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Nunzia Cosenza's blog

equilibriarte.org : Nunzia Cosenza : blog : category: Parole...

Pausa

Rimboccherò gli orli del Tuo amore
riposando dove l'orizzonte delle tue ciglia
è umido ciaciglio di rosa
non indosserò altro abito
che l'incenso del tuo ricordo
Ieri, dove risale l'arpeggio delle Tue labbra
il mio Tempo, scalzo di ore,
si è fermato a danzare

Lorenzo Castello ospita Nunzia Cosenza

Ciò che tengo in mano in foto, purtroppo con le luci non sono granché brava, è il grandissimo dono che ha voluto concedermi un uomo dolcissimo e molto semplice, che ho avuto l'onore di incontrare e i cui occhi,limpidi, schivi e carichi d'anima, non dimenticherò mai..Sto parlando del Maestro Lorenzo Castello , che ha voluto accogliere tra le pennellate dei suoi quadri i miei umili versi e che sta organizzando una mostra ( di cui lui stesso ha avuto modo di parlare nel suo blog: /lorenzocastello/blog/im [...] llo-e-nunzia-cosenza )a cui averò l'onore di essere Sua ospite.
Io , che non ho un centesimo di euro, nel mio solito stile "rigattierbarattaiolo" chiedo ( so che è una follia) se qualcuno vorrà avere il piacere di ospitarci per ricevere in cambio il dono di un viaggio speciale tra pittura e parole..
So che è una richiesta da faccia tosta, ma nella mia poetica follia ci provo sempre...
Ringrazio ancora Lorenzo per tutto...E, comunque vada, questa è una testimonianza che il web custodisce (come dica anche la dolcissima amica Brunella Neri)ancora qualcosa di buono e sano.
Un bacione a tutti sul nasino

Acquea

Scendo dove il mare sale
ed è sale la gloria che riempe
le assetate bocche di un potere spento
e ritaglio coralli ed intaglio sirene
per colmare l'abisso
dove l'anima scivola come veliero incrostato di silenzio
La luna ha senso solo se di passione muove i fianchi dell'orizzonte
ed il suo riflesso possiede come folle amante
in quel riflesso ricordo di averTi amato
da quando, varcato il mio consenso,
hai scelto di appuntarmi come fiore al tuo innocente petto

Sull'amore

Si può amare una creatura (uomo o donna che sia) senza violare o intaccare il legame con il proprio partner. Parlo di un amore puro (come quello che lega i genitori ai figli, i fratelli, gli amici) un amore emozionale , fatto di anima e cuore che trascenda l'appartenenza fisica ( la fisicità è istinto della natura umana e animale , tanto è vero che spesso , anche se il rapporto tra uomo e donna langue, l'appartenenza fisica continua a sussistere). Come certi amori puri di bambini.
Un amore in cui 2 non sarà mai 1 , in 2 si può aiutare ad andare avanti.
Un amore che è come amare un fiore, un passero, lo sguardo o il sorriso di un bambino, un cucciolo.
Un amore che è simbiosi di anima.
Un amore calmo ,sereno e pieno di gioia che è come zucchero filato alle giostre: non fa male , aiuta a sorridere.

A-mare-a

Come la Notte sceglie
i passi migliori per vestir la Luna
e domare il fondo del mare
nel perlato ventre di una conchiglia
così spoglio di veli la mia deriva
e conto i granelli infiniti di una sponda umida di sogni
Non ha ore il Tempo
si scandisce di liquide piume leggere come il nulla
è d'ovatta la mia anima molle come roccia
che crede di esser nuvola
tra una radice e una zolla d'abisso
passa il profumo di un ricordo
e l'orizzonte è solo altalena
di gentili labbra vestite di rose

Bocca

Cavalcando con occhi di luna
le onde che fan da crine alle sirene
consumerei, piano, le tue labbra
sino a sentire che son solo impronta delle mie
la bocca mia è cortina del tuo desiderio
ed i baci son concerto
tra un fiore ed ali di farfalla
Ora resta dove si nasconde la mia anima
come un fanciullo che sorride
al pensiero di farsi trovare

L'uomo sensuale

L'uomo che amo
è un uomo sensuale nell'anima
vibra del sorriso di un ventenne
ed anche se se profuma di stanchezza e malinconia
non lo cambierei
L'uomo che amo,
amare poi che verbo
pesa come un carico di foglie autunnali
viaggiate dal tempo,
è il disegno indefinito
che si fa toccare e non toccare
L'uomo che amo è un segreto solo mio
che si culla nell'alba e nel tramonto del sole

Nenia di Venere, sogno di Femmina

Nenia di Venere
sogno di femmina
schiuso alla fortuna
dove i ricordi hanno l'abito della passione
e l'umido piacere della memoria
L'incanto è giarettiera del tempo,
sensuale come l'onda
che morbido rende il segreto del ventre,
riempe e vuota , vuota e riempe


Maddalena

Mai nome fu più adatto ad un destino...Maddalena, ingenua peccatrice moralmente ingabbiata, assurdamente marchiata dalla stupida necessità di ristoro dell'anima che, in modo estremo, vigeva e (spesso ancora vige) nel meridione.
Maddalena bella bambina di quarantanni, un mare di neri capelli, occhi vestiti di kajal e la bocca di ciliegia dischiusa sul desiderio d'amore.
Maddalena che non conosce la natura e non sa che l'onda che urla dal profondo del suo corpo farà lievitare come luna il suo immacolato ventre.
Divisa, Maddalena , dal suo amore, giudicata solo per aver amato; è coraggio Maddalena, coraggio di sopportare ciò che uomini, elevatisi a Dio, le hanno imposto; crudeli gli uomini, che non son riusciti a strapparle i suoi amati frutti.
Son passati anni, Maddalena ha ancora voce ed occhi da bambina sfumati di ombretto celeste, la vedo frugare tra i suoi gioielli e scegliere i più belli da indossare per affacciarsi alla finestra e cantare e il suo canto è puro e chiaro come la voce che sgorga dall'animo di una vergine.
La sua voce canta d'amore , mentre la mano carezza il gatto poi si tira su, facendo leva con le braccia sulla carrozzella, l'orlo della gonna a piccoli fiori rossi ondeggia dolcemente, e guarda il sole, che riflette dorato sulla sua pelle bianca, ringraziando Dio perché nulla le manca e ricomincia a cantare , i suoi dolci acuti sciolgono anche la nebbia più ostinata del nord e portano via la tristezza dal mio cuore


Desiderio

Le foglie asciugate dall'inverno
son ruggine del Tempo
e malinconici sospiri dell'estate
stesa sulla mia schiena
libera da nodi come bianco mare d'inchiostro
scivolano le dita dai seni
sull'immacolato ventre di conchiglia
sino al parallelo della solitudine
al cospetto dei chiusi occhi
solo l'anima mia che muta gode
e si raccoglie nel suo umido oblio
la gola nell'intimo canto si scioglie
per condurre a te con la brezza del mare
l'odore mio di resinoso scirocco dolce

Verrà

Darò un appuntamento all'Amore
e lui verrà nel Suo Nome
con un cilindro colmo di pensieri
e al petto un'anemone di mare le rose saranno segnalibro di nuvole
ed ogni loro spina un coriandolo
per graffiare i ghiacci dell'inverno
Verrà l'Amore con scarpe lucide di passione
ed hai polsini i gemelli tuoi occhi
verrà conducendo per mano l'anima
dove il sole si passeggia senza pensieri


Dono

Vorrei riposare
sulle labbra di Dio
e sentir le dita del cielo
sulle mie stanche tempie
aver scarpe di nuvole
e occhi sole
ed un tascapane pieno di sogni
per lasciar briciole d'incanto al Destino
vorrei essere l'ultima goccia di mare
che bacia i coralli mentre l'abisso va a dormire
ed i fianchi d'amanti che fan all'amore
e il dolce seno tra le labbra
dell'essere che s'affaccia alla vita
vorrei essere l'aria , in te sarei sempre
o mio delicato Amore

