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Maria Cecilia Camozzi

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NON FU LA COMETA A GUIDARE I RE MAGI

NEW YORK, 22-12-2007 - I pastori e i Re Magi non furono guidati alla grotta di Betlemme da una cometa ma da un raro allineamento astrologico Sole-Luna-Pianeti, secondo la teoria di un astrofisico americano. Grant Mathews, dell'Università di Notre Dame, in Indiana, ha impiegato due anni di ricerca sulle banche dati della Nasa per arrivare alla conclusione che non fu un evento astronomico spettacolare come una supernova, né una pioggia di meteoriti particolarmente brillante ad annunciare dal cielo la nascita di Gesù raccontata dai Vangeli. La "stella in Oriente" di cui parla l'evangelista Matteo sarebbe stata invece una inconsueta congiunzione astrale avvenuta tra l'anno 2 e l'anno 6, la più plausibile quella che si verificò il 17 aprile del 6 avanti Cristo, quando il Sole, Giove, la Luna e Saturno si allinearono nella costellazione di Ariete, mentre Venere e Marte erano di casa nelle costellazioni vicine.

"I Magi erano astrologi della fede di Zoroastro, l' allineamento dei corpi celesti e soprattutto di Saturno nella casa di Ariete era per loro un segnale inconfondibile della nascita di un uomo straordinariamente potente", ha detto l' astrofisico. Non solo: "La congiunzione astrale - ha detto Mathews al 'Washington Post' - poteva anche essere letta in chiave che questo leader era destinato a morire a una data definita, ed ecco dunque tra i doni dei Magi la presenza della mirra, che serve per imbalsamare i corpi". La teoria di Mathews è una delle tante che dai tempi di Keplero vengono avanzate dagli scienziati del cielo per dare una soluzione razionale al mistero della stella. Ai primi del '600 l'astronomo tedesco aveva suggerito un allineamento astrale di Marte, Giove e Saturno nel sette avanti Cristo come l'evento guida del viaggio dei Magi a Betlemme. Secondo Mathews, questa data non può essere esatta perché Gesù nacque a Betlemme sotto il regno di Erode. Lo storico romano Flavio Giuseppe racconta che Erode morì dopo un'eclisse di Luna prima della Pasqua ebraica. Quattro date sono possibili per questa eclissi: tra il sei avanti Cristo e l'uno dell'era volgare. La stella potrebbe essere apparsa fino a due anni prima. C'é chi ha parlato di una cometa, chi dell'avvistamento di Urano, sconosciuto per quel tempo. Qualche anno fa un celebre astronomo britannico, Patrick Moore, suggerì che la guida dei Magi sarebbero state due meteoriti molto brillanti. Moore aveva considerato "una licenza poetica" dell'evangelista il racconto di Matteo secondo cui la stella si sarebbe fermata sulla grotta dove era nato il Bambino. Impossibile, secondo Mathews, dal momento che di una stella ferma nel cielo parlano anche testi cinesi e coreani a proposito di un evento celeste del quattro avanti Cristo.

