sottolineo simbolici, siano stati adottati sucessivamente dal mercato...
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concordo...
Antonella Iurilli Duhamel 01/06/2008 11:47 AM
Jung sottolinea la lacerazione progressiva della psiche umana e legge l'arte come un caso clinico cioè come sintomo,d'altronde lo stesso faceva Freud.Quindi in un certo senso potremo dire che ogni espressione artisica porta in un grido d'aiuto.
Tuttavia ritengo sia utile ricordare che l'uomo ha da sempre a sua disposizione i mezzi per creare una civiltà etica dove buono bello e vero trovino la loro armonia per essere ricondotti alla loro identità originale: l'amore.
Aprire porte, chiudere porte tutto va bene purché portino da qualche parte, purché conducano l'uomo ad unire il capo con la coda tutto il resto è sterile speculazione, è assenza di autentiche emozioni, è morte.
L'uomo come l'arte è Spirito , Energia, espressi nello stato della materia, si compongono entrambi di Suono, Colore e Forma e possono essere, Vero, Bello e Giusto.
Il punto è perché diamo valore ad opere che sono espressione di disarmonia e creano disarmonia in chi ne usufruisce? Perché riteniamo che qualcosa che è apprezzato e considerato dalla maggioranza sia buono solo per questo?
Jung accennava ad un processo collettivo con abbattimento di relativi scomparti e frontiere, indicando un proceso di integrazione ma bisogna stare attenti perché il confine tra integrazioe schizofrenia è molto sottile.
Andreasblue self deleted member 01/06/2008 12:17 PM

-- Fare arte significa avere in mano un pennello od uno scalpello? ---

Sicramente no,ma significa anche andare 'oltre' un pennello e uno scalpello come riuscire andare 'oltre' all'estetismo decorativo o non comprendere che anche 'l'Urlo di Munch' che va 'oltre' il processo estetico comprende un processo estetico esecutivo e compositivo. Così,come in alcuni contesti di recupero culturale -sociale - di libertà espressiva dove questa libertà è un'utopia e le radici pure (parlo di nazioni ancora non completamente libere) e dove a noi sfuggono assolutamente le verità e le esigenze, dovrei pensare forse che fanno dell'estetismo estetico decorativo?

Non credo proprio : è gente ha incluso nell'estica decorativa 'apparente' un agglomerato simbolico di tutto quello di cui erano stato privati. Libertà- sogno- poetica -radici- e denuncia anche se espressa in maniera criptica e falsamente decorativa. Personalmente non avrei queste assolute certezze....

Certamente no fare arte non significa avere in mano un pennello od uno scalpello , ma neppure con altri mezzi espressivi che in quanto contemporanei crediamo possano essere più 'artistici' di altri ....mah, non c'era anche qualche altro che l'aveva detto ? :)


Fluxus movimento artistico fondato nel 1962 a Wiesbaden

Ben Vautier ha detto:

-qualcuno dice che Fluxus è niente trasformato in qualcosa
-qualcuno che il problema di Fluxus è come smettere di parlare di Fluxus
-qualcuno dice che Fluxus è archeologia morta in vendita
-qualcuno dice che seFluxus riguarda l'importanza della non importanza, perché turbarsi?
-qualcuno dice che il pezzo migliore di questa stanza è guardare fuori dalla finestra
-qualcuno dice ''Io sono più Fluxus di te''
-qualcuno dice che il gatto Nerone seduto sugli scalini è il miglior artista Fluxus
-qualcuno dice che Fluxus è un errore che funziona
-qualcuno dice che Fluxus non esiste
-qualcuno dice che Fluxus è dappertutto
Maria Privitera 01/06/2008 01:13 PM
"Il punto è perché diamo valore ad opere che sono espressione di disarmonia e creano disarmonia in chi ne usufruisce? Perché riteniamo che qualcosa che è apprezzato e considerato dalla maggioranza sia buono solo per questo?"
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il punto è che oltre al filone del bello buono giusto di matrice greca c'è sempre stato altro.
Altrimenti dovremmo cancellare, ad esempio, Viligelmo ed Antelami.
Riflettere la realtà della vita, significa anche rifletterne i lati oscuri, le disarmonie.
Basta pensare all'Urlo di Munch o al Cristo morto di Mantegna o a Bosch.