Raggio

Non vedrò i girasoli
riempire le curve d'orizzonte
come morbide dita d'amante
Ho seminato manciate di felicità
e spedito al Destino le mie orme
raccogliendo coriandoli di tempo
dispersi su intime corde
con orli di sabbia ho plasmato castelli
per dar riparo alle illusioni
Oggi scivola un francobollo sull'anima
e tacciono le clessidre
non stride il loro canto di cristallo
contro l'apnea della ragione
il punto d'arrivo
è partenza dell'amore a venire

Oggi

Oggi ho davvero le palle triturate
quando cammino il cavallo dei jeans fa rumore di cocci
e c'è qualcuno
un certo Mister sole
a cui tirerei le orecchie da coniglio
uhm
bye

Immagine

Il destino nutre appetiti
profondi come voragini
e dove il Cielo detta le sue preci
ho udito passeri cantare
crocefissi al vento
E' tempo di poggiarsi
sulle spalle dell'Amore
edificare fioriti tempi
dai bastoni suoi
e vestire d'ali gli occhi
per sentire ciò che l'Infinito nasconde
nella mirabile culla dell'umiltà
Oggi il mare è un coriandolo d'oro
fluttua come piuma di sole
alla deriva dell'incanto

Nasciam roccia per essere forgiati ad arte

Nasciam roccia
per essere forgiati ad arte
siam lacrime benedette agli angoli delle labbra
dove i sogni allattano l'anima
e il Tempo corre al ventre del sentire
per lambire con lingue d'Infinito
il rorido colar dei suoi pensieri
Siam steli piegati dal vento
sui campi dorati del divenire
come nuda, vergine sposa avida d'amore
al novello impulso di passione
il suo abbraccio dona
così al Destino , amante eretto
ad un Volere crocefisso su erranti nembi
offriamo il nostro desio di gloria

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Errare

Errare misero di errato verbo
come pioggia secca
da labbra umide di noia
sul reame del silenzio
tra le gemme opache
nelle pieghe ossidate dell'anima
mutata in rugginosa corona
perdi ancora le misere speranze
E tu Poeta
uccello monco crocefisso
alle tue ispide piume
spine di una rosa che teme
di divenire umana carne muta
chiedi mai alle tue zampe
pesanti ancore del cielo
se i versi tuoi striduli
come il dolore di Dio
volino oltre la cieca siepe
del quotiano andare
o muoiano stinte nell'opaco ventre della diffidenza?

Il sale

Con occhi di bambino
che culla l'incertezza della Vita
nella domesticità statica del trono tuo
osservi il mare ed è vela di ricordi
e lacrima di destino la robusta ciocca
che solitaria naviga i pensieri della fronte tua
e ti muove il duro silenzio
che lontano ti rende
forse all'amore Tuo pensi
rubato troppo presto al Tuo giardino
e sembri, oggi, fragile come fiore
che le radici sue vorrebbe tagliare
ma per i frutti amati
ancorato resta a questa terra
per lui così pesante
e abbracciarTi vorrei
ma sarei come lacrima che innonda la roccia
e così in silenzio Ti amo Padre



Non è dato sapere

Non è dato sapere
per quale vento tremeranno i minuti del poi
e se il Futuro stenderà il suo sudario
su filo spinato o stelo di rosa
Il passato flessuoso come odalisca
muove le incognite sospese
del suo esplorato ventre
e danza sulle porte del divenire
Non è dato sapere
quale scirocco asciugherà la lingua mia
ché se il domani avesse bisbigliato
il suo canto al mio orecchio
avrei donato le mie ali
alla resa di esser lacrima
imbalsamata tra le pieghe
di un fazzoletto

Danza

Se il tempo sterile
abortisce inganni
tu non sgranar
il rosario dell'arsura
e abbandona la tua anima all'apnea
ché il Silenzio
è come boccone di respiro
che muto danza
per il troppo affanno
spogliati di voce
e le spine delle tue ali
dona al vento
saran oblio di pavidi papaveri
quando il tuo vagare avrà asciugato
l'ultima goccia di tempesta

Il respiro del mare

Dove finisce il respiro del mare
la vita oblia gli umani affanni
vestendo la rugiada dei coralli
ed il Sole giocando a scacchi
sul tremulo seno dell'orizzonte
ha perso tutte le sue ancelle
e di rabbia arde nella danza delle sue ombre
non fiata l'abisso e le redini d' Eolo
tacitano l'onda laddove Dio diviene Uomo
e col ventre del cielo fa l'amore

Obolo

Donar conforto
è l'obolo più grande
laddove intento non conosci
il poeta è pazzo sognator di stelle
ed al cielo le sue preci d'inchiostro vende
e di molle carta son le misere sue tende
vestite di anima senza bende

Padre

Come se due dita
disfacendo la matassa del mio respiro
legassero il fiato mio al Tuo cuore,
padre
io sento sfumare l'anima mia
ed i suoi piedi divenir polvere
quando negli occhi,
spezzando ogni ragione, mi frughi amore
che nella solitudine delle mie stanze
di lacrima si unge
ed alla madre chiede
che paziente attenda
il Suo Amore
ed aria ancor gli doni
ché come cento colpi
oleati di Destino
son le parole tra noi
mai dette

Quattro poesie

Stelle
Pascolando l'anima mia
ammantata di creativo desio
nella notturna volta, antico fabbro
d'una fiamma che brucia
e ardendo sempre si plasma,
spio le luminose figlie dell'Universo
matrici di gloria e punti cardinali
d'ispirato intelletto
Così impavida pescatrice d'emozione
al cielo rubo le sue stelle
per forgiar di nuovo mestiere
l'errare umano della mia fantasia


Furto

Scivolando sulla scala del destino
io folle equilibrista
abbandonata al vento
l'angusta miseria
delle umane radici
dal desio d'Eterno accecato
ho rubato l'anima alla notte
dondolando sull'orlo del silenzio
ho rapito del cielo l'amata bocca
dischiusa nel selenico bacio


Equilibrismo
Cavalcando l'equilibrio
nel rincorrersi circolare
di perfetto ed imperfetto
lungo il perimetro del destino
per l'anima mia cerco
l'evoluzione più bella
e nel ciclico riposo
delle curiose membra
il profilo mio ricerco
dentro l'iride di uno statico specchio

Fenice
Forgiate di fuoco
per il Sole danzano
le maestose ali
sacri remi votivi
dell'eterna fiamma
creatrice di vita
Arde lo stupore del mondo
sulla deriva antica dell'orizzonte
ammantato d' aureo volo

Preghiera

Dirai che siamo
gocciolii di Creato
e l'alito ingrossato
dell'anima d' Eterno
oltre il cui ciglio
scorre il battito di Vita,
al cui generoso seno
il tempo le ore allatta,
e freme il passo incerto di Destino
alle cui membra il Futuro,
come pargolo sdentato,
si avviluppa
Dirai che son riccioli d'angeli
i nembi dorati che carezzano il cielo
e si sciolgono in pioggia
sulla voce della preghiera mia
che lieve cade


Anima

Forse ti ho vista danzare
nel chiostro dell'universo
come acqueo umore di un'alba calante
(ed eri tipieda come fredda neve)
Forse ti ho vista riposare
nel ventre del Destino
come amara conchiglia cullata dal tempo
(ed eri umida come asciutta sabbia)
Forse ti ho vista ardere
dentro la bocca dell'assoluto
come fresca speranza adorna di vita
(ed eri limpida come fango)
Emersa dalle carceri di carne
sei eterna come ombra di labbra
sull'orlo colmo d'un bicchiere
negativo pallido di fonte nella fonte
(e sei vera come le budella di una bugia)

Noi

Quando delle labbra tue
vesti le mie
e come cera
la pallida pelle
declina le rimembranze
del suo amarsi
sciogliendo il tempo
della rugiada
mentre la farfalla
non si turba
di vivere più del giorno
l'anima mia sento
come mare in un bicchiere
finito orlo d'infinito
nell'essenziale tratto
del noi

