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equilibriarte.org : Andrea Latina : blog : Un 'vecchio sporcaccione'

Un 'vecchio sporcaccione'

Henry Charles Bukowski (detto Hank) (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 9 marzo 1994) è stato un poeta e scrittore statunitense.

Bukowski nacque ad Andernach, dove sua madre, tedesca, incontrò suo padre, un soldato polacco-americano, durante l'occupazione tedesca alla fine della prima guerra mondiale. All'età di due anni la sua famiglia si trasferì a Los Angeles, in California. Durante la grande depressione, il padre di Bukowski fu spesso disoccupato, e a detta del figlio, manesco e ingiurioso. Dopo essersi diplomato alla Los Angeles High School, Bukowski frequentò il Los Angeles City College per un anno seguendo corsi di arte, giornalismo e letteratura.

All'età di 24 anni, Bukowski riuscì a far pubblicare un suo breve racconto, "Aftermath of a Lenghty Rejection Slip". Due anni dopo pubblicò un altro breve racconto "20 Tanks From Kasseldown", ma la sua disillusione verso il settore editoriale crebbe a tal punto che smise di scrivere per quasi un decennio. Passò questo periodo in parte a Los Angeles, e in parte vagabondando per gli Stati Uniti, vivendo di lavori saltuari e in economiche stanze in affitto.

Nei primi anni cinquanta Bukowski ottenne lavoro come postino a Los Angeles, ma si licenziò dopo neppure due anni. Nel 1955 fu ricoverato per un ulcera perforante che gli fu quasi fatale. Lasciato l'ospedale iniziò a scrivere poesie. Sposò Barbara Frye nel 1957 ma divorziò nel 1959. La Frye, scrittrice e poetessa (dirigeva la rivista Harlequin, sulla quale erano state pubblicate delle poesie di Bukowski), insisteva nel dire che le loro differenze erano personali, non letterarie, anche se era risaputo che fosse molto critica verso l'opera poetica del marito. Bukowski continuò a scrivere poesie e riprese a bere. Ritornò agli uffici postali di Los Angeles, dove lavorò come impiegato per più di dieci anni.

Nel 1965 da Bukowski e Frances Smith nacque una bambina, Marina Louise Bukowski. Smith e Bukowski vissero insieme per un periodo, ma non si sposarono mai. Nel 1969 Bukowski si licenziò nuovamente per fare della scrittura la sua principale carriera, dopo aver ottenuto uno stipendio di 100$ al mese "a vita" da John Martin, editore del Black Sparrow Press. Aveva 49 anni. Come spiega in una lettera dell'epoca, "Dovevo fare una scelta: rimanere all'ufficio postale ed impazzire, oppure andarmene da lì, giocare allo scrittore e morire di fame. Decisi di morire di fame". Meno di un mese dopo aver lasciato le poste, terminò il suo primo romanzo, Post Office, che lo rese celebre.

Nel 1976 Bukowski incontrò Linda Lee Beighle, la proprietaria di un alimentari. Due anni dopo la coppia si trasferì nell'East Hollywood, dove Bukowski aveva vissuto la maggior parte della sua vita, nella punta più sud di Los Angeles. La coppia si sposò nel 1985.

Bukowski morì di leucemia fulminante il 9 marzo 1994 nell'ospedale di San Pedro in California all'età di 73 anni, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, Pulp. Il rito funebre fu celebrato da un monaco buddista.

Il nome di Bukowski è stato spesso associato al movimento della Beat generation a causa del suo stile informale e dell'atteggiamento anticonformista verso la letteratura, ma lui non si è mai identificato come un "Beat". Bukowski ha sempre associato le sue opere soltanto alla città in cui è cresciuto, Los Angeles.