ANSA

comments

Giovanna Alfeo 12/23/2007 09:45 PM
Tutte teorie plausibili ,ma che non tolgono POESIA e ROMANTICISMO al "segnale" di giusta rotta
Pietro Negri 12/26/2007 12:17 PM
La Natività mistica di Gesù dipinta da Botticelli nel 1501 descrive l'evento in chiave iniziatica. "Qualcosa" rinasce all'interno dell'individuo in un preciso momento della trasformazione alchemica dell'istinto in consapevolezza di (il Bambino) , della pulsione in coscienza di (Gesù falegname) e della libido in conoscenza spirituale (Cristo crocifisso). Si rinasce a nuova vita, alla vita dell'anima, dopo essere morti sulle tre croci del calvario, ovvero al termine della trasformazione spesso dolorosa e sofferta dell'ego della mente (identificazione nel nome, nello status e nel sistema di credenze) nel Sè creativo (il Bambino di Betlemme), emblema di uno stadio superiore di percezione della realtà e della verità.
Per gli alchimisti la stella a sei punte , formato dai due triangoli intrecciati, descrive il conflitto tra l'anima e il mondo esterno, tra i bisogni evolutivi dell'anima e la realtà materiale in cui dominano i principi razionalizzatori che inculcano il conformismo sociale, intellettuale e spirituale. L'alchimista che affronta le prove della crocifissione dei tre ego , del ladrone pentito (istinto), di Barabba (pulsione) e della libido (I.N.R.I), conclude l'esperienza "definita" dalla stella a sei punte e "illumina" la stella a cinque punte.
Botticelli scrive:
"Questo dipinto sulla fine dell'anno 1500, durante i torbidi d'Italia, io , Alessandro, dipinsi nel mezzo tempo dopo il tempo, secondo l'XI di San Giovanni nel secondo dolore dell'Apocalisse, nelle liberazione dei tre anni e mezzo del Diavolo; poi sarà incatenato nel XII e lo vedremo precipitato come nel presente dipinto".

Botticellli descrive il passaggio da una condizione spirituale ad un altra. La prima dominata dal Pleroma delle passioni (i tre anni e mezzo del Diavolo), la seconda definita da uno stadio di "clausura" (incatenamento di altri 3 anni e mezzo) e infine precipitata nella stalla (la mente subconscia), nella grotta (la mente inconscia) e infine nei ruderi (la mente iperconscia) di Betlemme-

E' in questo ultimo stadio di consapevolezza, comprensione e conoscenza di (i tre angeli abbracciano i tre esponenti della mente che si dispiegano gradualemnte verso l'alto) che la stella a cinque punte inizia a definire un percorso geometrico dell'energia mentale diverso all'interno del cervello. E' questa la stella dell'intuizione, della chiarovveggenza, della telepatia, della consapevolezza creativa e della comprensione spirituale in grado di attirare gli alchimisti della Nigredo (l'angelo con le ali nere a sinistra) e della Rubedo (l'angelo con le ali rosa) , e di formare la triade delle virtù teologiche (i tre angeli sopra la capanna rappresentano la Fede, la Speranza e la Carità).

L'alchimista che giunge a rinascere a Betlemme, attraverso il sacrificio dell'ego e della libido che lo sostiene, e il comopleto dispiegamento della mente, percepisce la musica delle sfere celeste (i dodici angeli che danzano nella sfera celeste d'orata) e si appresta a ricevere i doni dei tre re magi, simbolo dell' imminente conseguimento di un potere spirituale che trascende la dimensione sensoriale (l'oro della mente intuitiva). materiale (l'incenso dell'intelletto creativo) e corporea (la mirra della percezione extrasensoriale) dell'esistenza.

La stella a cinque punte brilla nel cielo ogni volta un alchimista conclude il sentiero iniziatico che finisce a Compos Stellae, all'estremità occidentale dell'Europa, metafora di un lungo viaggio di trasformazione che richiede umiltà, abnegazione, sacrificio, perseveranza e soprattuto amore per la Vergine Madre (la Dea Kundalini dei tantrici) che regna in ogni Santuario (il corpo umano) in cui si celebra la morte di Cristo (l'ego della mente) e la resurrezione nel Se (il Se della mente). La stella si accende nel cielo, anzi esplode nel cielo notturno, spesso durante una festa, una danza e rituali di condivisione (fede, speranza e carità). E' un evento mistico: alcuni santi (San Francesco e San Girolamo) dicono di averla vista brillare nel cielo , per poi dileguarsi nella profondità del cosmo.
La stella che guida i Magi venuti dall'oriente (la sapienza dell'anima che origina dalla conoscenza delal Kundalini) non ha niente di astronomico. Ma anche queste sono supposizioni....credenze....leggende cosmo/politane.

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