Fama

Fama, come luce interiore
che il cielo veste
in forma di stella
soffiando i desideri del Creato
nell'infinito arpeggio
di gloriose rimebranze
che solo l'universo
padre d'un battito
che umile pulsa
di un amore antico
per l'umano errare
riesce a partorire

Diaframma

Oggi l'Amor
non ci conosce
annusa distante
il nostro profilo
mentre l'aria si veste
del vapore d'una rosa
che troppo presto
ha lasciato le sue spine
Oggi l'Amor non si illude
come algido giglio
nel segreto diaframma
di intenzioni color seppia
delle sue ragioni
si fa specchio
fumando le cicche di una Storia

L'ululato del bamboccione

Zia Mariarcangela, che io conosco personalmente, è una simpatica signora ultra settantenne la cui lingua, qualche volte, fa a cazzotti con il lessico italiano.
Ecco alcune primizie:

"Stanno eliminando tutti i gatti neri perché portano la iena"
(30 minuti orsono)

"Devi chiamare vuvuvu 187 punto ics"

"Nunzia chiamami fastum (fastweb) ma digli che voglio il telefono senza internis(internet)"


"Nunzia guarda quei poveri barboni , col freddo moriranno tutti addesidderati"


"Nunzia lavora fuori Alessandria, ogni mattina prende il treno , fa la pentolara(pendolare) per lavorare"

"Nunzia ma dalla Sicilia sei venuta col farrabut(ferry boat)"

Al prossimo ululato
ciau

Divenire e Nascere

Densa, come manciata
di respiro gettata
nell'oceano dei minuti
scorre la memoria orlando la scia
del lacrimar dell'anima
e il futuro antico
come pagina senza inchiostro
arrossisce all'interrogar del Tempo
dove fiorisce Certezza
muore il Divenire
crisalide denutrita di Presente


Nascere
E se fossi nata
dall'attrito tra il Tempo
ed una lacrima
occhio il ventre tuo
e melanconia l'amniotica sostanza?
Fosse il riso sincopato di una rosa
l'incanto dei miei giorni di rugiada
dove luce conduce buio
e buio luce all'anima soffia
come mantice eterno
di musica muta
e silenzio d'inchiostro


Lunare

La dove l'Universo
corteggia l'ultimo astro
riposano i miei fantasmi
ed han passi di fuoco,
vesti d'anima
e il fiato acre
di chi con le parole
ubriaca il tempo
La dove il cielo
è il carillon di Dio
l'alba schiude in sole
l'orizzonte
relegando alla Luna
l'arbitrio del Sogno

L'angelico andare

Ho respirato il fiato
di un angelo
mentre il destino
si legava alle mie dita
ed ho volato
tra i rivoli dell'anima
restando attaccato alla vita
e quando l’angelo
ha respirato,con un bacio, il mio fiato
ho dischiuso la mia pelle al cielo
sulla curva di un soffio anelato

Vanità

La vanità incrosta l'anima
come sale arde le lingue
privandole degli innati umori
unico suono la vanità concede
il fruscio sibillino
delle sue coltri spesse
ammantate su occhi
a forma di bendati specchi
che altra arte non hanno
che il guardare

Amar _Ti

Amor cola, atono,
nelle periferie dell'anima
e umile trasuda la finzione
tra il perfetto voluto
e l'imperfetto desio
dondola un cuore di mollica
e, come Pollicino scalzo
che dei rovi conosce ogni disegno,
sbriciola incerti segni
verso la Ragione
Oggi è difficile amarti
se anche il mare urla
le sue apparenze
e il vento in dilaniati acuti
canta l'odor delle colline
mentre lutto veste la voce paterna


Tre parole Dedica a politica ed elezioni

Tre parole Dedica a politica ed elezioni
liberamente ispirata a :
testimania.leonardo.it/t [...] 24036.html


C'è solo una cura
Io so che lo sai
È una scheda con cabina vuota
Io mi fiderei

Bravo puoi sbarrare
Simboli che non sai
Sei il tuo guaritore
Son nel tuo mondo

Dammi tre parole
Rappresentare
Governare
rubareeeee

Dammi un voto che mi fa mangiareeee
È il partito che ti vuole
Prendere o lasciare
Stavolta non farlo scappare
Sono le istruzioni
Per legarti le mani
Non sarai mai più
Così tassatoooooo

Parla a voce bassa
Spiegami che vuoi
Sai ne è pieno il mondo
Di ladri come noi
Slaccia la mazzetta
Ungi il politico che
mangia la banana e la buccia lascia a te
E gira in tondo
E gira in tondo

Rit.

Dammi tre parole
Rappresentare
Governare
rubareeeee

Dammi un voto che mi fa mangiareeee
È il partito che ti vuole
Prendere o lasciare
Stavolta non farlo scappare
Sono le istruzioni
Per fregarti con le tue mani
Non sarai mai più
Così precarioooooooooo



Tra partito e cielo
In mezzo trovi me
A volte è solo un velo
Un giorno, un fulmine
Sei hai dato dato dato
in cambio chiacchiere avrai
piove governo ladro , elettore dove seiiiiiiiii?

Rit.

Dammi tre parole
Rappresentare
Governare
rubareeeee

Dammi un voto che mi fa mangiareeee
È il partito che ti vuole
Prendere o lasciare
Stavolta non farlo scappare
Sono le istruzioni
Per tagliarti le mani
Non sarai mai più
Così derubatoooooooooo

Io non ho radice

In settembre
l'asciugarsi di un respiro
mi tranciò il cuore
come fiore abbandonato
ad un tornado
Inginocchiata
a un Dio bastardo
che aveva tagliato la mia radice
tolti i guantoni all'anima
cominciai a pregare
un urlo muto
ché stride più
all'orecchio dell'Universo
una voce ingoiata
che cantar la rabbia
Ed io non ho radici
se non questo danzar d'inchiostro
che al cielo mi tende
e all'infermo mi tiene

Madre

Tu asseti gli occhi miei
e l’anima di sale rendi
mentre scendi copiosa
come l’umido di un lutto
fra le aride ore di pietra
Sei ardente lava asciutta
rappresa d’amniotica perfezione
in lapidea conca di dolore
e amor generatore sei madre
che dalla vita muori
e nella morte, eterna, rinasci

Transito

Mentre il ricordo denso
passeggia lungo la periferia
della bocca tua
non c'è scia di galassia
che riporti l'orma delle labbra
impresse sul destino mio
e l'anima senza abito di baci
la gelida china risale
e amore arde ingrossando
l'arido vento della distanza

"Sentire" "Il fresco odore della notte"

Le ore son ghirlande
che decorano il Giorni
per rubar solitudine ai minuti
ed il Destino
si fa servo del Cielo
offrendo i suoi occhi all'avvenire
è come una vergine donna piena d'amore
la Ragione pronta a sbocciare
sulle ardenti lingue del Tempo
mentre nell'orgasmo cosmico
una stella si consuma
della sua stessa passione
cadendo nelle culle degli ignari amanti
allattati dal suo terreno migrare


Il fresco odore della notte

Hai mai annusato
il fresco odore della notte
quando lungo gli argini della sera
il sole si spoglia del suo tepore
per vestirsi di algida luna?
Dove il mondo si benda di buio raccogliendo le stelle
ed il rumore suo ferma
mentre intorno all'Universo solo l'umore del mare freme
eccitato dell'immagine specchiata del cielo
la il fresco odore della notte giace
arcano errante portatore di speranza antica

Quieto vagare

Dove l'iridata pupilla
dell'orizzonte
fremendo di luce
il mar per la chioma sua tiene
disegnando gli amorevoli tratti
dell'alba
vaga l'anima mia
di tenui raggi vestita
respirando quiete
son orme d'amore
i curvi nembi vaporosi di sole
e un Dio mietitore di preghiere
gioca a far origami
con le bianche pagine cariche di Destini



