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Sandro Bondi

Oggi parliamo di poesia.
Parliamo di un autore tanto innovativo quanto bistrattato, la cui opera viene ignorata dai suoi contemporanei a causa dei pregiudizi che il personaggio solleva per le sue convinzioni politiche.
Sandro Bondi è nato a Fivizzano (Massa Carrara) il 14 Maggio 1959 da genitori di idee socialiste.
In gioventù ha militato nel Partito Comunista Italiano, ma attraverso lo scultore Silvano Cascella agli inizi degli anni '90 ha incontrato Silvio Berlusconi e fu l'illuminazione: ben presto diventò suo segretario e stretto collaboratore.
Questo è quanto la maggioranza dell'opinione pubblica sa, ma quello che in pochi fortunati sanno è che Sandro Bondi da sempre scrive delicate poesie di gusto ermetico, dove il suo stile e la sua sensibilità estrema sfidano a testa alta le polverose convenzioni del vivere ipocrita e della lingua italiana, lasciando molti suoi 'colleghi' poeti ai posti di partenza.
Ho selezionato dalla rete una scelta di poesie del Maestro, che già apparvero nella sua rubrica di poesie sul settimanale Vanity Fair e che ora sono state riunite nel volume antologico 'Perdonare Dio', con la prefazione di Davide Rondani.
Ne pubblicherò un po' alla volta, sicura che scaveranno una breccia nel cuore degli artisti di questo effervescente sito d'arte.






A Gabriella (sua moglie)
Dolcissimo Padre
Amore unico
Corazza dello spirito
Roccia di lava
Anima fuggitiva

A Francesco (suo figlio)
Mi calmavi
fingendo di dormire
Sembravi tranquillo
ma ti asciugavi
le lacrime
Padre di tuo papà
come sarà
nel momento dell'addio

(testi per gentile concessione di “Vanity Fair”)

comments

Dino Durigatto 09/18/2007 02:00 PM
Mah, non ho trovato in questi versi quella forza che leggo in alcuni autori che pubblicano su questo sito. Anzi direi che A gabriella e A Francesco... non mi dicono nulla, forse il nostro ha dei problemi non risolti con la figura del padre. Per il resto, se ti pubblicano perché sei noto, non è necessario essere pure poeta.
Sandro Taliani 09/18/2007 03:30 PM
non sono in grado di giudicare poesie se non empiricamente.

mussolini ha scritto anche poesie
i poeti, che brutte creature
ogni volta che parlano è una truffa

da le storie di ieri
f. de gregori

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