Monday September 22, 2008
E' lunga ma portate pazienza...
Nel Reame di Altroquando , nel paese dei Sassi Colorati viveva Andrea delle Farfalle…
Era Andrea una strana creatura dal temperamento spinoso come un istrice , ma dal cuore luminoso come un girasole; lo si vedeva poco in giro per il paese e molte leggende ruotavano intorno alla sua persona: chi diceva vivesse in una piccola stanza in compagnia di un coniglio, chi raccontava fosse un ricco conte caduto in miseria per amore e chi affermava che di notte si trasformasse in orco ed andasse in giro a caccia di carne umana…E come è noto ogni mito ha qualcosa di vero, ma non curiamoci di questo, non è nostro compito alimentare leggende con leggende, a noi è dato solo, come dice il nome di scrive, far da “nunzio” e raccontare questa favola colorata affinché i sentimenti non abbiano mai a sfiorire.
Andrea viveva in una casetta ai margini del bosco, usciva solo a raccoglier qualche erbetta da mangiare e ad osservare le farfalle, sua unica passione; le farfalle erano per lui portatrici dell’arcano mistero di Madre Terra per cui ciò che è bello è anche breve….
Una volta tornato alla sua dimora, il nostro si dedicava a comporre note e note e note, accostava la sedia alla finestra e guardando il cielo cominciava a pizzicar le corde del suo strumento.
Una sera d’autunno qualcosa cambiò la vita di Andrea, stava suonando con tutto l’amore che si può trarre dall’anima di una vecchia chitarra quando ebbe l’impressione che la luna piena stesse assumendo poco a poco le sembianze di un dolce volto femminile e lo stesse chiamando con la promessa di rivelargli un segreto, il musicista ipnotizzato da quell’affascinante bagliore crepuscolare si precipitò a prendere una lunga scala di legno per avvicinarsi di più alla Luna e sentire ciò che essa desiderava svelargli.
Il cielo infastidito da tanta baldanza, poiché era molto geloso delle sue figlie Luna e Stelle, chiamò a raccolta le nuvole e chiese loro di soffiare sul misero essere umano.
Subito un vento di burrasca investì il musicista che, perso l’equilibrio, rovinò sul prato insieme alla scala battendo la testa.
Da quel momento Andrea cominciò a non interessarsi a nulla ,l’unica cosa che lo tormentava era la Luna che lo aveva chiamato a sé. Stava ogni giorno ad ammirarla dimenticando ogni cosa..Finì per dimenticarsi di nutrire il suo coniglio che scappò nel bosco a cercare tuberi e ghiande, finì per dimenticare di amare la sua donna che lo abbandonò senza parole, finì per dimenticare la sua chitarra che non volle emettere più alcun suono, dimenticò persino di nutrirsi e accudire se stesso.
Stava , ormai, fermo ad aspettare la notte e guardar la Luna…Ma la Luna è capricciosa come ogni creatura di genere femminile e stanca di tante attenzioni una notte di inverno lo trasformò in una enorme statua di grigia pietra..
Se Andrea si era dimenticato di tutto , c’era chi non si era dimenticato di lui poiché per la legge della Natura ogni cosa a un contrario dolce o amaro che sia.
Celestina, Regina delle farfalle, non avendo più visto quello strano individuo aggirarsi tra loro si era preoccupata per la sua sorte; quell’essere così diverso dagli altri umani che sembravano aver dimenticato l’incanto della Natura, quell’uomo che era in grado di parlare per ore con fiori e farfalle le mancava, Celestina sentiva nostalgia della sua aria spersa tra le nuvole e del suo sorriso puro come quello di un bimbo mentre osservava lei e il suo sciame e raccontava loro le emozioni che la sua anima provava a star immersa nelle gioie di Madre Terra.
L’insetto, innamorato senza sapere di esserlo: badate non parlo dell’amore che unisce i corpi ma le anime, decise di andare a casa di Andrea, Celestina conosceva la sua dimora perché un giorno si era nascosta tra i suoi capelli ed era rimasta li sino quando l’uomo non era rientrato a casa.
Non appena entrò dalla finestra aperta la farfalla sentì tremare le sue antenne di disperazione: non Andrea , ma una statua di pietra grigia dall’espressione affranta era seduta tra polvere e abbandono, Celestina nel vedere il suo amore ridotto a quello stato inerme pianse e le sue lacrime , molto rare, bagnarono Andrea da cui cominciò a colare una coltre di sabbia grigia che sciogliendosi rivelò le originarie fattezze di carne , ossa e respiro dell’uomo.
La farfalla col cuore colmo di gioia arrivò giusto in tempo a volar via dalla finestra prima che Andrea , attirato dal fruscio delle ali del suo volo, potesse scorgerla.
Ma Andrea non aveva più la memoria, lui sentiva, sapeva di aver vissuto tutta una vita che era stata sua sino a quel momento ma non conosceva più il dove, quando e perché..Un bisogno irrefrenabile di dipingere tutte le immagini che correvano nella sua mente lo prese, come se con le tele avesse voluto ricostruire la sua esistenza darsi un ‘identità.