Gossip

Hai udito gli angeli oggi?
Urlavano dalla prima pagina di un giornale
con al posto degli occhi due cliché
Hai visto Dio ieri?
Camminava all'Inferno
reggendo l'umanità tra le dita
come un mozzicone dopo l'ultimo perché
Quale dignità ancor ci tiene in Vita
se così audaci siamo da spegnere le stelle?
Riposiamo adesso all'ombra dei nostri alibi
domani un Onnipotente stanco
letta la nuova cronaca antica
ci spegnerà sull'orlo del creato
soffiando via anche la cenere
ché nemmeno d'esser concime
è degno questo umano seme

Ultima notte

E l'ultima notte
si spense calda
come quel freddo Dio
che ti giocò a sorte
A volte la Vita
come un eterno Giuda
ti bacia per metterti in Croce
Ora di cenere son i tuoi margini
terra tra la polvere
e nelle mute orbite spirano
loquaci monconi di stelle

Giglio e Rosa

Il tepore della Notte
si spoglia dei candidi suoi veli
per arrossare i sogni degli amanti
così scivola Amore
nel ventre dell'ultima stella
e la gentile mano del cuor di lui si veste
come giglio che abbraccia la rosa
Del vagito della Passione
vibra il finito nodo dell'Universo
mentre la Vita, ancor, ad Infinito
il suo abbraccio tende
oltre il luminoso valico
del Sentimento antico



...Come quando la fresca notte scivola, in primavera , dentro l'auto dal finestrino semi aperto ,mentre suona una musica lieve e ubriaco di felicità a Morfeo ti sei donato e pensi che tutto, come quel momento, è perfetto

4 vecchie poesie

Indefinito incanto

Indefinito incanto lasciarsi scorrere
senza spessore di lineamenti
e tratteggiarsi oltre i lenti fili
dell''attesa per spezzarsi, poi,
in monotona nostalgia
E se una lontana primavera
ti sorprendesse,ancora,
bagnandoti del mio egoismo
sapresti, in un'altra alba,
come madre con mani d''uomo,
disegnare per me l''indefinito?
Adesso, muta, come salsedine
che si disegna tra ferme onde
scolorirò nel mio cielo
*****

18 ottobre 1975 La mia lapide
30 grani, quasi,
recitati a un Dio
che gira di traverso

con i chiodi di suo Figlio
cominciai ad incidere la mia lapide
nelle sfumature pari d'autunno

da mia madre imparai
a non legarmi troppo
a questa terra
e alle viscere insegnai
a non chiedere amore
ne "carne", ché due versi
senza rima potrebbe durare
il mio domani

e si piangano altre storie
e non un fiore muto
anche di spine e
orfano di radici
*****
E ancora...Madre

E ancora
suoni per me
il tuo volto
nel silenzio
che mi pare
di udire
tra le cose
della casa
sento
che mi respiri
in tutte le
cose di me
e ti nutri
ancora di vita
distesa
sui miei giorni
Le mani
a catino
raccogli
le mie lacrime
per dispederle
al cielo
ché
mi perdoni
per non saperti
perdonare

*****
Monologo di un amante
Monologo dell'amante
Ho stropicciato
lenzuola come ali di farfalla
frastagliate dal vento
e spettinato lingue,
convinte d'esser calve,
avvolte in spirali
di atone apparenze
Ho amato, si, amato intensamente
come fuoco covato sotto cenere
di perbenismi affidati
a mani di banchiere
ed ora quei diamanti
son tizzoni di folocari spenti"

****

Iperbole di Vita - Dedica ad un amico ricercatore
Legacci di cielo
si annodano in galassie
ma le stelle chiedono
forse
ad un Dio immobile
il motivo del suo Amore?
Adesso, tra formule di carta
ritrovi sentimenti d''inchiostro
specchiati in spalle curve di ricerca,
inutile interrogare l''equazione dogmatica
di un sentimento
Dimmi,
può l''incognita restituire tutto l''amore
non dato?
E tende all''infinito l''angolo della lacrima
che senza baricentro
ti massaggia l''anima







Sera

Quando lungo le membra
dell'ultima stella
si prosciuga la notte
ingrossando il suo cammino
e la Quiete
con le lunghe sue dita
gli occhi appanna
con la nebbia di Morfeo
alla silenziosa china
del sonno m'abbandono
cullandomi nella vetta del Sogno


NeNe (Nebbia e Neve)

Nene
luminosa nenia
in gelo il suo tepore
scioglie
Nene in rarefatti
pascoli di Vita
arati di ricordi
senza seme
Nene ubriaca di lontano
graffia gli occhi
in lacrime
e piove l'anima
su una terra mai mia

Ritratto

Piove la vita
oltre fitti argini
di ciglia
scende alla bocca
ed innalza
gli angoli suoi
carceri di melanconico ricordo
scalando le narici
con dita di domestico respiro
a risalire poi
in acqua trasparente e sale
agli occhi
specchio d'anima
vestita di profondo
mare

Auguri

Desidero Augurare, con la A maiuscola, un Natale sereno e pieno di ciò che il Vostro cuore desidera a tutti Voi.
Grazie a tutti coloro che con le parole mi hanno tenuto compagnia, incitandomi a non abbattermi quando ero disoccupata e stavo qui su equi con l'umore distrutto ; le Vostre parole son state doni preziosissimi ancora più di tutto l'oro del mondo.
Grazie a chi ha creduto in me, quando nemmeno io ci credevo più

Vi bacio affettuosamente e Vi raccolgo in un grande abbraccio!


Che la Vostra arte sia sempre florida e piena di amore

E con questo tenero video, vi saluto:)



it.youtube.com/watch?v=rfqNXADl3kU

Un mio rap

Non faccio musica, ma stamattina mi ronzava in testa questo rap :-)


Non cambio
Non cambio
e della pelle che mi porto
a spasso non mi lagno
Non anelo al Billionaire
e non leggo Marie Claire
io a Briatore
preferisco paperino come Animatore
Non cambio
Non cambio
e della pelle che mi porto
a spasso non mi lagno
Alla De Fillippi
sostituisco Pippi
non spasimo per il tronista
io sto ai bordi della pista
e non importa se non sono in lista
alla Smart preferisco il go cart
niente tacchi a spillo
o aria da velina
quando parli con me
devi guardare gli occhi
e non la tettina

Non cambio
Non cambio
e della pelle che mi porto
a spasso non mi lagno
E ricordo i tempi di Candy Candy
e Drive In tutto era magico
come in un film
Oggi siamo in tanti
milioni di milioni
ma più che alle stelle
somigliamo ai coglioni
Non cambio
Non cambio
e della pelle che mi porto
a spasso non mi lagno
Dirai pure che sono infantile
ma io son fuori dal gregge
e fuori dal tuo ovile
Non cambio
Non cambio
e della pelle che mi porto
a spasso non mi lagno

Buona Vita :-)

Scorre

Così scorre
come polvere
su vecchie cortine
chi dimentica
e con un crisantemo
al petto
ogni giorno muore
tentando di annotare
il presente
Così scorre
come un volo cieco
senza bussola
chi il domani
pasce di risposte
e non nutre l'oggi
di presente

Libertà

La conchiglia
non teme la sua prigionia
con ali di corallo
il cielo fende
e nel ricader d'azzuri scampoli
al fondo rimane ancorata

Il Tempo, intanto, gode
della saggezza del Vento
un riflesso avanti
ed un passo indietro
chino sulle miserie dei giorni
nel mare si fa specchio
e l'ignoranza abissale
dell'eburnea prigioniera
burla

a DAM

A te legata
dall'onirico fluire
del colore
nel flusso di setole
che accarezzano
il volto
Come muta stella
nell'abissale rete
il gorgoglio della corrente
anela per accendersi
in nenia
così la voce tua cerco
per misterioso in-canto
a te legata


