(Un notturnista del colore)
Wednesday July 2, 2008
Scacchiera con mosca, disegno a china 1980
La mosca
E' un insetto minuscolo.
All'apparenza innocuo.
E' nera con ali trasparenti e quattro zampettine pelose.
E' bizzarra, irrequieta, imprevedibile.
Inoltre testarda: tu la mandi via ma essa ritorna sempre. Le piace sfidare il nemico.
Ha ragione, dalla sua ha la velocità che manca a noi.
Io la osservo attentamente, nel mio guardarla c'è la ricerca forse di me stesso. La mosca mi attira.
Tra gli insetti è la più fastidiosa, per niente serena essa ti si attacca sempre, sembra quasi lo faccia di proposito.
E' minacciosamente di un nero lucido.
Quando la osservo mi viene voglia di imprigionarla.
Da piccolo mi divertivo a catturarla dentro il bicchiere capovolto. A volte le staccavo le zampette o le ali. Tutti noi bambini lo abbiamo fatto, ma adesso io continuo attraverso il disegnarla.
Essa è solo una mosca, nera e ingigantita come i nostri incubi quotidiani. Osservala, ti sembrerà di percepirne il movimento, una vibrazione del corpo, ti verrà voglia di afferrarla, ti riporterà alla tua infanzia.
Essa è una idea, fissa, che ti prende lentamente, ti penetra, scava dentro di te provocandoti un solletico appena percepibile ma continuo. Se ci fai caso avvertirai un piccolo desiderio di trasformarti in essa, prendere il suo posto.
Allo stesso modo vuoi stuzzicare l'uomo, accarezzarlo e scappare via per poi ritornare. Lo vuoi infastidire e attirare allo stesso tempo, vuoi farti imprigionare ma tentare sempre di volare via. Vuoi assillare.
Ti stuzzica la mosca, sento già l'eccitamento sul tuo capezzolo.
Guarda la mosca, non ti stuzzica? Stai fremendo dalla voglia di un bacio e io ho voglia di baciarti, immergermi dentro l'agognata vita, allo stesso modo con il quale mangerei un riccio marino appena pescato dopo aver spremuto un po' di limone e aver aggiunto un pizzico di sale. Sei morbida come un'ostrica e del tuo liquido mi vorrei dissetare.
Immagina se la mosca si dovesse posare sulla tua bocca, sarebbe una minaccia ma anche un posarsi leggero su quelle candide labbra che vorrebbero essere da me inumidite.
Ti desidero come quella mosca desidera posarsi sul mangiare pur rimanendo libera.
E' una idea della quale non so più liberarmi.
Ti desidero forse perché ho bisogno di scoprirmi, tu rappresenti, il desiderio inappagato di tutta una vita persa dietro il nulla, spesa per un pugno di mosche, per fumo che tenti di afferrare ma che ti scappa via da tutte le parti. Sei una mosca, con le ali, andrai dove vorrai, ti poserai dove tu deciderai, ma fai attenzione a non farti imprigionare sotto un bicchiere capovolto, altrimenti il tuo volare sarebbe ristretto entro uno spazio angusto di falsi pregiudizi, vani ideali. Rimani libera come la mosca, come migliaia di mosche, libere, leggere, quasi eteree. Continuerai ad essere un sogno.
La mosca continua a ronzarmi intorno, cerco di scacciarla, ma essa mi si poggia sulla mano, sul naso, perfino sul foglio bianco
che vedrà partorire una nuova opera. E' sempre più nera e insinuosa. Ma dimmi, perché non chiudi gli occhi? Tienili chiusi, io sono accanto a te, ti passo la mano lieve tra i capelli, poi accarezzo il tuo volto e ti bacio con passione. Posso osare dirti di essermi innamorato? Di un amore visto in controluce, è un amore sublimato da una idea, è la voglia forte di catturare una bellissima farfalla dagli splendidi colori. E' il desiderio impercrutabile di un viaggio nell'inconscio.
da " Appunti raccontati " di Salvatore Romano, Firenze 1999
July 2, 2008 07:44 AM [edited: July 2, 2008 08:04 AM]
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Aniello Scotto 07/02/2008 07:50 AM
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