"Certamente no fare arte non significa avere in mano un pennello od uno scalpello , ma neppure con altri mezzi espressivi che in quanto contemporanei crediamo possano essere più 'artistici' di altri"
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non ci sono mezzi più artistici di altri. Sicuramente non ho scritto una tale sciocchezza.
Ci sono mezzi e strumenti che nascono e si affinano in tempi ed epoche diversi.
Senza i tubetti di colore ad olio gli impressionisti non avrebbero potuto dipingere fuori dai loro studi.
Mi piace pensare che un Leonardo nei nostri tempi avrebbe adoperato tutti i mezzi a disposizione della comunicazione visiva e, grazie al suo genio, avremmo visto ologrammi nei cieli, intallazioni pazzesche e chissà cosa altro.
Il problema è sempre lo stesso: saper adoperare i mezzi "se" si ha qualcosa da dire, e questo avviene o non avviene sia col pennello, sia col mouse o la videocamera.
Basta scorrere le gallerie di questo portale: ci sono orrori prodotti con mezzi "tradizionali" ed orrori prodotti con mezzi "contemporanei".
C'è nulla tecnicamente ben fatto e nulla tecnicamente malfatto.
Come è normale ed inevitabile che sia, in qualsiasi epoca.
La nostra è epoca probabilmente particolarmente complessa, perché più aperta, più commista, con molti valori superati ed altri mutanti, un'epoca di contraddizioni e cambiamenti "epocali" veloci, un'epoca multilinguista e metalinguista.

Andreasblue self deleted member 01/06/2008 02:44 PM
''non ci sono mezzi più artistici di altri. Sicuramente non ho scritto una tale sciocchezza. ''

lo so che non hai affermato questo, ma è sempre bene puntualizzare perché molti lo credono che usare mezzi meccanici sia un modo per essere più contemporanei....Assurdo, perché se uno usa la materia è perché gli ''necessita '' la materia, cosa che altri mezzi non sono in grado di offrirgli ed è un'illusione pensare che lo siano, come a chi non necessita o proprio non la sa usare, è giusto che si esprima con i mezzi che gli sono più congeniali e viceversa.

''Riflettere la realtà della vita, significa anche rifletterne i lati oscuri, le disarmonie.
Basta pensare all'Urlo di Munch o al Cristo morto di Mantegna o a Bosch. ''


Certo, ma si possono riflettere i lati oscuri armonicamente, cosa che per altro Munch , Mantegna Bosch e il Beato Angelico (davvero inusuale per lui) hanno fatto. Non so se hai visto il Cristo del Beato Angelico esposto alla mostra -Il Male esercizi di pittura crudele- (da vedere....)

Potrei sbagliarmi, ma forse Antonella voleva dire questo .

La nostra epoca è fatta di tante falsità : e solo questo il problema . Spazzare via la falsità e il vuoto e recuperare il vero e le forze primarie che sono state alla base del far arte. Il volerlo fare non significa essere retrogradi, ma significa essere 'coraggiosi'

Ogni artista che si rispetti in tutto, passato, attuale o futuro, non è mai andato dietro alle esigenze delle propria epoca, ma se mai ha cercato di modificarne le storture e non di strumentalizzarle di farsi strumentalizzare.

Un artista come Cattelan al di là dell'idee creative che può aver avuto ( forse nessuno lo sa, ma le sue opere sono eseguite da altri) è un artista geneticamente modificato dal sistema e forse chissà che non significhi altro anche quel bimbo con la sua faccia , impiccato con gli altri all'albero di un giardino pubblico di Milano....magari un rimpianto...

La cosa più ardua , ripeto, in un' epoca come la nostra è distinguere il vero dal falso....

