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equilibriarte.org : Antonella Iurilli Duhamel : blog : ARTE E SPIRITUALITA'

ARTE E SPIRITUALITA'

L'arte moderna specialmente quella astratta ha forti radici spirituali. Molto spesso tale aspetto viene negletto a favore di una maggiore attenzione nei confronti degli aspetti formali.
Ciò che viene omesso è che pionieri come Kandisky Mondrian, Arp, Duchamps, Malevich, Newman, Pollack, Rothko e molti altri grandi giganti del periodo hanno condiviso radici spirituali comuni.
Per molti di questi artisti l'arte è stata considerata il veicolo più appropiato per quelle tematiche legate alla spiritualità.
Lo menziona chiaramente Kandisky nel suo libro del 1912 " Lo spirituale nell'arte":

"Quando religione, scienza e moralità sono scosse ed ogni altro sostegno viene meno. l'uomo ritira la sua attenzione dall'esterno e la dirige verso l'interno.
Letteratura, musica e arte, sono le sfere più sensibili in cui questo tipo di rivoluzione inizia a prendere corpo mostrando l'importanza di quanto inzialmente era stato percepito solo da pochi. Ci si allontana quindi dagli aspetti privi di anima di questi giorni e ci rivolge verso quegli aspetti che costiuiscono cibo per l'anima
"

Molti artisti del XX secolo hanno soprattutto considerato l'obiettivo spirituale della loro arte, molti di loro furono ispirati da dottrine orientali come il buddismo o il taoismo, e altri ancora furono influenzati dall'esoterismo di Mme Blavatsky, Rudolph Steiner e della Società Teosofica.
Mondrian per esempio fu membro attivo di questa società.
.
L'obiettivo di questi artisti è stato quello di esprimere un'arte che andasse oltre i limiti materiali, che ponesse l'artista in uno stato non ordinario di coscienza nello struggente anelito verso la trascendenza.

Questo modo di fare arte richiama le modalità della meditazione e di altre antiche discipline spirituali volte a creare una centratura della persona e allo stesso tempo una espansione della sua coscienza.
Basti pensare al dripping di Pollack fortemente influenzato dalla spiritualità degli Indiani d'America: I Navaho per esempio, utilizzavano il dripping come modalità terapeutica .


continua

comments

Paul David Redfern 09/25/2007 08:10 AM
Interessante...
da buon Cherokee (almeno una parte) mi trovo in sintonia
Maria Rosaria D'Alessandro 09/25/2007 08:40 AM
davvero interessante...
Piero Ceragioli 09/25/2007 12:14 PM
L’arte è un canale preferenziale per la vicinanza alla religiosità o meglio per cercare di capire e giustificare l’imponderabile, l’infinito, l’ignoto.

L’artista, ha, la capacita di dominare la materia, di trasformarla da inerte a viva, in qualcosa che è in grado di comunicare… sensazioni, stati d’animo.

E qui mi pace fare due esempi:
Michelangelo arrivato alla fine dei suoi giorni diventa un osservante cristiano. Un timorato di Dio, lui, che aveva dominato, imposto il suo modo di pensare, che aveva rivoluzionato l’iconografia del Giudizio Universale, avendo il coraggio di contrapporsi con il pensiero della Chiesa stessa.
In un periodo tra l’altro molto difficile per la Chiesa che si era vista giudicare dalla Controriforma.
Nell’ultima suo opera La Pietà Rondinini in cui ha lavorato fino a poco prima della sua morte, come ultimo atto, prende in lui il sopravvento dell’incertezza, rimettendo in discussione tutta la sua vita in cui aveva dominato la materia e la distrugge (in parte) prendendola a mazzolate.
I suoi dubbi, le sue paure su chi era stato e cosa aveva fatto. La sua capacità di dare la vita alla materia , l’aveva reso quasi divino, ed ora aveva paura.
Come se si fosse reso conto di aver superato ogni limite umano, di aver in qualche modo violato ,la sovranità di Dio !

Le Courbusier, nell’ultimo suo progetto l’ospedale di Venezia, si pone alla stesa maniera dei grandi dominatori della materia, al cospetto di Dio.
E lo fa progettando le camere di degenza con ampie vetrate aperte sul cielo. Non più un’architettura umana, ma tendente al divino, lo sguardo dei malati distesi sui letti , possono contemplare l’oltre.
E avere modo di pensare al divino.

Continua?

Maria Rosaria D'Alessandro 09/25/2007 12:44 PM
continua tu Piero..
Pietro Negri 09/25/2007 09:43 PM
E' più facile parlare di artisti spirituali che di arte spirituale. L'artista per me è "spirituale", quando ci può insegnare non solo a vedere più cose, ma anche a vederle in modi diversi da come eravano abituati. In quasto senso l'artista è come un maestro zen che costringe la mente a focalizzarsi su concetti astratti e sintetici. Ad esempio la pittura può dar corpo all'invisibile, la letteratura dare corpo all'indicibile, la musica dare voce all'inesprimibile, mentre la poesia e la commedia hanno il dono di dire cose che per loro natura (saggezza dell'anima) rimangono inascoltate. Non è un caso che Dante collochi la silente Talia,la musa inascoltata, sulla sommità della sapienza, a ribadire il destino dell'artista (Apollo) di giungere alla fine della sua ricerca ad ascoltare la Poesia della Natura (la propria natura serpentina) e nient'altro.
Antonella Iurilli Duhamel 09/25/2007 11:51 PM
Personalmente non so cosa sia più facile, posso solo dire cosa maggiormente mi interessa di questo neoumanesimo così diverso molti versi simile a quello rinascimentale.
Al di là dell'aspetto formale per quanto interessante esso sia sono molto interessata all'aspetto formativo quello che in genere rimane dietro le quinte perché abituati a dare maggiormente valore ai traguardi più che ai percorsi.

L'astratto per Kandisky era il mezzo migliore per toccare e veicolare quegli elementi indicibili, invisibili, inudibili di cui hai parlato.

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