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L'OPERA

Bukowski ha pubblicato molte delle sue opere in riviste letterarie underground e per piccole case editrici fino al 1990, quando le sue poesie e storie furono ripubblicate dalla Black Sparrow Press (ora HarperCollins/ECCO). Autore molto prolifico, Bukowski scrisse migliaia di poesie, centinaia di racconti e sei romanzi, suddivisi in oltre cinquanta libri. [1]

Come egli stesso ha riconosciuto più volte, è stato influenzato nel modo di scrivere da Anton Chekhov, Ernest Hemingway, John Fante, Louis-Ferdinand Céline e Knut Hamsun. A proposito della sua vicinanza alla Beat Generation, in una intervista del 1974 disse: "Vivi in una città per tutta la vita, e impari a conoscerne ogni angolo e strada. Hai in mente la mappa dell'intera area. Hai sempre la consapevolezza di dove sei... Da quando sono cresciuto a L.A., ho sempre avuto la sensazione geografica e spirituale di essere qui. Ho avuto tempo per imparare questa città. Non riesco a vedere nessun altro posto oltre a L.A."

Un critico una volta ha descritto la prosa di Bukowski come una "dettagliata descrizione di certi tabù della fantasia maschile: lo scapolo disinibito, solitario, e totalmente libero". Dalla sua morte nel 1994, Bukowski è stato oggetto di numerosi articoli critici e libri riguardo la sua vita e la sua poetica. Anche se divenne un'icona dell'alienazione e della critica sociale, i suoi lavori, almeno all'inizio, hanno ottenuto poca attenzione dalla critica accademica. Ancora oggi la ECCO continua a rilasciare nuove raccolte di suoi scritti, scelte tra le migliaia di lavori pubblicati su riviste underground, e altre sue opere, che lui stesso ha espressamente richiesto fossero pubblicate postume, un po' per giocare la morte, com'è nel suo stile.

Fonte: Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/Charles_Bukowski

comments

Hic self deleted member 10/11/2007 12:22 AM
un vero maestro
Antonio De Rose 10/11/2007 12:22 AM
Difficile scrivere bene con le dita nel bicchiere e il cervello fra due cosce gentili e spassionate. Bukowski c'è riuscito più che bene.Che aspetta a diventare un classico...
Andreasblue self deleted member 10/11/2007 12:25 AM


Splash



l'illusione è che tu semplicemente
stia leggendo questa poesia.
la realta' è che questa è
più di una
poesia.
questo è il coltello di un accattone.
è un tulipano.
è un soldato che marcia
attraverso Madrid.
questo sei tu sul tuo
letto di morte.
questo è Li Po che ride
sottoterra.
no, non è una dannata
poesia.
è un cavallo che dorme.
una farfalla dentro
il tuo cervello.
questo è il circo
del diavolo.
e non la stai leggendo
su una pagina.
è la pagina che legge
te.
la senti?
è come un cobra.
è un'aquila affamata
che sorvola la stanza.

questa non è una poesia.
la poesia è barbosa,
ti fa venire
sonno.

queste parole ti incitano
a una nuova
follia.

ti ha toccato la grazia,
sei stato spinto
dentro una
abbacinante regione di
luce.

adesso l'elefante
sogna insieme
a te.
la volta dello spazio
curva e ride.

adesso puoi morire.
tu puoi morire adesso come
si doveva morire da uomini:
grande,
vittorioso,
con l'orecchio alla musica,
essendo tu la musica,
che romba,
romba,
romba.





Charles Bukowski

Comunque sia la loro storia personale, tutta questa tipologia di questi poeti, hanno comunque lasciato uno spiraglio di luce ed è la sola cosa che conta.



Andrea Latina 10/11/2007 12:27 AM
Concordo, hic... :-)
Andrea Latina 10/11/2007 12:28 AM
Infatti, caro Antonio :-) Che dire poi di quei racconti sgangherati in cui, alla fine, c'erano due-tre righe di pura poesia? Sublimi!
Andrea Latina 10/11/2007 12:30 AM
Andreasblue.... grazie per aver ulteriormente 'arricchito' il blog :-)
Andreasblue self deleted member 10/11/2007 12:34 AM
*Difficile scrivere bene con le dita nel bicchiere ...*

perché Dylan Thomas beveva latte ? :)

quandi ce ne sono stati così...