Preciso, anche per il futuro, che io quando scrivo corro dietro 'al mio modo di sentire' e non per dare contro a qualcuno :)
Antonella Iurilli Duhamel 01/06/2008 03:08 PM
Si Andreas hai colto nel segno intendevo dire questo che poi non è altro che un eco di quanto già affermato da Jung nel testo: la lacerazione crea una spaccatra in cui testa ed emozioni sono scollegate, sono solo le emozioni che possono darci un senso della misura, nella testa questo e il contrario di questo possono coesistere senza alcun problema , e solo nel corpo e nel sentire che è possibile trovare la nostra risorsa di sobrietà, vitalita e verità e di autentico limite.
Credo che l'arte allo stato attuale si si allontanata dalla sua valenza originaria della sua sacralità; quella funzione speciale di unire la terra al cielo e promuovere l'evoluzione della coscienza dandoci la possibilità di avvicinarci all'Anima.
Abbiamo dimenticato che tutto è UNO, ci siamo abituati ad una falsa vita, ad un finto cibo ad un'arte falsa. Ci siamo fatti deprivare della nostra vitalità e sedurre dai suoi surrogati.
Gran parte dell'arte contemporanea non riconosce come spazio vita lo spazio in cui opera, lo ritiene morto.
Maria Privitera 01/06/2008 03:53 PM
Andreas, per carità. Qui non si tratta di andar contro, semmai di confrontarsi. Amo poco i blog proprio per quel dirsi cose carine, discutere in punta di forchetta o, all'opposto, sbranarsi sul piano personale.
Siamo semplicemente in disaccordo, quasi su ogni punto.
Io, per esempio, non trovo armonico Munch e trovo difficile che qualcuno possa inserire la sua opera nella categoria del bello dell'armonioso del buono, ma così è e ne prendo atto.
Del resto mai potrei ritrovarmi in una frase così:
"Credo che l'arte allo stato attuale si sia allontanata dalla sua valenza originaria della sua sacralità; quella funzione speciale di unire la terra al cielo e promuovere l'evoluzione della coscienza dandoci la possibilità di avvicinarci all'Anima. "

Al contrario credo nell'intelligenza emotiva, nel legame forte tra sinapsi e viscere.
Senza emozione non c'è nulla, arte, raziocinio.

Distinguere il vero dal falso è stato sempre arduo. La differenza oggi è che non ci sono più chiese e partiti ed ideologie a dirci con dogmi, comandamenti, manuali, proclami, manifesti... cosa sia giusto, cosa fare, come farlo.
Sta a noi, alla nostra etica, estetica, morale... distinguere e scegliere tra vero e falso, tra originale e surrogato, tra giusto e ingiusto.
Quanto a Cattelan, Cattelan ha sempre dichiarato che le sue opere sono realizzate da altri, in particolare da un grande artigiano, mi pare di ricordare tedesco. E non lo vedo vittima del sistema, lui il sistema se lo gioca, ne fa satira ed ironia, e nel contempo denuncia e denuncia forte.
Opinione mia, ovviamente.

Come è mia opinione che l'arte non abbia confini, che la vita stessa possa essere arte, che dall'arte siamo permeati, tanto più in questa nostra epoca in cui la scelta di un qualsiasi oggetto può divenire scelta artistica, e non solo estetica e non solo edonistica.
L'arte è realtà, sempre. Malgrado e comunque.

Andreasblue self deleted member 01/06/2008 05:42 PM


*Siamo semplicemente in disaccordo, quasi su ogni punto. *

In effetti anch'io ....e meno male, sai che ipocrisia essere accondiscendenti solo per non urtare un altro. Iblogs non li amo neppure io soprattutto perché i più vogliono consensi al loro modo di pensare e quasi sempre sono fatti di amici degli amici e via dicendo :)

Siccome qui nessuno e portatore del verbo divino ma portatore di un proprio punto di vista mi sembra costruttivo anche proseguire.

Riguardo a Cattelan e al sito di equilibri, posso dire che forse qui ho trovato persone che mi piacciono di più di Cattelan in quanto a trasparenza e sincerità ,cosa non da poco (un valore aggiunto) e sanno usare pure anche le proprie manine....I

ll sistema, per il mio punto di vista , Cattelan se lo gioca, ma soprattutto lo cavalca, in quanto gli permette altro che è assolutamente in cotrapposizione alle sue denunce . C'è un punto in questa intervista di cui allego il link dove l'intervistatore gli fa una domanda diretta e quindi va da che in molti lo pensino : cosa totalmente diversa per De Dominicis che ha fatto del suo pensiero e delle sue denunce un rigore e un processo a cui non è venuto meno neppure da morto.

