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Salvatore Romano

(Un notturnista del colore)

equilibriarte.org : Salvatore Romano : blog : 2008 : July : 25

"PAESAGGIO"

Salvatore Romano, Nudo con la morte, 50X70

"PAESAGGIO"



Così, come il sole la terra impetra Giovanni lambiva il seno della piccola Catrin. Con dolcezza la guardava, con pallore visitava il suo di lei volto nel timore che la rotazione del mondo potesse non fermarsi ancora un istante nel suo cuore, nei confronti di una linda vent’enne come Catrin. Ella si lasciava baciare, un uomo come lui, Giovanni, non poteva, non avrebbe mai potuto deludere qualsivoglia donna. Nel frattempo la terra, davvero non si fermava, il sole giostrava ogni fil d’erba e il vento accarezzava destreggiandosi ora impetuoso ora miserevole. Una vecchia sostava momentaneamente fuori, nella veranda della loro casa, con una tazza metallica tra le mani ed il dito indice, lungo e rugoso, infilato nel manico di essa; un cappello piccolo e sgualcito, color marrone con sfumature verdi acqua, ed una veste nera tutta impolverata. Il volto smunto della vecchia, con occhi di cerbiatto castani, radi capelli pur castani con riga di lato cadevano su due piccole spalle, esili, ed i piedi ignudi della vecchia parevano un campo di battaglia nel quale una ruga a l’altra tirava fendenti. Il sole impetrava la terra, nuvole errabonde, estate abbarbicante, primavera in rimembranza. Nel portico vicino alla casa, si stendeva un velo di pietà, e gruppi di barboni vagabondi sostavano in fragrante attesa. Due amici allor passavano lì sotto, e le mani protendevano loro, lerce e paffute. Uno dei due amici sputò scosto, poi filò dritto e prese a braccetto l’altro.

<< L’innaturalezza della donna è insulsa. Essa macchina, formula improperi, sgrida, e null’altro le importa >>

<< Hai ricevuto un gran batosta da Carolina. Se ben rammenti, ti avevo pur detto di guardartene >>

<< Tu mi avevi avvisato, è vero. Ma io potevo non amarla? Tu che mi dici, si può non amare chi si ama? >>

<< Che domanda sciocca!>> rispose l’altro << Certo che non si può! Amare, insomma, non è poi una bazzecola >>. “Ah” pensò non colui che per ultimo avea parlato “dove mi trovo? Costretto a vivere con costoro, a dividere con loro il mio pasto!”. E chino avea seguito pel calle ghiaioso. Lontano frusciava il mare, e la pineta ombreggiava perenne.





Sorgeva il sole lontano, in un distante paese,

bambini paesani con il lor volto proteso

vagheggiavano illesi grande pendio scosceso

ove libranti e dannate l’alme eran discese.

Che fossero esse nel mondo o inferno arrese

come bimbo che avanzi tra belve quatte indifeso

e che guardi ai lor occhi l’oscuro malinteso

e si deprima per proprie amare spese:

non vi era dubbio: così non era, affatto.

Ma assai dannati eran coloro i quali piangevan

nella calma di chi allor li guardava.

Come d’un tratto l’occhio dei buoni, di scatto

allora i peccatori si protendevano e fendevan

l’ali senza volare immersi nella lor stessa bava.

Tristezza poi veniva con ali di zanzara

a quietar spirto vivo, come quel ne la bara.



Carolina si rivestì. L’estatica gioia sul suo volto di bimba ancor, poteva essere lo stesso rossore soffuso sulle nivali gote. Ella correva con la sua veste e la lanciava in aria, e ci giuocava, mentre rideva l’altro, Giovanni, con una mano su la bocca, e ‘l guardo ancor stupito.

(Alessio Romano)


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