Andrea Latina 10/11/2007 12:36 AM
Dylan Thomas.... altro bel nome :-)
Andreasblue self deleted member 10/11/2007 12:44 AM
Non so se hai letto 'Poesie della crudeltà' di Antonin Artaud. Ci sono spaccati di verità che sono inconfutabili...indipendentemente dalle loro caratteristiche personali. E la verità spesso è scomoda....e si preferisce chiamarla con altro nome.

Andrea Latina 10/11/2007 12:46 AM
Ehm, no... di Artaud non ho letto nulla :(
Andreasblue self deleted member 10/11/2007 12:52 AM
se ti capita di trovarlo ne vale la pena comperarlo: sono sicura che ti piacerebbe
L'ho trovato da Feltrinelli

comunque ti auguro una notte serena con una sua poesia :)

In sogno

In fondo ai giardini dei nostri sogni
Più belli dei sogni più belli dei nostri numi,
Colti attraverso misteriose armonie
In noi esploderanno sogni divini
E poesie bugiarde
Di cui ascolteremo le strofe infinite
In sogno.
E i venti incurveranno gli alberi fino a terra,
Alberi più sontuosi del tramonto,
Recante frutti di porpora e d'oro, di diamante
Dai riflessi allettanti.
Con occhi di misteriosi smeraldi
Che scagliano misteriose fiamme...
E i venti piegheranno gli alberi e i nostri corpi
Ai legni strapperanno le loro musiche interne,
E le nostre voci lanceranno musiche sublimi
Negli androni di foreste selvatiche dalle alte cime
Fluenti d'oro.
Per meglio cogliere l'anima dei nostri domini,
L'anima notturna decadente e crepuscolare,
La grande anima tenebrosa e divina
Ci incammineremo lungo il sentiero azzurro che porta
Di fronte al tramonto
Sfavillante di sfarzo e di armonia
Come un rosone nel cuore di un tempio immenso.
E là ascolteremo la cadenza immortale
Delle linee e dei corpi ritmati
E di gotiche balaustre profumate
Dalla dolcezza dei corpi amanti
Dagli uomini con grandi anime cadenzate
Dai poeti profumati.


Antonin Artaud




Andrea Latina 10/11/2007 01:02 AM
Grazie per la poesia, Andreasblue.... e felice notte pure a te :)
Dino Durigatto 10/11/2007 01:17 AM
Utile è sapere che qui c'è materiale da consultare "pronto all'uso"
Buon lavoro Andrea
Andrea Latina 10/11/2007 01:29 AM
Ah, se uno avesse tempo... quante cose ci sarebbero da scrivere e pubblicare... grazie, caro Dino :)
Neve Valenti 10/11/2007 10:14 AM
Bukowski deve molto a Sandro Bondi. :D
Andrea Latina 10/11/2007 12:29 PM
Grandissima Neve :-D
Neve Valenti 10/11/2007 12:32 PM
Noi fan di Sandro Bondi dobbiamo stare uniti e farci forza e dire le cose come stanno. :D
Andrea Latina 10/11/2007 12:39 PM
Concordo appieno ;-)
Neve Valenti 10/11/2007 12:47 PM
Andrea, che ne dici? Credi che ci sarà qualcuno che penserà che diciamo sul serio?
Andrea Latina 10/11/2007 12:48 PM
Mi auguro di no, naturalmente :)
Neve Valenti 10/11/2007 12:51 PM
Allora dobbiamo impegnarci di più.
Andrea Latina 10/11/2007 12:58 PM
Sicuro... ad iniziare da una bella gigantografia di Bondi....eheheh ;-)

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