Pioggia

Scivolò la pioggia
nelle mie tasche
attesi il Tempo
e mutai il Varco
sul negativo pallido
impressionato dall'Anima
nella camera oscura del Ricordo
cominciai a sognare

Scivolo' la pioggia
nelle mie tasche
non chiese il biglietto di ritorno
e pensai fosserò lacrime

Da finestrino Alessandria - Torino on the morning

Cola in nebbia il mio mare
e timida luce dipinge
in fresco autunno
la rugiada
mentre Morfeo si fa Caronte
sui binari assonnati
dell'istante
uguali scivoliamo
nel ventre dell'Alba

Fuit

Tremula sinfonia
spogliata di pelle
adorna di dolore
mentre il cielo distratto
intessendomi il destino
chiudeva gli occhi sulle mie miserie
l'Anima,tagliate le radici
ha udito l'Altrove

Spazi

Doppio
estraneo all’Uno giace
schiena contro schiena
della passione
il Giano bifronte

Nel vicino tocco
si plasma ardendo
la lontananza

La gratitudine della notte

La gratitudine della notte
è pane di sognatori
profumato d'acerbo tepore
di amanti sospesi
in fiammelle asciutte
oltre le cortine del domani
Come la conchiglia
dimentica la melodia del mare
e il muto guscio abbandona
all'inganno del tempo
così il buio, liquida fiera
dai silenti artigli
tutto assorbe e dimentica
nel suo ventre occhiuto

Petali e legno

L'anima rappresa
nel concavo legnoso della lacrima
di malinconia si veste
e come sposa adorna
di corolle abbandonate
con unguento di ricordi
le cicatrici allevia
L'io conosce i passi dell'amore
come rosa si sfoglia
in umile tepore
così lo sguardo si schiude
al curioso vagare dei sensi

Credo Sospesi

I credo son pane molle
quando la verità
è boccone duro
tra denti senza saliva
e ali per voli moncati
I credo son specchi
con dipinto il riflesso
che di te vuole la folla
e lacrime di occhi disidratati
su spiagge d'intenzioni prosciugate
L'ultima parola
non appartiene all'uomo a Dio
è il coraggio di guardare l'anima
senza lenti scure

Sospesi
Staremo sospesi
come corde tese
a prorompere in armonia
ché non ci appartengono
finestre chiuse e mura aperte
nè di finito ed infinito
è la nostra anima
sfumata in ritagli di cielo
Staremo sospesi
oltre il nudo gentile
al varco illimitato dell'istante
a scambiare le nostre solitudini

Anestetizzare

Anestetizzare
il riflesso vacuo del
dentro uno specchio
dal riverbero infranto
drogandosi di ricordi e dolore
Sciogliere il limite ghiacciato di baratri
nel caldo caos del colore
lasciarsi macerare in fiumi d'inchiostro
e vedersi naufragare nello sdegno di
Ed è nel silenzio che l'anima mia
si eleva suonando come arpa il cielo
per mutare in canto e volo di libero gabbiano

Io, pagliaccio demente Ballata scritta per me

Corde di lacrima
e archetto di sospiro
io, pagliaccio demente,
suono per me la danza del rimpianto
Sguardo fumoso e cuore di cenci
io,pagliaccio demente,
suono per me uno stridulo sorriso
Dita trafitte dall'anima
e occhi pugnalati di dolore
muto allo scrutare della folla
io, pagliaccio demente,
solo all'inchiostro dono la mia voce

L'attimo

Il ricordo si adorna di lacrima
schiudendo corolle d'abitudine
e la bocca arranca
prigioniera della lingua
sul limite infinito del Silenzio
Vestirsi del velluto della rosa
e farsi sabbia rapita dal mare
perdendo il senso nel fragile abisso
di umido Dolore
La passione ha occhi chiusi
come riflessi di celesti stelle
prigioniere nelle trame di taglienti coralli





Vene di vetro

Con vene di vetro
e sangue evaporato in sabbia
come clessidra asciutta
sommo i passi del mio Tempo
La comprensione ha sapore
di rose bagnate di sale
così nell'ignoranza sottile
come guscio di uovo sterile
resta la lingua muta
asfissiata dall'amara saliva
del suo misero castello di parole

Grazie a
Dreand Andrea Martinelli
per avere "ispirato" con un suo commento questa mia

L'occhio dell'angelo

L'alba di Dio
ha lasciato cadere
l'occhio infuocato di un angelo sul mare
e piove fiocchi di caligine
negli abissi che orlano questa terra
che regala umidi sonni ai figli suoi


Regnare

Ho udito l'anima mia declinare
col sole alle spalle
per risalir, poi, la luna
conosco le icone di dolore e incertezza
vestite dal profumo , assente, di tepore materno
son sassi con profilo di montagna
i pieni vuoti del mio incostante tempo
ché nulla son io se non il respiro di uno sputo
sono il re della mia stessa prigione
per manto un cencio di cuore
e a corona un diadema di lacrime

Le stanze della solitudine

Arpeggi silenziosi
come distratti viavai di sguardi
intrecciano strade di ore
per divenir torri di giorni
Pensa quanto il Tempo
è simile alla lacrima,
scorre come acqua e sa di sale
e l'anima come lingua muta
tenta di catturarne i contorni
Le stanze della solitudine
hanno il suono di perle sgranate
al capolinea del tramonto

Uno

Come la goccia nell’onda
si allarga e annienta
per essere Uno con l’abisso
così il mio sguardo
fuso alle tue ciglia
ha increspato le vie
della mia pelle
Oltre la cortina della tua nudità
ho visto l’eterno silenzio cui appartieni
mentre ti lasciavi scivolare
l’anima lungo fianchi

Dissolvenza e trasparenza

Evaporazione uno
Si dissolve il ricordo
in liquido piombo
come cortina di piume
E' orlo di trasparenza
il Tempo ricamato di istanti
tra due lancette
si schiude lo sguardo
sull'orizzonte salato dei pensieri
l'anima attende l'ultimo paio di ali



Evaporazione due
Con petali di poesia
scivolati dagli angoli
asciutti della bocca
ho reso omaggio
alle pagine del tuo libro
ma la passione brucia rapida
evaporando in opaco cerone
con le setole delle tue parole
ho dipinto la mia maschera d' idiozia
marcato è il confine
tra labbra e cuore

Semplice - Contrario

Semplice come petali
spalmati
sul pane del tuo corpo
Oltre i contorni
disegnati
dall'orlo della bocca
le perfezione* è
negli occhi del cuore

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-----
Rotolate le cieche pupille
come dadi dai numeri stinti
sul piano inclinato del Destino
resta fiele pastoso tra i denti
Affacciato sulla maschera
dalle orbite vuote
invochi il sobbalzo di respiro
troppo fitte son le sbarre
della solitudine per filtrare aria
chiediti, adesso, come suona
il battito inspirato
di un cuore aperto al contrario

* proposito di perfezione
www.youtube.com/watch?v=5qOMLHUYfX4

Prece sull'ultima rotta

Quando schiuderò
gli occhi all'Eterno
tappate la mia bocca
con un pugno di coriandoli
ché con le lacrime di rabbia
possa sputare colore
in faccia agli angeli
con stelle filanti chiudete
le mie orecchie
ché non odano
sul baratro dell'addio
le catene di lamenti
con cui legherete l'anima mia
sciogliete questo griggio Ulisse
vestito di cenciosi ricordi
d'unguento di silenzio
imbalsamatemi il cuore
nel frullo a marcia indietro
del suo nuovo tic tac
ché sia un faraonico Carnevale
la nuova rotta della sua chiglia

Canto di una giovane madre

Della Croce ho rubato un tassello
e le spine nel cuore della Madre
per la mia carne ho fatto Croce
Unica prece mi è concessa
che il sacrificio di ossa e corpo
la Vergine Materna
trasformi in luce per il figlio mio
petali siano le lacrime sue
per l’anima mia
quando bambino con occhi d’uomo
pregherà la stella
che ultima indugia nel cielo
ed io labile fiore dal fragile stelo
alla Madre mi abbandono
il suo eterno abbraccio
sarà per me culla
quando il Figlio suo vorrà
mutare in brezza silenziosa
il mio respiro



Nota:avevo già scritto una simile poesia, ma l'ho cancellata senza salvarne una copia e ora non la ricordo, poiché scrivo di impulso; ma se penso alla persona cui è dedicata è così che la poesia, d'impulso, prende forma oggi

Cinismo

La misura è colma e guai per la goccia che ci è capitata. Ho chiuso con la gentilezza, il buon senso e affini. Non ho intenzione di trasformarmi in una maleducata, semplicemente, non scherzerò più, mi interesserà più nulla , oltre le opere degli utenti.
Il sensibile è visto come la pecora fragile su cui sfogare le frustrazioni, perché è più comodo sfogarsi con una pecora che con un leone.
Non terrò più conversazione, sarò professionale, quindi non meravigliatevi per la mia fredezza a venire.

