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Metamorfosi del Femminile

equilibriarte.org : Antonella Iurilli Duhamel : blog : IL BUON SELVAGGIO

IL BUON SELVAGGIO










































Noi siamo innocenti, noi siamo felici; e tu non puoi che nuocere alla nostra felicità. Noi seguiamo il puro istinto della natura; e tu hai cercato di cancellarne il carattere dalle nostre anime. Qui tutto appartiene ad ognuno; e tu ci hai insegnato non so quale distinzione tra il tuo e il mio. Le nostre figlie e le nostre donne sono comuni; tu hai condiviso con noi questo privilegio, e hai acceso in esse furori sconosciuti.

Esse sono diventate folli nelle tue braccia, e tu sei diventato feroce tra le loro. Esse hanno cominciato a odiarsi; voi vi siete battuti per esse, e ci sono ritornate macchiate del vostro sangue. Noi siamo liberi; ed ecco che tu hai sotterrato nella nostra terra il simbolo della nostra schiavitú futura. [...]

Noi abbiamo rispettato in te la nostra immagine. Lasciaci i nostri costumi; essi sono piú saggi e piú onesti dei tuoi: non vogliamo scambiare ciò che tu definisci la nostra ignoranza con i tuoi lumi inutili.

Noi possediamo tutto ciò che ci è necessario, tutto ciò che è bene per noi. Siamo forse degni di disprezzo per non aver saputo crearci bisogni superflui? Quando abbiamo fame, noi abbiamo di che sfamarci; quando abbiamo freddo, noi abbiamo di che vestirci.

Tu sei entrato nelle nostre capanne: che cosa vi manca, secondo te? Ricerca fin dove vuoi quelle che tu chiami comodità della vita; ma consenti a esseri forniti di buon senso di arrestarsi quando essi potranno ottenere soltanto, dalla continuazione dei loro sforzi penosi, dei beni immaginari [...].

Quanto sarebbe breve il codice delle nazioni, se si conformasse rigorosamente al codice della natura!

E quanti vizi ed errori sarebbero risparmiati agli uomini! [...]

Esisteva un tempo un uomo naturale; all’interno di quest’uomo si è introdotto un uomo artificiale, e nella caverna si è accesa una guerra continua che dura per tutta la vita. Talvolta l’uomo naturale è piú forte, talvolta è invece sconfitto dall’uomo morale e artificiale. [...]

Ma allora, si deve civilizzare l’uomo, oppure abbandonarlo al suo istinto? - Se si deve rispondere francamente, dirò che dovete civilizzarlo, se avete intenzione di diventarne il tiranno: avvelenatelo quanto piú potete di una morale contraria alla natura; frapponetegli ostacoli di ogni specie; impedite i suoi movimenti in mille modi; ispirategli fantasmi che lo spaventino; perpetuate la guerra nella caverna, di modo che l’uomo naturale sia sempre incatenato ai piedi dell’uomo artificiale.

Se invece lo volete felice e libero, non intervenite nelle sue faccende: già troppi incidenti imprevisti lo condurranno alla luce e alla disperazione; e restate pur sempre convinti che non è a vostro profitto, ma per proprio vantaggio, che alcuni saggi legislatori vi hanno costruiti e conformati cosí come siete.

Richiamiamoci a tutte le istituzioni politiche, civili e religiose: esaminatele profondamente - e, se non mi inganno, vi vedrete la specie umana piegata di secolo in secolo sotto il giogo che un ristretto numero di imbroglioni si proponeva di imporle. Diffidate di colui che vuol mettere ordine [...]


Denis Diderot
, Supplemento al viaggio di Bougainville

comments

Tiziana Presi 07/23/2008 07:38 AM
Homo hominis lupus, solo che i lupi si sapevano regolare meglio di noi...almeno non distruggevano il pianeta,però noi abbiamo distrutto loro.

Meditiamo ...
Antonella Iurilli Duhamel 07/23/2008 07:58 AM
Ciao Tiziana,
hai ragione il prezzo che costantemente paghiamo a causa delle nostra ignoranza e fobia della Natura
non solo distrugge i lupi ma anche noi stessi.

Trovo questo libro di Diderot un picccolo gioiello che ci illustra il paradosso della nostra cosiddetta civilizzazione mentre i costumi e la morale sessuale europea vengono messi a dura prova dall'esempio degli haitiani, più vicini alla natura e liberi da quelle forme di ipocrisia morale e sessuale insite nella nostra cultura. una naturalezza che tra l'altro rafforza i legami sociali.

Diderot si riferisce ad una umanità maggiormente naturale e istintiva, ma presto ben presto risulta evidente che la voce del tahitiano che illustra i propri costumi è, in realtà, quella di un raffinato riformatore.

Non è dal buon selvaggio che possiamo aspettarci un impegno lungimirante per aumentare la nostra felicità. Meglio continuare a coltivare la ragione e la capacità di immaginare forme diverse di organizzazione sociale, mantenendo nel contempo accesa la fiaccola dello scetticismo.
Tiziana Presi 07/23/2008 08:02 AM
Ciao Antonella,
grazie per la tua risposta, il mio intervento era molto veloce, anche troppo rispetto alla tematica che hai intavolato, molto interessante devo dire, proprio per i risvolti ancora attuali che può fornirci.
Sai, in generale penso che la parola "civiltà" sia per il nostro genere qualcosa che ancora non può dirsi realizzato, ma alcune menti sono riuscite, nel corso dei secoli, a osservare e a carpire quali potevano essere gli spunti per costruirne un'idea applicabile in concreto...
Devo dire che i passi di Diderot sono parte di un processo "illuminante", cioè che si pone come obiettivo "chiarire le idee" riguardo il concetto di "civiltà"...che speriamo rimanga un obiettivo, che ne dici?
^_^ grazie e buona giornata Antonella :)
Jean Lemaud 07/23/2008 08:16 AM
Per un po c'è stata un po di speranza...i lupi sono stati considerati una razza in pericolo (anni 80) e protetta, "quelques fois on les a vus, timides et méfiants" e abbiamo avuto paura e di nuovo sono su la lista dei nemici (anni 90). Nostra è durata poco. Non possiamo tollerare la libertà e cosi distruggiamo la natura con la pretesa "de la protéger", sembra ridicolo non?
Jean Lemaud 07/23/2008 08:18 AM
Corr. Nostra pietà è durata pocco
Antonella Iurilli Duhamel 07/23/2008 08:23 AM
oui monsieur vou parler dell'ipocrisie de notre morale...
Non possiamo tollerare la libertà dentro e fuori di noi le nostre fragili strutture sono minacciate da ogni forma di movimento spontaneo ed involontario a partire dai nostri corpi..
merci a bientot
Elisabetta Trevisan 07/23/2008 10:30 AM
la libertà..fa paura...

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