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Salvatore Romano

(Un notturnista del colore)

equilibriarte.org : Salvatore Romano : blog : 2008 : July : 16

Sul finire

Sul finire

Declina il giorno
ripetuto
E' sera
Stanco sorseggio l'alcool
guardandomi allo specchio
Chi è quell'uomo?
Ha capelli corti
barba brizzolata
gli occhi son lucidi
neri
Aspetta
Anch'io aspetto da quest'altra parte
un suono dalla porta
lo squillo del telefono
una visita improvvisa
Mi adagio a terra
Attendo
Il sole è proprio andato
si annera tutt'intorno
Con gli occhi aperti incontro
l'opera mia
Suprema
Sorrido malamente
cambia la mia vita?
Donnine con le ali
alcune con insetti
c'è l'Eva col serpente
chi stringe lo strumento
qualcuno ha perso la testa
un'altra tiene la croce
Sto sempre qui
supino al pavimento
vorrei poter volare
cambiare mondo e gente
Perché mi struggo?
Riguardo quel signore
che mi somiglia tanto
mi strizza anche l'occhio
lui ha capito che il gioco non ha fine
Dei tanti continenti
il mare alto
il colle
vorrei incontrare gente
ma solo in questa casa
viaggio con la mente
Detergo l'anima mia dannata
imploro il Dio degli altri
Silenzio
Chi ascolta la mia voce?
Sorseggio ancora alcool
E' notte fonda
Mi addormento
Sogno di salire sulla nave
pesante essa galleggia
sul nero senza fine
con me compagni ignari
perché il legno va senza comando
il sole ha lasciato
la sua zona
il vento freddo investe i visi
le labbra son salate
Poi approdiamo in una terra
senza nome abitanti
solo sabbia e sassi
un orrizzonte vuoto
Vaghiamo alla ricerca
ignari giungendo in una grotta
un lungo grugnito
Qui mi sveglio all'improvviso
con l'acqua salata sulla fronte
La luce ha fatto capolino
risciacquo il mio viso addormentato
bevo un caffè
metto il pantalone
Che bello questo giorno
è lungo
è caldo
la luce dà fiducia
e nell'ora sterminata
può accadere tutto
e son contento
Stasera chissà se incontro
quell'essere allo specchio
ma ancora è presto
mi godo la giornata.

Salvatore Romano, da Appunti raccontati - Firenze 1999


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