Chi è Maurizio Cattelan? Un giullare di corte, un bugiardo, un imbroglione....

www.sculpture.org/docume [...] telan.shtml

''Io, per esempio, non trovo armonico Munch e trovo difficile che qualcuno possa inserire la sua opera nella categoria del bello dell'armonioso del buono, ma così è e ne prendo atto. ''

Come io mi trovo in completo disaccordo con te su questo punto. A prescindere dal fatto che non mi sembra di aver detto che Munch dipinga il buono ( sempre che a buono si dia il senso del lecca-lecca -del fiorellino o del cuorino ....che, comunque sia, possono avere anche un senso differente di rappresentazione nel contesto in cui sono inseriti...dire che Munch non insegua anche un processo estetico compositivo e di assonanze cromatiche e segniche con quello che di sofferto rappresenta ....mi sembra , a dir poco azzardato , sempre secondo il mio modesto punto di vista....ma potrebbe anche essere come affermi tu, visto che una parola dovrebbe avere lo stesso peso dell'altra...

* questa nostra epoca in cui la scelta di un qualsiasi oggetto può divenire scelta artistica, e non solo estetica e non solo edonistica.
L'arte è realtà, sempre. Malgrado e comunque. *

Per questo 'Il grande fratello' potrebbe essere un oggetto d'arte in base ai criteri della nostra epoca ...ed è questo è il vero pericolo a cui andiamo incontro - ---

Un oggetto quando diventa 'artistico' è perché 'a monte c'è stato qualcuno che l'ha fatto diventare . Non diventa 'artistico' da solo, che sia partito da un principio edonistico o truffaldino...dovrebbe partire da qualcosa di differente, di molto più profondo e intimo e non strumentale .

Assorbiamo dall'esterno : trituriamo dall'interno, attraverso viscere, emozioni, mente, sensibilità personale e anche DNA che in oguno di noi è differente e influisce anche lui non poco sui nostri processi....e alla fine sputiamo tutto quello che abbiamo triturato nella creazione dell'opera e sempre sperando, con una certa composizione strutturale, cosa anche Munch inseguiva :)

Nel bello o nel brutto...

L'urlo di Munch per me è bello e non brutto....perché insegue gli stessi criteri esecutivi del ''bello'' fra virgolette :)

Se mai è forte e d'impatto ed è una cosa differente...
Claudio Rossi 01/06/2008 05:48 PM
che bel dibattito, però devo dire che lo capisco solo a sprazzi, troppo difficile, troppo complesso, non sarebbe cosa buona che delle tante idee buttate le si sostenesse con dei casi, degli esempi concreti, così uno può dire sono d'accordo non sono d'accordo. con i massimi sistemi si è sempre d'accordo e in disaccordo.
E poi ancora Cettelan, CaTTELAN, cATTELAN, non ci si vuole arrendere all'idea che è una persona troppo intelligente, e quello che fa pone dei problemi veri? se fa uso di terzi per realizzare i suoi lavori saranno affari suoi, forse che le foto che vengono realizzate grazie ad uno strumento che si chiama macchina fotografica sono merito di questo e non di chi si limita a schiacciare il pulsante dello scatto? forse che la cupola del Brunelleschi è merito delle maestranze che l'hanno costruita che non di quell'achitetto che l'ha solo pensata e progettata? Forse che la Dolche vita non l'ha fatta Fellini ma in realtà l'operatore che con la cinepresa seguiva materialmente le scene? e non sarebbe il caso di dare l'onore alla bottega del Botticelli per quei capolavori che quello spudorato si è permesso di spacciare per suoi? L'arte è idea e progetto, se poi l'artista ha tempo per realizzarli bene, se li realizza con muratori tecnici e quant'altro chi ha coraggio di dire che costoro sono i veri autori dell'opera?
Andreasblue self deleted member 01/06/2008 07:27 PM
Nessuno ha detto che Cattelan non sia intelligente, ma dipende sempre dal dare l'esatto significato e confini ai termini...e considerando che qui in questo forum si è parlato anche di ricerca etica e non solo di strumentalizzazione dell'etica ci si è posti dei dubbi e non assolute certezze.

Il merito è un po' di tutti amico mio ,perché se il genio non avesse a disposizione le maestranze che eseguono per filo e segno e intuito quello che il genio propone e che magari non sa eseguire, anche il genio andrebbe a spigolare...

Il genio si è sempre attorniato di persone capaci e non di frilli. Altrimenti il suo genio non riuscerebbe a risplendere.

Hai presente i grandi stilisti?

Alcuni di loro non sanno neppure tenere la matita in mano, e sicuramente c'è chi esegue per loro. E loro sovrastano tutto anche nel senso commerciale del termine , perché se sbagliano solo un sondaggio di mercato anche il loro genio va a farsi friggere. Ma almeno in questo loro sono onesti e lo sanno benissimo.

