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Maria Cecilia Camozzi

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Milano al centro di un traffico di falsi d'autore

Milano al centro di un traffico di falsi d'autore:
sette arresti negli Usa, venti indagati in Italia


MILANO (5 luglio) - Un traffico di opere d'arte grafica, dipinti e sculture contraffatti di maestri moderni e contemporanei, esemplari venduti in tutto il mondo, soprattutto sul sito internet eBay, è al centro di un'inchiesta avviata lo scorso autunno dalla Dda milanese in collaborazione con l' Fbi e la polizia spagnola. Fino ad ora sono sette le persone arrestate, tutte negli Stati Uniti.

Sette arresti negli Stati Uniti. Sul fronte statunitense sono sette le persone arrestate fino ad ora: si tratta di quattro cittadini statunitensi e tre europei, due dei quali italiani, accusati a vario titolo di truffa e frode postale. Il dipartimento di giustizia dell'Illinois ha scoperto un complesso sistema di frodi realizzato dalla banda di falsari, in particolare tramite eBay, ai danni di circa 80 mila persone. Il gruppo, grazie ai complici inseriti nel mondo dell'arte, era riuscito a smerciare opere contraffatte per 5 milioni di dollari (circa 3,1 milioni di euro) negli Stati Uniti, Canada, Australia, Europa e Giappone. L'altro troncone riguarda due persone, una delle quali è un mercante d'arte di New York. In caso di condanna, gli imputati rischiano una pena massima di 20 anni di carcere e una multa fino a 250 mila dollari.

La parte italiana dell'inchiesta. Sul fronte italiano, invece, le indagini, coordinate dal pm Rossana Penna e condotte dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico e culturale di Monza, hanno portato finora al sequestro di numerose opere false tra Lombardia, Lazio, Toscana e Alto Adige. Gli indagati sono una ventina, 15 dei quali accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico transnazionale di opere d'arte e di altri reati. Tra gli indagati, per il pm ha depositato la richiesta di arresto al tribunale del Riesame, anche il pittore milanese Renato Volpini.

I promotori delle truffe, secondo gli inquirenti, sono Elio Bonfiglioli e Oswald Aulestia Bach, originario di Barcellona, entrambi già al centro di indagini in Usa (in Italia sono già stati incriminati) e in Spagna. I due, che sono stati rinviati a giudizio insieme a altre quattro persone, avrebbero commissionato le opere d'arte a pittori e stampatori, in particolare di Milano e Firenze.

Le opere, grazie a galleristi e mercanti d'arte compiacenti, venivano esportate a San Paolo del Brasile, San Francisco, Chigago, Miami, Barcellona, Monaco e in altre città. I falsi Mirò, Picasso, Botero, Chagall, Fontana, Manzoni e così via venivano venduti ad appassionati o collezionisti ignari di aver acquistato a caro prezzo, un falso.

La falsa firma di Mirò. Lo scorso 3 novembre, come hanno documentato gli investigatori, Elio Bonfiglioli, uno dei personaggi principali coinvolti nella vicenda, dopo essere uscito dall'abitazione del pittore Renato Volpini con sottobraccio un rotolo di carta, si incontrò in una via semicentrale di Milano con Oswald Aulestia Bach. Bonfiglioli, in mezzo alla strada e seminascosto solo dalle auto posteggiate «srotolava il rotolo che aveva con sé», mentre Aulestia «con in mano un lapis, apponeva una firma in calce sui diversi fogli» che componevano lo stesso rotolo, appoggiandosi sul vetro della macchina usata da Bonfiglioli per presentarsi all'appuntamento. Bonfiglioli aveva poi riposto il rotolo nella propria autovettura dopo aver consegnato, però, qualche foglio ad Aulestia. In base a quanto appurato le opere d'arte grafiche contraffatte, così come la firma falsa apposta, erano del grande pittore catalano Joan Mirò.

Le tecniche di restauro. Eccole, le curiose pratiche di restauro dei falsi: quando le opere contraffatte perdevano il colore bisognava laccarle, quando invece erano raggrinzite si poteva ricorre a qualche colpo di ferro da stiro e, se erano macchiate, bastava spruzzare un po' di Viava. Per invecchiare le etichette con il numero progressivo della tiratura bastava invece un po' di thè E'quento emerso dalle intercettazioni telefoniche della Procura milanese.

Le cornici di Ikea. Per le cornici si passava all'Ikea dove, tra i tanti modelli, era facile trovare qualche spunto da copiare. Elio Bonfiglioli, uno dei principali indagati, il 5 novembre dell'anno scorso, parlando al telefono, spiega alla sua interlocutrice che era stato fermato alla dogana dell'aeroporto JFK di New York: «Mi hanno aperto la valigia, hanno preso le grafiche per domandarmi che sono che non sono...'che son poster' gli faccio in regalo...». Il 20 marzo di quest'anno Oswald Aulestia Bach, un altro indagato, conversando con Bonfiglioli gli spiega: «Ieri sono andato...questo pomeriggio...all'Ikea... (parola incomprensibile) quando sono ritornato da lui... passato per l'Ikea per vedere le cornici etc, etc...martedì mi metto al lavoro per farli questi pezzi».

www.ilmessaggero.it

comments

Elisabetta Trevisan 07/06/2008 12:30 PM
confortante....

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