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ARTE E SPIRITUALITA' parte II

L’universo è essenzialmente Coscienza e in tutte le sue apparenze rivela niente di più che l’evoluzione della Coscienza dalle sue origini alla sua fine; il ritorno alla sua prima causa. L’obiettivo di ogni religione “iniziatica” dovrebbe essere quello di insegnare il modo di giungere a questa unione.

R. S. Schwaller de Lubicz



Lo spirituale nell’Arte " Uber das Geistige in der Kunst" rappresenta il manifesto dell’Astrattismo. Kandinsky lo scrisse nel 1910 e a differenza di molti trattati di estetica è un compendio della relazione tra arte e spiritualità

Il trattato denota quanto Kandinsky fosse stato influenzato dall’insegnamento teosofico di H. P. Blavatsky, Annie Besant e C.W. Leadbeter.
La Teosofia fu un movimento spirituale iniziato da Mme Elena Blavatsky al ritorno da un lungo soggiorno di studi in India, trovò una certa importante diffusione in Europa e negli Stati Uniti e contribuì a creare un 'espansione di coscienza che affascinò molti intellettuali ed artisti dell'epoca. Alle radici del suo insegnamento c’è la convinzione che alla base di tutte le religioni e mitologie, esistono saggezza e dottrina segreta, la sua massima è :“ Non esiste nessuna religione più elevata della verità”. La Teosofia afferma che solo esplorando gli abbissi e le cime della nostra più autentica natura, possiamo giungere all’esperienza di questa Verità, che tutta la vita è Una, che ci sono leggi naturali a pervadere l’universo intero e che il processo evolutivo è universale.

La parola spirituale assume un significato diverso a seconda delle persone, per Kandisky significa: “Conscio, consapevole, propositivo, alla ricerca di significato, in contrasto conl’incubo materialista", associato a: Disperazione,mancanza di senso e scopo, ateismo, positivismo nelle scienze, naturalismo e realismo nell’arte. Per Kandinsky, la rappresentazione naturalistica in arte può rappresentare solo la superficie delle cose e spesso diviene causa di una una perdita di significato e di contenuto interiore.

Il percorso artistico di Kandinsky, può essere suddiviso in quattro fasi fondamentali:

1.Fisico, con una pittura impressionista e simbolista, prima del 1910

2.Emozionale, con quadri astratti di due tipi, a) improvvisazione inconscia con una natura immateriale contenente oggetti non riconoscibili ma forme colorate espressione di emozioni, b) composizioni, che sono l' espressione più articolata di stati d’animo interiori, contenenti oggetti riconoscibili ma spesso velati e mimetizzati.

3.Mentale. Il periodo geometrico di Bauhaus 81920)

4.Intuitivo, pittura biomorfica a partire da 1930

La sua teoria del rapporto tra spiritualità e arte contiene questi aspetti fondamentali:


Significato e senso. Tutto nell’universo ha senso e scopo. Come per Cezanne, quando afferma: “In natura il vuoto non esiste”, anche per Kandisky tutto è animato e persino un oggetto ha il suo spirito.

Evoluzione e Insegnamento. Kandisky ha una visione ciclica della storia, e pertanto essa è considerata una successione di culture, ognuna con le sue specifiche qualità. In questo percorso di successione ciclica la natura evolve verso stati coscienza più ampi. Nel corso della storia ci sono stati individui i cui livelli di coscienza, in continuo progresso, sono stati utili per tutta l’umanità. Dotati di capacità profetiche e di chiarezza di visione hanno rappresentano una guida nel processo di evoluzione dei meno evoluti. Kandinsky ci propone una visione dell’umanità che somiglia ad un triangolo, alla cui base ci sono le persone con bassi livelli di coscienza e gradualmente verso l'alto troviamo i più illuminati, fino ad arrivare alla cima dove incontreremo il Bodhisattva; colui che vive solo per aiutare il resto dell’umanità a raggiungere livelli sempre più alti di spiritualità.
Secondo Kandinsky il miglioramento delle condizioni spirituali dell’umanità è il vero scopo dell’arte, perché grazie ad essa è possibile incrementare i nostri livelli di consapevolezza e spiritualità. “Compito dell’arte è l’onestà, la ricerca della verità. Dunque l’arte è “gnosi”, ricerca, una sorta di moderna scienza di analisi della società. Affascina questo compito straordinario destinato all’arte che deve farsi “ancilla” dell’universalità e rendere manifeste le ansie e le angosce , le gioie e le attese”.

Necessità interiore.Per Kandinsky ogni persona ha una necessità interiore che inevitabilmente influenza forme ed azioni. L’universo si muove dall’interno verso l’esterno e nel processo evolutivo ci muoviamo verso un obiettivo che è stabilito dal nostro interno e che esprime la nostra più autentica natura, ci trasformiamo per divenire ciò che veramente siamo.

Arte come yoga. Per Kandinsky l’arte e il pensiero sviluppano costantemente le proprie qualità di autocoscienza, pertanto sono di valido aiuto per stimolare e aumentare la consapevolezza dell'umanità a tal punto da affermare che gli esseri umani raggiungeranno grazie a questa evoluzione i più alti livelli di spiritualità.
Per Kandisky “La pittura è un’arte, e l’arte non è inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, ma è una forza che ha un fine, e deve servire allo sviluppo e all’affinamento dell’anima.E’ un linguaggio che parla all’anima con parole proprie, di cose che per l’anima sono il pane quotidiano, e che solo così può ricevere.
Se l’arte si sottrae a questo compito rimane un vuoto.”




BIBLIOGRAFIA

Algeo, John, 'Kandinsky and Theosophy', in H.P. Blavatsky and The Secret Doctrine, ed. Virginia Hanson, 217-35, Theosophical Publishing House, Quest Books, Wheaton, IL, 1988.

W. Kandinsky, “Dello spirituale nell’arte”, SE edizioni 2005

Antonella Iurilli Duhamel 2007


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