Ho solo detto , che quando si parla di etica o di denuncia se pur espressa in termini artistici, bisognerebbe valutare fino dove arriva l'onesta intellettuale e dove prosegue quella commerciale.

Buona serata :)
Claudio Rossi 01/06/2008 07:29 PM
per dire qualche cosa, di quello che mi viene in mente, la distinzione tra arte astratta e concreta ( immagino si inteda quella dove sono riconscibili gli oggetti rappresentati, non quella perché fatta con terre e pennelli da quella che usa materiali diversi)è in realtà una imprecisa distinzione, nata dal senso di subordinazione dell'arte pittorica, simbolica e primitiva, rispetto altre manifestazioni artistiche, come la musica o la parola, astratte e allusive per definizione. Si è pensato che svincolando il segno dal legame con una rappresentazione riconoscibile si ottenesse lo stesso effetto assoluto del suono sia esso musicale che parlato, cioe un'idea. Ma così non è: tutta l'arte è da sempre astratta, solo la pigrizia mentale e la convenienza ci inducono a pensare che un dato ritratto sia vero e concreto, in realtà esso non rappresenta nulla di diverso da se stesso ed è pura astrazione: qualcuno può dirmi che la Venere di Botticelli sia davvero esistita, non è pura astrazione tanto quanto il cubo di Malevic? ed abbiamo usato dei termini di aiuto per identificare due opere cosi distanti ed inconciliabili, venere, cubo, se togliessimo anche questi aiuti cosa avremmo di fronte nei due casi, forse due opere di insondabile ambiguità ed angoscia? cioè pura astrazione
Claudio Rossi 01/06/2008 07:38 PM
scusami allora spiegami cosa vuol dire onestà intellettuale, dimmi dalla a alla z dove c'è e dove non c'è, in modo che uno possa dire sono onesto o non sono onesto, e poi se non sei onesto spiegami cosa succede, se ti regalo la formula dell' energia nucleare sono onesto, se te la faccio pagare sono disonesto? ma la formula non è la stessa? ma nell'uno caso sono legittimato nell'altro no, mi sembra un ragionamento da santa inquisizione
Maria Privitera 01/06/2008 09:44 PM
grande Claudio!
Sai argomentare bene e con sana ironia.
A parte il fatto che sono in accordo con te.
Ma questa è un'altra storia.
maria
Andreasblue self deleted member 01/06/2008 10:09 PM


Scusami Claudio ho perso i tuoi punti di riferimento :) ...anche perché mi sembra che hai iniziato ad intervenire leggendo gli ultimi post e non tutto il blog che era iniziato anche con riferimenti di altro tipo oltrea Cattelan - Klee e Kandinskij e altro ancora

Magari se fai un piccolo sforzo e leggi non solo l'ultima parte, prima di dire che gli altri fanno ragionamenti da santa inquisizione, mi faresti una gentilezza...considerando che mi me li sono letti tutti i post : dall'inizio alla fine.

Probabilmente nel penultimo post ti riferisci ad Antonella e nell'ultimo a me.

Ho solo espresso una mia opinione e anche senza restrizioni di sorta, perché come trovo bello ed estetico l'urlo di Munch pur essendo un'opera forte, posso trovare ugualmente di contenuto opere fatte da gente che la guerra, la fame e i patimenti li hanno passati davvero e hanno bisogno del sogno e del recupero delle proprie radici anche culturali e in un certo qual senso la loro è anche una provocazione, tale e quale a quelle di Cattelan, magari più sentita e vera ,anche perché è una realtà che hanno patito sulla propria pelle.

Quindi stiamo attenti a definire i fiorellini o altro di superficiale perché dipende sempre dal contesto in cui sono inseriti.

Ad un mio amico che questa realtà l'ha vissuta davvero ho chiesto la ragione e la ragione è questa che ti dò

Quindi mi sa che la santa inquisizione non sono io a farla. Io sono aperta a tutto e a tutte le espressività, meno ai luoghi comuni e alle tendenze modaiole.