Piccole precisazioni
Non ho bisognno di cercarmi storielle qui dentro, quindi i miei "ti voglio bene e bacini" non sono esche ne, tantomeno,lo sono le foto.
Non sono sola(sia nel senso più ampio, che in quello più stretto del termine), anche se qualcuno ha avuto questa idea o ha colto questo. Il vuoto(lasciato da una persona a me carissima)non è colmabile da "peni e penini vari" , ne con storielle sciocche.
Amen

Sembra quasi che la mia opera di ieri sia stata un'intuzione

La lingua uccide più della spada

Scevre lame
lacrimando
saliva
cadono
nidificate
in molli papille
incrostrate di fiele
sordo l'orecchio
chiude l'uscio
al gocciolìo


Gira-Soli

Si delineano
i girasoli
nella raggiera
dell'afa
trancia il sole
ogni mio dubbio
con vibranti
occhi d' arpa
per la memoria a venire
alla mia mente
suono il tuo profilo
tremulo e solido
come tassello
di infiniti puzzle
e puzzle di tasselli
infiniti


Il pozzo dei desideri

Nel pozzo
dei loro deisderi
mi han rinchiuso
io bambino
io pupazzo
io per loro pazzo
nel pozzo
dei loro desideri
mi han rinchiuso
gli orchi
mi han assaggiato
come marmellata
spalmato la mia vita
di silenzio
e chi a me
adesso
restituirà me stesso?
Nel pozzo
dei loro desideri
mi han rinchiuso
e io uomo
nel bambino
adesso
mi rinchiudo






Fenicottero

Fenicottero
sfumato di ombre
tra la volta d’ aquilone
delle tue lunghe gambe
avvolgevi il mio sonno
ed io
contando eteree costellazioni
di nei sul tuo trasparente essere
al sogno ,cullata da quiete
bambina
mi abbandonavo



note: L'immagine allegata alla presente è stata presa dal web

La mia voce

Se volete sentire la mia voce eseguite le istruzioni:
Andate a questo link
file.webalice.it

e inserite i seguenti dati
Username: babbea75
Password: arcobaleno

effettuate il download del file "I Poeti"
;)


.............

I poeti masturbano
le paure
sciogliendole in orgasmi
d''inchiostro
e si passeggiano
l''anima distratti come aquiloni
col cuore in bilico
sul marciapiede

I poeti alzano
il mazzo si giocano
la "mano" sbagliata
e ti fiutano con
la testa reclinata di lato

I poeti sono punti
di sospensione
piovuti sui confini del mondo

Nunzia Cosenza
25/11/2005







Amore

Dell'Amore si è cantato
con catene ed anelli
nell'apnea di un bacio
col volto della luna
nel volo di un pensiero
con lingue di una fiamma
della Sua forza si è cantato
che atterra e che solleva

Ed io vi canterò di spine
tra le dita dei piedi
di passi sanguigni di passione
degli occhi senza mappa
verso gallerie ignote
di una rosa adorna
di perle di rugiada
del concavo e convesso
del vuoto e del pieno
fusi insieme per danzare
sull'orlo dell'orgasmo
Della Lingua
fabbro di pugnali
e telaio di baci
vi canterò
disegnando la spuma di una stella





Buca

I petali
divennero cera
nel barlume di ciò
che restava
quanti giorni vuole
ancora
il mio rosario?
Ogni grano una lacrima,
mangerà Dio il pane
del mio dolore?
Chè siamo, soltanto, briciole
sul tavolo da biliardo
del Destino
oggi il cielo
colpendomi l'anima
ha fatto buca

www.youtube.com/watch?v=XYKPyjH2sVQ

Circo

Le ore colarono via
vuote come nasi di pagliacci
dopo lo spettacolo
Non c'era nessuno
alla porta aperta
a lavar via il cerone
nessuno a tappar la bocca
alle scimmie che recitavano
nell'angolo
Nessuno nemmeno nel riflesso
dello specchio mentre cantavo:
"Trovami..."

Scrivendo...

L’uomo che ha molto sofferto può essere grande rabbia o grande amore….



Gli occhi erano stanchi , ma quel sogno doveva essere finito. Osservò la tela, i colori gli apparivano abbastanza ruvidi e reali: la luce chiara contrastava in modo deciso col cianotico del viso e i colori sgargianti dei vagoni del trenino di latta abbandonato sul pavimento, sorridenti occhi di bambino spiavano attraverso la serratura l’immenso corpo penzolante dalla corda fissata al soffitto grazie ad un grosso gancio metallico.
Firma, il quadro era terminato , adesso, poteva riposare.
“Edizione straordinaria – Il signor Tal Dei Tali è stato trovato impiccato nel suo appartamento; dietro il suicidio un’agghiacciante verità:l’uomo era un pedofilo,lo ha confermato il bambino, scomparso da casa in circostanze misteriose tre mesi fa, trovato a giocare nella stanza dove è stato rinvenuto il cadavere - "Adesso posso crescere anche io" – ha affermato il piccolo tratto in salvo dalla polizia.
“Bene , possiamo appendere anche questo…”
Nell’enorme stanza dalle pareti viola c’era un “prato” di tele senza cornici, tele di tutte le dimensioni.
Paesaggi , donne, sguardi, attimi si rincorrevano in un fluire caotico di colori.


Si sentiva diversa: fresca e colorata. Piegò delicatamente la testa ,osservò il suo corpo e scoprì che era verde, delineato da foglioline , i suoi capelli erano petali; avvertì i fresco della terra che copriva i suoi piedi divenuti radici. Un vento profumato , proveniente dalla finestra alle sue spalle, carezzava delicatamente la sua corolla, si sporse a guardare il letto accanto al vaso in cui si trovava, lui riposava sereno :gli occhi erano chiusi in un sorriso , le lenzuola scoprivano il petto e le lunghe gambe disegnate di nei.Il fiore provò una grande gioia, sentì tremare il suo stelo ,si protese in avanti , con le foglie e i petali cominciò a carezzare il volto e il petto dell’uomo all’altezza del cuore, lui aprì gli occhi e la guardò.
“Amore..Piccolo fiore….” disse richiudendo gli occhi, una lacrima di gioia bagnò la sua bocca.
Rimasero vicini per sempre nell’eterna notte incantata , mentre un grosso micio color sole miagolava al loro amore.

“Bene piccolo fiore, auguri allora…” - il Pittore si avvicinò ad annusare la sua opera, profumava di Vita come aveva immaginato.


