(Un notturnista del colore)
Monday July 14, 2008
LA BRAMOSIA DELLA FAMA
Ancora lei, è ritornata
in questa sera ambigua.
"Son ritornata" dice "la rata
annuale, ecco, prendi, seppure esigua
te la devo, ecco, insomma", è imbarazzata
perch’io sono angosciato,
tentenna ancora "Tieni,
prendi, è raddoppiato
il mio tributo, i miei beni
terreni ti sto offrendo,
e tutta me stessa, se vuoi
far sesso, per te, io non mi vendo,
del resto, insomma, poi, sono affari tuoi".
Le dico "Insomma, io non ti cerco,
io non ti voglio, a te, senza offesa,
preferisco d’un cavallo il fresco sterco,
o tra la gente abbietta, una serata in chiesa,
perché, vedi, tu" le dissi infine,
"offuschi la purezza
delle ispirazioni, come le colline
rese nude dei suoi figli e brezza
mattutina resa sozza dall’inquinamento,
vedi, preferisco annegare nel torpore
o nell’afflizione, e non mento
sai, se non torni più, mi fai un favore".
"E va bene" dice lei con dignità
"io non mi offendo,
t’offro sangue oro, beltà,
fama, voluttà; non me la prendo
anche se quel che dici
è grave. Io ti assicuro
ancora oblio, amori ed assortite vernici
per colorare il grigio muro
della vita che ci racchiude
in questa striscia d’indubbia libertà;
io garantisco carni nivee e nude
in cui potrai dimenticare: t’esenterà
da quest’oscuro e triste giorno
la mia presenza; io illumino
il destino e poi lo adorno
e sul presente, vedi, mi chino
e lo bacio, e se vado, poi ritorno
sempre più truccata
e bella, e se non sono
il sole son dal sole illuminata,
e faccio salire, chi voglio, sul mio trono
cosparso di diamanti
ove solo le divinità
si son posate, sui cangianti
tessuti del diniego o umanità.
Tu divieni grande e mi rendi
soggiogata, così che anche io
mi faccio al pari tuo; tu mi sorprendi
sempre più, ti bramo amore mio
e non per altro mi offro
a te, io bramo le tue mani
sul mio procace suppur casto
corpo. Or me ne vado, forse domani
tornerò, all’or del pasto".
Parve preoccupata: "Che vuoi?" le chiesi
bruscamente. "Mi sembri mesto"
"E allora?" ribattei. "Ah! Non mi offesi
prima e non mi offendo ora. Un bacio, a presto".
E se ne andò, forse distaccata,
ma già la sento, a sera:
"Eccomi qua, dolcetto mio, son ritornata".
Par la vita a Primavera
eppur la odio immensamente,
eppur lo so, ch’è soltanto una chimera,
eppur la temo, quando lente
le mie forze andar si lasciano, e ammarra la maliosa sera.
(da il libro di poesie "O verdone" di Alessio Romano, Lalli Editore)
July 14, 2008 07:35 AM [edited: July 14, 2008 01:15 PM]
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