Curioso che uno che si definisce artista mi venga anche a chiedere cos'è l'onestà intellettuale. Vorrei saperlo da te visto che ti definisci tale. Presumo che ognuno abbia i propri metri e confini di onestà intellettuale. Come quelli di Cattelan, saprà bene lui dove iniziano e dove finiscono, ma siccome in molta arte contemporanea, a detta anche di illustri esperti ,si basa molto anche sulla strumentalizzazione di certi filoni, ho espresso un ragionevole dubbio, fino a quando non avrò certezze. Lo ripeto, nell'arte contemporanea quello che è più difficile è comprendere dove stia il vero e dove il falso.

L'oggetto artistico è altro ancora ed esula da quanto ho espresso sopra.

Se visceralmente si sente la necessità, di denunciare la guerra o situazioni reali -violenze ecc ecc che ci hanno particolarmente colpito si fa, ma al di fuori di qualsiasi strumentalizzazione politica, commerciale o di altro ancora, o per inseguire un filone di moda.

Uno lo fa perché lo sente, non perché gli è imposto!

Andreasblue self deleted member 01/06/2008 11:19 PM
Antonellati ringrazio per l'ospitalità e ti do la buona notte con alcuni pensieri di Gino de Dominicis


Alcune frasi di Gino De Dominicis, 1969-96, raccolte da Cecilia Torrealta

Io sono sicuramente più antico di un'artista egiziano.

Oggi, tra i tanti "rovesciamenti", si perpetua anche nell'arte una percezione del tempo rovesciata; l'arte e gli artisti contemporanei infatti si considerano e sono considerati moderni, mentre venendo dopo tutto ciò che li precede, dovrebbero sapere di essere più antichi.

Il disegno, la pittura, la "scultura", non sono forme di espressione tradizionali, ma originarie. Quindi anche del futuro.


Le opere d'arte sono tutte contemporanee. Altrimenti sarebbe come se vedendo arrivare un'automobile del 1920 si decidesse di attraversare tranquillamente la strada pensando di non poter essere investiti, essendo quell'automobile di un'altra epoca. Mentre non è così. Per le opere d'arte è lo stesso, sono sempre "in diretta".

Non è mai esistito un "mondo dell'arte", ma solo opere d'arte nel mondo.

L'unico nomadismo riscontrabile nelle mie opere è che qualche volta sono state trasportate fuori da Roma per una mostra.

In America, e di ritorno in Europa, hanno preso alla lettera la "posizione" di Duchamp pensando che fosse un modello da imitare e che il suo fosse un modo alternativo e moderno di fare arte. In realtà era solo il modo di Marcel Duchamp.

Il termine "arte concettuale", di origine americana, in Italia è molto piaciuto forse perché ricorda nomi di persona molto diffusi come Concetta, Concezione, Concettina ecc ...; e viene di continuo usato stupidamente per etichettare tutto ciò che in arte non è immediatamente riconoscibile.

L'arte riguarda il genio e il suo spazio è quello della verticalità: non si muove orizzontalmente da destra a sinistra, o viceversa, ma si sposta, immobile, dall'alto verso l'alto.


L'affrettarsi a voler storicizzare "in diretta" l'arte contemporanea e il piazzarla immediatamente nei Musei, nasce dalla paura del giudizio dei posteri.

Non sono molto interessato all'arte moderna e neanche a quella antica. Preferisco quella prediluviana.

Le mie opere spesso si sono rifiutate di partecipare alle grandi mostre.


