Tuesday May 13, 2008
"Salire sul metrò in un momento di grande ressa l'ora di punta del mattino, l'ora di punta della sera- e avere la fortuna di trovare un posto a sedere. Contare il numero dei giornali, passare in rassegna i titoli dei libri e osservare la gente che legge (con il mistero racchiuso in ciò, l' impossibilità di entrare nella mente di un altro), orecchiare le conversazioni, buttare l'occhio sopra una spalla per leggicchiare qualcosa.
Gli uomini magri con le valigette, le donne corpulente con riviste, i liceali con i testi scolastici pesanti dieci chili. Romanzi- spazzatura, fumetti, Melville e Tolstoj, Come raggiungere la pace interiore.
Guardare i compagni di viaggio dall' altra parte del corridoio e studiarne le facce. Con meraviglia per la varietà di sfumature cromatiche della pelle e la varietà dei lineamenti individuali di ciascuno, del mento di ciascuno- gioendo degli infiniti rimescolii del mazzo di carte umano.
Gli accattoni con i loro canti stonati e le storie di dolore; stizzose arringhe dei catechisti revivescenti; gli uomini silenziosi che percorrono la carrozza vendendo ombrelli, tovaglie e balocchi meccanici da poca spesa.
Il rumore del treno, la velocità del treno. Il crepitio incomprensibile che a ogni fermata esce dall'altoparlante. I sobbalzi, le repentine perdite di equilibrio, l'impatto fra estranei che si trovano a sbattere l'uno contro l'altro. L'arte fina, integralmente civilizzata, di farsi ognuno gli affari propri.
E dopo, e sempre senza causa apparente, si spengono le luci, cessa il ronzio dei ventilatori e tutti restano seduti in silenzio nell' attesa che il treno riparta. Mai nessuno che dica una parola. Rari anche i sospiri. Si sta seduti al buio, aspettando, con la pazienza degli angeli."
Testo: A.N. Di Franco
Dipinto: "Roma-Il ponte di Tiberio"
May 13, 2008 01:08 PM [edited: May 13, 2008 01:17 PM]
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Luca Imperiali 05/13/2008 01:44 PM