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Buona a Nulla

delle nostre donne, io sono l'errante

equilibriarte.org : Beatrice Niccolai : blog : gli echi dei lamenti

gli echi dei lamenti

Giorni di pioggia
fra le tue braccia e il mio destino.

Ho attraversato mille vite
e un recinto di lauro
per arrivare al silenzio delle cose:

quello in cui abiti i miei pensieri;
la continua sete della terra
e la speranza dei fiori sugli alberi,
come fossi io in te,
continuo mutamento.

Le ginestre muovono gli echi
dei lamenti che fa la vita
inciampando.




Beatrice Niccolai

comments

Chiara Catapano 05/03/2008 10:05 AM
Ho attraversato mille vite
e un recinto di lauro
per arrivare al silenzio delle cose

eccezionale! buondì Bea!
Maria Cecilia Camozzi 05/03/2008 10:07 AM
Stupenda! Mi piace moltissimo questa tua poesia di oggi. Arrivare al silenzio delle cose è come arrivare alla loro essenza, un atto contemplativo.
Buon fine settimana,
MC
Beatrice Niccolai 05/03/2008 10:11 AM
Buongiorno Chiara!
Grazie di cuore.

Un forte abbraccio!
Beatrice Niccolai 05/03/2008 10:14 AM
Grazie Maria Cecilia.
Arrivare al silenzio delle cose, sì come atto contemplativo e riflessivo.
Come resa e consapevolezza.

Grazie.
sia un buon fine settimana anche per te.
Ciao a presto.

Beatrice
Fabiana Li Vigni 05/03/2008 11:00 AM
Grazie per le emozioni che (mi) hai trasmesso...
Buon sabato!
Fabiana
Beatrice Niccolai 05/03/2008 11:18 AM
Grazie a te Fabiana.
sia un fine settimana sereno, questo per te!
Daniela Tollis 05/03/2008 03:01 PM
Il lauro, le ginestre ... le tue poesie odorano di piante, di fiori e di frutti, di lacrime saporose, di dolori che dipingono i veri uomini e le vere donne.
E' bello il silenzio delle cose. Mi riporta ad una vita vera e semplice, ma nello stesso tempo ricercata nella sensibilità emotiva e culturale. Come nell'antica Grecia fanciulle in peplo si addormentano all'ombra dei templi aspettando senza angoscia ciò che gli dei hanno in serbo per loro. Immerse nel profumo del lauro e dell'ulivo.
Buon pomeriggio!
Beatrice Niccolai 05/03/2008 03:10 PM
Era maggio quando stavo preparando questa casa.
ero incinta e pioveva cotinuamente.
Ricordo che allora, vuoi perché ero giovane, non riuscivo a tollerare la pioggia.
Mi metteva solo tristezza.


A diciassette anni di distanza,
trovo tanti odori buoni nella pioggia.
La casa è la stessa.
Io ho diciassette anni di scelte, non scelte ed errori in più.

Ho bisogno dell'odore degli alberi,
dei discorsi delle foglie,
della tenerezza dei fiori
e di me che ora li ascolto.

un abbraccio Daniela!
Claudia Sejanovich 05/03/2008 04:49 PM
bellissima!
Beatrice Niccolai 05/03/2008 04:56 PM
Grazie Claudia!

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