Così cominciò a cercarsi tra i colori dei quadri bellissimi e misteriosi che nascevano dal suo cuore, questo bisogno di ritrovarsi lo aveva portato a non vagar più per i boschi.
Vi chiederete cosa facesse Celestina senza il suo amato bene…
La farfalla ogni notte andava a posarsi sul davanzale della finestra dell’uomo e a sussurrargli, mentre lui riposava, favole , sogni e il suo amore, tanto è che Andrea, senza comprenderne il motivo, ad ogni alba si sentiva sempre più felice e sereno e i suoi quadri divenivano sempre più belli.
Venne l’inverno e nonostante il freddo Andrea continuò a dipingere mantenendo aperte le imposte della finestra, perché desiderava sentir l’odore della Natura e Celestina continuò le sue visite notturne, sebbene la rugiada ghiacciata che spesso le copriva le ali rendesse il suo volo faticoso.
Una sera Andrea indugiò a dipingere sino a tarda ora, si sentiva particolarmente gioioso: la notte precedente aveva sognato che una creatura dagli abiti color celeste gli aveva sussurrato di amarlo e ciò lo aveva reso ispirato per tutto il giorno; all’improvviso una fredda folata lo fece rabbrividire e decise che era tempo ormai di dipingere a finestre chiuse , nell’alzarsi ad accostare le ante vide qualcosa di celeste brillare tra la brina notturna: era una piccola farfalla con le ali bruciate dal freddo, un lampo di memoria squarciò l’anima di Andrea, una fitta al cuore gli tolse il respiro: ora ricordava tutto,ora comprendeva tutto..Non era stato un sogno ma era reale la creatura celeste che ogni notte cantava per lui nenie d’amore ed era una farfalla non una donna come lui aveva sempre creduto di sognare….Come un treno a ritroso sul binario tutto il passato dimenticato corse veloce davanti agli occhi di Andrea: le farfalle,i fiori, la chitarra, la Luna e la caduta che aveva sciolto in polvere la sua memoria, il suo amore per la vita ed aveva solidificato in fredda pietra il suo essere.
Andrea raccolse nel palmo della mano la piccola creatura , tolse via la brina dalle ali cercando di farla rinvenire , ma nulla : Madre Natura aveva ripreso con sé la Regina volante…
Nel guardarla Andrea si rese conto di averla sempre amata, anche se le loro nature li rendevano così distanti , l’uomo amava l’unica creatura che si era curata di lui e non contavano le differenze. Stretto dal dolore pianse tutte le lacrima che aveva sempre trattenute in vita sua.
Tanto amore richiamò Madre Natura, l’unica creatura capace ancora di miracoli, Andrea sollevò la testa e vide fluttuare davanti ai suoi occhi un intreccio di fiamme che avevano tutti i colori dell’arcobaleno e che ardendo con un tepore straordinario creavano le sembianze di una donna.
“Sono Madre Natura Andrea, l’amore puro che lega te e Celestina mi ha colpita, perché è un amore vero, che da senza nulla aspettarsi ed ho deciso che voglio farvi un dono riporterò in vita per sempre la tua amata farfalla ma tu dovrai sacrificarti”
“Farò ogni cosa per il suo amore mia Signora”
“Bene , diverrai un fiore e poiché il viola è il colore della magia e del mistero e poiché il vostro amore sboccia da una purezza di Pensiero sarai una violetta del pensiero..”
Dicendo così la Madre scomparve mentre Andrea sentì i suoi piedi divenire umidi per il fresco della terra e i suoi capelli divenir vellutati petali e il suo corpo diventare sottile e profumato.
Si racconta che nel cuore del bosco di notte sia possibile vedere una farfalla celeste riposare tra i petali di una violetta, e che la violetta trasudi rugiada colorata e che ogni giorno all’alba gli spiriti del bosco la innaffino con l’acqua della fonte dell’Eternità per renderla immortale….
E non chiedetemi come sia possibile che una creatura umana ami una farfalla, perché sarebbe come chiedersi perché creature umane tanto diverse uniscano per l’Amore le loro vite…
Nelle favole tutto è possibile anche sciogliere in sogno il grigiore quotidiano………
Oggi mi son svegliata con una lacrima che scendeva dall'angolo dell'occhio sinistro e con queste parole (canzone di G. Nannini in testa)
"E non ci sei ora che voglio te voce del mio silenzio.."
Poi ho guardato fuori, il tempo è lo stesso di 10 anni fa: un grigio turchino che cade nel mare...ed ho ricordato che domani son 10 anni che sei volata....
Ciao, buonagiornatata a tutti
category: Minestrone - September 22, 2008 07:25 AM
link | permalink
| Su | Mo | Tu | We | Th | Fr | Sa |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | |
| 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 |
| 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 |
| 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 |
| 28 | 29 | 30 | 31 | |||
36,814 visits
Amare non è cosa da tutti, perché richiede che le cose ci attraversino il corpo e l'anima, tracciando solchi e segni, da cui possono nascere scritture particolari come la tua, cara Nunzia, piccola farfalla di luce.