GINO DE DOMINICIS
Antonella Iurilli Duhamel 01/06/2008 11:41 PM
grazie per le parole di Giino de Dominicis ci lasciao riflettere su un modo di fare arte che in un certo senso è molto antico ma in un altro non lo è visto che l'arte non ha tempo almeno quella vera.
Oggi l'arte è espressione della personalità della mente concreta mentre l'arte a cui si riferisce de Dominicis è una funzione dell'Anima
che è ritmo, armonia, amore, bellezza e tra l'altro sono anche le leggi su cui si basa l'universo come ci ha insegnato Pitagora.
La funzione dell'arte ai giorni nostri è molto spesso priva di quegli elementi di unificazione che è facile vedere nelle grandi opere del passato sono fermamente convinta che ci sia un grande bisogno di ritorno all'ordine un ripartire da uno ed in questo la Natura è la somma maestra come ci ha insegnato il grande Leonardo
Attilio Geva self deleted member 01/06/2008 11:52 PM
Ma si può pensare davvero che nel "nominare" qualcosa si stia facendo dell'arte? E se sì, è un fare significativo?. Se così fosse, uno potrebbe "nominare" il minestrone di sua nonna opera d'arte. Se fosse Michelange potrebbe altresì pretendere che venga custodito da un'istituzione, che dovrebbe magari anche curarne il restauro? Mi sembra palese che in un certo "riduzionismo" e in certe "dissacrazioni" ci sia un significato simbolico datato e valido strettamente nel contesto originario. Il fatto che abbia aperto le porte NON è stato positivo, perché in quella fessura si è insinuata l'idea peregrina, ma fortemente opportunistica e conveniente per le mezze calzette ed i mercanti, che il POCO è TANTO. Che l'ideuzza malfatta possa essere un capolavoro. Poi tutta la questione delle tecniche è lana caprina. L'eccellenza può tranquillamente prescindere dal mezzo. Un cuoco può esser benissimo essere un grande artista.
Antonella Iurilli Duhamel 01/06/2008 11:54 PM
pienissimamente d'accordo.
Claudio Rossi 01/07/2008 12:09 AM
si in effetti un po' di confusione c'è stata, in quanto sono interventuo a metà e alla fine. capisco che l'espressione sull'inquisizione sia un po' forte, e sono disposto ad addolcirla, ma anche il tuo ultimo intervento me la conferma, anche nella versione più addolcita. Non capisco il riferimento alla guerra fame e patimenti e alla necessità d'averli subiti per poterne parlare,che se invece non ci sono stati non nepossono parlare e se ne parlano non ne hanno diritto. Vorresti dire che S.Spilberg, che mi riesce difficile immaginarlo avvolto dalle disgrazie, è fasullo nell'aver fatto un film come Schinder's List,e picasso allora, Guernica sarebbe un grande bluff, visto che patimenti non ha mai avuto, mai si è sporacato le mani in conflitti reali?E il povero Munch, che mostruosamente e personalmente adoro, lo sai che era un'attivissimo e proficuo commerciante di se stesso e lo scopo della vendita era costante e primario nella sua vita? che facciamo ci ripensiamo su? e Cattelan cosa c'entra con la guerra la fame e i patimenti, quando la sua ironia è in genere rivolta a quella stessa gente superdananarosa che lo compra? e poi cosa vuol dire stiamo attenti a definire i fiorellini o altro di sperificiale, non capisco il senso della frase.Visto che non sei aperto ai luoghi comuni e alle tendenze modaiole, sarebbe bene individuarle, perché cattelan non è una tendenza modaioila, lui fa un suo percorso, semmai altri lo seguono per tendenza, ma chi se è accorto?
preciso che non mi sono mai definito artista, dimmi dove lo hai visto, che forse poi si può affrontare il discorso. Ne ho mai parlato di onestà intellettuale, sei tu che ne hai paralto e io ti ho chiesto cosa intendi, sempre per me, per capire. Poi non parliamo di moralismo per affermare che il problema nell'arte contemporaea sta tra il vero il falso, non sappiamo ancora quali sono, se ci sono i parametri di verifica, perché vedi, con queste espressioni, l'inquisizione salta sempre fuori, senno dovrò chiedere ogni volta il permesso di esporre le mie cose e procurarmi attestati di benemerenza per poterlo fare, non ti pare?
Per antonella,s e abuso del tuo spazio, lo sai che al tuo ordine mi defilo e mi eclisso ( per quanto?)
Andreasblue self deleted member 01/07/2008 12:44 AM
E' inutile proseguire Claudio : non ci siamo proprio intesi e usiamo linguaggi differenti.

Non ho parlato mai di commercio riferendomi a Munch : ne stai parlando tu.

Ho parlato di altro.

Ho parlato di diverse esigenze espressive che si sviluppano in contesti differenti e necessità differenti .

Ognuno le riflette come crede e con necessità differenti e mai simili. Quindi i giudizi sono ardui.

Non posso rispiegarmi all'infinito : se ti va di rileggere ok, altrimenti pazienza :)
Claudio Rossi 01/07/2008 01:02 AM
si è vero, non è il caso di continuare, sei sempre più generico ed ermetico, non vorrei che il tutto si rarefacesse in due sillabe. certo che tu non hai mai parlato del commercio di Munch, ci mancherebbe, ne ho parlato io. Lieto di averti conosciuto e spero ci sia qualche altra occasione di discussione. mo vado a dormì

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