dalla superficie alle profodità
Tuesday October 2, 2007
Massimiliano Bardi ---> /gal/5008
Mi permetto di parlare di un amico. In realtà non conosco Massimo Bardi di persona né, poi tanto, virtualmente. Ma posso guardare le sue opere e sentirne la consistenza. Difficile sentire lo spessore (proprio quello dimensionale, parlo in modo neutrale), di una apparato pittorico, ebbene: guardando, seppur attraverso uno schermo, ma non mancherà occasione, le opere di Bardi, avverto l'amicizia che viene dal fare comune. A scuola si è compagni nell'unico intento, comune, di ottenere, alleviare, modificare, plasmare, le sorti del rigido orario, tempo scolastico. Gli artisti si sentono amici e compagni di viaggio nel perseguire un'obiettivo comune. L'artista, soprattutto quello che lavora coi materiali grezzi e li assembla in una nuova idea, è in tensione. Artisti di diversa estrazione inseguono una conoscenza che sta sulla lavagna, sul gesso (materiale che unisce la scuola e il pensiero pittorico di Bardi). Propongo qui l'immagine di "Tensione"(nella foto) di Bardi perché mi offre lo spunto di rilevare la concordanza di tensione estetica, ovvero quel percorso ineludibile della ricerca che fa dell'opera un'opera necessaria, e per chi ne fruisce, e per l'artista che ha dovuto, in qualche modo, liberarsene, e tensione conoscitiva. Liberarsene, proprio cosi', come le braccia si liberano delle maniche per meglio operare. Ecco. L'opera d'arte è quel grumo di senso che viene scaricato nei materiali e per cosi' dire, liberato, riciclato nell'energia pittorica che si fa tensione. Estetica e intellettuale verso un infinito. Ma anche verso il godimento. E la tensione evolve e cammina come un linguaggio che va modificandosi. Lo stesso dicasi per "Fuga dal buio". Si parla sempre di emergenza, dalle acque come rinascita, dal buio come rinnovamento e rivelazione. I materiali sono "di recupero", perché ciò che inerisce alla imperfezione e perfettibilità umana è la recuperabilità. Recuperabilità di membra e idee che sembravano perdute, perché l'uomo, e l'artista in quanto uomo degli uomini, è particolarmente bravo in quest'opera di ri-significazione. Le fughe dal buio appartengono a tutti noi. Affrontiamo giornalmente l'esistenza immergendocene come in un fiume sacro o scappandone come davanti ad uno schermo secolare. Ammiro con fierezza l'arte coraggiosa e densa dell'uomo Massimo Bardi. Perché è escursione tra la superficie e le profondità.
Ivan Favale - SurfaceArt --> /group/SurfaceArt
October 2, 2007 12:44 AM [edited: October 2, 2007 12:50 AM]
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Antonio D'Antonio 10/02/2007 05:41 PM
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