Due tele più avanti stava lei, lei che in realtà era in ogni tela, lei che era nelle setole della sua anima, nel colore che scorreva nelle sue vene; l’aveva pescata , solitaria ed esotica stella marina, tra le maglie di una fitta rete . Per lei aveva dimenticato la famiglia, era divenuto un altro ma con un solo cuore, aveva dipinto stanze, albe , sogni, per lei aveva dato in pegno il suo cuore.
Un giorno lei senza ragione e parole sparve nel suo mare, per navigare altri lidi o per tornare a quelli antichi.
Lui restò solo con la sua pittura, suo unico , fedele amore.
Ormai non aveva più nulla da sognare, il suo tempo si era fermato nelle pennellate armoniche di quell’angelo in attesa sullo scoglio. Decise che avrebbe sognato per gli altri. Stanco di malinconia, mentre una pallida luce lunare sfumava il viola della stanza, si addormentò tra lacrime e tele per iniziare un nuovo sogno.

----------------------------------------
-------
Tintin

tintinno
tentennando
tenendo

tintinnii
tentennanti


Di ciò che resta

Non ti donerei
fiori oggi
perché ridi,
sbiadito flash
nella memoria
di un istante,
incurante del
marmo

Chiusa nella tua
pietra e sonora
di muta parola,
mi vegli

E così
ti lascerei
ad annusare,
distante,
l'odore del mio
respiro
che cola,
come resina,
dal tuo
cipresso
mentre con gli
artigli del tuo
eterno affetto
mi scavi
l'anima

ognuno è...

Dentista

Pensieri cariati
privano di morsi
gli slanci del
mio ardore,
omogeneazziti di sentimento....
Dentista:"Anestesia, please"
--------------------------
Trama
No
n andranno a dormire i sogni,
allo schiudersi del sole,nel cassetto
della coscienza

Rimarranno impigliati alla tua mano,
trama di ragnatela, aperta in un saluto
nella foto

E si spegneranno, mosca agonizzante,
nell’invisibile negativo del tuo pugno
chiuso, come mandibole serrate
di famelico ragno, dal crampo
della fame di ricordi

---------------------------
Bouncing jumping

Dal ponte dei ricordi,
imbracato alle mie lacrime,
faccio bouncing jumping

Le lacrime son anaelastiche,
non mi riportano indietro
e resto nel vuoto, crocifisso
alle nuvole del passato

E nel silenzio del presente
nascondo la mia vita
-------------------------
Rubami il cuore
e sii ladro originale,
ché¨ il furto
sia il mezzo
e non il fine di questo amore

La ragione,
guardia austera
di ogni raddoppiato battito,
ritorcerà contro di noi il dubbio,
pesante manganello,
tu ignorala
e infrangi la legge
di questi giorni di torpore
privati al sentimento

Aiuta ad evadere
questo stolto prigioniero che solo la sua voce
ascolta
e di pane di incertezze
e acqua di lacrime si nutre
attendendo la sua mesta
esecuzione

-------------------------

Il cento e tredici

Il cento e tredici chiamo
e chissà se la tua voce
mi risponderà
E mi dirai rombante:
"Sono assente trombante
o lavorante
o amante
o che dell'armadio a muro
hai rotto le ante..."
Il cento tredici chiamo
e chissà , se giustificata la tua
assenza, una manicomiale
autombulanza,bianca
come lavata
col Miralanza,
inviata da te
a prendermi verrà !


-------------------------
Fiori e letame
Fiori e letame
su un letto di spine,
incosapevole fachiro
ritorto nei suoi pensieri
ché¨ la solitudine rende bestie
dalle cruenti fauci
e la poesia cede il passo
a sordi colori monocromi

Fiori e letame
su un letto di spine,
puoi amarmi o odiarmi,
ma non raccontarmi la favola
antica delle sfumature

Puoi

-------------------------


Non c'é¨ moneta che paghi
il bagliore distratto
dell'ostrica chiusa
immersa in tornanti
di onda e di sabbia

friabile corazza di
sale e passato
con trama di sogni

mi regala parole
coi silenzi rapiti
alle distese del mare

Gioco a rubar il suo tesoro
ma mistero resta,
così dolce e amaro,
nel tacere di bocche lontane.

Viaggiando

Prendereme

Aspettavo,
con la Morte
tre volte legata
ai capelli,
seduta nel viale
di eloquenti
specchi sordi
facce inutili
disegnate dal riflesso
del mio Dolore
truccate di
marcia comprensione
Aspettavo
e arrivai io
dal buio
alle mie spalle
io piena di amore per me
io piena solo di me
e prendendomi per mano
mi sollevai

E la Morte è stata cenere
il Dolore è stato cenere
e l'ira abortita dalle
mie viscere è nata in amore
che urla il suo riscatto al Mondo

E le sofferenze sono corriandoli
di sorrisi lanciati dagli Angeli
di terra verso il Cielo

-----------------------------------------
-----
Ad una donna in bianco* e nero*
Tra piogge d'argento
lieve polvere di silenzio,
felpata,
bagna il tuo sguardo
in bianco e nero
inzuppato di oceani
di malinconia
ma sei a colori,
donna,
come la tua tela
e lascia,
dunque,
che dalle stelle
ferme li come punti
cardinali
di desideri,
scendano corde
boreali di cristallo
da risalire
ché manca un solo
astro alla tua costellazione:
TU


--------------------------
--------------------
Tuffi
Straripa
su trampolini
alti di vita
il Destino
inarcandosi

--------------------------
--------------------

Bambini noi
Se il respiro
avesse ali
sbernerebbe
la soglia
tra le nostre
dita opposte
prigioniere
per ricadere,
noi,
come bambini
abbracciati
annussandoci
i cuori

-----------------------------------------
-----

Post Scriptum

Post Scriptum

A piè di vita

Io

silente, ritorta, lapidea

lacrima

Prigioniero

a briglia sciolta

in ricordi sfrangiati

----------------------------------

Maramore partenope

Oggi il cielo
ha un sapore diverso
sfuma tra persiane di nuvole
come mare ti riporto
alla deriva di te stesso
senza fiato ti raggiungi
regalandoti un sorriso
costruisci altalene
intrecciando catinelle di coriandoli
schegge di me
esplose dai tuoi pensieri
----------------------------------
Il magro bottino di lunghe ricerche - Anche l’Amore

Saziato

di rivoli di carne

spietati

colati a curve d''inchiostro

fra buchi e fessure

ti cerchi



ma

con spalle al muro

Amore

ti urge il suo bisogno

mentre

orfano di carezze

conti

l'' inutile bottino

di cuori serrati

e gambe aperte

----------------------------------
Qu
ando i santi depongono la pistola


Non ci sono meraviglie
nel tuo mondo
se non sai guardarti
otre lo specchio
mentre i respiri di tua madre
inchiodati alla porta
scivolano su valzer
di miagolii sghembi
che si fottono le solitudine alcoliche
nel tuo fumoso castello
di istantanee in bianco e nero
e vestito di freddo
con le mani che puzzano di lacrime
ti cerchi l''anima tra le gambe
rimbombando gocce d''orgasmo
sul pavimento
Quando i santi depongono la pistola
anche le mosche tacciono
sulla merda sparsa
all''orlo del mondo



......

Indefinito incanto


Indefinito incanto lasciarsi scorrere


senza spessore di lineamenti

e tratteggiarsi oltre i lenti fili

dell''attesa per spezzarsi, poi,

in monotona nostalgia



E se una lontana primavera

ti sorprendesse,ancora,

bagnandoti del mio egoismo

sapresti, in un''altra alba,

come madre con mani d''uomo,

disegnare per me l''indefinito?



