(Un notturnista del colore)
Thursday July 17, 2008
D’infinità la mia veste, muove i brandelli
che nel passato sono stati scorti;
poi v’è un gran tugurio, e vivi e morti
e stanchi e vivi, e appisolati, e brutti e belli.
In questo antico mondo, tutti menestrelli
che nel peccato hanno i cuori ritorti
e in verità ascondendo lor debolezza, forti
vengono a dirsi. Son tutti nudi, tutti felli
e stringono il peccato in loro ossuta mano,
venale. Nel bosco i fringuelli cantano,
prorompenti come le onde più alte del mare,
ed i cuori degli altri molestano.
Cosa riman poi? Lusinghevole amare
che si rivela sempre ancor più scarno e vano,
del sapore delle onde che vengono amare.
(Alessio Romano)
July 17, 2008 07:50 AM
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