Adesso, muta, come salsedine

che si disegna tra ferme onde

scolorirò nel mio cielo

---------------------------------------------

Sogno:io e me

Mi sveglio

galleggiando

in metamorfosi liquida

di sogno

incastrata tra le palpebre

e così mi spoglio

di solitudine e forme

e mi specchio

nella bellezza di uomo

che naviga tra calda luce

di persiane

così diversa

e così perfetto

da abbracciare il cielo

-----------------------------------------
-----
Ciò che scorre sempre diverso


E mi piovono addosso
Angeli travestiti da barboni
e hanno mani precise
o voci che affondano l’anima
al cielo
Tra queste gallerie toppo vuote
per vedere voci
e sentire suoni
Solo fischi
di vite veloci
che sfiorano il mio binario
come treni
con finestrini appannati di dolore
Permettergli di vedere
attraverso me
e lasciarli andare
col loro carico di Destino
che non ha stazione

----------------------------------------------

Con-Dividersi

Come calde matasse

le lacrime si dipanano

verso i miei abbissi

umidi di croste

delle tue lacrime

che versi fino

ad usciugare i margini

dei miei sguardi

Il mondo è fatto

di spalle piccole

e grande amore

e sul fondale delle mie

debolezze attendo

forte come cristallo

che la tua anima

mi inviti a danzare

Scritto enon detto, detto e non scritto

Diapositiva
Guardo il riflesso dello specchio, alle volte la prospettiva crea curiose immagini:sembra che gli iris sulla mensola al di sopra della mia testa fuoriescano dalle mie spalle, come se fossi germogliata...Il loro odore mi inebria...Mi avvicino allo specchio e libero i capelli dal telo di spugna, qualche goccia bagna il mio viso. Portati così tutti all’indietro, i capelli fanno apparire i miei occhi più grandi e noto maggiormente il lieve strabismo che li contraddistingue e fa sembrare lo sguardo languido e malinconico .Appiccico il naso alla superficie dello specchio, con il dito indice ridisegno sull’immagine riflessa il lato sinistro del mio volto mi fermo all’angolo della bocca, è proprio bella , ripenso all’ultima volta che ho baciato, inumidisco le labbra per ricordare il sapore, ripenso ai tre uomini che hanno conosciuto la mia schiva femminilità, mi chiedo se e come ricordano.
Col pollice risalgo dalla punta del naso alla fronte , ne percorro tutta la superficie irregolare.
Mi allontano dallo specchio per guardarmi a distanza , alcune ciocche di capelli ,ricadendo scomposte lungo il collo, disegnano piccole curve scure sul bianco latteo della pelle che si affaccia dal decolleté disegnato dalla scollatura dell’ accappatoio , mi vengono in mente curve ali di gabbiani che accarezzano spuma di mare.
Piccole gocce scivolano sulla fronte….E’ come se migliaia di stille di liquido amniotico piovendo dalla doccia mi avessero avvolta in una placenta di serenità tenendomi sospesa.
Mi getto di schiena sul letto , mi rannicchio sul fianco sinistro voltandomi verso il comodino, allungo la mano verso il libro che stavo sfogliando.
Colori…Piccoli quadrati scuri si rincorrono su un’unica superficie dorata inseguendo cerchi concentrici e fiorati che mi ricordano le murrine veneziane , grazia e passione, abbandono.
“Gustav mi spieghi perché io ci vedo una figlia e una madre…?”

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Eterno Amore

Sette petali rossi
come pallide lune
calanti nel verde mare
tra le tue ciglia
sette tracce scure
leggere come semi d''inchiostro
nello scorrere dei tuoi capelli

Sette attimi
o sette vite
tra la fitta cruna
del tuo sorriso

E come puoi dirmi,
volgendoti distratta
oltre il mio incanto,
che l''amore non è eterno
se ,specchiandomi nell''ultima stella
del tuo cielo,
rinnovo anche oggi
la mia promessa?

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Favola 11/02/2003-2006


Mi spaventano
i conigli con il cuore di leone
hanno artigli affilati
come il silenzio

Ho gettato alle spalle
tre sassi di cartapesta
sono affondati senza radci
ché mani hanno scavato,
cieche, ciò che taceva
bruciando ogni ricordo


E pur vincendo,
anche oggi, la mia partita
mi ritrovo , come cervo in fasce,
a tremare, ancora, di leoni
col cuore da coniglio,
sicuri,tra verdi arbusti
di sorda poesia

Poesie antiche

Fiori

Così nell’oblio
senza parole
siam fiori umidi
senza carne
di caldo seme
e ardenti petali

Arsura di tocchi
ci consuma
in questa dimensione
senza angoli
di ore e mare

Saremo di noi
in noi
senza saperlo



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TeIo


Fondersi

tra ponti

d''immagini

annusandosi

oltre il limite

di solitari cuscini



Disegnandosi

in profili

di evoluzioni

senza ritorno

planate

su immobili farfalle



Restando

sospesi

nell''attesa

del nostro ritorno






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Amanti

Spogliati

ma non degli abiti

della tua pelle

mostrami l''anima

ché ogni dubbio

impallidisca

sul mio mio seno

a due centimetri di pelle

dal cuore

Della donna

è rimasta

la bambina

che non ha più fame

dimmi

cosa attendi dall''avvenire

le tue caramelle

hanno ancora il sapore

degli occhi

di un bambino

che annusa l''amore

tra le giostre?

Oggi

mentre il mondo correva

ho accucciato

i miei passi

sotto la bassa fronda

di rami sul viale

tra il verde ho guardato

scampoli

grigi di un piovoso cielo

nuvole

disegnavano i profili

lontani

del tuo ricordo

Distante

mi osservi

e quasi

hai paura di capirmi

io che non amo

e

non conosco amore

Lasciami così

Sussuro

Oggi
il vento
sottocoperta al silenzio
mi ha portato il tuo odore:
"Il conto oltre l'intreccio,
son due spiccioli di mancia.
Grazie"
-mi ha urlato-
"Brillanti, come corpi
rapiti sull'estasi.
Prego"
Ho risposto





Silence

Se il giorno

mi soprendesse

su sghembi binari

a cercare nei tuoi occhi

un sole nuovo,

persa nel passato,

non arrenderti

schiudi nel tuo silenzio i capricci

disegnati

sulla mia bocca agitata

oggi risorgo

quieta anima

che abbraccia

ai mie nodi mi abbandono

e nulla mi aspetto

se non l'oro

della tua parola muta

Pubblicata su Athena

Dolcezza e Amarezza

Siamo uguali:fragili, indolenti, bambini...L'ho intuito subito guardandoti negli occhi, era come se dicessi:"Di te non ho paura, specchiati nella mia anima, ma con discrezione, in punta di piedi ché come compagnia ho solo il Silenzio..."
E come una lacrima al contrario son scivolata dentro di te...
Non ci interessa in modo particolare il sesso, ci basta stare abbracciati come bambini, annusarci..Tu sai quanto mi manchi mia madre così, senza dir nulla, semplice come rugiada, come fossi una bambola delicata di cui aver cura, scosti la ciocca di capelli sui miei occhi, aggiusti il cappuccio del mio giubotto e con la tua grande mano racchiudi la mia e, dita intrecciate, beviamo l'aria fresca e il sole..
Vedo tutta la tua bellezza mentre ti schermisci timido, poi , con abbandono, metti il tuo sguardo nel mio e, come uccellini cacciati troppo presto dal nido, voliamo oltre il dolore...



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Caleidoscopio

L'anima per coperta
mentre il freddo
disegna
strane storie
sui piedi nudi
le ginocchia
contro il petto
dipingono
il corpo in un punto
interrogativo
contratto in preghiera
Una bocca
forse
spende per me
due parole che
disegnandosi in fischio
s'intrappolano
all'orecchio
ed è come se
dieci, cento dita di lama
s'intingessero
tra i seni
a sorprendere il cuore
in un frullo tachicardico
Dalla punta del naso alle dita
piovono
i frammenti di questo caleidoscopio
in bianco e nero
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Anima caribe


Prendermi
di spinta urlata
dal basso
nello sguardo
d'istantanea
Catturarmi
spalmando voglia
colata
a impronte di dita
come pattini su ghiaccio
graffiata
in giochi di brividi
cullandomi
Perdermi
nell'alba che brucia
sfumandosi
di bocca a bocca
d'ignoto profumo
in Dolcezza

Ci pensi mai

Ci pensi mai
ai castelli sfumati
in lacrime
e alle parole
senza vento
a come il tempo inganna
le vene rendendole
rami secchi
alla mia anima di fuscello
sciolta in sabbia
sui petali
della tua attesa
ci pensi mai?

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